HP Oracle Database Machine – seconda parte

Esaminiamo più in dettaglio l’architettura trattata nel post precedente. Ciascuna cella Exadata è costituita da un server standard HP Proliant DL180 G5 con Oracle Enterprise Linux 5.1, avente le seguenti caratteristiche:

  • 2 processori Intel quad core 2.66 GHz
  • 8 GB di RAM
  • Controller HP Smart Array P400/512
  • Massimo 12 dischi (SAS 450 GB o SATA 1TB)
  • Scheda dual port 4X DDR InfiniBand (configurata in High Availability)
  • Software Exadata Storage Server Software

Fonte: A Technical Overview of the HP Oracle Exadata Storage Server – An Oracle White Paper October 2008 - http://www.oracle.com

Le performance dichiarate per una singola cella sono:

  • Throughput di 1GB/s oppure di 750 MB/s utilizzando rispettivamente dischi SAS/450GB o SATA/1TB
  • Capacità raw di storage di 5.4 TB (450GB*12) oppure di 12TB (1TB*12)

Facendo un’analisi più accurata della documentazione HP si riscontra che:

  • I dati di performance del controller HP Smart Array P400/512 riportano 2 GB/s come Peak Data Transfer Rate
  • Per ciascun disco SAS si può ragionevolmente considerare un valore medio di data rate sostenuto pari a 90 MB/s
  • Il throughput di ciascun link InfiniBand è di 2GB/s (un po’ meno per via del data encryption)

Quindi tutta la catena, dalla cella Exadata al Database Server, è capace di erogare singolarmente il throughput dichiarato. Oltre alla cella Exadata, la proposta commerciale di HP/Oracle comprende anche HP Oracle Database Machine: una soluzione completa (in unico rack a cui è però possibile aggiungerne altri) particolarmente adatta al supporto di grandi Data Warehouse composta di:

  • 8 nodi HP DL360 G5 – 2 Intel Xeon QuadCore 2.66 GHz – 32 GB RAM, 4 dischi 146 GB SAS – Dual Port InfiniBand HCA
  • 14 celle Exadata
  • Nr.4 switch Infiniband
  • Switch di rete ed accessori vari

Poiché sul sito di HP è disponibile uno strumento che consente di configurare un server a seconda delle proprie esigenze (eventualmente anche acquistarlo on-line), ho provato a fare un esercizio di stima dei costi delle apparecchiature. Selezionando un server DL180 G5 con le caratteristiche dichiarate (con un insieme completo di 12 dischi SAS/450GB 15.000 rpm) ho stimato un costo medio di una singola cella di 18.000 euro.

Allo stesso modo:

  • Il costo medio di un singolo server HP DL360 G5 è stimabile in 10.000 euro
  • Il costo medio di uno switch InfiniBand a 24 porte è stimabile in 6.000 euro
  • A tutto questo è necessario aggiungere i costi per rack ed accessori vari, stimabili in complessivi 3.500 euro

Ho calcolato, pertanto, che per acquistare tutto l’hardware necessario a costruire una HP Oracle Database Machine si possono spendere almeno 360.000 euro. Questo valore purtroppo è risultato molto sottostimato rispetto a quello ufficiale di 650.000 dollari dichiarato da Oracle (dove avrò sbagliato?). Comunque, a parte la conversione di valuta da dollari in euro, ciò che mi ha impressionato di più è la somma richiesta in licenze del software. Per un sistema HP Oracle Database Machine composto come sopra descritto, se ho bene interpretato la slide, tra hardware e software si arrivano a spendere circa 2,3 milioni di dollari.

Bene, è giunto il momento di fermarsi. La prossima volta parleremo di capacità di storage.

One Response to “HP Oracle Database Machine – seconda parte”

  1. [...] seconda parte sono state esaminate le caratteristiche tecniche ed i costi della soluzione HP Oracle Database [...]