Il Web 2.0 e gli istituti di statistica (1/2)
L’autrice è Jessica Gardner, gli argomenti trattati stanno molto a cuore a questo blog e descrivono una realtà che ben conosciamo in quanto anche italiana.
Nonostante il panorama descritto non sia confortante bisogna tener presente che il Rapporto fa riferimento alla prima metà del 2008 e risente particolarmente della bolla Second Life, oggi completamente rientrata.
Nel frattempo, almeno per quanto riguarda l’Istituto Nazionale di Statistica, la Società Italiana di Statistica, diverse facoltà di Statistica, l’opportunità offerta del Web 2.0 è ormai chiara e ci si inizia a muovere decisamente in questa direzione. Che poi è la direzione di una statistica moderna e veramente utile per i cittadini.
Vista la lunghezza abbiamo suddiviso la traduzione del report in due post, di seguito la prima parte.
Buona lettura
Eric Sanna & Daniele Frongia
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BLOG, WIKI E STATISTICHE UFFICIALI:
Nuove prospettive di utilizzo del Web 2.0 da parte degli istituti di statistica
Jessica Gardner
Blog e wiki sono ormai conosciuti e largamente utilizzati, ma non è stato scritto molto su come gli Istituti e le Agenzie di statistica li utilizzino e potrebbero utilizzarli per comunicare informazioni statistiche e monitorarne l’utilizzo. Cosa sta accadendo oggi nel mondo dei blog, wiki, social networking e altre applicazioni Web 2.0? Come incidono questi strumenti nelle statistiche ufficiali e cosa dovremo attenderci per il futuro?
WEB 2.0 OGGI
In parole povere, il termine “Web 2.0” è usato per descrivere una nuova ondata di tecnologie Internet che consente agli utenti di fare di più che un semplice accesso alle informazioni online: si possono aggiungere, modificare o influenzare i contenuti Web. Anche conosciuto con il termine di “social computing”, “user generated content” (contenuti generati dagli utenti) o “partecipative web” (web partecipativo), il termine “Web 2.0″ è stato originariamente coniato nel 2004 da Tim O’Reilly, il Chief Executive Officer di O’Reilly Media. Il termine indicava originariamente la struttura del Web emersa dopo il disastro delle dot-com nel 2001, sulla base del fatto che “nuove applicazioni e siti nascono con sorprendente regolarità” (http://oreilly.com/web2/archive/what-is-web-20.html). Il dibattito sul significato e sull’appropriato uso del termine è ancora in corso e le numerose definizioni esistenti consentono poco di chiarire ciò che è e ciò che non è Web 2.0. Tuttavia, il Web è chiaramente diventato un luogo dove le persone si incontrano e interagiscono e dove chiunque può creare contenuti online.
Esempi di ciò che possiamo considerare strumenti e applicazioni Web 2.0 sono intorno a noi: blog, wiki, condivisione foto e video, i siti di social networking, folksonomie, mashup e mondi virtuali. RSS (Really Simple Syndication), podcast e servizi Web possono anche essere considerati come parte della famiglia del Web 2.0, ma come strumenti a senso unico, dal momento che i consumatori possano utilizzarli ma non alterare il loro contenuto. Mano mano che le applicazioni Web 2.0 crescevano in popolarità, il potenziale di marketing e di comunicazione attraverso queste piattaforme è stato riconosciuto da parte di imprese e governi di tutto il mondo. Le organizzazioni statistiche stanno prestando particolare attenzione al Web 2.0, ma un informale sondaggio suggerisce che gli attuali esempi del suo uso siano piuttosto limitati. Le applicazioni più comuni si trovano di solito all’interno delle organizzazioni, ma esistono chiaramente opportunità per interagire con i clienti esterni e gli utenti di informazioni statistiche.
COME I GOVERNI E LE IMPRESE UTILIZZANO LE TECNOLOGIE WEB 2.0
Nella loro ultima indagine sull’e-Government, le Nazioni Unite hanno rilevato che il Web 2.0 sta fornendo un incentivo per i governi a “sviluppare una comunicazione bidirezionale con i cittadini”, anche se l’adozione di queste tecnologie è stata finora incerta. L’avanzata nel settore privato sembra più veloce e si è diffuso il termine “Enterprise 2.0” a sintetizzare il modo in cui le organizzazioni hanno declinato il Web 2.0 al proprio interno, per comunicare, gestire la conoscenza, aumentare l’efficienza e incoraggiare l’innovazione. Il Web 2.0 è anche utilizzato per costruire i rapporti esterni con i clienti e raccoglierne i feedback. Una indagine del 2008 che ha coinvolto 1988 dirigenti ha rivelato un aumento significativo nelle imprese dell’uso di blog, wiki e RSS negli ultimi 12 mesi (figura 1).
Fig. 1 – Fonte: McKinsey Global Survey Results, The McKinsey Quarterly, July 2008.
Blog
Dal 2006, il numero dei blog ha continuato a crescere notevolmente, i più recenti report indicano ulteriori 20 milioni di blog creati nel corso degli ultimi due anni, portando il totale a più di 70 milioni. Anche se la qualità del contenuto del blog e l’esistenza di splogs (spam blogs) rimane un problema, i rapporti indicano che la blogosfera sta crescendo, con il numero di blog nella top 100 dei siti più popolari in aumento dal 12 al 22 per l’ultimo trimestre del 2006.
I Blog possono essere utilizzati all’interno e all’esterno delle organizzazioni per comunicare le informazioni e gestire la conoscenza. Il software per il blogging è relativamente poco costoso ed i benefici del blogging diffuso possono includere un aumento dell’interesse e del page rank (importanza delle pagine) nei motori di ricerca. Un ampio studio sull’aumento del blogging nel settore pubblico degli Stati uniti suggerisce che questo mezzo sia più popolare anche fra i politici ed i rappresentanti eletti, i quali individuano nel blogging un modo per impegnarsi con i loro referenti.
- Education.au (http://blogs.educationau.edu.au/) è una organizzazione non-profit finanziata dal governo australiano per sviluppare soluzioni tecnologiche a sostegno di istruzione, formazione e carriera. E’ composta da circa 100 agenti, in prima linea nello sviluppo di servizi Web per la comunità australiana, appassionati sostenitori della tecnologia Web 2.0. Education.au aiuta gli utenti a trovare, registrare e condividere le informazioni, fornisce inoltre uno strumento per la creazione di una discussione tra colleghi e lettori esterni. E’ anche un modo per costruire una base di dati del proprio lavoro e delle proprie ricerche, classificando le informazioni con tag, il che rende facile agli utenti ritrovarle.
- I dipendenti dell’Ufficio dei Servizi al Cittadino e Comunicazioni (US General Services Administration) hanno creato un blog chiamato GovGab (http://blog.usa.gov/roller/) per condividere le informazioni sui servizi del governo federale ai cittadini. Per gestire la regolarità dei post, necessaria per un buon blog, hanno un team di cinque blogger e ciascuno è assegnato ad un giorno della settimana. I loro post sono informativi scritti con toni umoristici e personali.
- Twitter (http://www.twitter.com) è un servizio Web che permette il micro-blogging (messaggi fino a 140 caratteri). Questi brevi messaggi possono essere inviati e ricevuti sia online sia tramite telefono cellulare, e sono quindi un metodo rapido ed economico per l’invio di aggiornamenti o messaggi al proprio gruppo di riferimento. Ad esempio, la Croce Rossa Americana utilizza Twitter per fornire agli abbonati frequenti aggiornamenti durante le calamità naturali (http://twitter.com/RedCross). Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon mantiene un feed Twitter non ufficiale, per mantenere aggiornati gli interessati sugli appuntamenti di un dato giorno (http://twitter.com/secgen).
Un wiki è un sito costruito su una piattaforma software che consente agli utenti di aggiungere, modificare o eliminare il contenuto. L’esempio più noto è Wikipedia, multilingue, gratuito, l’enciclopedia online che si è sviluppata attraverso i contributi degli utenti di includere migliaia di articoli (http://www.wikipedia.org).
- la comunità di intelligence degli Stati Uniti, che ha creato Intellipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/Intellipedia), un wiki per la condivisione di informazioni tra i lavoratori del settore. Fondata nel 2006, ora vanta 35.000 articoli e 37.000 utenti.
- il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti utilizza Diplopedia (http://en.wikipedia.org/wiki/Diplopedia) per condividere in modo efficiente informazioni sulla diplomazia e le relazioni internazionali tra la sue comunità degli uffici di affari esteri.
Varie organizzazioni utilizzano anche wiki pubblici per favorire l’interscambio su temi particolari. Un esempio è Wikigender, lanciata dal Centro di Sviluppo dell’OCSE (http://www.wikigender.org) sulla Giornata internazionale della donna nel marzo 2008. Il sito da allora è cresciuto fino a comprendere 291 articoli di 302 collaboratori. L’aggiunta o modifica dei contenuti è semplice come creare un account. Vi è un sistema di controllo della qualità in grado di proteggere contro lo spam, monitorare i cambiamenti e applicare politiche che assicurano agli utenti di creare contenuti appropriati.
Social networking e “crowdsourcing”
Man mano che i siti di social networking come Facebook, MySpace e LinkedIn crescono in popolarità (figura 2), contribuiscono ad incrementare il bacino di ascolto per le imprese e il governo. Università, politici e organizzazioni non-profit approfittano di questo potenziale, utilizzando siti come Facebook per creare gratuitamente “pagine business” per promuovere le loro iniziative. Facebook offre anche la possibilità, per le organizzazioni, di effettuare campagne pubblicitarie, condurre sondaggi e creare social application per impegnarsi con i propri gruppi di riferimento (http://www.facebook.com/business).
Fix My Street (http://www.fixmystreet.com) è un’iniziativa sviluppata da mysociety.org, un progetto sociale del Regno Unito specializzato nella creazione di siti web che collegano i cittadini con il governo. La semplice interfaccia incoraggia i cittadini a segnalare i loro problemi locali, ad esempio graffiti, buche nella strada, illuminazione stradale guasta, segnando la posizione del problema su una mappa, inserendo una breve descrizione e, opzionalmente, caricando una fotografia. Il sito, automaticamente, invia una e-mail alle istituzioni locali che poi si occupano del problema e aggiorna il sistema una volta che il problema è stato risolto.
Gli strumenti Web 2.0 stanno aiutando le aziende a raccogliere i suggerimenti sulle future strategie e prodotti. Un esempio è My Starbucks Idea (http://mystarbucksidea.force.com), che incoraggia i clienti Starbucks a suggerire le proprie idee per un nuovo prodotto o funzione de attivare nel locale. Gli utenti registrati del sito possono votare e commentare le idee. Un team di “Ideas Partner” (dipendenti Starbucks) rivedere ciò che è stato inviato, valuta l’idea più popolare, innovativa e sostenibile e la presenta ai dirigenti per l’azione. Le organizzazioni che desiderano provare questa modalità possono prendere in considerazione la creazione di una pagina Uservoice (http://www.uservoice.com): il software uservoice consente agli utenti di presentare le idee, discutere e votare su di esse. Un rappresentante dell’organizzazione può quindi dare una risposta ufficiale sullo stato del suggerimento.
Mondi virtuali
I mondi virtuali sono un fenomeno che si è sviluppato nell’ambito dei giochi online. Esistono vari esempi, il più popolare è Second Life (SL). Costituito nel 2003, oggi ci sono più di 14,5 milioni di “residenti” SL, di cui circa 455.000 sono attualmente attivi (cioè si sono collegati negli ultimi sette giorni). I residenti viaggiano attraverso SL in forma di avatar, personaggi animati dalla computer grafica, interagiscono l’uno con l’altro e realizzano un mondo condiviso attraverso la creazione di imprese e l’acquisto di terreni, case, giardini, vestiti e altri oggetti virtuali. SL ha una propria economia basata sui Linden dollars (L$), con tassi di cambio ufficiali che oscillando intorno a 266L$ per un dollaro americano. Questa economia online, ha sollevato una serie di questioni di politica e affari, che possono essere seguite su siti come http://metanomics.net/.
Diverse aziende del mondo reale, tra cui H&R Block, IBM, Cisco e Reuters, hanno stabilito una presenza in SL e alcuni stanno trovando il successo. Secondo le statistiche economiche di SL, ci sono stati 61.136 residenti che hanno conclusi il luglio 2008 con una positiva nota finanziaria, con più di 202 persone che in quel mese hanno guadagnato l’equivalente di 5.000$. I tipi di imprese stabilite in SL comprendono: partiti e agenzie matrimoniali, guide turistiche, guardie del corpo, architetti del paesaggio, stilisti, speculatori immobiliari e creatori di animali.
Il settore pubblico, l’istruzione e le organizzazioni non-profit utilizzano anche SL per attrarre i propri gruppi di riferimento. Nel mese di ottobre 2007, la Banca mondiale ha lanciato il suo report “Doing Business 2008″ con una relazione di presentazione, una sessione di domande e risposte e un dopo-party con la partecipazione di 700 residenti SL ed ulteriori 1000 sintonizzati per il flusso audio. Secondo Daria Khalif, membro del team Doing Business, il lancio in SL è stato un successo, raggiungendo il maggiore pubblico di sempre per un singolo evento in SL.
La Svezia è stata uno dei primi paesi a creare un ambasciata virtuale in SL (Maldive ed Estonia l’hanno fatto anche loro). Costruito e gestito dalla Istituto Svedese, l’ambasciata virtuale offre un servizio presidiato per 20 ore a settimana e la riproduzione di Radio Svezia in background (http://secondhouseofsweden.com/). L’ambasciata virtuale offre schede informative sulla Svezia, immagini a titolo gratuito del paese, mostre d’arte, cibo virtuale svedese (comprese le ricette) e un auditorium per lo svolgimento di eventi. Il progetto ha avuto un bilancio iniziale di 400.000 corone svedesi (circa 65.000$) ed è considerato all’altezza della spesa sostenuta.
Le organizzazioni possono anche creare i propri mondi virtuali utilizzando il software Second Life Grid per tenere riunioni virtuali, condurre formazione per i dipendenti o incontrarsi con i clienti in un ambiente virtuale. Il sito web di Second Life Grid (http://secondlifegrid.net/) fornisce informazioni e studi di caso di organizzazioni come Intel Corporation, Global Junior Inc. e Ohio University che hanno utilizzato con successo la piattaforma per impegnarsi e occuparsi dei propri gruppi di riferimento.


[...] ci capiamo), come ad esempio quelli di cui abbiamo parlato in questo blog e che sono da tempo in produzione in altri paesi: nuove tecnologie per la diffusione e la condivisione di dati, tool di visualizzazione interattiva [...]