L’Istat verso il Web 2.0: da fenomeno episodico a sistema

Il Forum Pa 2009 è stato l’occasione per l’Istat per discutere dell’utilizzo delle nuove tecnologie Web 2.0 e del rapporto tra produttori e fruitori dell’informazione statistica

di Stefano De Francisci / Daniele Frongia / Giulia Mottura (Giornale del Sistan 41/2009)

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Innovare il modo di rendere disponibile l’informazione statistica, migliorare il dialogo tra chi produce contenuti e chi ne fruisce, favorire il processo di condivisione della conoscenza. Con questi obiettivi gli Istituti nazionali di statistica si muovono nell’universo dei servizi online in direzione del Web 2.0. Ne sono un esempio l’esperienza dell’Ocse (Swivel e IBM Many Eyes per la condivisione di dataset e la rappresentazione grafica interattiva, Wikigender per dare visibilità al tema dell’uguaglianza di genere, in modalità wiki) e quella dell’Unece (Metis-wiki per condividere idee sui metadati statistici).
Tra le novità più rilevanti si segnalano inoltre il nuovo Google Public Data sperimentato dallo U.S. Bureau of Labor Statistics, il servizio Zoho per creare e condividere documenti di testo a carattere scientifico, alcuni tool per la creazione rapida e semplice di questionari online, piattaforme wiki per la gestione di progetti e software per la creazione di mappe mentali.

Ma cos’è il Web 2.0? Si tratta di uno stato di evoluzione di Internet caratterizzato dal passaggio da un insieme di siti statici collegati fra loro a un ambiente globale nel quale piattaforme online con potenti interfacce grafiche offrono contenuti ampi e una stretta interazione tra gli utenti che – ed è questa la vera novità – forniscono valore aggiunto all’informazione originaria. Solo in Italia i servizi 2.0 più noti (YouTube, Wikipedia, Google, Flickr ecc.) vengono utilizzati da oltre 10 milioni di utenti. Anche l’Istat sperimenta l’utilizzo delle tecnologie Web 2.0 tramite strumenti di lavoro cooperativo (wiki, l’espressione forse più democratica di diffusione della conoscenza attraverso la tecnologia) e di visualizzazione interattiva (Gapminder, Google Motion Chart), sito per smartphone e motori di ricerca (soluzioni enterprise Google); inoltre, è in corso il riadattamento in chiave 2.0 del sito web http://www.istat.it con l’introduzione di web services e mashup, forniture in XML, RSS e widgets (per approfondimenti su questi temi è disponibile una biblio/sitografia su http://www.wiki.istat.it/doku.php/ forumpaweb20: webografia).

Il Forum Pa 2009, che si è tenuto a Roma lo scorso maggio, è stato l’occasione per presentare riflessioni ed esperienze sulle applicazioni Web 2.0 in Istat e sul contributo delle nuove tecnologie per la statistica. L’obiettivo che l’Istituto si pone è trasformare il Web 2.0 da fenomeno episodico a sistema governato e orientato all’utenza, selezionando le opportunità 2.0 più utili per la produzione e la comunicazione statistica. Quest’ultima, in particolare, può trarre indubbi vantaggi dall’evoluzione del web, giocando un ruolo chiave nel rapporto tra produttore e fruitore dell’informazione. Del resto, individuare nuovi canali e modalità di risposta alla dilatazione della domanda di informazione statistica è importante al fine di incidere sull’aumento di un’audience partecipe e motivata.

La sfida che l’Istat oggi si trova ad affrontare consiste nel rendere identificabile la statistica ufficiale rispetto alla grande quantità di dati immessi in rete, riuscendo a comunicarne le caratteristiche di qualità. E per orientare l’utente, divenuto coprotagonista nella produzione dell’informazione, è fondamentale una chiara strategia di comunicazione. L’interpretazione sociale della rete determina, infatti, una stringente concorrenza dal basso che può generare ridondanza e perdita di controllo sull’informazione pubblicata: la fonte dei dati diventa difficilmente individuabile e aumenta il rischio di degenerazione della statistica online. Come la comunicazione della statistica ufficiale possa incidere su tale contesto tramite le opportunità del Web 2.0, resta un argomento di dibattito aperto.

Un primo approccio è stato avviato da alcuni Istituti di statistica con il monitoraggio della blogosfera, la realizzazione di prodotti editoriali ipertestuali in modalità wiki, l’animazione di community di settore e di blog tematici e la pubblicazione di video per la formazione online.
Certo è che l’introduzione di strumenti di collaborazione con siti esterni e l’apertura all’uso diretto dei dati sono elementi fortemente attesi dall’utenza. Per questo motivo l’integrazione dei propri sistemi informativi attraverso le tecnologie 2.0 è un’altra sfida fondamentale per l’Istat. L’Istituto è attualmente impegnato nello sviluppo di sistemi basati su nuovi modelli di disegno, condivisione e integrazione di conoscenza e di architettura dell’informazione. Elemento saliente di tale approccio è costituito dalla centralità degli utilizzatori, non più solo destinatari finali ma parte attiva dei sistemi informativi. Ciò avviene, da una parte, coinvolgendo i diversi segmenti di utenti in modo mirato tramite la costruzione di ambienti collaborativi, e dall’altra adeguando i sistemi informativi alla molteplicità di linguaggi, esigenze e modalità di interazione caratteristici degli utilizzatori.

Lo sviluppo di ambienti di ricerca specializzati, capaci di integrare simultaneamente informazioni statistiche a vari livelli di strutturazione (da testi liberi a dati formattati e rigidamente strutturati), l’adozione di sistemi aperti di classificazione dell’informazione, la costruzione di glossari tematici vicini al linguaggio di varie tipologie di utenti, sono al centro di tali esperienze. Questo approccio, sostenuto dal riuso di software generalizzato e di strumenti standard proposti in ambito internazionale per la condivisione e la visualizzazione, si propone come modello innovativo per migliorare i livelli di servizi offerti dall’Istituto e forte incentivo verso l’ottimizzazione delle risorse.

Le esperienze che l’Istat sta conducendo in ambito Web 2.0 stanno dimostrando come l’informazione statistica può trarre diretto beneficio ed arricchirsi ulteriormente dalla convergenza e integrazione dei nuovi concetti, metodi, sistemi e tecnologie di organizzazione, condivisione, rappresentazione e visualizzazione della conoscenza, costituendo una delle più significative innovazioni per la statistica del Paese.