
A settembre, a Pisa, si è svolta la prima Scuola della Società Italiana di Statistica “Web e Statistica”, conclusa con un contest di statistical graphics tra i partecipanti. Ha vinto, di misura, Marco Calderisi, un brillante chimico (e statistico) fondatore di Terradata.
Qui riportiamo tutti i lavori del contest, (più che) meritevoli di pubblicazione. Complimenti!
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Imprese italiane per settore di attività (Dina Alessandro)
I 6 grafici illustrano la situazione a Genova e provincia degli imprenditori “stranieri” (nati all’estero) per paese di nascita, per settore economico, per carica sociale, partendo dalle sedi d’impresa operanti sul territorio italiano fino agli imprenditori italiani operanti a Genova e provincia.
L’intento è stato di evidenziare il diverso andamento dei cittadini nati all’estero in paesi extracomunitari, in particolare delle nazionalità più corposamente presenti sul territorio genovese (marocchina, senegalese, albanese ed ecuadoriana), rispetto ai cittadini comunitari (esclusi gli italiani, francesi, inglesi e tedeschi).
Emerge che gli imprenditori nati in paesi extracomunitari preferiscono operare in qualità di titolari di imprese individuali, in realtà dimensionalmente più contenute e prevalentemente nei settori delle costruzioni e del commercio mentre gli imprenditori nati in paesi comunitari sono maggiormente attivi nell’ambito di strutture societarie più complesse in qualità di socio o di amministratore.
Dina Alessandro: nell’ambito delle attività del Servizio Statistica e Prezzi della Camera di Commercio di Genova mi occupo di elaborazione, analisi dati demografici, economici e non solo, preferibilmente fino al dettaglio comunale e della loro rappresentazione grafica, sempre alla ricerca di tecnologie innovative e visualizzazioni accattivanti.
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Come è gestita l’acqua in Italia? (Marco Calderisi)
L’elaborazione prova a rispondere alla domanda: come è gestita l’acqua in Italia? I dati sono relativi al 2003 e sono stati estratti dalle banche dati dell’ISTAT e dei Comuni Italiani. Un primo grafico mostra la distribuzione sul territorio nazionale del consumo di acqua per uso domestico, espresso in m3 per abitante. Le regioni del Sud sono quelle che hanno un minor consumo di acqua, mentre la regione con il consumo superiore è la Valle d’Aosta. Il secondo grafico invece da una indicazione della percentuale di popolazione servita da impianti di depurazione di acque reflue urbane. In questo caso la situazione è molto più omogenea della precedente. La Val d’Aosta ha il 100% della popolazione servita da impianti di trattamento, mentre la Liguria si attesta al 59%.
La due successive treemap mostrano rispettivamente quantità e tipologie di depuratori presenti sul territorio nazionale in termini assoluti e rapportati al numero di abitanti di ciascuna regione.
Si tenga presente che i depuratori possono essere di tre tipi diversi: i depuratori più semplici sono quelli che danno un trattamento primario (T1), mentre quelli più importanti per la depurazione ed il riutilizzo delle acque sono quelli che forniscono un trattamento terziario (T3).
Salta subito all’occhio come siano la Toscana e l’Emilia Romagna le regioni maggiormente attrezzate, ma che solo la Toscana abbia un numero di depuratori di tipo T3 percentualmente maggiore rispetto a quelli di altro tipo. D’altro canto, rapportando questi dati alla popolazione delle regioni si vede che sono la Lombardia e la Campania ad avere più impianti per abitante. La Lombardia ha più impianti di tipo primario, la Campania più impianti di tipo terziario.
Marco Calderisi, chimico/chemiometra, mi occupo di analisi statistica multivariata applicata alla chimica, all’ambiente e alla R&S. Socio fondatore di Terradata, società dedita all’analisi di dati ambientali. Borsista post-doc presso il Centro NMR dell’Università di Siena. Interessi attuali: Open Data, infografica.
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Studio di tipo osservazionale longitudinale per raccogliere i dati utili (Barbara Romani)
Il primo gruppo di dati consiste in una lista di enunciati che il soggetto esaminato (io) vorrebbe che gli fossero rivolti nell’arco di una giornata rilevando anche la frequenza con cui dovrebbero essere emessi.
Il secondo gruppo di dati è stato raccolto durante una giornata tipo, registrando gli enunciati che sono stati effettivamente rivolti al soggetto e la loro frequenza.
Barbara Romani, Psicologa-Psicoterapeuta, svolgo attività clinica come libero professionista e mi occupo -come borsista- di ricerca nell’ambito dell’umanizzazione delle cure presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. Interessi attuali: metodologia e strumenti per la ricerca.
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Pil pro capite e la percentuale di acquisti di beni e servizi via web (Andrea Zedda)
Lo scatterplot interattivo mostra il legame tra Pil pro capite e la percentuale di acquisti di beni e servizi via web nelle regioni di alcuni stati europei. La grandezza dei punti è relativa
ad un ulteriore indicatore che descrive la percentuale di persone che utilizzano abitualmente internet. Per non appesantirne la lettura sono stati distinti per colore solo alcuni stati considerati più rilevanti. Si nota come la correlazione tra i due indicatori sia abbastanza modesta, mentre, di contro, le varie regioni tendono a raggrupparsi quasi naturalmente per Stato di appartenenza. Si può ipotizzare che la tendenza all’uso del web dipenda più da fattori culturali e infrastrutturali che dalle risorse economiche effettivamente disponibili in un dato territorio.
Andrea Zedda, laureato in Scienze Politiche, esperto in ricerca demo-sociale, mi occupo principalmente di elaborazione, trattamento, analisi dei dati e reportistica. Ho collaborato con ISTAT, Provincia di Cagliari, Ablativ scrl, Camera di Commercio di Cagliari, e l’Università di Cagliari. Sono socio fondatore dell’associazione Sardinia Open Data.
(Andrea tornerà presto su SegnalazionIT con alcuni articoli da non perdere, ndr)