Il Web 2.0 e gli istituti di statistica (2/2)
Dopo il primo post ecco di seguito la seconda ed ultima parte.
Buona lettura
Eric Sanna & Daniele Frongia
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Fig. 3 – Uso corrente di Strumenti Web 2.0 da parte degli istituti di statistica
Nonostante queste sfide, è chiaro dalle risposte dell’indagine che molti istituti di statistica stanno seguendo con attenzione le tendenze del Web 2.0 e non escludono il suo potenziale per interagire con i clienti e le parti interessate. Esempi di applicazioni in corso di Web 2.0 da parte di organizzazioni statistiche sono forniti di seguito.
Blog
Statistically Speaking è un “blog per bibliotecari ed altri professionisti dell’informazione per presentare le ultime informazioni, notizie, suggerimenti e notizie relative all’Australian Bureau of Statistics” (ABS) (http://abs4libraries.blogspot.com). Online dal maggio del 2007, questo blog informativo fornisce aggiornamenti sulla disponibilità e l’uso dei prodotti statistici rilasciati da ABS.
Blogstats (http://blogstats.wordpress.com/) è un blog non ufficiale creato nel 2006 da Armin Grossenbacher (Swiss Federal Statistical Office (FSO)), come piattaforma per lo scambio di informazioni online rivolta ai professionisti della diffusione e comunicazione statistica. Inteso come un blog multi-autore, Blogstats fornisce le ultime notizie e informazioni in merito agli sviluppi del comunicare statistiche sul web.
Altri esempi di blog correlati alle statistiche comprendono:
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il National Center for Health Statistics degli Stati Uniti (NCHS), che pubblica NCHS Press Room Blog (http://nchspressroom.wordpress.com), un “progetto non ufficiale” creato dall’ufficio stampa del centro. Online dall’aprile 2007, offre brevi articoli sulle statistiche sulla salute, spesso legati a soggetti attualmente presenti nei mezzi di comunicazione.
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il Simon Johnson’s IMF Research Blog (http://blog-research.imf.org), che è stato istituito come piattaforma di discussione e di informazione circa gli incontri annuali del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Ha funzionato tra l’ottobre 2007 e maggio 2008, fornendo commenti e favorendo la discussione tra i lettori del World Economic Outlook del FMI.
Wiki
La maggior parte degli istituti di statistica utilizzano il wiki limitatamente all’organizzazione o a gruppi chiusi di specialisti. La distribuzione in un ambiente controllato sembra essere la forza dei sistemi wiki, in quanto i wiki pubblici richiedono un rigoroso monitoraggio per garantire che le modifiche al contenuto siano accettabili per la pubblicazione.
La divisione statistica dell’UNECE ha portato avanti una sperimentazione dell’uso dei wiki per collegare gruppi di esperti e supportarli nelle loro creazioni e nei loro sforzi. Ad esempio, METIS-wiki (http://www.unece.org/stats/metis/wiki), è una raccolta di studi di caso sulla gestione dei metadati in istituti di statistica. Le pagine possono essere lette da tutti, ma solo gli utenti autorizzati possono commentare, modificare o aggiungere contenuti. Altre applicazioni wiki utilizzate da UNECE, con accesso limitato ai gruppi di lavoro designati, si stanno dimostrando preziose e capaci di far risprmiare tempo, supportando gli sforzi per passare da una semplice raccolta di contributi e commenti inviati tramite e-mail alla generazione di più dirette attività tra i membri.
Comunità online e condivisione dei dati
Swivel (http://www.swivel.com), Many Eyes (http://www.many-eyes.com), DataPlace (http://www.dataplace.org) e MapTube (http://www. maptube.org) sono esempi di siti web che hanno lo scopo di creare una comunità intorno alla condivisione e alla discussione delle informazioni statistiche. Questi siti rappresentano potenziali partner per gli istituti di statistica, in quanto forniscono un canale alternativo per la diffusione e la comunicazione dei dati statistici. Una indagine UNECE sull’attuale utilizzo del Web 2.0 ha rivelato una ridottissima partecipazione attiva degli istituti di statistica su tali siti web.
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Many Eyes include i dati statistici e le domande relative alla disponibilità e all’uso delle informazioni statistiche ufficiali. Il livello di interazione fra le organizzazioni statistiche ed i propri clienti attraverso il sito sembra essere minimo.
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Organizzazioni come OECD, UNESCO Institute for Statistics, UNECE, United States Census Bureau e United States Department of Agriculture hanno aderito a Swivel e la considerano una fonte ufficiale.
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DataPlace, attualmente rilevante solo per gli Stati Uniti, “mira ad essere la vostra sorgente one-stop per l’edilizia abitativa ed i dati demografici della vostra comunità, regione e nazione” (http://www.dataplace.org/about_us.html ). Mette insieme una serie di statistiche ufficiali e non, per fornire una panoramica completa della situazione socio-economica di ogni località scelta dall’utente.
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MapTube, sviluppato dal Centro di analisi spaziale avanzata dell’University College London, permette agli utenti di condividere e di sovrapporre mappe per confrontare visivamente diversi insiemi di dati.
Social Bookmarking
Il senso di comunità creato dal Web 2.0 può essere utilizzato per aumentare il posizionamento e la popolarità di siti web aziendali attraverso strumenti di social bookmarking (condivisione online di segnalibri), come Digg (http://www.digg.com) e Del.icio.us (http://www.delicious.com). Apposite barre degli strumenti che prevedono il pulsante “Add This” sono disponibili gratuitamente e possono essere aggiunte ai template (modelli) dei siti web, come è stato fatto recentemente dall’Australian Bureau of Statistics. Incoraggiare gli utenti a memorizzare bookmark, link a pagine Web e condividerle può attrarre visitatori, nuovi e di ritorno, sui siti.
Podcast
L’uso di podcast da parte delle organizzazioni statistiche appare minima, anche se alcuni si avvantaggiano di questo canale per ampliare la propria offerta di materiale audio. Il United States Census Bureau offre due feed audio, un notiziario quotidiano sia in inglese che in spagnolo e un Statistical Abstract of the United States (http://www.census.gov/main/www/feeds.html). Il United States National Agricultural Statistics Service offre un podcast della sue news nazionali e locali (http://www.nass.usda.gov/Newsroom/Syndication/index.asp).
Mashup
Un mashup è “un’applicazione Web che combina dati provenienti da più fonti in un unico strumento integrato” (Wikipedia 2008): per esempio Statistics Netherlands ha sovrapposto i propri dati con una mappa di Google Earth (http://www.cbs.nl/en-GB/menu/themas/dossiers/nederland-regionaal/cijfers/cartografische-toegang/gearth.htm).
Really Simple Syndication
Molti istituti di statistica, se non la maggior parte, utilizzano i feed RSS per notificare le loro informazioni più recenti. L’offerta varia da un singolo feed di notizie a fornire aggiornamenti per argomento o per regione. I tipi di informazioni trasmessi da RSS includono:
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Titoli di notizie e comunicati stampa
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Avvisi di rilascio di prodotti e pubblicazioni
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Calendari di uscita dei comunicati
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Prossimi convegni e seminari
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Opportunità di lavoro
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Aggiornamenti delle funzioni del sito
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Sintesi degli attuali feed RSS del Sistema statistico europeo, curata da Eurostat (http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page?_pageid=2453,1&_dad=portal&_schema=PORTAL)
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Biblioteca del Governo degli Stati Uniti (http://www.usa.gov/Topics/Reference_Shelf/Libraries/RSS_Library.shtml)
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News Centre del governo canadese (ttp://news.gc.ca/web/view/en/index.jsp?categoryid=12)
QUESTIONI DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE
Prima di intraprendere il viaggio nel mondo del Web 2.0, le organizzazioni necessitano di avere una chiara idea dei costi e dei benefici. Ci saranno grandi differenze a seconda che la tecnologia venga presa in considerazione per l’uso all’interno o all’esterno dell’organizzazione. Le seguenti questioni dovrebbero essere prese in considerazione al momento di considerare applicazioni Web 2.0 esterne.
Per le statistiche ufficiali e le organizzazioni del settore pubblico, mantenere la reputazione e la credibilità è essenziale. Se le informazioni pubblicate sono aperte a modifiche o commenti, ciò richiede la presenza di persone per monitorare la situazione e reagire di conseguenza. Le organizzazioni che decidono di inviare rappresentanti in reti sociali, comunità online o mondi virtuali, di solito lo fanno solo attraverso il supporto della propria dirigenza. La maggior parte dei siti Web 2.0 dovrebbe soddisfare le persone esterne piuttosto che le organizzazioni, questo presenta alcune difficoltà (ad esempio, chi sarà il portavoce e come sarà realizzata questa funzione di rappresentanza). La risoluzione di questi problemi richiede la definizione di politiche, tempo e fatica. Come hanno dimostrato le limitate attività realizzate fino ad oggi, è probabile che questo sia un ostacolo per l’ingresso.
Il guru dell’usabilità del Web, Jakob Nielsen, mette in guardia le organizzazioni dei pericoli di investire sull’inclusione di funzionalità Web 2.0 nel proprio sito web. Egli suggerisce che “la maggior parte delle attività delle imprese sono troppo noiose per le caratteristiche della comunità” e queste tecnologie sono più adatte a piattaforme interne dove la comunità di utenti è impegnato e affidabile. Nielsen afferma che mentre una minore “infusione” delle caratteristiche del Web 2.0 può portare benefici, le risorse potrebbero essere meglio spese per migliorare le caratteristiche di base e la fruibilità dei siti web esistenti.
L’impatto negativo sulla produttività dei dipendenti che utilizzano i siti di social networking durante l’orario di lavoro è stato un problema, cosicchè il divieto all’accesso a questi siti è una realtà per molti cittadini e organizzazioni del settore privato. Tuttavia, studi recenti di Gartner Inc e Huddle mettono in guardia le organizzazioni contro il rapido divieto di utilizzare questi siti. Essi suggeriscono che le organizzazioni dovrebbero prendere in considerazione, invece, se tali applicazioni possano essere utili per l’organizzazione e sviluppare una politica chiara, basata sulla fiducia, per il loro uso nell’ambiente di lavoro.
Le organizzazioni che decidono di offrire i servizi del Web 2.0 dovrebbe avere un quadro chiaro del proprio gruppo di riferimento e fare in modo che questi servizi siano soddisfacenti per le esigenze dei propri utenti. Se le caratteristiche del Web 2.0 iniziano a dominare il complesso di prodotti offerti, vi è il rischio di aumentare il gap tra gli utenti che hanno familiarità con Internet e quelli con limitato accesso o ridotta capacità di operare in questo ambiente.
POTENZIALE FUTURO
Ad oggi, gli istituti di statistica sono stati seguaci, piuttosto che leader nell’adozione di tecnologie Web 2.0. Ciò è probabilmente dovuto alla relativa novità del Web 2.0. Secondo il Gartner hype cycle (http://en.wikipedia.org/wiki/Hype_cycle), che rappresenta l’andamento delle nuove tecnologie dalla prima apparizione sul mercato, attraverso il successivo picco e fino alla maturità (per quelle che ci arrivano), il Web 2.0 ha superato il “picco delle aspettative gonfiate” nel 2006 ed è ormai prossimo alla “valle del disincanto”. Ciò indica che la tecnologia non è ancora arrivata a mostrare il rendimento degli investimenti e si trova in pericolo di essere abbandonata dalla stampa popolare.
Wiki e corporate blogging sono rappresentati separatamente sul Gartner hype cycle, e in una posizione più favorevole. Sembra che siano più vicini a diventare strumenti ampiamente apprezzati per aumentare la produttività sul posto di lavoro.
Che dire del Web 3.0?
Il Web è in continua evoluzione e ci sono molta speculazioni su ciò che sarà nel futuro. Nel 2006, John Markhoff del The New York Times, ha introdotto per la prima volta il termine “Web 3.0″ per descrivere ciò che è conosciuto anche come il “Semantic Web“. Anche se è ancora da venire, il Semantic Web dovrebbe trarre vantaggio dallo scambio di informazioni strutturate per fornire una più significativa e personalizzata esperienza. Tecnologie e standard come data-mining, Web Ontology Language (OWL) e il Resource Description Framework (RDF) dovrebbero fornire uno strato intelligente per il Web, rendendo possibile anticipare le esigenze di informazione degli utenti.

Fig. 4 – Fonte: http://webscience.org/
Per orientare gli studi in questo settore e il futuro del Web in generale, accademici come Tim Berners-Lee, co-inventore del Web, si stanno adoperando per l’istituzione di un nuovo campo interdisciplinare chiamato Web Science. Come illustrato nella figura 4, la Web Science combina molte differenti discipline. Apparentemente la statistica non è una delle principali.
Future applicazioni del Web 2.0 da parte degli istituti di statistica
Le idee che gli istituti di statistica possono prendere in considerazione per il futuro comprendono:
- Utilizzo di siti di social networking Web 2.0 e mondi virtuali per sviluppare programmi di formazione con scuole e università. Si tratta di un evidente obiettivo di gruppo da sviluppare attraverso il Web 2.0, in quanto queste tecnologie sono generalmente più popolari fra i giovani.
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Creazione di un punto di riferimento su Second Life o realizzazione di un censimento in SL, eventualmente come gioco istruttivo o esercizio in classe.
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Promozione di un censimento o educazione statistica attraverso iniziative su pagine Facebook, comunità online e mondi virtuali.
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Misurazione della domanda di statistiche attraverso siti come Uservoice ed invito ad inviare proposte per nuove collezioni di dati.
Fino ad ora, gli istituti di statistica sono stati prudenti ad avventurarsi nell’utilizzo di tecnologie Web 2.0. I vantaggi dovuti all’essere facilmente in grado di comunicare e collaborare con i propri utenti attraverso il Web devono ancora essere realizzati. È importante che gli istituti di statistica continuino a considerare il Web 2.0 come una possibilità di marketing e che l’interazione online continui ad espandersi. La condivisione di ricerche, di esperienze e di informazioni attraverso incontri internazionali o strumenti di collaborazione come Blogstats costituiscono una parte essenziale di questo processo.
Jessica Gardner (UNECE)


Personalmente avevo proposto, come strumento di rilevazione informale delle esigenze informative degli utenti delle statistiche ufficiali (da affiancare a strumenti più strutturati), l'arricchimento del sito web d'Istituto con blog tematici gestiti da esperti interni ancorati alla presentazione amichevole di un set sintetico ma significativo di informazioni su un tema (ad esempio mercato del lavoro). Giovanna D'Angiolini
Ciao Giovanna,
se ho capito bene avevi proposto di mettere su istat.it una serie di blog tematici? Quindi N blog ciascuno con i propri autori/redattori e con il proprio target di pubblico?
l'idea era di strutturare aree dedicate a un certo numero di temi di particolare interesse pubblico (cominciando magari con uno), come prezzi, mercato del lavoro, che comprendessero ciascuna: presentazioni amichevoli e innovative dei principali dati e metadati relativi al tema, con spiegazioni testuali e /o semi strutturate, puntamenti a più complete banche dati, e anche un blog tenuto da nostri esperti, Giovanna D'A