BarCamp “Sharing Data & Statistical Knowledge”

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso: il 20 Ottobre di ogni anno, a partire dal 2010, si celebrerà la Giornata Mondiale della Statistica. L’obiettivo è quello di far crescere la consapevolezza collettiva dell’importanza delle statistiche ufficiali e di enfatizzare i tanti risultati fin qui conseguiti, basati sui fondamentali valori di servizio, integrità e professionalità cui si attengono i diversi produttori.

In occasione del suo 4° compleanno, SegnalazionIT intende dare il suo contributo a questa giornata organizzando, in collaborazione con la Società Italiana di Statistica ed alcuni accademici della Facoltà di Statistica di Roma, il

BarCamp “Sharing Data & Statistical Knowledge”

incentrato sul come la Statistica e l’Information Technology possano contribuire ad innovare le modalità di condivisione di dati e informazione statistica.

Il Barcamp si terrà a Roma nel corso dell’intera giornata del 20 Ottobre 2010; tutti i dettagli sulla location e sulle modalità di adesione sono in via di definizione e verranno pubblicati a breve su questo blog, così pure verrà avviata al più presto la raccolta delle proposte di intervento.

Negli ultimi anni sono stati già organizzati dei BarCamp su temi legati alla statistica: è questo il caso dell’Australia e della Nuova Zelanda. L’esperienza è andata molto bene, è ora di “importarla” nel nostro emisfero!

L’Istat verso la XLV Riunione Scientifica della Società Italiana di Statistica

La XLV Riunione Scientifica della Società Italiana di Statistica si terrà dal 16 al 18 giugno 2010 presso l’Università di Padova.

La Società Italiana di Statistica (SIS) promuove, ogni due anni, una riunione scientifica internazionale su temi di ricerca sia metodologica che applicata. Fondata nel 1939, la società conta oggi circa 1400 aderenti, tra cui accademici e studiosi di università ed enti pubblici o privati che operano nella statistica sia metodologica che applicata in campo economico, sociale, demografico, ambientale. La SIS è inoltre aperta a temi connessi alla produzione  di statistiche ufficiali e in particolare al Web, ai  sistemi di controllo e all’organizzazione.

Il programma prevede un consistente contributo di ricercatori e tecnologi dell’Istituto Nazionale di Statistica:

Sessioni plenarie
Chair: Maurizio Vichi, University of Rome “La Sapienza”
Speaker: Enrico Giovannini, ISTAT, Rome
Statistics, knowledge and policy: towards a new paradigm

Sessioni specialistiche
A cura di: Orietta Luzi, ISTAT, Rome
Chair: Brunero Liseo, University of Rome “La Sapienza”
Matching techniques, censuses and administrative data

Sessioni (e paper)


Collaborare con SegnalazionIT

SegnalazionIT introduce alcune importanti modifiche nella propria linea di conduzione del blog: saluta con affetto e ringrazia Donato Moscara, che esce dall’amministrazione del blog, e si apre in maniera strutturata ai collaboratori esterni.

Il nostro blog, che già vanta oltre 500 articoli scritti da più di 15 autori, invita dunque i lettori interessati a presentare un contributo, seguendo delle semplici istruzioni riportate nella pagina Proponi un articolo.

Happy blogging!
SegnalazionIT.org

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Un ringraziamento al sito Neodemos.it per averci ispirato nella definizione dei criteri per la redazione di un contributo.

L’evoluzione del Knowledge Management: il progetto ThinkTag

di Germano Paini

Sempre più il Knowledge Management è diventato un fattore critico di successo per le organizzazioni. Rendere disponibile il proprio patrimonio informativo ed evitare che venga perduto è un obiettivo strategico per la competitività.

Il Progetto ThinkTag è uno strumento innovativo a supporto di professionisti e organizzazioni che sviluppa sinergie e integrazioni tra Knowlegde Management e Social Networking per lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze.

Le informazioni vengono scambiate in un ambiente di confronto dinamico e non gerarchizzato che si offre come “connettore dei saperi”, in grado di evidenziare il contributo di ciascun soggetto coinvolto e di valorizzarne le esperienze personali, spesso trascurate e poco utilizzate dalle organizzazioni.

Per supportare gli utenti nell’affrontare il quotidiano “overload informativo” ThinkTag adotta la metodologia dell’Iper-Pertinenza, capace di arricchire in modo esponenziale la pertinenza delle informazioni grazie alla condivisione di esperienze in rete.

Una risorsa, infatti, diventa più pertinente se è condivisa, commentata, arricchita e organizzata dai membri di un social network.

Si tratta di un modo nuovo di gestire le conoscenze rispetto ai principali Social Network, più orientati alla relazione tra le persone e privi di sistemi per strutturare e organizzare i contenuti.

Grazie a ThinkTag è  possibile, con modalità bottom-up, ricercare, consultare, commentare, catalogare e pubblicare le informazioni per tag, servendosi di scaffali virtuali e attraverso più di 50 tipi di risorse tra testi, web, video, ecc.

In particolare Think Tag combina le logiche del Web 2.0 e dello “user generated content” con quelle del web semantico, rendendo l’ambiente di Knowledge Management in grado di offrire una ricerca più veloce e consapevole. La gestione semantica delle tag facilita la navigazione fornendo risultati sulla base delle relazioni di significato tra i parametri di ricerca.

La semplicità  di utilizzo è offerta anche da una Startpage flessibile e personalizzabile che permette di accedere subito alle informazioni di interesse. A questo si aggiunge la presenza dei portlet, che generano contenuti diversi e dinamici in linea con le esigenze di ciascuno.

thinktag

Fondamenti di informatica natalizia

Prima di parlare di cloud computing, di pensare al calcolo parallelo, di generare materiali tramite il crowdsourcing, di operare secondo una logica web2.0, di twittare o facebookare, prima di tutto bisognerebbe conoscere “i fondamentali”, come si diceva una volta.

Una breve lezione ci aiuterà a capire meglio le tecnologie alla base dell’informatica moderna.

SegnalazionIT vi augura BUON NATALE!

L’Istat verso il Web 2.0: da fenomeno episodico a sistema

Il Forum Pa 2009 è stato l’occasione per l’Istat per discutere dell’utilizzo delle nuove tecnologie Web 2.0 e del rapporto tra produttori e fruitori dell’informazione statistica

di Stefano De Francisci / Daniele Frongia / Giulia Mottura (Giornale del Sistan 41/2009)

web 2.0 istat sistan

Innovare il modo di rendere disponibile l’informazione statistica, migliorare il dialogo tra chi produce contenuti e chi ne fruisce, favorire il processo di condivisione della conoscenza. Con questi obiettivi gli Istituti nazionali di statistica si muovono nell’universo dei servizi online in direzione del Web 2.0. Ne sono un esempio l’esperienza dell’Ocse (Swivel e IBM Many Eyes per la condivisione di dataset e la rappresentazione grafica interattiva, Wikigender per dare visibilità al tema dell’uguaglianza di genere, in modalità wiki) e quella dell’Unece (Metis-wiki per condividere idee sui metadati statistici).
Tra le novità più rilevanti si segnalano inoltre il nuovo Google Public Data sperimentato dallo U.S. Bureau of Labor Statistics, il servizio Zoho per creare e condividere documenti di testo a carattere scientifico, alcuni tool per la creazione rapida e semplice di questionari online, piattaforme wiki per la gestione di progetti e software per la creazione di mappe mentali.

Ma cos’è il Web 2.0? Si tratta di uno stato di evoluzione di Internet caratterizzato dal passaggio da un insieme di siti statici collegati fra loro a un ambiente globale nel quale piattaforme online con potenti interfacce grafiche offrono contenuti ampi e una stretta interazione tra gli utenti che – ed è questa la vera novità – forniscono valore aggiunto all’informazione originaria. Solo in Italia i servizi 2.0 più noti (YouTube, Wikipedia, Google, Flickr ecc.) vengono utilizzati da oltre 10 milioni di utenti. Anche l’Istat sperimenta l’utilizzo delle tecnologie Web 2.0 tramite strumenti di lavoro cooperativo (wiki, l’espressione forse più democratica di diffusione della conoscenza attraverso la tecnologia) e di visualizzazione interattiva (Gapminder, Google Motion Chart), sito per smartphone e motori di ricerca (soluzioni enterprise Google); inoltre, è in corso il riadattamento in chiave 2.0 del sito web http://www.istat.it con l’introduzione di web services e mashup, forniture in XML, RSS e widgets (per approfondimenti su questi temi è disponibile una biblio/sitografia su http://www.wiki.istat.it/doku.php/ forumpaweb20: webografia).

Il Forum Pa 2009, che si è tenuto a Roma lo scorso maggio, è stato l’occasione per presentare riflessioni ed esperienze sulle applicazioni Web 2.0 in Istat e sul contributo delle nuove tecnologie per la statistica. L’obiettivo che l’Istituto si pone è trasformare il Web 2.0 da fenomeno episodico a sistema governato e orientato all’utenza, selezionando le opportunità 2.0 più utili per la produzione e la comunicazione statistica. Quest’ultima, in particolare, può trarre indubbi vantaggi dall’evoluzione del web, giocando un ruolo chiave nel rapporto tra produttore e fruitore dell’informazione. Del resto, individuare nuovi canali e modalità di risposta alla dilatazione della domanda di informazione statistica è importante al fine di incidere sull’aumento di un’audience partecipe e motivata.

La sfida che l’Istat oggi si trova ad affrontare consiste nel rendere identificabile la statistica ufficiale rispetto alla grande quantità di dati immessi in rete, riuscendo a comunicarne le caratteristiche di qualità. E per orientare l’utente, divenuto coprotagonista nella produzione dell’informazione, è fondamentale una chiara strategia di comunicazione. L’interpretazione sociale della rete determina, infatti, una stringente concorrenza dal basso che può generare ridondanza e perdita di controllo sull’informazione pubblicata: la fonte dei dati diventa difficilmente individuabile e aumenta il rischio di degenerazione della statistica online. Come la comunicazione della statistica ufficiale possa incidere su tale contesto tramite le opportunità del Web 2.0, resta un argomento di dibattito aperto.

Un primo approccio è stato avviato da alcuni Istituti di statistica con il monitoraggio della blogosfera, la realizzazione di prodotti editoriali ipertestuali in modalità wiki, l’animazione di community di settore e di blog tematici e la pubblicazione di video per la formazione online.
Certo è che l’introduzione di strumenti di collaborazione con siti esterni e l’apertura all’uso diretto dei dati sono elementi fortemente attesi dall’utenza. Per questo motivo l’integrazione dei propri sistemi informativi attraverso le tecnologie 2.0 è un’altra sfida fondamentale per l’Istat. L’Istituto è attualmente impegnato nello sviluppo di sistemi basati su nuovi modelli di disegno, condivisione e integrazione di conoscenza e di architettura dell’informazione. Elemento saliente di tale approccio è costituito dalla centralità degli utilizzatori, non più solo destinatari finali ma parte attiva dei sistemi informativi. Ciò avviene, da una parte, coinvolgendo i diversi segmenti di utenti in modo mirato tramite la costruzione di ambienti collaborativi, e dall’altra adeguando i sistemi informativi alla molteplicità di linguaggi, esigenze e modalità di interazione caratteristici degli utilizzatori.

Lo sviluppo di ambienti di ricerca specializzati, capaci di integrare simultaneamente informazioni statistiche a vari livelli di strutturazione (da testi liberi a dati formattati e rigidamente strutturati), l’adozione di sistemi aperti di classificazione dell’informazione, la costruzione di glossari tematici vicini al linguaggio di varie tipologie di utenti, sono al centro di tali esperienze. Questo approccio, sostenuto dal riuso di software generalizzato e di strumenti standard proposti in ambito internazionale per la condivisione e la visualizzazione, si propone come modello innovativo per migliorare i livelli di servizi offerti dall’Istituto e forte incentivo verso l’ottimizzazione delle risorse.

Le esperienze che l’Istat sta conducendo in ambito Web 2.0 stanno dimostrando come l’informazione statistica può trarre diretto beneficio ed arricchirsi ulteriormente dalla convergenza e integrazione dei nuovi concetti, metodi, sistemi e tecnologie di organizzazione, condivisione, rappresentazione e visualizzazione della conoscenza, costituendo una delle più significative innovazioni per la statistica del Paese.

Il miglior filtro per le ricerche nel web

di Massimo Chiriatti

“Il futuro è aperto” diceva il filosofo austriaco Karl Popper riferendosi alle conseguenze delle nostre scelte, credendo che non fosse possibile pianificare le future scoperte intellettuali. Se fosse ancora vivo, immaginiamo che davanti all’home page di Google avrebbe esclamato: “Anche il passato è aperto”.
Difatti, questo strumento permette di trovare tantissimi dati che potrebbero –come lui avrebbe affermato– falsificare la propria ipotesi, ossia sottoporla a un infinito processo di controllo che non giunge mai a una verità definita.
Quello che ci fornisce Google, o i suoi equivalenti, consiste in un microscopio rivolto al passato, azzerandoci i costi e i tempi della ricerca tra una sconfinata quantità di dati, e ciò l’ha resa oggi alla portata di tutti.
Resta il tema centrale, cosa cerchiamo in questo spazio aperto e, soprattutto, con quale metodo?

Sappiamo che la predizione è un’affermazione su eventi che riguardano il futuro e che quindi devono ancora avvenire, mentre esistono due particolari metodi per descrivere un evento del passato: la retrodizione e la spiegazione.
La retrodizione è una speculazione su un evento che è accaduto nel passato ma che adesso (nel presente) mostra le sue conseguenze.
La retrodizione però differisce sostanzialmente dalla spiegazione ove, in quest’ultima, le conseguenze sono già evidenti ma deve essere ricostruito il percorso dai dati iniziali e a come si è giunti a tali risultati (è la direzione della storia: read forward).
Per esempio, l’esame con il Carbonio-14 ci dà una retrodizione su quando (in un intervallo) un particolare essere è vissuto nel passato, ed è differente pertanto dalla spiegazione, non ci dice perché quell’evento è accaduto, potrebbe essere una casualità, tutto questo spetta a noi. Dovremmo ricorrere a congetture per capirne le cause delle attuali evidenze.

E’ come se un ragno (spider) cercasse di ricostruire tutti i nodi della ragnatela (web) partendo dal risultato finale (il presente). Le connessioni tra gli eventi (link) esistevano nella realtà del passato, ma oggi anche grazie a questi strumenti, si palesano. Però dobbiamo ripercorrere tutti i passi al contrario (read backward).

In questo modo chiaramente il passato non si trasforma (è read only), ma la nostra migliore interpretazione ci aiuta a comprendere l’evento in oggetto.

retrodizioni

tabella_retrodizioni


Esempio dall’attualità: la morte di Michael Jackson.
Per cercare di capirne le cause, navigando tra i dati, potremmo procedere con i seguenti metodi:

Spiegazione
Regola: Un eccesso di sonnifero porta alla morte
Ipotesi: Michael ha preso molto sonnifero
Risultato: Michael è morto.
Si parte dalle cause sempre più lontane per descrivere -o meglio spiegare- l’evento finale.
Possono esserci però anche differenti spiegazioni: altri medicinali, droghe, pratiche mediche scorrette, ecc. Oppure delle combinazioni di questi elementi.
C’è poi un’altra consistente spiegazione che si rifà a preesistenti condizioni di malattie dell’artista e alle sue debolezze psicologiche derivanti da un’infanzia difficile. È naturale questo processo, e i migliori studiosi (storici) partono dalle cause più remote e con dovizia di particolari tentano di spiegare -con una coerenza interna alle proposizioni- come si è arrivati alla morte.

Retrodizione
Regola: Un eccesso di sonnifero porta alla morte
Risultato: Michael è morto
Ipotesi: Michael ha preso molto sonnifero
In questo caso si prende in considerazione una regola nota, si osserva il risultato e si formula un’ipotesi dalla quale sia possibile evincere il fatto stesso. Può non essere l’unica ipotesi, non si raggiunge la certezza, ma aggiunge conoscenza alla nostra analisi.

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La disponibilità dei dati è una condizione necessaria per la verifica empirica, ma non è una condizione sufficiente. Pensiamo spesso che più risultati troviamo più abbiamo ragioni di credere che le nostre ipotesi siano corrette. Ma sembrano corrette, non lo sono certamente. Non è la quantità dei dati disponibili una misura per valutare la bontà di una ipotesi, ma è la precisione con la quale si può scoprire anche un solo dato che conferma se la teoria ipotizzata è plausibile o fallace.
Ormai i dati sono tutti disponibili per ognuno di noi, ma non basta una mera raccolta e la risposta poi la troveremo lì, pronta.
I motori di ricerca ci presentano i risultati in varie forme, però poi occorre selezionare i dati alla ricerca della:
- causa remota del fatto osservato (la causa in rapporto alle conseguenze)
- teoria alla base dell’evento (il fatto in rapporto all’ipotesi).
È quest’opera di valutazione che, svolta nell’immenso rumore di fondo, conferisce un ordine e un’anima ai dati.

Il poeta T.S. Eliot, già nel 1934, ci aveva avvertito del pericolo di perdersi tra l’eccesso di dati con la poesia The Rock:

Dov’è la saggezza
che abbiamo perso in conoscenza?
Dov’è la conoscenza
che abbiamo perso in informazione?

Oggi si potrebbe aggiungere:

Dov’è l’informazione
che abbiamo perso tra i dati?

Come rappresentato in figura, oggi si possono scorgere due ombre che si proiettano nel passato.
C’è in natura un unico filtro capace di separarle, illuminarle e nello stesso tempo estrarre informazioni da quei dati: l’essere umano.

BarCamp “Mestiere, arte o missione: responsabilità sociale ed etica del formatore”

Mercoledì 28 ottobre 2009 dalle 9,30 alle 17,30 si terrà a Roma, presso il Centro formazione di Poste Italiane in Via Lenin 1, il BarCamp “Mestiere arte o missione: responsabilità sociale ed etica del formatore”. Organizzato dall’AIF – Associazione Italiana Formatori.

Un BarCamp è un incontro nel quale i relatori e i temi trattati sono definiti dai partecipanti. Lo spirito è collaborativo, chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e condividere le sue idee e riflessioni con gli altri; con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati al ruolo del formatore e della formazione ai nostri giorni. Prima dei tavoli del barcamp ci saranno tre relazioni di apertura finalizzate a mettere a fuoco il tema del ruolo e della responsabilità sociale del formatore nell’epoca attuale.
Programma
9,30 – 9,45 Fernando Dell’Agli – Come è nata l’idea
9,45 – 10,15 Simona Landolfi – Formazione dell’individuo e trasformazione della società
10,15 – 10.45 Domenico Lipari – L’identità professionale del formatore nella società della conoscenza.
10,45 – 11,15 Resi Giannelli – Comportamenti e aspetti della comunicazione e influenza sulla formazione degli adulti
11,15 – 11,45 Coffee break
11,45 – 12, 15 Presentazione tavoli del barcamp e avvio lavori ai tavoli
12,15 – 13,30 Barcamp – Lavoro ai tavoli di discussione
13,30 – 14,30 Pranzo
14,30 – 16,30 Barcamp – Lavoro ai tavoli di discussione
16,30 – 17,30 Myriam Ines Giangiacomo – Condivisione lavori e chiusura

TAVOLI DI DISCUSSIONE (previsti ad oggi; è possibile proporre altri temi/tavoli):
- Formazione,cambiamento,trasformazione, facilitatore Claudio Moscogiuri
- Chiacchiere e distintivo. La formazione nell’epoca di Facebook e della certificazione, facilitatore Maurizio Rossi
- La professione del formatore: Paracelso, Sherlock Holmes o Luciano Berio?, facilitatrice Giusi Miccoli

Su un wiki già predisposto è possibile iscriversi ai tavoli, iniziare a discutere e confrontarsi, segnalare il proprio contributo. C’è anche un gruppo su Facebook dedicato al barcamp dove è possibile iscriversi. Successivamente sarà possibile continuare a discutere sui temi emersi, scaricare i materiali prodotti durante i tavoli e le relazioni/paper dei relatori.

La partecipazione è al convegno e ai tavoli del barcamp è gratuita per i soci AIF.
Per info e per segnalare la propria partecipazione: Maurizio Rossimaurizio.rss@gmail.com

Google stories 4

di Maurizio Firmani

se|ren|di|pi|tà: s.f.inv.-TS scient., capacità di cogliere e interpretare correttamente un fatto rilevante che si presenti in modo inatteso e casuale nel corso di un’indagine scientifica diversamente orientata. Oppure, neologismo indicante la sensazione che si prova quando si scopre una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un’altra.

Nei precedenti post scrivevo che ho consultato Google per sapere se Netbeans supporta Zend Framework. Ancora non lo so perché mi sono lasciato incuriosire da alcune funzionalità di Google. Sfruttando questa mia naturale attitudine alla serendipità (che è un bel modo di dire per indicare il «cazzeggio») ho inserito nel modulo di ricerca di Google la frase Google variant, cioè varianti di Google

Seguo il primo link suggerito e trovo una lista di «mutazioni» di Google. Cominciamo.

Google Mirror

elgooG o più semplicemente Google Mirror è un’immagine speculare di Google. Il servizio è stato creato nel 2002 da un gruppo denominato All Too Flat. elgooG visualizza il servizio e i risultati della ricerca al contrario come se fosse uno specchio. Anche i termini di ricerca devono essere inseriti al contrario. Sembra che nel 2002 fosse piuttosto popolare in Cina per aggirare la pesante censura effettuata dal regime cinese. La versione originale al momento non è disponibile, per avere un’idea di cosa sia, collegarsi qui

Ho cercato ti inoizalanges e il risultato è stato

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Google stories 3

di Maurizio Firmani

Nel precedente post avevamo segnalato la presenza di due nuovi tool messi a disposizione da Google per la visualizzazione dei risultati della ricerca: timeline e wonderwheel. Di timeline ne abbiamo già parlato. Stavolta tocca quindi a Wonder Wheel.

Wonder wheel (o anche ruota panoramica), è un applicazione in flash che offre una rappresentazione dei risultati in forma di mappe concettuali. Nell’esempio, ho cercato Tuscania, il paese dove abito.

Come si vede, Google mi suggerisce alcuni possibili collegamenti con Tuscania. Sono tutti ragionevoli (Zeffirelli e Pasolini hanno girato un film a Tuscania) tranne artists painters. Seguendo uno dei percorsi suggeriti (Lorenzo De Medici School Tuscania) si apre un nuovo nodo di collegamenti e così via.

Ogni volta che si segue un percorso, viene anche aggiornata la lista dei risultati. Interessante, ma non so quanto possa essere utile. Forse quando si parte con keywords molto generiche oppure, se in vena esplorativa, si vuole scoprire argomenti ancora sconosciuti.