One Book, One Twitter
Jeff Howe, collaboratore di Wired, in un articolo del 2006, conia il termine crowdsourcing e nel 2008 pubblica il libro Crowdsourcing. How the Power of the Crowd Is Driving the Future of Business (la copertina dell’edizione 2008 è il risultato di una gara che Howe ha lanciato su internet per trovare l’idea che meglio rappresentasse il suo libro). Nel 2010 – crowdsourcing è una delle parole chiave del web, è presente in tutte le tag cloud – Howe ha lanciato One Book, One Twitter: un invito alla popolazione mondiale del web a leggere, in contemporanea, un romanzo e a commentarlo su Twitter a colpi di 140 caratteri. Ci sono state le nomination, poi le votazioni e, alla fine, American Gods di Neil Gaiman è diventato l’one book del 2010. L’idea di Jeff Howe non è originale. One Book, One City si svolge a Seattle e a Chicago fin dagli anni Novanta e la Library of Congress – che ospita nelle sue pagine la storia dell’iniziativa – ha censito più di 400 programmi nel 2007. Dal 2001 anche Dublino organizza l’iniziativa che, quest’anno, ha scelto Il ritratto di Dorian Gray come il libro da leggere tutti insieme, contemporaneamente. Originale, dunque, no, ma nuova e divertente si: invece dei cittadini di Chicago ci sono i cittadini del web e invece delle recensioni sui blog, sui siti, su Anobii c’è l’invito a rilasciare impressioni immediate e veloci, da condividere strada facendo – con la preghiera di non rivelare i risvolti e l’andamento della storia, anche se American Gods non è un giallo, ma un romanzo fantastico, dove, come dice Gaiman, nell’Avvertenza per i viaggiatori “…Va da sé che tutte le persone, vive o morte, nominate nel libro, sono frutto della mia immaginazione, oppure usate in modo immaginario. Soltanto gli dèi sono reali”. E gli dèi, insieme agli uomini, sono protagonisti di una storia avvincente, ricca di colpi di scena, dai risvolti imprevedibili e appassionanti. Insomma, abbinare un libro a Twitter sarà pure una trovata pubblicitaria per vendere più copie – difficile sottrarsi alla tentazione di leggere il libro per partecipare a un esperimento collettivo, mondiale – ma è anche la conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che internet fa leggere più libri, su carta o su ipad non importa, e non ruba tempo alla lettura. Per commentare il libro bisogna avere un account su Twitter e utilizzare la chiave #b1t1


