Digitalizzazione in campo musicale – Intervista al Maestro Marco Mazzolini
Il nostro blog si è occupato più volte del problema dell’archiviazione a lungo termine delle informazioni. Oltre al problema di fondo, legato al mantenimento nel tempo dell’informazione da parte del supporto (fisico, magnetico, magneto-ottico, ottico, ecc.), esistono altri problemi assolutamente non banali legati al funzionamento nel tempo delle apparecchiature capaci di leggere tali supporti oppure ai software capaci di leggere il particolare formato nel quale sono stati memorizzati i dati.
A tali problemi non sfugge la musica di qualunque genere, della quale esistono copie ormai datate su nastro magnetico o su master per la produzione dei dischi in vinile. Un riferimento generale rispetto al tema della conservazione e restauro dei beni musicali ed elettronici può essere questo articolo di Alvise Vidolin.
A tale proposito Casa Ricordi ha portato avanti, nell’ambito della musica classica contemporanea, un importante progetto di digitalizzazione dei nastri musicali del compositore Luigi Nono.
Ho intervistato il Maestro Marco Mazzolini, responsabile del progetto, per conto della Universal Music Publishing Ricordi.
Cecilia Colasanti (CC): Di cosa ti occupi in Ricordi?
Marco Mazzolini (MM): Sono Managing Editor, e la mia funzione principale è coordinare la produzione dei materiali (partiture, spartiti, parti d’orchestra) relativi a titoli nuovi. L’ambito in cui lavoro è quello classico-contemporaneo, e per “titoli nuovi” si intendono brani di nuova composizione o brani antichi, essenzialmente opere liriche, in edizione moderna (edizione critica).
CC: Perchè è stato avviato in Ricordi un progetto di digitalizzazione dei nastri di Nono?
MM: Per fronteggiare due tipi di situazione: non esistono più, se non in una dimensione “archeologica”, macchine che leggano supporti analogici di quel tipo; è opportuno prevenire l’obsolescenza dei supporti stessi.
CC: In cosa è consistito il progetto? Quale è la sua importanza?
MM: Il progetto prevede tre fasi: riversamento da analogico a digitale, creazione di una copia conservativa corredata di metadati inerenti il supporto e i protocolli di ri-mediazione (criteri, tecniche, dati), eventuale restauro (condotto sulla copia digitale). Si tratta di un progetto importante sul piano della trasmissione e della diffusione del testo intesa in senso generale, per i motivi di cui abbiamo parlato sopra. In particolare, il partner cui ci siamo rivolti, Laboratorio Mirage, nel corso di una pionieristica esperienza decennale, ha messo a punto una metodologia di indagine filologica e storico-critica estremamente specifica e di altissimo profilo scientifico. L’indagine, infatti, non coinvolge semplicemente il testo (nastro magnetico) ma anche l’ambiente tecnologico in cui esso è stato concepito e realizzato, come dimensioni di un unico sistema complesso.
CC: A chi è stato affidato? Qual è il software scelto?
MM: Il progetto è stato affidato al Laboratorio Mirage dell’Università degli Studi di Udine-Gorizia, diretto dal Prof. Angelo Orcalli. Sono stati impiegati vari software, tra cui alcuni creati direttamente dal Laboratorio per fronteggiare specifiche esigenze del progetto.
Per questa intervista ringrazio il Maestro M. Mazzolini http://www.ricordi.it/ ed il laboratorio Mirage dell’Università degli Studi di Udine-Gorizia http://web.uniud.it/mirage/progetti.htm

