
Qualche mese fa sfogliando un noto mensile di psicologia vengo colpita da un articolo che afferma: “Spesso un blog viene aperto in un momento di crisi… Viene in soccorso al trentenne giù di corda per l’ennesimo fallimento sentimentale, al futuro papà, al dirigente licenziato…”. I blog vengono descritti come “uno strumento di sviluppo personale” che in alcuni casi possono diventare dei veri e propri percorsi terapeutici (
Psychologies magazine di dicembre).
La questione mi incuriosisce così decido di raccogliere un po’ di dati sui motivi e gli eventi che si legano all’apertura di un blog e non trovando statistiche recenti scelgo di lanciarmi in una breve indagine tra blogger.
Il primo risultato della ricerca è sicuramente una conferma delle infinite opportunità della Rete e di come i suoi frequentatori più attivi siano soddisfatti di farne parte. In meno di una settimana di lavoro (a tempo perso) sono riuscita infatti a raggiungere via mail 200 blogger, estratti, escludendo i pochi conosciuti, tra quelli che avevano lasciato una traccia recente sul web (attraverso
Google Blog Search). Tra questi 200, hanno partecipato all’indagine in 85, palesando in numerosi casi un forte interesse a partecipare (e chi ha somministrato o somministra questionari sa che non è facile trovare qualcuno “contento” di essere intervistato).
Per quanto riguarda le caratteristiche dei blogger che hanno aderito, si rileva una prevalenza della componente maschile (il 73%), della fascia d’età “giovane-adulta” (il 40% ha tra i 30-42 anni e il 21% tra i 43-55 anni) e di laureati (il 53% rispetto al 44% dei diplomati e il 3% con un titolo di studio meno elevato), mentre una distribuzione più omogenea si presenta per l’area geografica di residenza (33 blogger vivono nel Nord Italia, 26 al Centro e 26 al Sud). I 2/3 degli intervistati infine è occupato (il 38% è un lavoratore dipendente e il 33% un libero professionista), il 21% è uno studente e il restante 8% si divide tra blogger in cerca di occupazione, un pensionato e una casalinga.
Oltre la metà degli intervistati è sulla rete da 1-3 anni (52%) gestendo principalmente un solo blog (il 65%). Piuttosto articolata risulta la tipologia di blog raggiunti: il 32% definisce il proprio spazio web un blog personale, il 22% come un blog di informazione mentre l’11% si inserisce in entrambe le categorie; il 14% cura un blog politico (che in alcuni casi vuole essere anche un diario personale o uno spazio di informazione); non mancano infine blog a tema dedicati allo sport, all’informazione locale, alla produzione artistica o alla cucina.
Sui motivi che hanno spinto gli intervistati ad avviare un blog prevale in modo evidente il desiderio di comunicare e di scambiare opinioni (il 66% degli intervistati – risposte multiple), seguito dalla volontà di lasciare una propria “traccia” (30%) e dalla possibilità di coltivare un proprio tema/hobby (30%). Meno diffusa ma comunque rilevante nell’apertura di un blog è la spinta ad essere in Rete (12%) e ancora meno quella di individuare nuovi contatti (6%).
Più di un terzo degli intervistati (31 su 85) associa l’apertura del blog ad un evento particolare/specifico. Tra questi la sfera pubblica prevale su quella privata e gli eventi positivi su quelli negativi. In particolare, sono i cambiamenti professionali/lavorativi i più determinanti (il 36%) individuati soprattutto in un percorso di crescita più che di crisi. Significativi sono i casi in cui la nascita del blog si riconduce all’avvio di una esperienza politica, artistica o sportiva (19%) o ancora ad una esperienza didattica dedicata alle nuove tecnologie (12% sia come alunno che come insegnante). Più ridotti infine sono gli eventi legati alla sfera emotiva (13%), tra cui colpisce il blog dedicato alla nascita di un figlio attraverso la
fecondazione assistita.