ICT e Pubblica Amministrazione Locale: risultati e riflessioni dal Rapporto Assinform

Giocando con l’immaginario, chiudo gli occhi e provo a vedere ciò che mi rimanda la parola “pubblica amministrazione”. Il risultato è una lunga ed interminabile coda ad uno sportello. Saranno i pregiudizi che mi legano all’idea di “pubblico”? Sarà la pigrizia mentale di un cittadino abituato al peggio? Ma soprattutto, quanto l’associazione PA-burocrazia si avvicina alla realtà attuale?

Una ottima opportunità di riflessione sul tema è offerta dal 3° Rapporto sull’ICT nella Pubblica Amministrazione Locale (scaricabile registrandosi) realizzato da Assinform e presentato a Roma lo scorso mercoledì 10 giugno. Dai principali risultati dell’indagine, condotta su un campione di 873 Enti locali (812 Comuni, 16 Regioni, 30 Province e 15 Comunità Montane), si possono rilevare passi in avanti nel progetto di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione Locale (PAL) in Italia, rinvenibili in una dotazione informatica di base consolidata: la percentuale di PC sui dipendenti risulta pari al 95% nelle Province, al 72% nei Comuni e al 70% nelle Regioni, superiore al 90% inoltre la quota di PC connessi al web. Segnali positivi emergono anche considerando l’utilizzo dell’ADSL/HDSL nei Comuni di piccole dimensioni (fermi nel 2006 all’ISDN), della comunicazione via VoIP (con un livello di diffusione pari all’81% nelle Regioni intervistate), della Posta Elettronica Certificata (con valori superiori al 60% in tutti gli enti), della Firma Elettronica (implementata nel 39% dei Comuni, nell’87% delle Province e nel 94% delle Regioni) e dei software Open Source (tutte le Regioni intervistate li utilizzano, seguite dall’83% delle Province e dal 24% dei Comuni).

Segnali di criticità, secondo il Rapporto Assinform, si rilevano invece considerando l’offerta di servizi on line dedicati a cittadini ed imprese: la disponibilità di servizi interattivi e dispositivi risulta infatti ancora limitata, soprattutto per quanto riguarda i servizi comunali. Ulteriori fattori negativi sono rinvenibili nel rallentamento della spesa IT, dinamica che proseguirà anche nei prossimi anni (come conseguenza delle politiche restrittive di bilancio), nella mancanza di una comunicazione digitale tra gli enti (la modalità più diffusa è ancora lo scambio di file) e in un aumento delle trattative private nel rapporto con i fornitori IT a scapito dei bandi di gara. In ultimo viene confermato un scarto tra gli Enti locali del Nord e del Sud del Paese.

La mia immagine della Pubblica Amministrazione Locale come sinonimo di tempi di attesa sicuramente non 2.0, viene in un certo senso ridimensionata. Le nuove tecnologie sembrano infatti avvicinare sempre più i cittadini ai propri governi locali, anche se molto deve ancora essere fatto e non sarà realizzabile nel breve periodo. Mi chiedo però: quanto tempo ancora ci vorrà per demolire quella immagine di “pubblico” e creare quindi un rapporto di fiducia, anche digitale, con i cittadini?

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