Data Journalism School 2012

Da qualche tempo sta crescendo in modo sempre più diffuso la consapevolezza del valore che possono avere i dati. Sta crescendo tra le pubbliche amministrazioni, che pian piano stanno lanciando le proprie iniziative legate agli Open Data rilasciando sui propri siti Web i dati in proprio possesso. Sta crescendo tra i governi, che stanno via via promuovendo i vari “data.gov”, i cataloghi governativi dei dati pubblici. Tutto questo mentre la Commissione Europea colloca gli Open Data all’interno delle iniziative strategiche della Digital Agenda for Europe. E anche chi produce dati per mandato istituzionale sta cogliendo l’occasione per  ridisegnare le proprie politiche di diffusione, rilasciando sulla Rete grandi quantità di dati di alta qualità e con elevate potenzialità nell’utilizzo.

C’è pertanto una grande disponibilità di dati che è possibile ritrovare sulla Rete ma che pone però un problema: sappiamo infatti bene quanto possa essere pericoloso utilizzare i dati senza avere la necessaria dimestichezza ed esperienza. Questo è ancora più vero per chi utilizza i dati per fare informazione. Una informazione di qualità non può infatti prescindere da un corretto utilizzo dei dati.

Ed è sulla base di queste considerazioni che  Istat (tramite la sua Scuola Superiore di Statistica e di Analisi Sociali ed Economiche) e Fondazione <Ahref lanciano la prima edizione della Data Journalism School, un corso di tre giorni in cui i partecipanti avranno la possibilità di capire come poter utilizzare correttamente i dati per fare informazione di qualità  e simulando i tempi di lavoro di una redazione giornalistica.

La Data Journalism School (#DJS12) si terrà dal 24 al 26 Maggio prossimi presso la sede Istat di P.zza Indipendenza 4 a Roma. Per questa prima edizione sono disponibili 20 posti con 4 borse di studio a totale copertura delle spese di iscrizione.  Qui il programma completo dell’iniziativa. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito Web della Fondazione <Ahref o il sito dell’Istat. Vi ricordo infine che le iscrizioni potranno essere accettate a partire dal prossimo lunedì 26 Marzo fino ad esaurimento dei posti disponibili.

AppsForItaly, avviso ai naviganti

Come possono essere utilizzati e che cosa è possibile fare con gli Open Data? Probabilmente nessuno meglio dei cittadini, delle community di sviluppatori software indipendenti, dei professionisti, delle aziende, di coloro cioè che i dati li utilizzano puo’ rispondere meglio a questa domanda. Ed e’ proprio grazie a questa considerazione che nasce AppsForItaly, la competizione tutta italiana sui Dati Aperti.

Ricordiamo che gli Open Data sono generalmente dati prodotti dalla Pubblica Amministrazione e che vengono resi pubblici su Web consentendone il riuso. Per avere una idea di quali sono i dati disponibili, è possibile partire da dati.gov.it, il catalogo nazionale degli Open Data, lanciato alcuni mesi fa e che si sta pian piano consolidando per diventare l’”entry point” dei dati pubblici in Italia. Sono attivi anche cataloghi regionali come dati.piemonte.it (il primo portale per il riutilizzo dei dati pubblici in Italia) o dati.emilia-romagna.it. Rilasciano Open Data anche il portale dati.istat.it ma anche www.istat.it e tutti i siti web tematici dell’Istituto Nazionale di Statistica. (Potete trovare una lista piu’ completa qui)

AppsForItaly nasce pertanto con l’obiettivo di stimolare i cittadini a progettare applicazioni Web, Apps per dispositivi mobili, a creare visualizzazioni ed infografiche, a progettare database. Ovviamente non tutti i cittadini sono degli specialisti e hanno quindi le competenze necessarie o magari non tutti gli specialisti hanno il tempo o la possibilita’ di realizzare e mettere a punto le proprie proposte.

E’ questo il motivo per cui la competizione prevede anche la categoria “Idee e Progetti” dove tutti, ma proprio tutti coloro che hanno semplicemente una bella idea o un progetto su come utilizzare i dati possono partecipare.

Ne vale la pena? Ricordo che ad oggi il montepremi è composto da 30.000 euro forniti dal Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione e da 10.000 euro nonchè da numerosi premi in tecnologia e servizi messi a disposizione dai vari sponsor. Ma non va dimenticato il premio piu’ consistente e cioè quello di avere l’opportunita’ di portare le proprie proposte all’attenzione di aziende, delle community interessate, del mercato, della Pubblica Amministrazione.

Per fare questo, c’è ancora un mese di tempo. E’ infatti fissato per il 10 Febbraio prossimo il termine ultimo per inviare le proposte, che, ricordo, dovranno essere inviate registrandosi nell’apposita sezione del sito Web di AppsForItaly.

E se volete qualche suggerimento, potete “sbirciare” tra le proposte che sono risultate vincitrici ad esempio ad Open Data Challenge o quelle che hanno partecipato ad Apps For Developement.

Tutte le proposte pervenute saranno valutate da una commissione che si sta costituendo proprio in questi giorni, mentre l’evento/premiazione si terra’ presumibilmente durante la prima settimana di Marzo. Stay tuned per tutti gli ulteriori aggiornamenti!

Intervista a Sardinia Open Data

Ci sono persone che con le loro iniziative portano quell’innovazione che può cambiare (in meglio) un territorio. SegnalazionIT ha intervistato Andrea Zedda,  specialista nell’elaborazione dati e promotore del progetto Sardinia Open Data.

D. Come nasce Sardinia Open Data?

R. L’idea del progetto nasce essenzialmente nella rete e precisamente nel social network Statistica.ning del quale sono membro da diverso tempo. Agli inizi di settembre, un mio amico, Marco Calderisi, (con il quale stiamo fondando una piccola società molto interessante denominata [Kode], ma questa è un’altra storia…) pubblica un post riguardante Datawithoutborders, un’iniziativa nata negli USA, dove statistici volontari aiutano in maniera completamente gratuita le ONG presenti nel territorio per quanto riguarda l’elaborazione dei dati in loro possesso.  Avendo  continue esperienze di collaborazione con l’Osservatorio delle politiche sociali della provincia di Cagliari, ho iniziato a pensare che un’iniziativa del genere potesse essere rivolta al mondo delle associazionismo locale e che, con le opportune modifiche, fosse una cosa attuabile anche qui da noi.
Poi è successo che ho partecipato al corso “Web e statistica” a Pisa, organizzato dalla SIS dove ho avuto modo di approfondire, tra le altre cose, le tematiche dell’open data e quindi di prendere maggiore consapevolezza dell’enorme importanza che l’intelligenza collettiva e la condivisione della conoscenza hanno e avranno  sempre di più nel nostro mondo. Ho così deciso che l’open data sarebbe stato al centro del nuovo progetto che avevo in mente.
Il corso mi ha poi dato la possibilità di conoscere molte persone estremamente interessanti, sia tra i docenti che tra gli studenti, e ho potuto interagire con un ambiente aperto alle innovazioni e alla creatività. Tutti questi fattori hanno fatto si  che le idee che mi frullavano in testa si trasformassero in convinzioni. Così tornato in Sardegna ho iniziato a parlarne un po’ in giro e ho trovato subito l’appoggio e l’ entusiasmo di alcune persone, tutte donne, molto capaci e determinate (colgo l’occasione per citarle, sono Alessandra Murgia, Alessandra Peddis, Claudia Mocci e Cinzia Pusceddu) con le quali si è deciso di fondare l’associazione Sardinia Open Data, e grazie alle quali il progetto è diventato qualcosa di più concreto e molto ambizioso.

 

D. Quali sono le iniziative e i progetti che Sardinia Open Data sta supportando?

R. Attualmente portiamo avanti due progetti. Il primo è “OnData”, un progetto che ha tre finalità. La finalità primaria, che prende appunto ispirazione da Datawithoutborders, è il sostegno al mondo dell’associazionismo no-profit. Siamo partiti dalla considerazione che le associazioni, pur potendo spesso disporre di basi dati interessanti, non hanno di solito le risorse per sfruttarle, oppure non sono consapevoli del potenziale nella gestione di tali informazioni in termini di sviluppo organizzativo e strategico. Abbiamo così deciso di mettere a disposizione di queste associazioni la nostra esperienza nel campo della raccolta, dell’elaborazione e della presentazione dei dati, oltre che un supporto logistico, il tutto in maniera completamente gratuita.
Al contempo abbiamo intenzione di ricorrere all’aiuto di giovani volontari ai quali offriamo la possibilità di avere una prima esperienza pratica sul campo, quindi di sporcarsi le mani con dati reali e con esperienze concrete per quanto riguarda le varie fasi di un’indagine statistica.
La terza finalità del progetto consiste nel rendere il risultato di questo lavoro il più aperto possibile nel pieno rispetto della filosofia open data. L’obiettivo è in sostanza avviare un’apertura dei dati non calata dall’alto delle organizzazioni pubbliche ma un’informazione proveniente direttamente dal basso, e di incentivarne il riutilizzo in modo che questi dati acquistino un valore che vada oltre il contesto nel quale sono stati raccolti.
Un secondo progetto molto interessante è la partecipazione al concorso Appsforitaly. Intediamo partecipare sia nella categoria datasets che nella categoria applicazioni. Per quanto riguarda il dataset abbiamo già siglato un accordo di collaborazione con l’Ente parco di Molentargius, per cui contribuiremo all’apertura dei dati ambientali, di flora e forse anche fauna sotto licenza IODL.
Su quei dati abbiamo poi qualche idea su come svilupparci una app per smartphone o una webapp. Per ora stiamo ancora valutando se questa parte del progetto sia fattibile, c’è ancora da definire un modello, e per la parte dello sviluppo applicativo contiamo sull’aiuto di alcune aziende condotte da persone con le quali ho avuto modo di collaborare in passato, e che si sono rivelate estremamente disponibili ed interessate al nostro progetto.
Infine abbiamo intenzione di portare avanti una campagna continua di promozione dell’open data presso i vari enti e la società, attuata attraverso incontri diretti face to face o anche piccole presentazioni pubbliche.

 

D. La Pubblica Amministrazione Locale: gioie o dolori sulla questione Open Data?

R. Lavorando per diversi anni nella pubblica amministrazione (anche se solamente come collaboratore ultra-precario), ho preso parte alla progettazione e all’attuazione di diverse indagini e ricerche sociali, e posso dire che ho vissuto direttamente sulla mia pelle il problema della mancanza di consapevolezza per quanto riguarda l’importanza che dovrebbe avere il dato statistico presso le amministrazioni pubbliche. Le difficoltà purtroppo non si limitano alla sola apertura dei dati alla società, ma addirittura è la trasmissione di questi tra i diversi enti e tra i diversi dipartimenti che risulta essere una barriera difficile da superare. Manca l’idea dell’utilizzo di uno standard condiviso, e vige ancora una sorta di gelosia tra i vari uffici, i cui funzionari spesso si comportano come se fossero gli effettivi detentori del dato e per cui sono restii a condividere determinate informazioni addirittura con gli altri organismi pubblici che ne fanno richiesta. Per esperienza posso dire che nel momento in cui una struttura come un osservatorio avvia una raccolta dati rivolgendosi ad altre amministrazioni o ad altri uffici dell’ente a cui appartiene, quando va bene le informazioni vengono trasmesse tramite disordinati fogli di calcolo e la casistica più frequente sono dei file pdf blindati e file doc, per non parlare di chi preferisce ancora utilizzare il fax e il materiale cartaceo!
Per questo crediamo che la promozione e la sensibilizzazione presso la PA locale verso un approccio più aperto e consapevole riguardo l’importanza sociale ed economica che hanno le informazioni condivise, possa in un certo modo indicare la giusta via che porta ad una maggiore efficienza e ad una maggiore produttività nel settore pubblico.

 

D. Open data e trasparenza. E’ un binomio praticabile in Sardegna?

Oltre alle difficoltà che ho appena citato, posso dire che in Sardegna esistono anche realtà estremamente positive e in rapida ascesa. Un chiaro esempio di Open Data trasparente è il portale della Provincia di Carbonia Iglesias (e di recente quello del Comune di Sestu) che, primo in Italia, ha reso liberi i dati dei propri atti amministrativi in modalità semantica. In questo modo non ci sono intermediari tra la produzione del dato e i possibili fruitori esterni, sia che siano cittadini o aziende che vogliano sfruttarli per le loro applicazioni. L’iniziativa fa parte di un progetto Open Source più ampio che si chiama ontologiapa.it e che fa leva su una piattaforma Drupal 7 per la PA denominata “LinkedPA“. Questo è sicuramente il binomio perfetto tra Open Data e trasparenza e fa piacere dire che la nostra Regione faccia scuola per tutto il paese.

 

D. La Sardegna ha giovani brillanti e capaci. Può l’Open Data essere una opportunita’?

R.La Sardegna è una piccola isola nel contesto globale, oltre al turismo abbiamo poche risorse naturali da sfruttare, e ovviamente ormai è chiaro che non possiamo competere con la forza produttiva dei colossi mondiali nel settore manifatturiero. Per cui si tratta di investire tutto nel capitale umano. Sposare il concetto di Open data significherebbe poter disporre di una nuova risorsa praticamente a costo zero, perché si tratterebbe solo di aprire gli archivi già esistenti e di adottare nuovi standard per la loro diffusione. In questo modo, chiunque abbia idee e competenze avrebbe la possibilità di integrare i servizi offerti dal settore pubblico o inventarne di nuovi, il tutto senza che le amministrazioni debbano spendere ulteriori risorse. Quindi una grossa opportunità per i giovani che con l’open data avrebbero a disposizione un solido punto di partenza sul quale far fruttare le proprie idee e la propria creatività.

 

D. Come vedi il ruolo di Sardinia Open Data nelle due domande precedenti?

R. Per ora siamo solo una piccola associazione, certamente una delle prime realtà nell’Isola a portare avanti questo tipo di iniziative. Ci sentiamo delle specie di pionieri anche se bisogna dire che abbiamo diversi punti di riferimento nel territorio nazionale. Vedremo come si andrà avanti, quel che è certo è che l’entusiasmo e l’intraprendenza non ci mancano.
Per seguire le nostre iniziative o contattarci è possibile visitare il nostro sito web http://sardiniaopendata.org/ ma siamo presenti anche su Facebook, Twitter e Google+.

3, 2, 1… Al via AppsForItaly, il contest italiano sugli Open Data

Ha preso il via  ufficialmente AppsForItaly, la competizione tutta italiana sugli Open Data. Un concorso quindi, con tanto di premi in denaro, rivolto ai cittadini, alle communities di sviluppatori, alle aziende e alle associazioni che proporranno le migliori soluzioni per l’utilizzo del patrimonio informativo pubblico.  Il concorso si articola in quattro categorie: Idee e Progetti, Applicazioni, Dataset e Visualizzazioni e potranno essere presentate anche proposte che in passato abbiano già partecipato ad altre competizioni simili.

Il montepremi? Al momento è arrivato a ben 40.000 euro, di cui buona parte messi dal Ministero per la Pubblica Amministrazione  e Innovazione  che ha supportato il lancio dell’iniziativa assieme a ForumPA e Formez e a cui sta subentrando  il MIUR in conseguenza del recente cambio di Governo. Il contest è organizzato dal Comitato AppsForItaly ma va detto che sono partner dell’iniziativa  enti del calibro di Regione Piemonte, ISTAT, Regione Emilia Romagna, ENEL  che mettono a disposizione i propri dati.

C’è una sola regola da seguire: le proposte inviate devono esser basate sui dati pubblici, ma se volete dare una occhiata al regolamento completo potete farlo visitando l’apposita pagina. Il  contest si chiuderà il 10 Febbraio 2012.  A partire da quella data una apposita giuria selezionerà le proposte vincitrici che verranno premiate a fine Febbraio all’interno di un apposito evento. Per il momento buon lavoro a chi avrà intenzione di partecipare e …. vinca il migliore!!

Statisticamente Honky Tonk

Tutto è cominciato tempo fa proprio grazie (o per colpa) di SegnalazionIT quando nell’articolo “Lo Statistico su Youtube” si faceva riferimento al brano Statistician’s Blues del cantante americano Todd Snider.

Da bravo “mezzo” musicista quale sono, ho visto quel video come uno stimolo e un invito a fare anch’io qualcosa che parlasse in qualche modo di statistica. Cosa che ovviamente ho fatto  ma,  altrettanto  ovviamente, ho fatto a modo mio.
Da sempre seguo la Country music americana. Nei miei numerosi viaggi per concerti ho avuto non solo il modo di ascoltare dal vivo tantissimi artisti (Brad Paisley, Mark Chesnutt,  Marty Stuart, Terri Clark,  Randi Travis giusto per fare qualche nome), ma di incontrarli personalmente grazie al fatto che mi sono sempre mosso dotato di “press pass” in qualita’ di inviato free lance per questa o quella rivista di musica.
Sono pero’ anche un autore, scrivo principalmente musica e negli ultimi anni mi sono, per cosi’ dire, “specializzato” sulla musica ironica e surreale. Quella musica comunemente definita “demenziale” che in Italia  è stata portata al successo da grandi artisti come Cochi e Renato, Enzo Jannacci, Pippo Franco, Elio e le Storie Tese, Renzo Arbore. Quello che ne e’ uscito fuori  è stato innanzitutto un brano di musica “Country Demenziale” che fa della surreale ironia sulla Statistica mettendone in risalto i piu’ comuni paradossi, e successivamente un videoclip, che  è quello che vi presento oggi:

Ladies & Gentlemen 

ecco a voi 

“Statisticamente Honky Tonk”

 



Statisticamente Honky Tonk di vpatruno

La versione  sottotitolata in inglese e’ stata premiata lo scorso Agosto a Miami, Florida, durante la convention della piu’ importante associazione di statistici del mondo, la American Statistical Association. Ne ha parlato qui il Significance Magazine. Thank you so much, Guys! E visto che ho cominciato con i ringraziamenti, non posso dimenticare tutti coloro che hanno preso parte  alla realizzazione del videoclip. Mi riferisco ai miei colleghi e amministratori di SegnalazionIT Eric Sanna e Daniele Frongia, per l’occasione al violino e alla chitarra acustica,  a Bob Morelli al basso, a Edo Patruno alla batteria, a Piero Chiti al pianoforte e che ha accettato di buon grado di ricoprire il ruolo di protagonista. (qui il link della sua associazione)

Ringrazio ancora le Cowgirls Francesca Pelliccia e Silvia Comanducci e tutta la troupe diretta magistralmente dal regista Gianluigi Bartolini a dalla sua preziosa assistente Barbara Diego: Cristiano De Nicola, Salvatore Marino, Michele Saullo e, per finire in bellezza, il fotografo Giampaolo Vasselli. Grazie ragazzi per il vostro prezioso lavoro!

Infine, da oggi (14 Novembre) fino alla fine della settimana potete  votare il video al concorso PIVI visitando il link http://www.dailymotion.com/video/xlq7ge_statisticamente-honky-tonk_music e cliccando su “vota”.  Ringrazio in anticipo tutti quelli che lo faranno.  E che il grande Banjo vi accompagni.

Open Data Roma Workshop

4 Nov 2011 ATTENZIONE! Ci è appena giunta comunicazione che il Convegno ICTQR e il Workshop Open Data sono stati rinviati a data da destinarsi.

Ancora una volta parliamo di Open Data, dopo l’importante settimana che ha visto il tema dell’Open Government e degli Open Data al centro di importanti iniziative istituzionali. E questa volta lo facciamo segnalando l’Open Data Roma Workshop, una iniziativa lanciata dal Comune di Roma all’interno dell’edizione 2011 di ICTQR. Sarà il momento per fare il punto sullo stato dell’arte dell’Information e Communication Technology in Campidoglio, ma anche per partecipare a dibattiti, tavole rotonde,  incontrare aziende partner di Roma Capitale per parlare con loro di tecnologia e di ICT e per  provare i più recenti servizi On-Line progettati per semplificare il rapporto del cittadino con l’amministrazione.   Ma la vera novità di quest’anno saranno gli Open Data. L’Open Data Roma Workshop è infatti la prima tappa di un progetto più ampio chiamato  Roma Capitale Open Data ed è una iniziativa nata con lo scopo di favorire lo sviluppo di applicazioni e servizi basati sui dati pubblici del Comune di Roma che si svolgerà nelle giornate dell’8-9 e 10 Novembre 2011.  Un importante passo per stimolare aziende e cittadini a lavorare su idee, applicazioni, progetti anche in vista di AppsForItaly, la competizione nazionale sugli Open Data lanciata lo scorso 18 Novembre.

Al workshop possono iscriversi aziende, professionisti, singoli sviluppatori, cittadini con massimo di 2 rappresentanti per organizzazione e  che potranno partecipare all’iniziativa secondo due modalità differenti:

  • Partecipando alla sessione live nelle giornate dell’8 e del 9 in cui i presenti saranno divisi in gruppi e collaboreranno alla progettazione di un’idea o un’applicazione con l’aiuto degli esperti presenti.
  • Raccogliendo i dati nella sessione della mattina dell’8 novembre per poi sviluppare il progetto dalla propria azienda/postazione.

In entrambi i casi le proposte che saranno realizzate devono essere inviate entro le 14:00 del 9 novembre.

Le idee e i progetti migliori saranno premiati il 10 novembre in un evento speciale di chiusura lavori. Noi di SegnalazionIT saremo presenti nella giuria che valuterà le idee e i progetti pervenuti.

 

A causa del numero limitato di posti disponibili, è consigliato iscriversi all’evento compilando il form all’indirizzo: www.opendata.comune.roma.it

L’evento si svolgerà presso i locali di Spazio 900, piazza Guglielmo Marconi, 26 a partire dalle 9.30 dell’8 novembre 2011

Open Data, l’Italia s’è desta


La settimana
scorsa è iniziata con l’annuncio della nascita di dati.gov.it e con il lancio di AppsForItaly, la competizione italiana sugli open data. E’ poi continuata con la Giornata Italiana della Statistica dove i protagonisti istituzionali e della società civile che hanno reso possibile questo annuncio, hanno partecipato insieme al primo evento istituzionale sugli Open Data. E all‘Open Government Data Camp 2011 a Varsavia, chi era presente, ha raccontato tutto ciò al mondo.

La scorsa settimana è stata probabilmente una settimana chiave per l’open government e per gli open data in Italia. Cominciamo con la “discesa” in campo del Ministero per la pubblica Amministrazione e Innovazione che in una conferenza stampa a Palazzo Vidoni a Roma ha reso pubblica la strategia italiana sull’open government: Pubblica Amministrazione 2.0, G-Cloud e, soprattutto, Open Data.

Ovviamente un conto è fare un annuncio, un altro continuare a lavorare per far crescere le iniziative proposte e raggiungere gli obiettivi prefissi. Ad ogni modo, sul fronte Open Data abbiamo ora il portale dati.gov.it. L’idea è quella di farlo diventare in breve tempo il catalogo nazionale dei dati aperti della pubblica amministrazione.

E per stimolare da una parte le pubbliche amministrazioni a rendere pubblici i propri dati, e dall’altra i cittadini, le community di sviluppatori e il mercato ad utilizzarli, il Ministero ha deciso di supportare AppsForItaly, la competizione italiana sugli Open Data. […] Apps4Italy è un concorso aperto a cittadini, associazioni, comunità di sviluppatori e aziende per progettare soluzioni utili e interessanti basate sull’utilizzo di dati pubblici, capaci di mostrare a tutta la società il valore del patrimonio informativo pubblico.[...]

Ovviamente niente nasce all’improvviso. Se si è arrivati a questo, lo si deve alle tante iniziative che da oltre un anno a questa parte stanno nascendo un po’ ovunque in Italia e al lavoro continuo di associazioni, movimenti, fondazioni, ma anche enti locali ed enti privati che credono nella potenza dei dati aperti ai fini della trasparenza, della democrazia partecipata, dello sviluppo del Paese. Ed è interessante come, iniziative che nascono “dal basso” possano far incontrare l’interesse e il sostegno del mondo istituzionale. Attorno all’Open Data sta incredibilmente accadendo questo: istituzioni e pubbliche amministrazioni che siedono attorno ad un tavolo con associazioni, comitati e movimenti espressione della società civile.

E’ quello che è accaduto lo scorso 20 Ottobre presso l’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica. Il Workshop Open Official Statistical Data, inserito nelle celebrazioni della Giornata Italiana della Statistica, è stato il primo appuntamento “istituzionale” dopo l’annuncio della strategia governativa sull’open government. Si è parlato della prospettiva italiana a riguardo dell’Open Data e dell’Open Government, della centralità del dato aperto nell’azione e nella strategia della Commissione Europea, di come la consolidata cultura del dato presente nell’Istat e nell’intero Sistema Statistico Nazionale possa e debba essere un elemento chiave nelle iniziative legate all’Open Data. Si è parlato di alcune esperienze di open data in Italia, e lo si è fatto dando spazio direttamente gli enti locali coinvolti. Si è parlato della iniziativa italiana dati.gov.it e di appsforitaly con i movimenti, le associazioni, le fondazioni che “dal basso” hanno reso possibile tutto ciò.

Le conclusioni di Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, meriterebbero in realtà un post a parte, visto che hanno toccato molti punti diversi, buona parte dei quali degni di essere segnalati. Ad ogni modo ha sottolineato quanto sta facendo l’Istituto per fornire alla società civile, alla Rete e al mercato dati di qualità ad un livello sempre più spinto di disaggregazione.

Ma non finisce qui. Sempre la scorsa settimana è stato lanciato in versione beta Wikitalia, un progetto che “mette in rete una serie di strumenti per la trasparenza della politica, il riutilizzo dei dati pubblici e la partecipazione dei cittadini”.  Si tratta quindi di una piattaforma che si rivolge soprattutto “ai sindaci e alle loro amministrazioni, affinché decidano di far propri la filosofia e gli strumenti dell’Open Government”. Hanno gia’ aderito al progetto i comuni di Firenze, Torino e Matera, mentre altri aderiranno a breve.

Qualcosa  in Italia finalmente sta accadendo. Ed è qualcosa di importante.


La versione in  inglese del post è stata pubblicata sull’Open Knowledge Foundation Blog e su Government in The Lab.


Abbiamo bisogno di gente di valore


A prima vista questo potrà sembrare un articolo inusuale per SegnalazionIT, che si occupa prevalentemente di innovazione in ambito IT, di scenari digitali  nonché delle novità attinenti al mondo della statistica e a quello del trattamento di dati. In realtà, se andiamo a guardare bene, anche in questo articolo si parla di innovazione. Se in Italia c’è infatti una risorsa che sia ancora abbondante e di cui dovremmo andare fieri, è proprio la capacità di tanti di fare innovazione. Abbiamo un “parco menti” di primissimo livello che avrebbe la capacità di cambiare veramente il volto al nostro Paese, facendogli riacquistare quella reputazione perduta oramai da troppi anni. Mi sono chiesto perché questo non accade, e la risposta che mi sono dato non è stata purtroppo delle più rassicuranti.

Mi capita sempre più spesso di viaggiare all’estero e di lavorare e interagire con i miei “colleghi” europei ed extra-europei. Quello che noto è che i Paesi che possiamo definire all’avanguardia su determinati settori, hanno tutti una caratteristica in comune: hanno affidato alla loro gente migliore i ruoli “chiave” per quei determinati settori. Ora, io non posso sapere se quelli siano in assoluto i loro “uomini migliori”, ma quello che a mi lascia stupito come italiano è la loro sostanziale adeguatezza al ruolo ricoperto, la loro capacità di avere una visione e una strategia, la loro preparazione.

Esattamente quello che sempre più di rado accade da noi. Non so se succede lo stesso anche a voi, ma quando in Italia mi capita di trovare qualcuno che ricopre un ruolo chiave in qualche settore e che sia capace e all’altezza della situazione, io mi stropiccio gli occhi, mi stupisco e mi meraviglio. Mi viene spontaneo, non so che farci! Questo me lo spiego col fatto che in Italia, trovare qualcuno all’altezza del suo ruolo e’ diventato ormai una eccezione.

E’ indubbio che un qualunque posto di comando, un qualunque ruolo di responsabilità esercitino un certo fascino (se non altro per le retribuzioni generalmente di tutto rispetto) e che in tanti ambiscano a ricoprirlo. Quello che in realtà è meno normale è come questo avviene. E’ diventato infatti sempre più una consuetudine privilegiare l’obbedienza a scapito della capacità. Si preferisce in altre parole affidare ruoli di responsabilità a chi mostra obbedienza e devozione verso il “capo” mentre capacità e adeguatezza al ruolo passano generalmente in secondo piano.

E’ quella che chiamiamo comunemente “logica clientelare” ed è ovviamente una situazione vantaggiosa solo per chi ha ricevuto quell’incarico, per il suo capo e per quelli che beneficieranno dei suoi servigi. Ma non è questa una situazione complessivamente vantaggiosa per il Paese.

Dobbiamo considerare infatti che negando quella particolare posizione a qualcun altro più preparato, più adatto e più capace, è stata negata a quel particolare settore, a quella particolare organizzazione, a quel particolare ufficio la possibilità di funzionare al meglio, di svilupparsi, di crescere.

Il settore pubblico poi è uno dei più soggetti a tale sistema in quanto da sempre non improntato all’efficienza e al funzionamento, ma all’avere qualcuno “dei nostri” nei posti di comando a qualunque livello, chiunque esso sia.

Ovviamente il fenomeno è ricorsivo. Anche chi non è in posizioni di vertice ma ha un qualche incarico di responsabilità, preferirà costruirsi il suo piccolo feudo ed avere, ove possibile, gente più obbediente che capace.

Mandare avanti l’Italia in questo modo in tutti i suoi settori strategici, equivale pertanto a partecipare al Campionato del Mondo di calcio non con i migliori atleti ma con gli amici del calcetto della domenica. Saranno sì una bella combriccola affiatata, ma non avranno nessuna chance di arrivare alla fase finale del torneo. E non è una questione anagrafica, ma esclusivamente di capacità e di merito.

Credo che la possibilità di fermare il declino dell’Italia debba necessariamente passare per quei talenti e quelle menti capaci che ora vengono sistematicamente soffocati dall’ormai collaudato sistema clientelare. In tanti hanno preferito andare all’estero, per altri invece questo non è stato possibile, altri ancora preferiscono comunque rimanere al loro posto e lavorare giorno per giorno per una Italia diversa. Noi, qui, facciamo tutto quello che possiamo per costruire per noi e per i nostri figli un futuro migliore.

Solo per gli Innovatori: una indagine on-line sull’e-Government

Negli ultimi tempi c’è stato un interesse crescente da parte della Commissione Europea sulle iniziative legate all’open government e all’open data che partono da quelli che possiamo definire gli “innovatori” della società civile. Il consorzio Belga costituito da Tech4i2 e Deloitte & Touche ha avuto l’incarico di effettuare uno studio proprio sulla realizzazione “spontanea” e collaborativa di servizi nell’e-Government.

Per fare ciò, il consorzio ha ideato un questionario on-line rivolto principalmente agli Innovatori e a tutti coloro che hanno realizzato applicazioni o servizi web pubblici  “dal di fuori”. Servizi quindi che nascono da cittadini, associazioni civiche, aziende, che in una lodica di open government e di open data  progettano e implementano servizi di interesse pubblico. Quello che chiamiamo comunemente Civic Hacking.

Potete accedere al questionario on-line cliccando sul seguente link:

https://spreadsheets.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dG9QQXdNeV9sQndCZks2b0llekJVVlE6MQ

OpenPA 2011: Pubblica Amministrazione aperta e-inclusiva

L’11 marzo 2011 a Bologna, la Regione Emilia-Romagna organizza per il secondo anno consecutivo un doppio evento: convegno (in mattinata)+barcamp (nel pomeriggio). Il tema di questo anno sara’  focalizzato su “OpenPA 2011: Pubblica Amministrazione aperta e-inclusiva”.

Il Convegno in cui verranno illustrati i dati, le azioni e le nuove prospettive in Europa, Italia e in Emilia-Romagna su inclusione, opensource, opendata, si terra’  presso l’ Hotel UNAWAY, Piazza della Costituzione, 1 40128 Bologna secondo il programma seguente:

  • 9.00 apertura registrazioni/iscrizioni
  • 9.30 Apertura del convegnoDonatella Bortolazzi,   Assessore allo sviluppo delle risorse umane e organizzazione. Cooperazione allo sviluppo. Progetto giovani. Pari opportunità
  • 9.45 L’inclusione digitale nelle regioni italiane dal Rapporto sull’Innovazione -  Luca Rigoni, CISIS
  • 10.00 e-Inclusion nel nuovo piano telematico regionaleSandra Lotti, coordinatrice del piano telematico dell’Emilia-Romagna
  • 10.15 Dati sulla società dell’informazione in Emilia-Romagna e in Europa Chiara Mancini, Regione Emilia-Romagna
  • 10.30  Innovazione sull’e-InclusionAntonio De Vanna, FORMEZ
  • 11.00 break
  • 11.30 Open Emilia-Romagna stato dell’arte, tendenze e opportunitàDimitri Tartari, Gruppo coordinamento Piano Telematico Emilia-Romagna
  • 11.50  Open-data in Piemonte, un caso realeSilvia Bianco e Marta Garabuggio , Regione Piemonte
  • 12.10 Tecnologia e società nel Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2010Andrea Toma, CENSIS
  • 12.30 Conclusioni - Teresa Marzocchi, Assessore alla promozione delle politiche sociali e di integrazione per l’immigrazione. Volontariato, associazionismo e terzo settore.
  • 13.00 Buffet

Per iscriversi si puo’ utilizzare il form di iscrizione on-line

Nel pomeriggio l’evento si trasformera’ in 3 barcamp paralleli (a cui e’ possibile partecipare e proporre un intervento collegandosi al link seguente)  focalizzati ciascuno su un tema specifico:

  • Open data, open standard e open source per una PA aperta e inclusiva
  • La società dell’informazione e della conoscenza: se inclusione fa rima con formazione
  • Banda larga, multimedia, mobile e social network: la tecnologia abilita o esclude?