High Availability e Disaster Recovery con Hyper-V + Double-Take e Linux + DRBD

In un mio post precedente vi avevo dato notizia di Microsoft Hyper-V e del supporto di Linux RedHat. Il consolidamento di server fisici mediante l’applicazione della tecnologia della virtualizzazione consente di ottenere numerosi vantaggi sia in termini di continuità operativa e velocità di rilascio in produzione di nuovi server che di sfruttamento ottimale delle risorse hardware e valorizzazione degli investimenti ICT. Ho attivato pertanto un server con sistema operativo Microsoft 2008 + Hyper-V e creato  una decina di server virtuali con sistema operativo Microsoft Windows 2003, Linux RedHat, Fedora e Ubuntu. La tecnologia della virtualizzazione è molto apprezzata anche per la flessibilità che offre dal punto di vista della gestione. Per esempio dovendo aggiungere una scheda di memoria al server fisico ho salvato lo stato delle macchine virtuali, spento il server fisico, aggiunto la scheda e riavviato le macchine virtuali, il cui funzionamento è ripreso esattamente da dove era stato interrotto al momento del salvataggio senza alcuna perdita di dati, proprio come se nulla fosse accaduto. Per fare una verifica ho volutamente lasciato aperta e parzialmente compilata la finestra grafica di Ubuntu con cui si crea un nuovo utente linux. Al successivo riavvio l’ho trovata esattamente come l’avevo lasciata. Il tempo impiegato per completare l’intera operazione è stato inferiore ai 10 minuti. Tuttavia il modo  più efficace di operare sfrutta la funzionalità di live migration tra più nodi fisici offerta da Hyper-V R2 che consente di spostare a caldo una macchina virtuale dal server che deve essere messo in manutenzione verso uno dei nodi attivi così da evitare qualunque tipo di disservizio.

double-take

fonte http://www.doubletake.com

Tempo fa, affrontando i temi del backup, data replication e disaster recovery, avevo fatto riferimento a double-take, un software veramente interessante per le sue funzioni di replica in tempo reale su rete IP. La versione per Microsoft Hyper-V  lo è ancora di più e consente di realizzare facilmente soluzioni di continuità operativa e disaster recovery per le macchine virtuali in esecuzione sul server fisico. Il prodotto è ovviamente personalizzabile e consente anche di  limitare la banda di rete impegnata dal processo di replica durante il funzionamento normale. La cosa intrigante è che le macchine virtuali possono essere sia macchine Microsoft Windows che Linux. Sul sito del produttore è disponibile un video webinar molto istruttivo che illustra i dettagli del prodotto. Double-take, infine, offre nel proprio portafoglio anche prodotti per Linux.

DBRD

fonte http://www.drbd.org

Un altro software degno di nota e destinato agli amanti del Pinguino  e dell’open source è DRBD, di cui esiste anche una versione commerciale completa di supporto. Curiosando sul sito del produttore, nella sezione news, tra i tanti ho trovato un annuncio davvero molto interessante: Linus Torvalds ha accettato DRBD. La release 2.6.33 del kernel Linux, attesa per febbraio 2010, conterrà quindi DRBD. Nella figura seguente è riportata la schrmata grafica della DRBD Management Console, una applicazione Java con cui è possibile configurare i dettagli della propria installazione.

DRBD-MC

fonte http://www.doubletake.com

 

Leave a Reply