Ricercatori all’italiana: tanti output e un concorso…
Le possibilità e le capacità di un territorio di produrre innovazione sono misurabili attraverso specifici indicatori riconosciuti a livello internazionale. Nella classificazione di questi indicatori vengono spesso richiamate due categorie: indicatori di innovation inputs ed indicatori di innovation outputs. Il primo gruppo riguarda l’insieme degli investimenti materiali ed immateriali a favore dell’innovazione (come la spesa in Ricerca & Sviluppo pubblica e privata, il bacino di ricercatori, di laureati in discipline tecnico-scientifiche, o ancora il livello di accesso all’istruzione e alle nuove tecnologie, ecc.) mentre gli indicatori di innovation outputs vanno a rappresentare il prodotto finale dell’innovazione (come il numero di brevetti o delle pubblicazioni scientifiche, i riconoscimenti a livello internazionale, ecc.). Input e output quindi come categorie distinte ma necessariamente complementari: è più facile infatti immaginare che territori con un elevato livello di investimenti in ricerca producano più innovazione. O forse è possibile anche l’esatto contrario?Osservando i risultati italiani nelle principali classifiche internazionali la seconda ipotesi non sembra poi tanto lontano dalla realtà. Tra i paesi OCSE, l’Italia si inserisce infatti al 24° posto in termini di investimenti in R&S (l’1,1% del PIL – anno 2005 – dati OCSE) e al 28° rapportando i ricercatori al totale degli occupati (3,4 per 1.000). Anche per quanto riguarda la remunerazione annuale dei ricercatori gli italiani si distanziano dai colleghi di molti altri Paesi. L’Italia sale invece al 10° posto della classifica internazionale considerando i brevetti depositati in un anno (716 nel 2005 – secondo i dati dei Patent Office europeo, americano e giapponese) e al 4° posto tra i paesi europei con il maggior numero di pubblicazioni scientifiche (il 4,5% di quelle mondiali – anno 2004 – dati Observa). Gli output della ricerca italiana sembrano quindi eccellere più dei suoi input, almeno in termini statistici.
Nell’anno europeo della creatività e della innovazione, un ulteriore aiuto alla visibilità della ricerca è dato dall’AIR (Associazione Italiana per la Ricerca) che ha indetto un concorso tra i ricercatori che operano nel nostro Paese, chiamati ad inviare entro il 31 marzo 2009 una presentazione della propria attività di studio, con l’obiettivo di pubblicare i contributi migliori in un libro che verrà diffuso sul territorio nazionale, dando la possibilità di partecipare anche ad altre iniziative editoriali. Maggiori informazioni sul concorso sono disponibili sul sito dell’AIR.

