Le Statistiche in tempo reale

Questa volta vi voglio parlare di un progetto decisamente originale che va sotto il nome di Real Time Statistics Project. Si tratta di un gruppo di ricercatori, sviluppatori e volontari di vari Paesi che ha deciso di far conoscere al maggior numero di persone nel mondo alcuni dati statistici di interesse generale. E questo in un modo molto interessante.

Disponibile i 32 lingue diverse è Worldometers che ci mostra alcuni dati mondiali su popolazione, economia, energia mentre StopTheHunger ci fornisce in “tempo reale” dati su cibo e sulla fame nel mondo. E’ interessante scoprire che hanno aderito al progetto anche un gruppo di italiani che hanno dato vita a


su cui presentano alcuni dati di facile lettura, molto curiosi e originali.  E’ doveroso sottolineare che  è anche disponibile una versione  in sardo, cosa che, sono sicuro, sarà molto apprezzata in particolare da uno degli administrator di SegnalazionIT.


Il futuro è mobile

Prendete nota e segnatevi da qualche parte l’anno 2013. E’ ormai considerato da tutti i maggiori osservatori e protagonisti degli scenari IT un anno chiave per il Web. In quell’anno si stima infatti che il numero di PC nel mondo raggiungerà gli 1,78 miliardi mentre gli smartphone e gli altri dispositivi mobili saranno qualcosa come 1 miliardo e 820 milioni (fonte Gartner). In altre parole, il 2013 viene ormai indicato come l’anno del “sorpasso”. L’anno cioè in cui il numero di dispositivi “mobili”  supererà il numero dei PC “tradizionali”. Da quel momento in poi, il loro numero continuerà a crescere inesorabilmente. Una buona  parte di questi saranno smartphone. A questo proposito,  sempre Gartner evidenzia come solo nel primo trimestre del 2010 la vendita di questo tipo di dispositivi sia cresciuta di ben il 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Lo stesso Google, per bocca di John Herlihy, (Vice Presidente, Global Ad Operations) ha in più occasioni sottolineato che “Tra tre anni, i PC desktop saranno irrilevanti. In Giappone, la maggior parte delle ricerche su Web è fatta utilizzando gli smartphone, non i PC”.

In ogni caso, la tendenza è ormai chiara. I dispositivi mobili saranno sempre più il mezzo attraverso il quale il mondo intero consumerà l’informazione e l’intrattenimento. E questo ci porta a fare alcune considerazioni.

La prima è che ormai non ha più senso pensare ai siti Web soltanto in chiave Desktop. I nuovi siti Web devono necessariamente essere progettati in modo tale da essere “multichannel”, in modo che servizi e contenuti possano essere accessibili indifferentemente sia da PC che da dispositivi mobili. Questo ovviamente vale anche per i siti Web esistenti che dovranno in qualche modo convergere inevitabilmente anche verso soluzioni “mobile”. Per fare ciò bisognerà tenere conto di alcune caratteristiche intrinseche di questi dispositivi, come ad esempio le dimensioni ridotte dello schermo, il fatto che non è previsto il mouse e il fatto che l’interazione con l’utente avviene sempre più attraverso i display “touch screen”. Non ultima la questione, ancora aperta, che riguarda le diverse posizioni dei vari produttori sul fatto di supportare o meno le applicazioni Flash.

I dispositivi mobili “aprono” poi ad una interessante categoria di applicazioni. Buona parte degli smartphone sono infatti dotati di antenna GPS. Sono pertanto dispositivi che possono rilevare la loro posizione e sulla base di questa agire in modo adeguato con l’utente (Location Sensing). L’applicazione per Iphone “AroundMe” consente di cercare alberghi, ristoranti, ospedali, taxi o altri servizi che si trovano nelle vicinanze del luogo in cui ci troviamo in quel momento. Ma possiamo andare oltre e immaginare, perchè no, applicazioni che ci fanno conoscere ad esempio la popolazione o alcuni indicatori economici del posto dove ci troviamo. L’informazione statistica che così viene “spezzata” per diventare informazione “di massa” ed essere resa facilmente fruibile da tutti. La questione è piuttosto interessante e articolata. Mi riprometto di ritornare su questo punto con un articolo ad hoc.

Nel frattempo, se avete con voi un iPhone o un BlackBerry, provate a collegarvi a SegnalazionIT.

Innovatori e Comunicatori al ForumPA


Il ForumPA è da sempre l’evento per eccellenza per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione. Quattro giorni, dal 17 al 20 Maggio 2010 per fare il punto su quanto si sta facendo per rendere la Pubblica Amministrazione migliore (e la vita dei cittadini più semplice). Su tutti, vi segnalo due eventi che a mio avviso meritano una particolare attenzione. Sono due Barcamp, ossia eventi in cui il ruolo dei partecipanti non è più quello di “ascoltatori”, come accade nelle conferenze tradizionali, ma diventano parte attiva dell’evento stesso portando un progetto, condividendo un’idea, mostrando una presentazione, partecipando alla discussione. Il 17 sarà la volta dei comunicatori e di chi si occupa di Relazioni con il Pubblico, che si confronteranno sul tema “La comunicazione con il cittadino al centro della PA” mentre il 19 sarà la volta degli Innovatori della PA, dove, sui vari tavoli, si parlerà di Open Government, di Social Network e PA, di Web, di PA digitale. Noi di SegnalazionIT saremo là.

Tutte le applicazioni Web 2.0 in Italia e nel Mondo

Facebook, Myspace, Flickr, Linkedin, Slideshare, Friendfeed. E poi? Possiamo immaginare che di applicazioni cosiddette “Web 2.0″ ce n’e’ sicuramente ancora qualcuna. Ma quante precisamente? Al momento ne possiamo contare oltre 9000 (poco piu’ di 400 le startup 2.0 italiane), come si puo’ verificare da “Feedmyapp“, una fornitissima Directory di applicazioni Web 2.0.

Ideato in Italia dalla societa’ fiorentina Extendi, Feedmyapp si e’ ben presto affermata come Directory leader per la raccolta, la segnalazione, la ricerca di applicazioni, servizi e piattaforme “Web 2.0″. Un ottimo strumento per verificare se l’idea “geniale” che avete avuto per avviare una startup Web 2.0 (e diventare ricchi con Internet)  sia veramente geniale o se non l’abbia avuta gia’ qualcun altro.

Linee guida per i siti Web della Pubblica Amministrazione

Elaborate da DigitPA (ex CNIPA) e Formez, previste dalla Direttiva del 26 novembre 2009 n. 8 e rivolte a tutte le Amministrazioni Pubbliche, sono state rilasciate sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione le “Linee guida per i siti Web delle Pubbliche Amministrazioni”. La versione al momento è quella preliminare. Per quella definitiva bisognerà aspettare ancora, visto che per i prossimi due mesi sarà possibile inviare suggerimenti e indicazioni (che si vuole utilizzare per una revisione del documento) su un apposito forum di discussione. Le linee guida hanno l’obiettivo di suggerire alle Pubbliche amministrazioni criteri e strumenti per la razionalizzazione dei contenuti on line, la riduzione dei siti web pubblici, la registrazione al dominio .gov.it (un giorno ad esempio si potrà accedere  al sito Web dell’Istat attraverso l’indirizzo www.istat.gov.it), ma anche per il trattamento dei dati e della documentazione pubblica on-line, per la partecipazione Web2.0 e così via. L’impianto del documento sembra essere fatto bene in quanto concepito per essere uno strumento di lavoro chiaro e concreto, anche se è da evidenziare ancora una tiepida partecipazione alle discussioni sul forum.  Pochi infatti ancora gli accessi, di cui una decina i miei. Bisogna pertanto fare in fretta. Due mesi passano rapidamente.

Saldo migratorio nei comuni italiani – parte II

In questo post abbiamo copiato/incollato l’”embed code” di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente. In realta’ il codice e’ un po’ diverso in quanto nel frattempo ho realizzato una versione parziale in italiano dell’applicazione per la visualizzazione del saldo migratorio. Il codice utilizzato e’ pertanto il seguente:




Ovviamente se gestite un Blog o un Sito Web, potete anche voi copiare/incollare il codice all’interno della pagina. Quello che apparira’ lo potete vedere qui di seguito:

Saldo migratorio nei comuni italiani – parte I

Questo  e’ un esempio di come e’ possibile, con un semplice Copia/Incolla, condividere sul Web una intera applicazione. In questo caso, i dati visualizzati provengono in tempo reale dal sito Istat per la diffusione dei dati sulla popolazione (demo.istat.it)

Istruzioni:

1) Aprire “WordPad” o “Blocco Note” sul vostro PC.  (No Windows? Ovviamente qualunque Editor di  testo va bene)

2) Copiareincollare il seguente “embed code”

3) Salvare sul Desktop il documento con estensione .html (es. saldo.html)

4) Doppio Click  sull’icona “saldo.html” che sara’  apparsa sul Desktop

Ovviamente potete incollare il codice anche su qualunque pagina Web o su qualunque Blog.

Data Dissemination e Data Sharing

Innanzitutto Buon Anno a tutti. Parliamo ancora una volta di dati statistici. In particolare, questa volta parleremo di come si sia evoluto nel tempo il concetto di “diffusione dati” negli Enti e nelle Organizzazioni che questi dati li producono.

Cercare di comprendere, studiare, conoscere fenomeni sociali ed economici anche complessi di un Paese o di un territorio è possibile grazie al lavoro quotidiano di Enti che fanno indagini, rilevano dati e li elaborano, diffondendone i risultati. La “diffusione” è il momento in cui tali Enti e Organizzazioni consegnano dati alla Comunità Scientifica, ai Governi, agli Enti Locali, alle Aziende, ai Professionisti, alla Politica e ai Cittadini. Che utilizzano questi dati per analizzare e capire cosa sta accadendo, per prendere coscienza della realtà del territorio, per prendere provvedimenti legislativi, per decidere i contenuti della prossima manovra Finanziaria.

L’avvento di Internet è stato “devastante” in tantissimi campi e settori della vita moderna. Con Internet nulla è più stato come prima, e questo è stato particolarmente vero per chi fa informazione, per chi produce dati, per i produttori di software. Ossia di tutto ciò che può essere consegnato a destinazione mediante la Rete stessa. Posso gestire attraverso Internet un ordine per, chessò, un monitor per PC o quello per l’acquisto di una cassa di vini pregiati. Ma resta comunque il problema di come farli arrivare a destinazione. Internet infatti non risolve questo tipo di problema, che invece può essere risolto affidandosi a ditte specializzate in spedizioni. Non è ovviamente così per i dati, la conoscenza, per il software, a cui la Rete ha dato una straordinaria opportunità: quella di poter circolare liberamente e di arrivare in modo istantaneo a destinazione senza intermediari e senza oneri o costi aggiuntivi.

Con Internet e con il Web, quelle che erano pubblicazioni “tradizionali” fatte di carta e inchiostro e che erano la modalità con cui venivano resi pubblici i dati e le tavole di dati statistici, si sono via via trasformate in “elettroniche”. Un link sul sito Web dell’Ente, un click da parte dell’utente e la pubblicazione veniva scaricata (a pagamento o meno) dal sito Web sul PC dell’utente. Che così ne poteva utilizzare a suo piacimento il contenuto, in genere tavole di dati. I dati venivano diffusi principalmente all’interno di documenti HTML, file Word e tavole Excel (con buona pace dei formati aperti). Ma anche mediante file di testo e file PDF. Un approccio di questo tipo delega all’Ente produttore tutte le decisioni a riguardo di che tipo di dati diffondere. Un certo numero di tavole vengono decise “a priori” a tavolino e l’utente quando andrà a scaricare il relativo file, si troverà “quelle” tavole e non altre. Questo è un approccio sicuramente molto facile da implementare da parte dell’Ente produttore di dati, ma ha un forte limite nel fatto che la pubblicazione va comunque fatta e le tavole di dati vanno comunque preparate, oltre al fatto che l’utente non può intervenire in nessun modo per ottenere i dati a cui è realmente interessato. E’ costretto a scaricarli e poi vedere se tra questi ci sono quelli desiderati.

Queste (e altre) ragioni hanno costituito la base per il successo nella diffusione dati (o “Data Dissemination”) dei cosiddetti “Data Warehouse” statistici. Organizzare cioè i dati in modo adeguato all’interno di Data Base per consentire all’utente di generare tavole in tempo reale. Non più dunque tavole predefinite ma tavole di dati generate a “run-time” sulla base di scelte fatte dall’utente. In questo caso è l’utente che decide, selezionando gli opportuni parametri, il tipo di dato a cui è interessato, l’anno di riferimento, il livello territoriale (ad esempio se vuole dati provinciali, regionali, comunali, …) e così via. In questo caso non ci sarà alcun limite al numero di tavole pubblicabili in quanto ognuna sarà generata in tempo reale sulla base dei parametri di input decisi dall’utente. Capite bene come i Data Warehouse su Web hanno generato una abbondanza di informazione inimmaginabile fino a qualche anno prima. E infatti, se fino a poco prima realizzare una pubblicazione (anche elettronica) contenente ad esempio i dati sulla popolazione o su qualunque altra cosa a livello comunale avrebbe richiesto 8100 pagine (il numero di Comuni in Italia) riducibili a 4050 pagine (supponendo di scrivere piccolo e di mettere due tavole per pagina), realizzare un Web Warehouse con i dati demografici di tutti i comuni italiani significa di fatto implementare un data base di piccole dimensioni.

Ora tutti gli Enti e le Organizzazioni più importanti diffondono i propri dati per mezzo di un ”Data Warehouse” più o meno sofisticato. Lo scrivo tra virgolette e in corsivo in quanto il termina viene utilizzato molto spesso in maniera impropria per indicare un qualunque data base per la diffusione dati, indipendentemente da come è stato progettato. (Diciamocela tutta: “Data Warehouse” è un termine più “figo”!)

Ma chi è l’utente dei dati? Sia che si tratti di pubblicazioni o di file contenenti tavole di dati, sia che si tratti di sistemi di Warehouse per la generazione a run-time di tavole l’utente è sempre stato visto come il punto finale del processo di diffusione. Questa è però una idea “storica” di utente che trova una collocazione sempre più marginale all’interno del Web. L’utente ha infatti cessato da tempo di essere un “lettore” o un “utilizzatore” del Web per diventarne invece protagonista. Un protagonista che a sua volta veicola l’informazione, la contestualizza, la condivide, la discute, la promuove, la valorizza. In questo nuovo contesto l’idea stessa di “diffusione dati” descritta fino ad ora diventa improvvisamente inadeguata. Questi nuovi scenari sono infatti il terreno ideale per quella che va sotto il nome di “condivisione dei dati” (Data Sharing) . E non è ovviamente un dettaglio lessicale, in quanto il “Data Sharing” ha delle forti implicazioni sia a livello tecnologico che a quello relativo ai comportamenti dell’”utente protagonista”.

In questo caso i dati non vengono più scaricati (e quindi replicati) sul PC dell’utente per poter essere utilizzati, ma vengono rilasciati attraverso modalità tali da consentire di essere facilmente “incorporati” in altri Blog e in altri siti Web oppure visualizzati on line attraverso sistemi di visualizzazione avanzati o ancora utilizzati direttamente da applicazioni e sistemi Web.

DEMO, il sistema che ISTAT utilizza per la diffusione dei dati demografici. Dal 1999, anno del suo rilascio ad oggi è diventato quello che a me piace chiamare un “sistema interconnesso”.

Fin dal suo esordio, sono stati “diffusi” dati in modo che ora definiremmo “tradizionale” attraverso il download di tavole predefinite, di file di dati o mediante i semplici Web Warehouse implementati. (es. Bilancio Demografico)

Ora mi scuso in anticipo con chi da tempo segue SegnalazionIT visto che gli esempi che seguono sono già comparsi in passato in altri articoli. Ma credo che raggrupparli ora tutti assieme possa servire a spigare meglio quanto detto fin’ora.

Nella figura seguente un output “classico” (con layout e stile di dieci anni fa :-) ) di quelli che si possono ottenere connettendosi a DEMO e interrogando il sistema. I dati in tabella sono quelli che riguardano il Bilancio Demografico per l’anno 2008 del comune di Roma.

demo.istat.it - Bilancio Demografico

Supponiamo poi di connetterci con il nostro BlackBerry o con il nostro Nokia N70 a istat.mobi (o mobile.istat.it). Seguendo i link riguardanti il Bilancio Demografico e selezionando il comune di Roma, troveremmo che

mobile.istat.it -  Bilancio Demografico

Ancora, dal sito ufficiale dell’Istat, inserendo il comune di Roma nell’apposito box in Home Page avremmo che

www.istat.it -  Home Page

www.istat.it - Bilancio Demografico

E se volessimo vedere come come questi dati possono essere utilizzati per la realizzazione di una applicazione mash-up con i dati di Google Maps, possiamo connetterci a http://cheapguru.org/comuni,  e ottenere il risultato in figura.

Google Maps e Bilancio Demografico

Oppure possiamo semplicemente copiareincollare il seguente codice su un qualunque blog/sito web

per incorporare all’interno del blog/sito la seguente tabella

Ovviamente gli esempi fatti non sono casuali. I dati infatti sono esattamente gli stessi. E provengono tutti dalle API pubbliche di DEMO. In nessun caso c’è stata una replicazione di dati. I dati sono stati semplicemente condivisi con altre applicazioni, su altri sistemi e attraverso l’utilizzo del codice di “embedding”. DEMO pertanto è stato “agganciato” tramite API agli altri siti web, diventandone parte integrante e condividendo con questi ultimi la parte dati.

In realtà i sistemi e i siti Web che condividono i dati di DEMO secondo queste logiche sono molti di più. Quando a Giugno 2010 saranno disponibili i dati del Bilancio 2009, DEMO e tutti i sistemi interconnessi di cui abbiamo parlato prima nonchè tutti i blog/siti che già hanno e quelli che nel frattempo avranno incorporato l’”embedded code” per la chart o la tabella del comune desiderato presenteranno istantaneamente i nuovi dati. Istantaneamente e senza intermediari. Dal “Data Dissemination” al “Data Sharing”.

Un modo (facile) per inserire una mappa su un sito Web

Inserire mappe interattive all’interno di Blog e Siti Web è da un pò di tempo diventata una pratica piuttosto comune tra blogger e webmaster. Attraverso le API di Google Maps è possibile creare oramai applicazioni e Mash-Up molto sofisticati. Ci siamo già occupati in passato su questo blog di Google Maps e di applicazioni Mash-up per la visualizzazione dei dati ufficiali dell’ISTAT negli articoli “Una nuova Frontiera per la diffusione elettronica dei dati” e “Una nuova Frontiera per la diffusione elettronica dei dati 2.0” (che vi invito a leggere) in cui si evidenziava (con alcuni esempi eloquenti) come le tecnologie ma soprattutto l’evoluzione che si è avuta negli ultimi tempi di “idea” di Web possano essere utilizzate per creare un modo completamente nuovo di fare comunicazione istituzionale e diffusione di dati e informazioni.

Una raccolta di cosa è possibile al momento fare con le API di Google la potete trovare nella “Google Maps API Demo Gallery“, una raccolta di oltre 100 demo (provviste di relativo codice) sviluppate dallo staff di Google ma anche (e soprattutto) da sviluppatori indipendenti.

L’utilizzo delle API di Google, come anche quelle di Yahoo richiedono però una API Key, ossia un codice alfanumerico che identifica univocamente l’URL che andrà ad utilizzare la mappa. Le API Key esistono principalmente per limitare l’utilizzo della quantità di dati che è possibile trasferire, ma anche per consentire l’accesso a servizi avanzati nel caso questi servizi fossero stati acquistati.

Molto spesso, però, le necessità che si possono presentare a un blogger o a un webmaster sono molto più elementari. Ad esempio mostrare l’indirizzo di un locale, di una azienda, di un negozio su una mappa. In tal caso, Google offre una interessante possibilità. Interessante perchè nasce molto dopo il rilascio delle API, precisamente nell’Agosto 2007, ma soprattutto perchè consente con un semplice copia/incolla di inserire all’interno del proprio sito mappe come questa.



Visualizzazione ingrandita della mappa

Per ottenere il codice da inserire, basta andare su Google Maps e cliccare sul link “Link” a destra sulla mappa. Cliccando poi su “Customize and preview embedded map” si aprirà una finestra in cui possiamo decidere la grandezza della mappa, averne un preview e infine copiare l’”embedding code” da incollare nella nostra pagina Web.

Non solo Google però. Non potevo non approfittare di questa occasione per tornare a parlarvi di OpenStreetMap. Essermi occupato per anni di Open Source Software e aver fatto parte della Commissione Nazionale sul Software Open Source 2007 mi hanno “purtroppo” lasciato segni permanenti :-) . Avevo già parlato di questo progetto alcuni mesi fa nell’articolo “Il progetto OpenStreetMap” mentre vi ricordo che proprio ieri si è concluso a Bolzano il GFOSS Day 2009. La stessa operazione, pertanto, può essere fatta utilizzando mappe e dati geografici “liberi”. Ottenendo una mappa come questa.



Visualizza una mappa più ampia

In tal caso, per ottenere il codice si dovrà cliccare su “Esporta” nella parte superiore dello schermo del sito OpenStreetMap. Si aprirà una finestra in cui si potrà indicare il formato di esportazione (nel nostro caso “HTML incapsulabile“) Il codice da copiare e incollare comparirà già evidenziato nella parte bassa della finestra. Ovviamente sempre se la mappa della vostra città sia stata digitalizzata. In caso contrario potete farlo voi stessi, aderendo anche voi al progetto OpenStreetMap.

GFOSS Day 2009

Si terrà a Bolzano l’11 e il 12 Novembre 2009 la 2a Conferenza Italiana sul Software Geografico Libero, una occasione per aziende, professionisti, pubblica amministrazione per fare il punto sulla situazione in Italia nonchè per conoscere i tanti risvolti commerciali che il Software Geografico Libero sta avendo negli ultimi tempi.


Modalità di sponsoring: http://www.gfoss.it/drupal/sponsoring