
HTML5 è un linguaggio di markup per la strutturazione e la presentazione di contenuti per il World Wide Web, ed è anche una tecnologia alla base di Internet. E’ la quinta revisione dello standard HTML ed è ancora in fase di sviluppo, per una più esaustiva descrizione delle caratteristiche di HTML5 si può leggere l’articolo di Wikipedia. I principali obiettivi che gli sviluppatori dello standard si sono posti riguardano:
- il supporto per le risorse multimediali (audio, video) e grafiche (animazioni delle pagine, grafica vettoriale)
- la contemporanea comprensibilità dei contenuti da parte dagli esseri umani e interpretabilità da parte di computer e dispositivi (es. browser web, parser, bot).
- l’introduzione di una specifica gestione di plugin, API , database e filesystem remoti
- la possibilità di supportare la distribuzione di APP senza “passare” per i vari Store proprietari (es. Apple, Android)
- lo sviluppo di una piattaforma cross-device
- la capacità di gestire gli errori e “renderizzare” anche documenti con sintassi non corretta
- la capacità di sfruttare al meglio le peculiari caratteristiche di tablet e smartphone (es. accelerometro, gps, sensore di prossimità)
Questa nuova versione di HTML costituisce una rivoluzione in quanto, pur rimanendo HTML5 un linguaggio di markup, introduce tutta una serie di caratteristiche che lo fanno somigliare ad un linguaggio di sviluppo software capace di operare chiamate di sistema al kernel del sistema operativo sottostante.
Lo standard HTML5 viene sviluppato nell’ambito del Consorzio World Wide Web (W3C), una “comunità internazionale in cui le Organizzazioni Membro, uno staff full time, e gli utenti lavorano insieme per sviluppare standard Web. Guidato dall’inventore del Web Tim Berners-Lee e dal CEO Jeffrey Jaffe, la missione del W3C è di portare il Web fino al massimo del suo potenziale”.
Il lavoro del W3C è orientato prevalentemente alla definizione di specifiche tecniche di interpretazione del linguaggio da parte dei browser, in modo che questi possano “renderizzare” correttamente le pagine e consentire una corretta interazione con il web server/application server. La road map del Consorzio prevede di pubblicare una proposta di specifica di HTML5 alla fine del 2012, nella quale saranno presenti soltanto le componenti che risulteranno stabili e supportate dai browser più diffusi. Questa sarà la base che dovrà raggiungere lo status di specifica definitiva alla fine del 2014. Parallelamente, nel 2014, verrà rilasciata la bozza della versione 5.1, che dovrà integrare tutte le caratteristiche del rilascio precedente, nonchè quelle non incluse nella 5 per ragioni di instabilità e che diventerà specifica definitiva nel 2016. In futuro si procederà con l’iterazione, rilasciando una bozza della release 5.2 e così di seguito, procedendo ad integrare via via le funzionalità precedentemente escluse.
Quello descritto è un processo complesso e impegnativo ma di relativo interesse per il lavoro di uno sviluppatore web, il quale necessita prioritariamente di sapere quali specifiche sono stabili e supportate dai vari browser ad un dato momento. Allo stato attuale, la community Web Hypertext Application Technology Working Group (WHATWG), che si occupa di evoluzione dell’HTML, ha rilasciato un interessante manuale per sviluppatori che si concentra sulle sole specifiche del linguaggio HTML5 che consentono la corretta visualizzazione delle informazioni sul browser. Anche a questo indirizzo sono ben spiegate le specifiche di HTML5 ed il loro stato di sviluppo.
Di tutto ciò e di altro si è parlato lo scorso 20 settembre, presso l’Università Pontificia Regina Apostolorum di Roma, all’HTML5 Day, un seminario ben organizzato dalla sezione italiana del consorzio W3C, nell’ambito di un tour che ha toccato importanti città europee. Riporto brevemente alcuni punti salienti della sessione mattutina.
Ha aperto i lavori Padre Pedro Barrajon, Rettore dell’Università, con un discorso di ampio respiro sul Web quale strumento di portata universale, per il dialogo fra gli uomini e la pace nel mondo e dunque di diretto interesse della Chiesa. Significativo il tenere la conferenza in un ateneo pontificio, a dimostrazione che scienza e fede non hanno paura una dell’altra, ma lavorano insieme per la conoscenza e la verità.
A seguire ha parlato Oreste Signore, responsabile di W3C Italia, che ha sottolineato la scarsa partecipazione di aziende e organizzazioni italiane al Consorzio, a fronte di una grande vitalità tecnologica e utilizzo avanzato del Web. Per inciso, l’ufficio italiano del W3C è ospitato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e gestito dall’ Istituto di Scienza e Tecnologie dell’ Informazione “A. Faedo” (ISTI) e dall’ Istituto di Informatica e Telematica (IIT), entrambi situati a Pisa.
Bernard Gidon, responsabile dello sviluppo del business del Consorzio per Europa, Medio Oriente e Africa, ha ricordato i principali vantaggi dell’essere membri W3C:
- Ottenere un posto nell’Advisory Committee (AC) del W3C. L’AC è formato da un esponente per ogni Membro. L’AC representative è il collegamento ufficiale tra l’Organizzazione facente parte del W3C e il Consorzio. L’AC representative ha diritto di voto sulle nuove attività e sulle Proposed Recommendations.
- Influire sulle scelte strategiche e tecnologiche del Consorzio, contribuendo così a stabilire il futuro del Web.
- Accedere al sito Web dedicato ai Membri, contenente informazioni su eventi, tecnologie, software, gruppi di lavoro, forum, mailing list, notizie e annunci.
- Ricevere i notiziari W3C, che includono aggiornamenti su attività W3C, annunci di incontri, workshop e conferenze.
- Partecipare ai Gruppi di interesse, ai Working Group e ai Workshop
- Aumentare la propria visibilità a livello nazionale e internazionale
Riguardo ai costi, Gidon ha ricordato che le quote associative variano a seconda del tipo e del fatturato dell’organizzazione, per i membri italiani le quote annuali sono:
- 68.000,00 € per le organizzazioni a fini di lucro che, rispetto all’ ultima rilevazione, abbiano un fatturato lordo annuo maggiore o uguale a 51.000.000,00 Euro
- 7.800,00 € per tutte le altre organizzazioni, comprese quelle non a fini di lucro o pubbliche
Michael Smith, responsabile dello sviluppo della piattaforma HTML5, ha fornito una panoramica delle principali tecnologie e specifiche che sono state aggiunte, aggiornate o attualmente in fase di sviluppo da parte dei vari gruppi di lavoro del W3C. Nel corso della presentazione ha anche mostrato come i diversi browser hanno implementato le nuove specifiche, in maniera tale da dare un’idea di quali caratteristiche sia possibile utilizzare già da ora e su quale sistema operativo.
In definitiva un seminario estremamente interessante, che fa riflettere sull’importanza di coinvolgere Enti di Ricerca e Pubbliche Amministrazioni italiane in contesti dove si definiscono gli standard tecnologici del prossimo futuro.







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