Il Computer che ha portato l’uomo sulla luna
Sicuramente ci verrà da sorridere nello scoprire che, ad esempio, il computer di bordo dell’Apollo, l’Apollo Guidance Computer (AGC) era una “scatola” grande grosso modo quanto un odierno Hard Disk che come input riceveva dagli astronauti comandi numerici, visto che la tastiera era composta dai numeri da 0 a 9.
Era presente sia sul modulo di comando che a bordo del modulo lunare, il LEM, proprio al centro del pannello di guida e degli strumenti di navigazione.
Ed è con questo che veniva controllate marcia e rotta della navicella.
E se paragoniamo le caratteristiche dell’AGC con quelle di un computer odierno, troveremmo ad esempio che l’AGC aveva una velocità di clock di 2.048 Mhz (frequenza che misura la “velocità” di elaborazione del processore) mentre un attuale Intel Celeron 430 ne ha una di 1.8 Ghz. Scopriremmo poi che l’AGC aveva una RAM di 4 Kb mentre sappiamo bene che tutti i moderni computer hanno una memoria RAM che parte da 512 kb e che ci vuole almeno 1 GB solo per far partire Windows …
Per quanto riguarda il supporto di memorizzazione dati, l”AGC utilizzava una memoria ROM di 32 Kb mentre è oramai difficile trovare computer con un Hard Disk minore di 160GB
Infine, per quanto riguarda il linguaggio di programmazione, l’AGC utilizzava l’Assembler, oramai parte della preistoria informatica in quanto caduto da anni in disuso a favore di linguaggi come il C, C++, Java, e così via.



Impressionanti le caratteristiche tecniche di AGC… Immagino che se oggi la Nasa proponesse a qualcuno di arrivare sulla luna su un mezzo guidato da AGC non troverebbe nessuno pronto a correre il rischio…