La scomparsa del riccio è la risposta alla domanda dell’anno?

How is the internet changing the way you think? E’ questa la domanda dell’anno, secondo Edge, sito web statunitense fondato da un gruppo di filosofi, scienziati, scrittori e artisti, conosciuti come The Reality Club, che lancia annualmente domande ai propri esperti.
Come vi sarà capitato di leggere su diversi quotidiani e riviste italiane (l’iniziativa di Edge è stata riportata sul Sole 24 ore, Repubblica, Corriere della sera, Internazionale, ecc.), alla domanda di Edge hanno risposto 172 tra grandi esperti della rete, informatici, filosofi, ma anche artisti della portata di Brian Eno, e le risposte sono tutte riportate sul sito.
Sono sincera, non le ho lette tutte. Tra quelle che mi hanno più divertito vi segnalo la risposta di Gerd Gigerenzer, Psicologo tedesco, il quale afferma che internet ha portato la nostra mente ad una condizione di “sempre in allerta”. Siamo sempre più in continua attesa di un avvenimento, di un evento, di una informazione, che in termini informatici si traduce nell’attesa di una mail, di un post, di un feed, di una chat… vi confesso che, a volte, quando nessuna finestra lampeggia, quando nessun segnale mi avverte dell’arrivo di una comunicazione, mi è capitato di pensare: ma oggi non succede niente? Come se il mio pc (o blackberry, o i-phone) fosse l’ufficio stampa dei miei contatti.
Esperienze personali a parte, il dibattito principale su Edge sembra ruotare intorno a quanti sostengono o viceversa criticano l’idea che nella società dell’informazione non sia più necessario sapere bensì sapere cercare. Per alcuni esperti essere in grado di riuscire a trovare l’informazione che ci interessa, di cui abbiamo bisogno in quel dato momento, riuscendo a filtrarla tra un numero illimitato di dati, sembra essere diventata la competenza essenziale della mente post-moderna.
Questa riflessione mi ricorda la conversazione con una cara amica che alla mia domanda “che cos’è internet per te?”, in modo istantaneo (e non soltanto perché era in chat) mi dice: “Internet è la risposta alle mie domande!”. Ma per averle queste risposte bisogna saperle cercare e non soltanto, come direbbe qualcuno, dentro di noi.
Concludo con una citazione sicuramente più elevata. Ben Macintyre, giornalista del Times, nel riportare l’iniziativa di Edge, ci ricorda che la dicotomia tra sapere versus sapere cercare non è poi di così recente formazione. Nel 1953, Isaiha Berlin, riprendendo il verso dell’antico poeta Antiloco “la volpe sa molte cose, ma il riccio ne sa una grande“, aveva diviso le grandi menti del suo tempo in ricci e volpi. I ricci seguono un unico principio ispiratore, coerente al suo interno, mentre le volpi hanno molteplici obiettivi di conoscenza e d’azione anche in contraddizione tra loro. Due menti contrapposte, quindi, che possono essere differentemente collegate alle nuove competenze offerte e richieste dalla rete.
A questo punto la domanda è: Internet porterà alla scomparsa dei ricci?


Un articolo bello, divertente e ben fatto
Grazie Daniela
Il Web va sia in larghezza che in profondità, quindi credo ci sia spazio sia per le volpi che per i ricci.
Comunque, da utente iPhone sono andato anche oltre la domanda di Edge e mi sto chiedendo “HOW IS THE INTERNET CHANGING THE WAY I LIVE”…
Giuseppe