Un Centro di Competenza Italiano per l’Open Source

E’ stato siglato tra il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e la società Engineering spa un Protocollo di intesa per la realizzazione di un Centro di Competenza sul software open source per la Pubblica Amministrazione.

Nel comunicato del governo è scritto “Le soluzioni open source possono favorire l’accesso ai servizi pubblici, la trasparenza, la semplificazione dei processi, nonché la cooperazione tra amministrazioni.”

Le attività saranno focalizzate all’inizio sui settori della scuola, dell’università, delle applicazioni per piccoli comuni e delle soluzioni per la e-Democracy.

Il progetto sarà portato avanti in collaborazione tra Ministero, Engineering e quattro università (Libera Università di Bolzano, Politecnico di Milano, Statale di Milano e Università del Sannio) e sarà raccordato con il progetto europeo Qualipso “Quality platform for open source software”.

Il Centro di Competenze, che ha da poco attivato anche il sito, e opererà come aggregatore di risorse in progetti di ricerca e innovazione, offrirà i seguenti servizi:

  1. Consulenza e supporto sulle tecniche e la gestione di soluzioni Open Source ;
  2. Servizi per la misurazione della qualità di prodotto e processo sottostante lo sviluppo di progetti Open Source
  3. Formazione sui temi più significativi legati all’Open Source con particolare enfasi ai processi di governance e gestione dei processi di misurazione della Qualità
  4. Sensibilizzazione e promozione nell’adozione delle soluzioni Open Source attraverso azioni di divulgazione presso scuole ed università per sensibilizzare la base dei futuri utenti circa l’’importanza dell’adozione dell’Open Source e sui vantaggi che questo offre.

quanto valgono le relazioni in azienda

Pubblicata un’importante ricerca IBM-MIT sul valore delle reti sociali in azienda: sfruttando l’enorme archivio di Beehive, il social network interno di BigBlue, la ricerca ha analizzato i comportamenti di un campione dei 400.000 dipendenti in 70 nazioni, incrociando successivamente i dati sulle loro relazioni sociali con i dati economici sulle prestazioni dei dipendenti, focalizzando l’interesse sui consulenti che fatturano i loro tempi (billable hours) ai clienti.

Quattro le conclusioni principali:

  1. l’uso intensivo dei social network è correlato positivamente con le prestazioni dei dipendenti: in media i wired fatturano quasi 600 dollari in mese in più degli isolati;
  2. avere connessioni di social network con colleghi potenti migliora le prestazioni;
  3. correlazione positiva anche per i gruppi di lavoro che hanno strette relazioni con il management, mentre gruppi con troppi manager peggiorano le prestazioni (troppi galli …);
  4. formare un gruppo con buone caratteristiche relazionali è un fattore di successo sia per il progetto che per gli individui.

La dimostrazione della produttività (anche!) economica delle relazioni sociali digitali è un chiaro segnale a quanti (in Italia e nel mondo) pensano che i social network siano una perdita di tempo per i dipendenti!

Lévy, il virtuale, la cultura e la paura

Pierre Lévy è uno dei pochi filosofi contemporanei ad essersi confrontato con la Rete, le sue regole e le sue caratteristiche: fondamentali le sue riflessioni sull’intelligenza collettiva, espresse nell’omonimo libro.
In un altro libro (Il virtuale, Raffaele Cortina ed.) Lévy descrive le caratteristiche innovative dell’ipertesto, ragiona sulle modifiche che sono necessarie alle vecchie teorie economiche e sulla nascita dell’economia dell’abbondanza e sulle nuove visioni introdotte dal cyberspazio.
PL aggiunge una riflessione sull’intelligenza collettiva: “Perché il mondo della cultura … ha esercitato il suo fascino tanto a lungo? Forse perché, nella sua forma elitaria e imperfetta, si avvicina a un ideale di intelligenza collettiva. Ecco alcuni dei valori, norme sociali e regole di comportamento considerati governare (idealmente) il mondo della cultura: valutazione permanente delle opere da parte dei pari e del pubblico, reinterpretazione costante della tradizione, rifiuto della giustificazione d’autorità, spinta ad arricchire il patrimonio comune, cooperazione competitiva, educazione continua del gusto e del senso critico, valorizzazione del giudizio personale, ricerca della varietà, incoraggiamento della fantasia, dell’innovazione e della libera ricerca.”

In chiusura il filosofo lancia un attacco ai profeti della paura, ai denigratori ottusi delle novità che stanno emergendo: “Numerosi intellettuali contemporanei, fieri del loro ruolo ‘critico’, credono di servire una causa onorevole diffondendo smarrimento e paura riguardo al tipo di civiltà che sta emergendo. Per quel che mi riguarda, attraverso un lavoro di scrittura, di concettualizzazione e di integrazione alla cultura, ho voluto accompagnare alcuni tra coloro che abitano il mio stesso tempo nello sforzo di vivere un po’ meno nella paura e nel risentimento. Ho voluto, con la cartografia del virtuale, fornire gli strumenti a coloro che, come me, cercano faticosamente di svolgere un ruolo attivo.”

Quanti in rete?

Su tutti i giornali in questi giorni è uscito l’annuncio che più di un miliardo di persone usano internet (o l’internet): la notizia è di Comscore.

In effetti gli utenti dovrebbero essere molti di più: uno dei siti più affidabili (Internet World Stats) dice che siamo oltre un miliardo e mezzo.

La valutazione di Comscore in effetti conta solo gli utenti da case ed uffici, escludendo gli utenti mobili e quelli degli internet cafè.

Come giustamente riflette TechCrunch: “In any case, only between 15 and 22 percent of the world’s population is on the Internet. We have a long way to go.”

2008 Best of Open Source

sono usciti i premi “2008 Best of Open Source Software Awards”, trovate tutto sul sito di Infoworld

sessanta prodotti in otto categorie: collaboration, developer tools, enterprise application, networking, middleware, productivity apps, security e storage

molti i nomi noti: Mediawiki, Alfresco, Firefox, GIMP, OpenOffice, molti invece meno noti da conoscere e diffondere

Trend dell’IT 2008

Su TechRepublic i + importanti trend (oops! tendenze … scusa Nanni!) dell’IT 2008:
- l’arrivo dei NetBook, i PC a bassissimo costo;
- l’affermazione della Green IT;
- la scarsezza di risorse umane nell’IT;
- la virtualizzazione;
- le opportunità per l’IT nella crisi economica.

Siete d’accordo con la lista?
Abbiamo riflettuto su questi temi nel 2008?

Corso su Web 2.0 – università di Camerino

Quest’anno il corso all’università di Camerino su “Web 2.0″ si tiene ad Ascoli.

Il programma:

1 dic – Web 2.0: introCarlo Vaccari

2 dic – Web 2.0: strumenti e teorie – Carlo Vaccari

4 dic – Social Network AnalysisDaniele Frongia

5 dic – Web 2.0 e organizzazione della conoscenzaStefano De Francisci

Da quest’anno il corso, oltre al blog, ha anche un wiki

Technorati: state of the blogosphere


Technorati pubblica il suo annuale State of the Blogosphere, momento ormai classico di riflessione sui blog e sulla direzione che stanno prendendo
Quest’anno la pubblicazione è divisa in cinque giornate e un’introduzione.

Nell’introduzione alcuni numeri e alcuni concetti base: i blog sono circa 150 milioni (difficile contarli, perché come si decide che un blog è attivo?), esistono blog in 81 lingue in 66 nazioni, l’età media dei blog è di tre anni, i blog coprono in media 5 argomenti ciascuno, spesso gestire un blog ha un impatto positivo sulla vita del blogger in termini di opportunità professionali e di soddisfazione personale e infine … i blog guadagnano!

La prima giornata ha il titolo “Chi sono i blogger?”: le risposte sono tante e differenziate per continente … in media sono per 2/3 maschi, il 50% tra i 18 e i 34 anni, sono + istruiti della media e il 44% ha figli.
Molti non sono al primo blog e scrivono blog da alcuni anni (v. tabella); ci sono anche dati interessanti su alcuni segmenti: i blogger asiatici, quelli europei e le blogger donne.

Nella seconda giornata si analizzano gli argomenti dei blog, gli stili e le motivazioni … molto interessante! Gli argomenti più diffusi sono: Personali, Tecnologici, Notizie, Politica, Computer, etc. e la motivazione più diffusa è … “for fun“!

Il terzo giorno si concentra sull’How: tempo dedicato, frequenza dei post e dei tag, metodi per attrarre visitatori e numero degli stessi.

Nel quarto giorno viene analizzato il modo in cui i blog guadagnano e come gestiscono gli annunci pubblicitari, mentre l’ultima giornata è dedicata a un fenomeno recente: l’ingresso dei brand (dei marchi/delle marche) nei blog attraverso sempre più frequenti segnalazioni di prodotti; inoltre ci sono alcuni dati sulla frequenza di partecipazione dei blogger in attività Web 2.0.

Una lettura obbligatoria per chiunque scrive/legge blog, per riflettere su dove stiamo andando …

easter egg


basta digitare about:robots sul vostro fiammante firefox 3.0 … da quali libri vengono le (para)frasi?

Auguri

Mi fa piacere farvi gli auguri per il nuovo anno invitandovi a leggere il messaggio di A.C. Clarke per le sue novanta orbite intorno al Sole.

Carlo Vaccari

(sempre grazie a P. Attivissimo per il prezioso servizio …)