Pubblicare con Lulu: come stampare i vostri libri

Abbiamo già parlato di Lulu, un servizio che consente di pubblicare online oppure in maniera cartacea qualunque documento vogliate.

Ho fatto un piccolo esperimento: volevo acquistare il libro “The elements of statistical learning” di Hastie, Tibshirani, Friedman, sono andato su Amazon ed il libro costava intorno ai 70$, idem su Springer, poi cercando su Google ho scoperto che l’Università di Stanford metteva a disposizione, gratuitamente, l’ebook in formato .pdf del libro.

A questo punto mi è venuto in mente un possibile utilizzo di Lulu per scopi strettamente personali: mandare in stampa cartacea il file .pdf messo a disposizione da Stanford. Ecco cosa ho fatto.

Per prima cosa ho registrato una mia utenza su Lulu.com ed avviato un nuovo progetto “Libro a copertina morbida”; come potete vedere sono disponibili da subito varie opzioni, tra cui anche quella di richiesta del codice ISBN, la qual cosa mi farebbe diventare -a tutti gli effetti- editore del libro.

A seguire sono andato alle opzioni di stampa: tipo di carta, formato, tipo di rilegatura, colori della stampa. Per ragioni di budget ho scelto la carta “Professionale economico” e sono andato avanti.

Ho poi scaricato da Stanford il file .pdf del libro che volevo stampare, l’ho caricato in Lulu ed associato al progetto.

A questo punto mi si è aperto il wizard per la creazione della copertina, ho scelto un tema, un layout, sono andato all’anteprima, ho generato la copertina ed ottenuto quindi due file .pdf (libro + copertina) pronti per la stampa.

Infine mi è apparso un riquadro riassuntivo del progetto, ho salvato e concluso la procedura.

Sono tornato alla pagina principale dei miei progetti ed ho ordinato una copia cartacea del libro tramite il pulsante “aggiungi al carrello”. Il prezzo previsto è di 10,49 Euro, che è salito a 20,48 Euro comprese le spese di spedizione dagli Stati Uniti.

In totale mi sono arrivate tre email di conferma, la prima riguardava l’avvenuta pubblicazione, la seconda la ricezione dell’ordine, la terza l’avvenuta spedizione.

Dopo circa 20gg dall’ordine (che ho fatto però poco prima di Natale) il libro mi è stato recapitato a casa. Eccolo qui sotto.

Il risparmio netto a seguito dell’operazione è stato il seguente: (70$ valgono oggi 51,4 Euro) 51,4 Euro – 10,5 Euro = 40,9 Euro, ipotizzando che le spese di spedizione di Amazon o Springer equivalgano a quelle di Lulu.

Il servizio di stampa di Lulu funziona molto bene, scegliendo le opzioni di stampa a qualità inferiore i costi sono contenuti ed il prodotto finale è più che accettabile. Se avete idee, appunti, monografie, libri autoprodotti o di cui avete disponibile il file .pdf, stamparli con Lulu è facile ed economico e poi -diciamolo- un libro stampato è sempre un’altra cosa rispetto ad un ebook.

L’evoluzione del Knowledge Management: il progetto ThinkTag

di Germano Paini

Sempre più il Knowledge Management è diventato un fattore critico di successo per le organizzazioni. Rendere disponibile il proprio patrimonio informativo ed evitare che venga perduto è un obiettivo strategico per la competitività.

Il Progetto ThinkTag è uno strumento innovativo a supporto di professionisti e organizzazioni che sviluppa sinergie e integrazioni tra Knowlegde Management e Social Networking per lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze.

Le informazioni vengono scambiate in un ambiente di confronto dinamico e non gerarchizzato che si offre come “connettore dei saperi”, in grado di evidenziare il contributo di ciascun soggetto coinvolto e di valorizzarne le esperienze personali, spesso trascurate e poco utilizzate dalle organizzazioni.

Per supportare gli utenti nell’affrontare il quotidiano “overload informativo” ThinkTag adotta la metodologia dell’Iper-Pertinenza, capace di arricchire in modo esponenziale la pertinenza delle informazioni grazie alla condivisione di esperienze in rete.

Una risorsa, infatti, diventa più pertinente se è condivisa, commentata, arricchita e organizzata dai membri di un social network.

Si tratta di un modo nuovo di gestire le conoscenze rispetto ai principali Social Network, più orientati alla relazione tra le persone e privi di sistemi per strutturare e organizzare i contenuti.

Grazie a ThinkTag è  possibile, con modalità bottom-up, ricercare, consultare, commentare, catalogare e pubblicare le informazioni per tag, servendosi di scaffali virtuali e attraverso più di 50 tipi di risorse tra testi, web, video, ecc.

In particolare Think Tag combina le logiche del Web 2.0 e dello “user generated content” con quelle del web semantico, rendendo l’ambiente di Knowledge Management in grado di offrire una ricerca più veloce e consapevole. La gestione semantica delle tag facilita la navigazione fornendo risultati sulla base delle relazioni di significato tra i parametri di ricerca.

La semplicità  di utilizzo è offerta anche da una Startpage flessibile e personalizzabile che permette di accedere subito alle informazioni di interesse. A questo si aggiunge la presenza dei portlet, che generano contenuti diversi e dinamici in linea con le esigenze di ciascuno.

thinktag

Posterous, una piattaforma di instant blogging

Supponiamo che abbiate delle comunicazioni o dei materiali da rendere disponibili su Internet in tempi rapidissimi e con minimo dispendio di energie.

Se non avete tempo o voglia di impelagarvi nella creazione e relativa gestione di un blog su piattaforme complesse, se avete un account qualunque di posta elettronica, se avete comunque la necessità di caratteristiche avanzate come la possibilità di configurare l’aspetto grafico, di far commentare i vostri post, di aggiornare con il post i vostri social network, di inoltrare via email la notizia ai vostri affezionati lettori, di allegare video e foto, posterous.com è ciò che fa per voi.

Posterous è, in sostanza, una piattaforma di instant blogging. Basta semplicemente mandare una email all’indirizzo post@posteur.com e il contenuto dell’email, senza ulteriori passaggi come registrazioni o login, viene immediatamente pubblicato su Internet ad un indirizzo di comodo del dominio posterous.com.

Come potete vedere dall’immagine, nel mio caso ho provato a mandare due email ed il risultato è stata la pubblicazione di due post all’indirizzo eric-if6rd.posterous.com.

Pur continuando a non effettuare alcuna registrazione presso il sito, la presenza del nuovo blog e dei relativi post viene notificata tramite una email di risposta da parte di posterous.com, che contiene svariati link tramite i quali è possibile visualizzare il blog, modificare o cancellare i post, scegliere un nome più amichevole in luogo di “eric-if6rd” e settare una password.

Supponendo di aver seguito il link “Click here to set a password for this site”, di aver impostato il nome del nuovo blog, vi verrà inviata una email per la conferma dei dati inseriti, rispondendo alla quale avrete completato la registrazione del vostro nuovo blog su Posterous.

A questo punto, dopo aver speso solo 5 minuti dall’inizio delle operazioni (post compresi), potrete configurare a piacimento la vostra piattaforma di instant blogging, aggiungendo ad esempio qualche servizio di re-posting su altri siti o applicazioni.

Come potete vedere non manca niente: twitter, wordpress, flickr, facebook, ecc.

Oppure potete modificare il tema ed i colori del sito, aggiungere dei “contributors” al vostro blog, o degli affezionati “subscribers” ai quali inoltrare via email i vostri post.

Posterous è una piattaforma molto avanzata, molto semplice da utilizzare anche se forse un po’ troppo spartana, ma consente un livello tale di interazione con altre applicazioni e servizi oggi presenti in Internet che piattaforme ben più blasonate si sognano oppure ottengono a prezzo di installazioni di appositi plugin.

Questo è il sito d’esempio che ho creato: http://ericstat.posterous.com

Saldo migratorio nei comuni italiani – parte II

In questo post abbiamo copiato/incollato l’”embed code” di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente. In realta’ il codice e’ un po’ diverso in quanto nel frattempo ho realizzato una versione parziale in italiano dell’applicazione per la visualizzazione del saldo migratorio. Il codice utilizzato e’ pertanto il seguente:




Ovviamente se gestite un Blog o un Sito Web, potete anche voi copiare/incollare il codice all’interno della pagina. Quello che apparira’ lo potete vedere qui di seguito:

Saldo migratorio nei comuni italiani – parte I

Questo  e’ un esempio di come e’ possibile, con un semplice Copia/Incolla, condividere sul Web una intera applicazione. In questo caso, i dati visualizzati provengono in tempo reale dal sito Istat per la diffusione dei dati sulla popolazione (demo.istat.it)

Istruzioni:

1) Aprire “WordPad” o “Blocco Note” sul vostro PC.  (No Windows? Ovviamente qualunque Editor di  testo va bene)

2) Copiareincollare il seguente “embed code”

3) Salvare sul Desktop il documento con estensione .html (es. saldo.html)

4) Doppio Click  sull’icona “saldo.html” che sara’  apparsa sul Desktop

Ovviamente potete incollare il codice anche su qualunque pagina Web o su qualunque Blog.

SPARQL – Simple Protocol And RDF Query Language

Nel post precedente ho parlato di RDF (Resource Description Framework) ed illustrato i risultati della visita della sezione musica del sito della BBC. La figura seguente mostra il risultato del progetto Linking Open Data, una iniziativa che ha l’obiettivo di raccogliere e rendere fruibili i dati che sono stati pubblicati finora. Nel complesso essi consistono di oltre 4.7 miliardi di triple RDF (costituite da soggetto, predicato, oggetto) connesse da circa 142 milioni di link RDF (dati aggiornati a maggio 2009).

Post_DFonte Wikipedia

La disponibilità di dati in formato RDF sarebbe però poco utile se non fosse possibile accedervi  in maniera semplice. SPARQL – Simple Protocol And RDF Query Language, è un linguaggio di query dal sapore SQL per interrogare sorgenti di dati RDF. Seguendo questo standard è possibile creare dei punti di accesso ai dati  (endpoints) che sono in grado di ricevere query via http e di restituire i risultati in vari formati RDF/XML, JSON ecc. Cercando in rete ho trovato svariati esempi di questo tipo che espongono dati anche molto eterogenei: dai dati biologici di bio2rdf.org all’importante  sito inglese data.gov.uk che espone moltissimi dataset statistici con quasi 3000 dataset (ecco  la lista completa) e più di tre milioni di triple. Per fare un esempio concreto, qui è possibile interrogare il dataset <http://www.w3.org/People/Berners-Lee/card>. La seguente query produce il nome e l’email delle persone contenute nel file FOAF di Berners Lee.

PREFIX foaf:  <http://xmlns.com/foaf/0.1/>
SELECT *
FROM <http://www.w3.org/People/Berners-Lee/card>
WHERE {
    ?person foaf:name ?name .
    ?person foaf:mbox ?email .
}

Ricordo che FOAF (acronimo di Friend of a Friend) è una ontologia “machine-readable” che descrive le persone, le loro attività e le loro relazioni con altre persone ed oggetti. L’accoppiata RDF-SPARQL va diffondendosi in Internet: Dbpedia è un progetto per estrarre informazione in forma strutturata da Wikipedia e renderla disponibile sul web (ovviamente è disponibile un endpoint SPARQL con cui interrogare la base dati);  DBTune fornisce un servizio SPARQL di accesso a dati strutturati (più di 14 milioni di triple) relativi al mondo della musica. Questo endpoint SPARQL contiene dati sui lanci dei vettori spaziali. Seguendo il link, oltre ai riferimenti per sottoporre interrogazioni, è possibile trovare numerosi esempi di codice ed una presentazione molto interessante.

Per interrogare contemporaneamente più dataset di dati si possono seguire diverse strategie,  ciascuna con i suoi vantaggi e svantaggi:

  1. Interrogare uno per uno i dataset
  2. Interrogare un repository centralizzato costituito da una collezione di dataset
  3. Creare delle copie locali di dataset
  4. Utilizzare un sistema intermedio

Il primo caso ha il vantaggio di avere i dati sorgente sempre aggiornati ma è necessario costruire una logica applicativa di supporto. Il secondo ha il vantaggio di non dover costruire una logica applicativa ma i dataset potrebbero essere non aggiornati. Il terzo caso lascia ampio margine di manovra come la disponibilità di scaricare interi dataset con cui popolare il database ed il mantenimento dei dati sincronizzati con la fonte originale. L’ultimo caso ha il grande vantaggio di avere un sistema ponte tra i vari endpoint SPARQL, che nasconde i problemi di aggiornamento e di costruzione della logica applicativa, ma necessita della costruzione di un sistema di “aggancio” dei vari endpoint SPARQL.

In definitiva la tecnologia promette bene ma probabilmente non è ancora perfettamente matura. Ai lettori interessati segnalo questo video di Tim Berners Lee e la prima e la seconda parte di questo video tutorial. Per finire segnalo un buon tutorial su SPARQL.

 

The IT Crowd: i nerd riemergono dal seminterrato

E’ cominciato tutto qualche anno fa con “Camera cafè”: i nuovi uffici fatti di consulenti e segretarie, manager e informatici hanno iniziato ad appropriarsi della commedia televisiva, che usciva (finalmente!) dagli ambiti familiari e anche dai classici nonluoghi di lavoro della serie tv (l’ospedale e la stazione di polizia).
Gli sketch davanti alla macchinetta però stavano stretti agli sceneggiatori americani e inglesi. E soprattutto lasciavano in un angolo i dominatori della scena, quelli veramente spassosi: i nerd (sfigati dell’informatica), o più affettuosamente geek.
I nerd sono così diventati protagonisti, ultimamente, di alcune delle migliori serie tv in stile commedia degli ultimi anni.
Forse la più divertente è The Big Bang Theory: quattro supernerd (fisici a Pasadena) si ritrovano come vicina di casa Penny, una biondina aspirante attrice e (per ora) cameriera alla “Cheesecake factory”. Attualmente alla terza stagione, The Big Bang Theory non ha ancora stancato il suo pubblico.
Ma ora arriva la prima serie tv dedicata a una categoria speciale di nerd: gli “IT”. La serie tv si chiama The IT Crowd, è arrivata alla terza serie in Inghilterra e ha finalmente cominciato in questi giorni le sue trasmissioni in Italia, sul canale Bonsai di Alice Home TV (canale peraltro visibile interamente sul web, previa registrazione).
In una grande azienda inglese (non si capisce bene cosa produca), il settore IT è confinato nel seminterrato. A dividersi la stanza sono Roy e Moss.
Roy utilizza il suo ingegno soprattutto per cercare di lavorare meno; ad esempio ha inventato una macchina automatica che ad ogni chiamata risponde: “Ha provato a spegnere e riaccendere?”, e poi “La spina è attaccata al muro?” e in quel modo risolve quasi tutto il lavoro quotidiano.
Moss è più preciso. Incapace di mentire e di rendersi malleabile all’esterno, utilizza continuamente termini tecnici incomprensibili ai “non IT”.
A vivacizzare la situazione, come in “Big Bang Theory”, è una donna: Jen.
Jen, imbranata e adoratrice di scarpe più di Bridget Jones, non ha dimestichezza con i computer, ma è messa a capo del settore IT e diventa in breve tempo il punto di contatto fra i due nerd e il mondo reale.
Seguire “The IT Crowd” sarà uno spasso per tutti, ma è obbligatorio vederlo per chi lavora con hardware e software.

L’inizio della prima puntata di “The IT Crowd” sottotitolata in italiano (Youtube)

Dossier Treccani sulla statistica

Apprendo la notizia dalla mailing-list della Società Italiana di Statistica e segnalo che la Treccani ha reso disponibile on-line il dossier “La statistica a scuola”, a cura di Alessandra Angelucci e Alessandro Iannucci.

Il dossier è articolato in dieci sezioni:

Statistica: fra conoscenza e strategia
Breve storia del linguaggio della ricerca moderna

di Paola Monari
La statistica: le basi epistemologiche.
Competenze statistiche nella scuola italiana
di Maria Gabriella Ottaviani
Le competenze statistiche a scuola sulla base di indicatori nazionali e internazionali.
Matematica e Statistica: differenze, contatti e… connivenze!
di Giuseppe Anichini
Come la forza culturale della statistica può aiutare la matematica, e la forza di struttura della matematica può dare ‘protezione’ alla ricerca statistica.
Un’indagine statistica a scuola come momento di apprendimento
di Stefania Mignani
Per insegnare agli studenti che la statistica trasforma i numeri in conoscenza!
Le indagini nazionali e internazionali sulle competenze statistiche
di Roberto Ricci
L’insegnamento-apprendimento preuniversitario della statistica: una sfida ancora aperta.
Campionamento e attendibilità dei risultati di una indagine
di Maurizio Vichi
In moltissimi campi vengono utilizzati i sondaggi di opinione: ma quando possono essere considerati “attendibili”?
Statistiche e salute. Le capacità di lettura e controllo
di Annibale Biggeri e Dolores Catelan
Quando la statistica si mette al servizio della nostra salute.
L’analisi di un processo quotidiano: l’immigrazione in Italia degli anni recenti
di Carla degli Esposti
La statistica può aiutare ad abbattere i pregiudizi?
La statistica e l’economia (gli indicatori)
di Paolo Palazzi
Per tutti coloro che si incuriosiscono sentendo parlare di ‘Borsa Valori’.
L’inferenza probabilistica:
ruolo nelle scienze sperimentali e suggerimenti per il suo insegnamento

di Giulio D’Agostini
Il problema essenziale del metodo sperimentale, con esempi applicabili anche in classe.

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Windows Sysinternals

In questo post vorrei segnalarvi il sito web Sysinternals, creato nel 1996 da Mark Russinovich e  Bryce Cogswell e successivamente acquisito da Microsoft nel luglio del 2006. Questo sito è una vera miniera di informazioni e di strumenti preziosi per la gestione dei sistemi Microsoft Windows. Scorrendo l’indice delle utilities alla ricerca di qualcosa che mi potesse tornare immediatamente utile sono stato incuriosito da Disk2vhd.

windows_sysinternals

Fonte:http://www.microsoft.com

Disk2vhd è una utility che crea un VHD (Virtual Hard Disk – Microsoft’s Virtual Machine disk format) da un disco fisico in modo che possa essere utilizzato all’interno di macchine virtuali Microsoft Virtual PC o Microsoft Hyper-V. A differenza di altri strumenti simili,  Disk2vhd può essere lanciato su un sistema online in quanto utilizza la funzionalità Windows’ Volume Snapshot , introdotta in Windows XP, per creare degli snapshot dei volumi che si desidera includere nella conversione. 

Disk2vhd

Fonte:http://www.microsoft.com

Su YouTube ho trovato un ottimo video tutorial in tre parti.

Vi consiglio anche la  lettura del Sysinternals Forum.

Ecosia: il motore di ricerca ecologico

È attivo dallo scorso dicembre il motore di ricerca online ecosostenibile Ecosia. Eocosia lavora come tutti gli altri motori di ricerca, ma a differenza di loro dona il ricavato dei link sponsorizzati per proteggere le foreste pluviali il cui progetto di protezione della foresta è curato dal WWF (e localizzato nella fattispecie nel Juruena National Park in Amazzonia). Gli utenti di Ecosia possono salvare fino a 2 m² di foresta pluviale per ogni ricerca effettuata.

Navigate e fate le vostre valutazioni!

Sito ufficiale

Canale YouTube

motore di ricerca ecologico