Il progetto OpenStreetMap

Cominciamo ad occuparci stavolta di dati geografici, e lo facciamo con un progetto ambizioso e interessante nello stesso tempo. Parleremo infatti di mappe digitali. Quando parliamo di mappe, di sicuro tutti conoscono quelle di Google Maps. Quello che pochi sanno è che in generale quei dati geografici non sono liberi e gratuiti. Il risultato, pertanto, è che le mappe di Google Maps e mappe analoghe sono coperte da copyright.
Ad esempio, i dati usati da Google Maps sono forniti da Navteq o da TeleAtlas, le due maggiori aziende che si occupano di mappe digitali e che hanno fatto grossi investimenti per ottenere questi dati, investimenti questi che devono ovviamente essere salvaguardati. E se andiamo a leggere i termini di servizio di Google Maps troveremmo ad esempio che ai privati è consentito l’uso esclusivamente personale delle mappe e delle immagini. Alle aziende viene invece vietato qualsiasi uso commerciale, mentre viene ribadito che i dati di geocodifica per i contenuti delle mappe di Google Maps sono soggetti alle leggi per la tutela del copyright e vengono concessi in licenza da Navteq e Tele Atlas. E anche l’uso delle API di Google Maps sono soggette a restrizioni. E così via.
Se prendiamo il celebre navigatore TomTom, scopriamo che anche in questo caso le mappe sono soggette a forti restrizioni. Non possono essere usate al di fuori del navigatore, non possono essere corrette, non possono essere cedute a terzi, non possono essere utilizzate per scopi commerciali ecc…. Ed è su questo terreno che si intrecciano alleanze che fanno intuire la dimensione del business attorno alle mappe stradali digitali: se TomTom (con cui Google ha una intesa di agreement) ha acquistato la TeleAtlas, la Nokia ha acquisito la Navteq.
Il progetto OpenStreetMap nasce in Gran Bretagna qualche anno fa con l’obiettivo di creare una mappa mondiale delle strade del nostro pianeta usufruibile da tutti e rilasciata con licenza libera Creative Commons by-sa
Per fare ciò, il progetto utilizza un sistema decisamente originale: Le mappe vengono realizzate da chiunque voglia contribuire al progetto che, munito di GPS, registra le coordinate dei suoi spostamenti (in bici, moto, a piedi e così via). E sulla base dei file GPX così ricavati, disegna le cartine (mediante un editor chiamato JOSM) che poi vengono caricate sui server di OpenStreetMap. Un’altra possibilità è l’uso di Potlach, l’editor on line del progetto OSM. In questo caso ci si potrà avvalere anche di foto satellitari fornite da Yahoo. Su queste, utilizzando l’editor, si andranno a digitalizzare strade, parcheggi, fiumi, parchi, piste ciclabili, ecc ecc per fare lo stesso lavoro. In figura potete vedere il risultato del lavoro fatto per la città di Roma.




Alla base di tutto c’è quindi ad un approccio fortemente collaborativo già collaudato e che già conosciamo grazie a Wikipedia. Ma qual è al momento lo stato del progetto? La situazione varia ovviamente molto da Paese a Paese. In Gran Bretagna, Francia, Germania operano comunità particolarmente attive per cui la mappatura di questi Paesi è quasi completa. Negli Stati Uniti quelle fatte dal governo con denaro pubblico sono pubbliche per legge, motivo per cui tutti gli USA sono praticamente mappati. E in Italia? Sicuramente il progetto sta pian piano crescendo e i “mappatori” italiani sono in aumento, grazie anche alla preziosa azione di GFOSS, l’Associazione Italiana per l’Informazione Geografica Libera. E se volete, potete con una interessante animazione, avere una idea di come si è evoluta nel tempo la copertura dei dati in Italia.

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