Mondiali e Vuvuzelas: qualche consiglio dal web
A quasi una settimana dall’inizio dei Mondiali di calcio 2010, un pezzo d’Africa sembra già più vicina. E se per alcuni la sorpresa più grande è stato vedere un panorama di tifosi infreddoliti, mentre altri fanno ancora fatica a capire perché la vicina di ombrellone si dimena al ritmo di una danza simil-tribale, l’elemento “d’Africa” che tutti sono stati costretti a notare è il suono, per molti fastidioso, delle Vuvuzelas. Sottolineo per molti ma non per tutti perché sulla rete c’è già chi propone di sostituirla ai commenti dei cronisti.
La Vuvuzela, come si legge su Wikipedia, è una tromba da stadio ad aria, lunga un metro, che pare prenda il nome dal suo stesso inconfondibile suono. E’ un po’ il simbolo che caratterizza il calcio africano, anche se per un periodo era stata vietata negli stadi, e sembrerebbe aver preso piede anche in Europa grazie ai Mondiali. A Milano, qualche giorno fa ad esempio, l’Ente per il Turismo sudafricano ha distribuito gratuitamente oltre 700 Vuvuzelas, lasciando scontente buona parte delle persone in attesa.
Anche sul web si moltiplicano le pagine dedicate a questo strumento: molti blogger ne analizzano la storia, tanti si lamentano, un sito permette di riprodurne il suono, su Facebook i gruppi contro sembrano riscuotere più successo di quelli pro, mentre su Ebay cescono venditori ed offerenti. Noi vi proponiamo l’articolo di Wired Italia che spiega come eliminare il suono delle Vuvuzelas dalla tv. Fateci sapere se funziona e l’effetto che fa.

