Il catalogo di Don Giovanni non è Web 2.0

Madamina, il catalogo è questo…”. Così Leporello, servitore di Don Giovanni, racconta a donna Elvira le conquiste del padrone: “In Italia seicento e quaranta / in Almagna duecento e trentuna / cento in Francia, in Turchia novantuna / ma in Ispagna son già mille e tre”. Buon per Don Giovanni. Ma la domanda è: il catalogo è Web 2.0? Le opere liriche sono 2.0?
Un ricercatore della Sapienza mi ha invitato a tenere “un seminario su Web 2.0 e opere liriche”. All’inizio ho pensato ad uno scherzo, ma poi LinkedIn mi ha fatto ricredere: il contatto è più che serio.
Certamente il Web 2.0 è diventato (anche) una moda, e come tale inseguita e spesso abusata. E’ il caso degli allevamenti 2.0 descritti nel terzo numero di Wired.it o dei tanti casi dove 2.0 viene usato come sinonimo di innovazione. Al Barcamp del ForumPA ho anche sentito parlare di Flavia Marzano come “donna Web 2.0″ (ne sono certo: è un complimento).
Io ce l’ho messa tutta ma proprio non ce l’ho fatta: in un Don Giovanni, in una Traviata, nel Barbiere di Siviglia, troviamo molte cose ma no, nessuna traccia del Web 2.0.
Quale deve essere il limite? Il Web 2.0, come aggettivo, non dovrebbe essere utilizzato un sinonimo di innovazione in senso lato: ha necessariamente a che fare con un servizio web con alcune caratteristiche. Certo, i metodi che ne sono alla base, per esempio la collaborazione, sono nati molto tempo prima, ed è questo che genera l’errore: confondere metodi e strumenti.
Quindi, per tornare all’aria di Leporello sul catalogo, questo non può essere in alcun modo Web 2.0. Lo sarebbe se il documento fosse condiviso su Google Docs o meglio ancora Zoho Docs, che però 400 anni fa non era disponibile…
Ovviamente sarei ben felice di essere smentito: se qualcuno se la sentisse di parlare di Web 2.0 e Lirica può scrivermi e con piacere lo metterò in contatto con il ricercatore della Sapienza.
“Don Giovanni 2.0? Direi di no” (Foto di J. K. Graham)

6 Responses to “Il catalogo di Don Giovanni non è Web 2.0”

  1. Giovanna says:

    Dani dopo questo articolo ho avuto la conferma definitiva: sei un pazzo 2.0 ;->

  2. Federico says:

    Fammi indovinare, forse un ricercatore di "scienze dei segni, degli spazi e delle culture"? I know my chickens. Fede

  3. Anonymous says:

    Il Don Giovanni non ha 400 anni zuccone

  4. Guido V. says:

    l'opera del 6-700 è in effetti un bellissimo esempio di mash-up, guarda ad es. il finale del don giovanni, col remix dei brani più popolari del tempo

  5. Giovanna Astori says:

    io non ho capito niente…che dovevi fare? che vuol dire questo articolo? mi sa che non sono web 2.0
    carina la foto
    ciao