L’IT nelle ONG (prima parte)

Ovvero come i nerds o i geeks nel loro piccolo possono dare una mano al mondo.
Forse sembra un po’ esagerato come incipit. Quel che voglio dire è che il lavoro dietro ad un computer a volte può essere piu’ appagante di quel che possa sembrare.
Le ONG (Organizzazioni Non Governative) si presentano sotto varie forme. Piccole organizzazioni locali, ma anche più grandi con grossi budget.
In ogni caso il più grande sforzo è certo quello di tagliare al massimo i costi di amministrazione o di attività extra, cosicchè la maggior parte del budget possa essere usato per la missione principale della ONG stessa.
Inoltre, qualsiasi sia l’obiettivo della ONG, la raccolta, il processamento e la diffusione delle informazioni diventa importante per monitorare i progetti e ottenere finanziamenti.
Ed è in questo ambito che l’Information Technology e i vari strumenti informatici possono giocare un ruolo fondamentale
Già qualche autore del nostro blog (me compresa) ha partecipato a progetti IT per aiutare alcune attività di Emergency, una ONG italiana: la gestione delle riviste e degli articoli, e la gestione dei gruppi di volontari
L’automatizzazione di alcune operazioni di processamento dei dati, riduce il tempo da dedicare a queste, per cui anche un abbattimento dei costi.
Nell’ottica di riduzione delle spese le soluzioni basate su OSS sono da prediligere
Volevo quindi segnalare questo sito (in inglese) per quelli di voi che che lavorano o fanno volontariato in una ONG e possano necessitare di strumenti informatici per le loro attività: Open Source Software for Non-Governative Organisation

Service Science and Computer Science Faculty Award Event

IBM dal 2005 ha un Centro di Studi Avanzati (IBM Center for Advanced Studies) presso il Laboratorio IBM di Roma

Un’iniziativa volta a facilitare la comunicazione e lo scambio tra il mondo della ricerca universitaria e il mondo dell’Industria informatica.

Ogni anno viene assegnato un premio “IBM Faculty Award ” per un particolare progetto

L’Università di Roma “La Sapienza” e IBM Italia hanno organizzato un convengno in occasione del conferimento di tale premio al “Data and Service Laboratory” de “La Sapienza” per un progetto di ricerca sulla Scienza dei Servizi:

“Service Science and Computer Science Faculty Award Event”

Sarà un’occasione per discutere ed approfondire il tema sia dal punto di vista tecnologico sia da quello economico e sociale

Si terrà Lunedì 19 Gennaio presso l’Università di Roma “La Sapienza”, Aula Magna del Dipartimento di Informatica e Sistemistica “Antonio Ruberti”, Via Ariosto 25, Roma.

Il link vi rimanda al programma dell’evento

Parole, parole, parole

Rifacendomi al post di qualche giorno fa sul progetto web di Peter Gabriel, The Filter, e alla problematica della ricerca e dell’analisi dei contenuti della miriade di informazioni disponibili su web vi segnalo questo progetto:

bayes-swarm

Bayes-Swarm è un progetto di ricerca che si propone di analizzare il contenuto delle fonti di informazione sul web. Il testo contenuto nelle fonti viene organizzato in un enorme database (l’ordine di grandezza è di alcune centinaia di migliaia di parole al giorno). Il database è poi analizzato utilizzando tecniche statistiche tradizionali e tecniche di data mining.

Il nome swarm, che in inglese sta per sciame, vuole richiamare il significato del progetto: la possibilità di estrarre dei significati da un aggregato di elementi che separatamente non sembrano avere alcun significato (le singole parole). In modo del tutto simile si muove lo sciame; anche se i singoli insetti sembrano descrivere delle traiettorie caotiche, l’intero sciame procede con una logica ben precisa.

Si inserisce una parola e il risultato e’ un grafico, con l’occorrenza di quella parola nelle varie settimane dalle sorgenti dati che si monitorano. Si puo’ anche avere l’elenco dettagliato delle fonti stesse: tipo il giornale su cui e’ apparsa la parola e quante occorrenze per ciascuno.
Nella foto un esempio: parola cercata Kabul su fonti in lingua italiana.

Se prima c’era l’avatar di Second Life….

Poi sarà la volta degli ologrammi che riproducono immagini tridemensionali di persone vere come se fossero presenti

E cosi’ ad Adelaide (Australia) accade che il Dr Hugh Bradlow (Capo dell’ufficio tecnologico di Telstra) partecipi alla conferenza in forma olografica, mentre se ne sta tranquillamenete nel suo ufficio a Melbourne.

Non e’ una puntata di Star Trek…. leggete:
Hologram addresses business conference

Qui un post del Dr Bradlow
http://www.nowwearetalking.com.au/blogs/technology-trends

Il Filtro di Peter Gabriel

Apparso su Punto Informatico.
Peter Gabriel (sì proprio lui) lancia The Filter, l’ultimo progetto web dell’esperto di media e pluripremiato artista. Il tool farà da auriga a quanti non amano o non possono permettersi di investire tempo e risorse nella ricerca di contenuti multimediali di proprio gradimento.

Secondo Gabriel , il problema dei mezzi a disposizione non è tanto la limitazione, quanto l’eccesso: l’offerta è troppa, e mancano altresì strumenti adeguati perché gli artisti arrivino a chi potrebbe realmente essere interessato alla loro opera.
The Filter funziona in base a un misto di raccomandazioni personali e di quelle fornite da un sistema esperto basato sui principi della probabilità bayesiana, in grado di rispondere prontamente e in maniera intelligente alle esigenze di fruizione dell’utente al variare dei suoi gusti del momento.

Se volete leggere l’intero articolo:
Il Filtro di Peter Gabriel è online (PI)

Uno, nessuno o centomila?

Titolo di uno dei libri piu’ belli di Pirandello almeno secondo me, per la tematica affrontata. Ovvero come spesso la percezione che noi abbiamo di noi stessi puo’ non coincidere con quella che hanno gli atri di noi. Cosa che porta ad una crisi del protagonosta del romanzo di Pirandello.
Ma non è sempre cosi’….

Mi è capitato parecchio tempo fa di fare un seminario di comunicazione interpersonale
Abbiamo fatto delle simulazioni. E per tutti e due giorni ognuno aveva una persona del gruppo da osservare e qualcuno che la osservava senza sapere chi fosse.
Alla fine del seminario si svelava chi osservava chi e ci si doveva dare il feedback.
Poi ognuno doveva scegliere delle persone a cui chedere un ulteriore feedback
Cosa che non si fa spesso ma che aiuta a capire meglio come gli altri ci vedono.
A tale proposito si parlò anche dello Schema di Johari o Finestra di Johari.
Uno schema che pemette di mostrare come appariamo agli altri

Ho trovato una versione interattiva (in inglese):
Interactive Johari Window
Prima ti dai un giudizio da solo scegliendo 5 o 6 “aggettivi” che meglio ti descrivono. Poi chiedi un “feedback” ai tuoi amici/conoscenti mandando loro un link con lo stessa lista da cui scegliere
Alla fine esce la tua finestra di Johari

Un modo divertente per sapere come ti vedono gli altri e quindi conoscere meglio te stesso

Virtualization, Cloud Computing, … verso un IT piu’ “verde”

Virirtualizzazione e Cloud Computing sembrano le parole chiave per un IT piu’ “verde”

Il “Cloud Computing” e’ un termine coniato per definire delle tecnologie/metodologie che permettono l’utilizzo di risorse (tipo lo storage di dati o la CPU) in modo distribuito
Il Cloud computing rappresenta un nuovo approccio alle infrastrutture in cui grandi insiemi di sistemi sono collegati tra loro per fornire servizi IT
I “Data Center” si stanno evolvendo verso questo tipo di tecnologia che permette di delocalizzare le risorse fische e anche di ottimizzare la gestione e l’uso delle risorse stesse.
Con queto metodo l’utilizzo del software stesso non avverrebbe piu’ mediante applicativi residenti sul proprio PC ma fruibili via rete.

Si deduce che in questo modo si possono potenzialmente abbassare i costi ma anche i consumi intesi come energia elettrica, e quindi dimibuire anche l’emissione di calolre nell’atmosfera.

Vi sembra un volo pindarico?
Forse ma colossi come Sun e IBM stanno promuovendo molto il concetto dei “Green Data center”
Eccovi una simpatica pubblicità di IBM:
http://it.youtube.com/watch?v=VZUO5W7O7Gk

Per chi si e’ smarrito nella “campagna”

Vi siete persi nella follia della campagna elettorale?
Ecco un modo per ritrovare la strada :-)
buon “divertimento” a tutti.
Ambretta

ps: io sono qui
Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

Luca De Biase a “Parla con me”

Il 30 marzo 2008 Luca De Biase e’ stato ospite della Dandini nella sua trasmissione “Parla con me”
Era li’ per presentare il sup libro “L’economia della felicità”
La puntata si puo’ rivedere su Rai Click

Buona visione

Qubit

Ovvero la meccanica quantistica applicata al computer e ai bit

Alla base c’è l’idea che un bit, unità’ base di codifica dell’informazione, non assume solo i due valori 0 o 1, ma anche una sovrapposizione dei due, ovvero una combinazione lineare di essi nella notazione quantistica di bra-ket:
a|0> + b|1>
ove:
|0> è il ket “zero” e |1> è il ket “uno”

E tanto per iniziare a leggere di che si tratta un po’ più in dettaglio:
Qubit

ps: lo so che è un po’ lontano dai soliti temi… ma la passione per la fisica non mi e’ ancora passata