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	<title>Comments on: Intervista a Ignazio Licata: La fisica teorica della mente</title>
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	<description>Segnalazioni, approfondimenti e tendenze del mondo IT</description>
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		<title>By: Daniele Frongia</title>
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		<dc:creator>Daniele Frongia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 15:04:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ringrazio Rita Benigno per l&#039;interessante contributo. Con l&#039;occasione segnalo che presto pubblicheremo un articolo su IBM (Deep Blue e Blue Brain) e IA, passando - è una nostra ossessione :-) - per &lt;a HREF=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=oc8BUSOPfcY&quot; REL=&quot;nofollow&quot;&gt; HAL 9000 &lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Rita Benigno per l&#8217;interessante contributo. Con l&#8217;occasione segnalo che presto pubblicheremo un articolo su IBM (Deep Blue e Blue Brain) e IA, passando &#8211; è una nostra ossessione <img src='http://segnalazionit.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  &#8211; per <a HREF="http://www.youtube.com/watch?v=oc8BUSOPfcY" REL="nofollow"> HAL 9000 </a></p>
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		<title>By: Rita Benigno</title>
		<link>http://segnalazionit.org/2009/02/intervista-a-ignazio-licata-la-fisica-teorica-della-mente/comment-page-1/#comment-552</link>
		<dc:creator>Rita Benigno</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 13:01:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Ignazio,&lt;br/&gt;ho letto tre volte la tua bella intervista ed è stato come un viaggio in una regione del mondo sconosciuta e fantastica – che poi è un modo delicato per confessarti la mia profonda ignoranza in un campo per molti versi insidioso e difficile.&lt;br/&gt;C’è un terreno sul quale non mi compete scendere, anche perché ne sarei incapace, ed è appunto quello scientifico, anche se mi consola il fatto che pure per voi scienziati tanti sono i limiti ancora non valicati, i misteri irrisolti, le domande senza risposte … E non sappiamo se alcune di queste risposte riusciranno mai ad essere date. Apprezzo molto il tuo stare “all’oggi”, l’ancorarti all’«hic et nunc». Il resto è mera fantascienza, forse.&lt;br/&gt;Certo, molte delle cose un tempo narrate nei libri di fantascienza sono poi divenute realtà. Ma dire adesso ciò che accadrà domani, o che potrebbe accadere,  è un esercizio che presuppone una crescita indefinita dello sviluppo scientifico, tecnico e cognitivo ancora tutto da dimostrare e che non tiene per nulla in conto l’errore, l’imprevisto o l’impensato. Eppure c’è chi ha ipotizzato scenari futuristici davvero impressionanti – Kurzweil, per esempio: « - 2009: mille miliardi di operazioni/secondo; computer incorporati negli oggetti comuni; telefoni che traducono da una lingua a un&#039;altra. - 2019: intelligenza pari a quella umana; lenti a contatto che mostrano realtà virtuale in 3d; i pc capiscono i nostri gesti ed espressioni. - 2029: potenziale pari a quello di 1.000 esseri umani; i computer si integrano coi cervelli umani e li potenziano; leggono tutto quel che gli uomini hanno scritto; si ritengono umani: chiedono i diritti civili. - 2099: non c&#039;è più distinzione fra umani e computer; certi uomini non hanno esistenza fisica; la morte fisica è irrilevante - continuiamo a vivere nel software».&lt;br/&gt;Secondo l’interpretazione psicoanalitica di Jacques Lacan, i robot sarebbero l’obiettivo irraggiungibile e impossibile del desiderio umano. Un prodotto dei nostri sogni, dunque; o meglio, del sogno di creazione. Se ieri Prometeo riuscì a rubare il fuoco dall’Olimpo, perché non rubare oggi il vero segreto del potere? “Creare” è la parola magica: ad immagine degli dei. Dunque, l’anelito dell’uomo all’immortalità; ciò che chiama in causa il suo rapporto con la morte. &lt;br/&gt;In effetti, lo sforzo più importante degli studi sull’intelligenza artificiale è quello dell’ibridazione uomo-macchina.  Ciò per molti versi è già una piccola realtà, quanto meno a livello di arti artificiali o valvole cardiache per esempio, ma gli studi in atto tendono alla costruzione di organi bio-artificiali e l’approdo ipotizzato è l’ibridazione a livello dei contenuti mentali con l’agghiacciante prospettiva del Mind Uploading. È noto che esiste già un progetto importante in questo settore, il Blue Brain di IBM: si tratta di una simulazione di circa 10.000 neuroni corticali, con decine di milioni di connessioni. Gli studi si basano sull&#039;utilizzo del super-calcolatore Blue Gene ed hanno preso l’avvio dalla simulazione di una colonna neocorticale di ratto (molto simile a quella umana), conclusasi nel dicembre 2006, per espandersi poi all&#039;intera neocorteccia e quindi a tutto il cervello. &lt;br/&gt;Si ipotizza che intorno al 2025 saranno disponibili modelli efficaci per l’intero cervello.&lt;br/&gt;La complessità estrema di questi progetti implica problemi critici assai rilevanti. Innanzitutto – ma non è questo il luogo, o meglio il tempo per sviscerarli in quanto si porrebbero solo nel momento del rapporto reale dell’uomo con le superintelligenze. Basti pensare, però, al fatto che la loro nascita potrebbe essere improvvisa, che certamente sarebbero “diverse” dall’intelligenza umana, che potrebbero portare a più avanzate superintelligenze, che potrebbero diventare potenzialmente degli agenti autonomi e, soprattutto, che non avrebbero bisogno di motivazioni umane: c’è tanto su cui interrogarsi. &lt;br/&gt;Ciò che però non si può prescindere dal chiedersi è il tipo di società verso cui tutto ciò ci condurrebbe ed il suo rapporto con la democrazia, posto che di fatto sarebbe in mano ad una elite di super-tecnologi in grado di decidere l’effettiva distribuzione dei vantaggi. Molti sarebbero gli esclusi, in un mondo in cui il controllo sociale delle innovazioni rappresenterebbe la nuova cifra del potere ma anche l’esplosione di nuovi e più grandi conflitti fra le popolazioni.&lt;br/&gt;Infine, non può non considerarsi che l’illusione di una crescita tecnologica esponenziale potrebbe dar luogo a qualche errore catastrofico, qualcosa che ha a che fare con l’Apocalisse. Come se, in un inconsapevole estremo atto di difesa della vita, la mente comprendesse che è più giusto sacrificare l’uomo. In fondo, utilizzando seppur impropriamente il pensiero di Foucault, «l’uomo è un’invenzione di cui l’archeologia del nostro pensiero mostra agevolmente la data recente. E forse la fine prossima».&lt;br/&gt;Giusto ed apprezzabile, dunque, il tuo approccio interdisciplinare a problemi così delicati, le riflessioni epistemologiche, i risvolti etici. Forse ho travalicato l’argomento senza volerlo, perché enormi sono state le sollecitazioni ricevute dalla lettura. Ma posso dirti che rispetto alle tue riflessioni, prima ancora dell’ammirazione per il tuo indubbio valore scientifico, ciò che mi appare più prezioso è la sensibilità dell’uomo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Ignazio,<br />ho letto tre volte la tua bella intervista ed è stato come un viaggio in una regione del mondo sconosciuta e fantastica – che poi è un modo delicato per confessarti la mia profonda ignoranza in un campo per molti versi insidioso e difficile.<br />C’è un terreno sul quale non mi compete scendere, anche perché ne sarei incapace, ed è appunto quello scientifico, anche se mi consola il fatto che pure per voi scienziati tanti sono i limiti ancora non valicati, i misteri irrisolti, le domande senza risposte … E non sappiamo se alcune di queste risposte riusciranno mai ad essere date. Apprezzo molto il tuo stare “all’oggi”, l’ancorarti all’«hic et nunc». Il resto è mera fantascienza, forse.<br />Certo, molte delle cose un tempo narrate nei libri di fantascienza sono poi divenute realtà. Ma dire adesso ciò che accadrà domani, o che potrebbe accadere,  è un esercizio che presuppone una crescita indefinita dello sviluppo scientifico, tecnico e cognitivo ancora tutto da dimostrare e che non tiene per nulla in conto l’errore, l’imprevisto o l’impensato. Eppure c’è chi ha ipotizzato scenari futuristici davvero impressionanti – Kurzweil, per esempio: « &#8211; 2009: mille miliardi di operazioni/secondo; computer incorporati negli oggetti comuni; telefoni che traducono da una lingua a un&#8217;altra. &#8211; 2019: intelligenza pari a quella umana; lenti a contatto che mostrano realtà virtuale in 3d; i pc capiscono i nostri gesti ed espressioni. &#8211; 2029: potenziale pari a quello di 1.000 esseri umani; i computer si integrano coi cervelli umani e li potenziano; leggono tutto quel che gli uomini hanno scritto; si ritengono umani: chiedono i diritti civili. &#8211; 2099: non c&#8217;è più distinzione fra umani e computer; certi uomini non hanno esistenza fisica; la morte fisica è irrilevante &#8211; continuiamo a vivere nel software».<br />Secondo l’interpretazione psicoanalitica di Jacques Lacan, i robot sarebbero l’obiettivo irraggiungibile e impossibile del desiderio umano. Un prodotto dei nostri sogni, dunque; o meglio, del sogno di creazione. Se ieri Prometeo riuscì a rubare il fuoco dall’Olimpo, perché non rubare oggi il vero segreto del potere? “Creare” è la parola magica: ad immagine degli dei. Dunque, l’anelito dell’uomo all’immortalità; ciò che chiama in causa il suo rapporto con la morte. <br />In effetti, lo sforzo più importante degli studi sull’intelligenza artificiale è quello dell’ibridazione uomo-macchina.  Ciò per molti versi è già una piccola realtà, quanto meno a livello di arti artificiali o valvole cardiache per esempio, ma gli studi in atto tendono alla costruzione di organi bio-artificiali e l’approdo ipotizzato è l’ibridazione a livello dei contenuti mentali con l’agghiacciante prospettiva del Mind Uploading. È noto che esiste già un progetto importante in questo settore, il Blue Brain di IBM: si tratta di una simulazione di circa 10.000 neuroni corticali, con decine di milioni di connessioni. Gli studi si basano sull&#8217;utilizzo del super-calcolatore Blue Gene ed hanno preso l’avvio dalla simulazione di una colonna neocorticale di ratto (molto simile a quella umana), conclusasi nel dicembre 2006, per espandersi poi all&#8217;intera neocorteccia e quindi a tutto il cervello. <br />Si ipotizza che intorno al 2025 saranno disponibili modelli efficaci per l’intero cervello.<br />La complessità estrema di questi progetti implica problemi critici assai rilevanti. Innanzitutto – ma non è questo il luogo, o meglio il tempo per sviscerarli in quanto si porrebbero solo nel momento del rapporto reale dell’uomo con le superintelligenze. Basti pensare, però, al fatto che la loro nascita potrebbe essere improvvisa, che certamente sarebbero “diverse” dall’intelligenza umana, che potrebbero portare a più avanzate superintelligenze, che potrebbero diventare potenzialmente degli agenti autonomi e, soprattutto, che non avrebbero bisogno di motivazioni umane: c’è tanto su cui interrogarsi. <br />Ciò che però non si può prescindere dal chiedersi è il tipo di società verso cui tutto ciò ci condurrebbe ed il suo rapporto con la democrazia, posto che di fatto sarebbe in mano ad una elite di super-tecnologi in grado di decidere l’effettiva distribuzione dei vantaggi. Molti sarebbero gli esclusi, in un mondo in cui il controllo sociale delle innovazioni rappresenterebbe la nuova cifra del potere ma anche l’esplosione di nuovi e più grandi conflitti fra le popolazioni.<br />Infine, non può non considerarsi che l’illusione di una crescita tecnologica esponenziale potrebbe dar luogo a qualche errore catastrofico, qualcosa che ha a che fare con l’Apocalisse. Come se, in un inconsapevole estremo atto di difesa della vita, la mente comprendesse che è più giusto sacrificare l’uomo. In fondo, utilizzando seppur impropriamente il pensiero di Foucault, «l’uomo è un’invenzione di cui l’archeologia del nostro pensiero mostra agevolmente la data recente. E forse la fine prossima».<br />Giusto ed apprezzabile, dunque, il tuo approccio interdisciplinare a problemi così delicati, le riflessioni epistemologiche, i risvolti etici. Forse ho travalicato l’argomento senza volerlo, perché enormi sono state le sollecitazioni ricevute dalla lettura. Ma posso dirti che rispetto alle tue riflessioni, prima ancora dell’ammirazione per il tuo indubbio valore scientifico, ciò che mi appare più prezioso è la sensibilità dell’uomo.</p>
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		<title>By: Oedipa</title>
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		<dc:creator>Oedipa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 10:22:00 +0000</pubDate>
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		<description>Bellissima intervista! Ero presente all&#039;incontro romano e Licata è stato eccezionale...magari ci fossero più scienziati così in giro:ha fatto veramente capire come funzionano queste teorie ed ha trasformato ogni domanda del pubblico in una riflessione da condividere con gli altri. Una cosa mi ha particolarmente colpito: sono uno studente di dottorato, ma il Prof. non ha niente della spocchia dei suoi colleghi, chiunque gli si presentasse dandogli del lei, lui rispondeva &quot;chiamami Ignazio&quot;.&lt;br/&gt;Giorgio Marchesi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissima intervista! Ero presente all&#8217;incontro romano e Licata è stato eccezionale&#8230;magari ci fossero più scienziati così in giro:ha fatto veramente capire come funzionano queste teorie ed ha trasformato ogni domanda del pubblico in una riflessione da condividere con gli altri. Una cosa mi ha particolarmente colpito: sono uno studente di dottorato, ma il Prof. non ha niente della spocchia dei suoi colleghi, chiunque gli si presentasse dandogli del lei, lui rispondeva &#8220;chiamami Ignazio&#8221;.<br />Giorgio Marchesi</p>
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		<title>By: Anonymous</title>
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		<dc:creator>Anonymous</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 08:31:00 +0000</pubDate>
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		<description>..certo che iniziare una nuova giornata con un&#039;intervista dove non capisco né le riposte né le domande è profondamente umiliante :-D&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;ma da quel poco che ho capito...congrats!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;francesca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>..certo che iniziare una nuova giornata con un&#8217;intervista dove non capisco né le riposte né le domande è profondamente umiliante <img src='http://segnalazionit.org/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>ma da quel poco che ho capito&#8230;congrats!</p>
<p>francesca</p>
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	<item>
		<title>By: la donna con la valigia</title>
		<link>http://segnalazionit.org/2009/02/intervista-a-ignazio-licata-la-fisica-teorica-della-mente/comment-page-1/#comment-549</link>
		<dc:creator>la donna con la valigia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 08:24:00 +0000</pubDate>
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		<description>Molto interessante, Daniele.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante, Daniele.</p>
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