MIT OpenCourseWare Project
OpenCourseWare (OCW) è un progetto iniziato nel 2001 che prevede la pubblicazione sul Web dei materiali didattici dei corsi universitari del Massachusetts Institute of Technology (MIT).
Con questa iniziativa il MIT ha inteso condividere liberamente i propri materiali e la propria conoscenza con professori, educatori, studenti e semplici appassionati di tutto il mondo.
MIT OCW prevede il libero accesso ai materiali (programmi delle lezioni, dispense, slide, note, calendari, esercitazioni, problemi e loro soluzioni) di oltre 1800 corsi; prevede inoltre una selezione di audio e video delle lezioni di alcuni corsi che rappresentano oltre 30 discipline accademiche di tutte e cinque le scuole del MIT.
Tutti i materiali contenuti nel sito Web MIT OCW possono essere liberamente utilizzati, copiati, distribuiti, tradotti e modificati da chiunque, in qualsiasi parte del mondo, per scopi non commerciali e, ovviamente, citando la fonte.
Ciascun corso pubblicato ha richiesto un investimento fra i 10,000 ed i 15,000 $ per redigere i materiali e garantire la corretta concessione di licenze per la condivisione. I corsi con contenuti video costano circa due volte tanto “but your feedback about the significant value of these video materials helps to justify the cost“.
Un esempio di lezione di Fisica I si può vedere qui sotto:
Consiglio in particolar modo dal minuto 46.28 in poi… è certo che non vi dimenticherete facilmente che il periodo di oscillazione di un pendolo è indipendente dalla sua massa.
Se posso permettermi una considerazione personale direi che solo una grande nazione ed una grande scuola di ingegneria potevano permettersi di pensare e realizzare qualcosa di simile: una grande lezione di libertà e democrazia.


una grande scuola di fisica anche…
FANTASTICO L’UOMO PENDOLO!
comunque è possibile donare soldi al mit per questo servizio
https://giving.mit.edu/givenow/ocw/MakeGift.dyn
Grazie Eric, la tua segnalazione capita proprio al momento giusto: la lezione introduttiva sugli algoritmi (http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Electrical-Engineering-and-Computer-Science/6-046JFall-2005/CourseHome/index.htm) oltre ad essere molto ben fatta, presenta degli interessanti approfondimenti matematici sugli algoritmi di hash, dei quali scriverò un post domattina.
una grande lezione di libertà e democrazia? METTERE I CORSI SU INTERNET? E io che pensavo che la democrazia si misurasse in altri termini, come ad esempio il livello di sanità assicurata ai propri cittadini.
…lorenzo c.?
lorenzo c. sono io ed e’ il mio primo commento su questo blog, credo.
Ola Lorenzo, benvenuto fra noi. Il tuo commento richiede una risposta più seria, spero di non dilungarmi.
La mia considerazione personale sul post era riferita a quell’aspetto degli USA che riguarda la formazione tecnica, in particolare quella universitaria. La formazione universitaria americana ed il suo forte legame con il tessuto industriale e produttivo consente all’America di essere, tecnologicamente parlando, circa 10 anni avanti a noi. Ciò non avviene (come invece avviene in Italia) a scapito di altre funzioni, nel senso che non è vero che i soldi destinati all’Università vengono tolti, ad esempio, alla Sanità. Università, Sanità ed altro sono mondi che vivono e si finanziano ciascuno con le proprie regole. Le regole le stabiliscono i rappresentanti dei cittadini scelti attraverso libere elezioni. E fin qui abbiamo parlato genericamente di democrazia.
La grandezza di una democrazia si può misurare in molti modi, tra i più significativi c’è senz’altro il concedere a tutti i cittadini uguali opportunità e sopratutto far rispettare le regole.
Riguardo alla Sanità puoi anche aver ragione, nel senso che non a tutti sono date uguali opportunità. Nel caso dell’Università, invece, le differenze di censo contano molto meno, però si chiede a chi intende arrivare ad una formazione universitaria e post-universitarie di deciderlo per tempo, di impegnarsi con profitto fin dalle scuole superiori. Eventualmente gli si chiede, nel caso non abbia i danari necessari, di impegnarsi in un prestito da rendere una volta terminati gli studi ed entrati nel mondo del lavoro. Queste regole possono non piacerci, ma sono chiare, valgono per tutti e vengono fatte rispettare, ai danarosi e non. Sono dure ma non creano illusioni come accade ad esempio in Italia, dove ormai la laurea (concessa praticamente a tutti) non ha alcun valore reale.
“Mettere i corsi su Internet”, come dici tu, è solo l’ultimo anello di una catena di regole che è al servizio di un ideale: fornire la migliore formazione possibile ai propri cittadini più meritevoli (non a tutti).
E questa è grande democrazia applicata.
Abbiamo solo da imparare… in questo campo… in altri campi magari no.
E.