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	<title>SegnalazionIT &#187; Blogosfera</title>
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	<description>Segnalazioni, approfondimenti e tendenze del mondo IT</description>
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		<title>Analisi della popolarità dei siti web del Partito Democratico e del Popolo della Libertà</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 23:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Soldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>

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		<description><![CDATA[SegnalazionIT si è spesso occupata di analisi delle reti e dei brand online. Questo articolo rappresenta uno studio preliminare della realtà Web del Partito Democratico e del Popolo della Libertà,  utilizzando non solo indicatori di traffico ma anche applicando l&#8217;analisi delle reti sociali alla rete Web e alle sue componenti. L’analisi simula l&#8217;algoritmo implementato dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_4377839" style="width: 477px; text-align: justify;">SegnalazionIT si è spesso occupata di <a href="http://segnalazionit.org/category/reti-complesse/">analisi delle reti</a> e dei <a href="http://segnalazionit.org/?s=brand">brand online</a>.</div>
<div style="width: 477px; text-align: justify;"><a href="http://www.slideshare.net/soldifrancesca/analisi-della-popolarit-e-del-posizionamento-dei-siti-pd-e-pdl">Questo articolo</a> rappresenta uno studio preliminare della realtà Web del <strong>Partito Democratico</strong> e del <strong>Popolo della Libertà</strong>,  utilizzando non solo indicatori di traffico ma anche applicando l&#8217;analisi delle reti sociali alla rete Web e alle sue componenti. L’analisi simula l&#8217;algoritmo implementato dal software <a href="http://segnalazionit.org/2010/02/successo-sito-web-blog">CONDOR</a> ed è condotta differenziando le componenti dei network per argomento e tipologia (blog, forum o siti). L’obiettivo è quello di ottenere una visione generale di quali siano i canali (o meglio i legami) attraverso cui le informazioni che riguardano i due partiti sono veicolate e se questi ultimi siano “ben posizionati” su Internet. L&#8217;obiettivo finale è quello di analizzare le differenze nella composizione e, in parte, nella struttura dei due network a seguito di un “evento reale” come quello delle <strong>elezioni regionali del 28 e 29 Marzo 2010</strong>.</p>
</div>
<div style="width: 477px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Analisi Della Popolarità E Del Posizionamento Dei Siti Pd E Pdl" href="http://www.slideshare.net/soldifrancesca/analisi-della-popolarit-e-del-posizionamento-dei-siti-pd-e-pdl">Analisi Della Popolarità E Del Posizionamento Dei Siti Pd E Pdl</a></strong><object id="__sse4377839" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="477" height="510" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=analisidellapopolaritedelposizionamentodeisitipdepdl-100601091511-phpapp01&amp;stripped_title=analisi-della-popolarit-e-del-posizionamento-dei-siti-pd-e-pdl" /><param name="name" value="__sse4377839" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse4377839" type="application/x-shockwave-flash" width="477" height="510" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=analisidellapopolaritedelposizionamentodeisitipdepdl-100601091511-phpapp01&amp;stripped_title=analisi-della-popolarit-e-del-posizionamento-dei-siti-pd-e-pdl" name="__sse4377839" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div id="__ss_4377839" style="width: 477px;">
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">documents</a> from <a href="http://www.slideshare.net/soldifrancesca">Francesca Soldi</a>.</div>
</div>
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		<title>Mondiali e Vuvuzelas: qualche consiglio dal web</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 23:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela De Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>

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		<description><![CDATA[A quasi una settimana dall&#8217;inizio dei Mondiali di calcio 2010, un pezzo d&#8217;Africa sembra già più vicina. E se per alcuni la sorpresa più grande è stato vedere un panorama di tifosi infreddoliti, mentre altri fanno ancora fatica a capire perché la vicina di ombrellone si dimena al ritmo di una danza simil-tribale, l&#8217;elemento &#8220;d&#8217;Africa&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2010/06/vuvuzela.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4314" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2010/06/vuvuzela.jpg" alt="" width="306" height="229" /></a>A quasi una settimana dall&#8217;inizio dei Mondiali di calcio 2010, un pezzo d&#8217;Africa sembra già più vicina. E se per alcuni la sorpresa più grande è stato vedere un panorama di tifosi infreddoliti, mentre altri fanno ancora fatica a capire perché la vicina di ombrellone si dimena al ritmo di una <a href="http://www.youtube.com/results?search_query=waka+waka+dance&amp;aq=f" target="_blank">danza simil-tribale</a>, l&#8217;elemento &#8220;d&#8217;Africa&#8221; che tutti sono stati costretti a notare è il suono, per molti fastidioso, delle Vuvuzelas. Sottolineo per molti ma non per tutti perché sulla rete c&#8217;è già chi propone di sostituirla ai commenti dei cronisti.</p>
<p style="text-align: justify;">La Vuvuzela, come si <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vuvuzela" target="_blank">legge su Wikipedia</a>, è una tromba da stadio ad aria, lunga un metro, che pare prenda il nome dal suo stesso inconfondibile suono. E&#8217; un po&#8217; il simbolo che caratterizza il calcio africano, anche se per un periodo era stata vietata negli stadi, e sembrerebbe aver preso piede anche in Europa grazie ai Mondiali. A Milano, qualche giorno fa ad esempio, l&#8217;Ente per il Turismo sudafricano ha distribuito gratuitamente oltre 700 Vuvuzelas, lasciando scontente buona parte delle persone in attesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche sul web si moltiplicano le pagine dedicate a questo strumento: molti blogger ne analizzano la storia, tanti si lamentano, un sito permette di <a href="http://www.spitorswallow.co.za/blowme.php" target="_blank">riprodurne il suono</a>, su Facebook i gruppi contro sembrano riscuotere più successo di quelli pro, mentre su Ebay cescono venditori ed offerenti. Noi vi proponiamo l&#8217;articolo di Wired Italia che spiega come <a href="http://www.wired.it/south-africa-2010/archivio/2010-06/15/come-eliminare-il-rumore-delle-vuvuzelas-dalla-tv.aspx" target="_blank">eliminare il suono delle Vuvuzelas dalla tv</a>. Fateci sapere se funziona e l&#8217;effetto che fa.</p>
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		<title>Oggi mi sento bene (o male) e lo scrivo sul blog</title>
		<link>http://segnalazionit.org/2010/05/feel-fine-benessere-felicita-monitoraggio-blog/</link>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 23:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Baldazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza collettiva]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste, Recensioni, Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Yes, I feel fine! Vi sentite bene, così bene da scriverlo sul vostro blog? Attenzione, sarete contati, copiati e postati negli indicatori del benessere. Proprio così. Esistono più siti che navigando nei blog cercano di cogliere la felicità (happiness) istante per istante delle popolazione di utenti di internet. È il caso del sito www.wefeelfine.org, an [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Yes, I feel fine!</strong> Vi sentite bene, così bene da scriverlo sul vostro blog? Attenzione, sarete contati, copiati e postati negli indicatori del benessere. Proprio così. Esistono più siti che navigando nei blog cercano di cogliere la felicità (happiness) istante per istante delle popolazione di utenti di internet. È il caso del sito <a href="http://www.wefeelfine.org/">www.wefeelfine.org</a>, <em>an exploration of human emotion, in six movements</em> creato da Jonathan Harris e Sep Kamvar. Gli autori lo definiscono “un artwork di tutti, che cresce e cambia come cresciamo e cambiamo noi tutti, mostrando cosa c’è nei nostri blog, nei nostri cuori, nelle nostre menti.”</p>
<p style="text-align: justify;">Fin dall’agosto del 2005 questo sito scandaglia le emozioni umane in un grande numero di blog sul web. Come funziona? Un motore automatico ogni 10 minuti controlla i “sentimenti umani” (feelings) cercando le occorrenze delle frasi “I feel” e “I am feeling”. Se il segmento viene trovato, il sistema cerca l’inizio e la fine della frase e inserisce l’intera frase nel database. Una volta salvata, all’interno della frase, vengono riconosciute quelle parole  che manifestano i sentimenti grazie ad un vocabolario di 5.000 “feelings”. Sul sito è possibile scaricare l’intera lista di feelings con i colori associati. Ad ogni feeling/frase catalogata corrisponde un profilo del blogger che ha scritto la frase: da questo profilo vengono estratte le informazioni strutturali come il sesso, l’età, la nazione, lo stato, la città, il clima. Le fonti dal web sono varie e includono <a href="http://www.livejournal.com/" target="_blank">LiveJournal</a>, <a href="http://spaces.msn.com/" target="_blank">MSN Spaces</a>, <a href="http://www.myspace.com/" target="_blank">MySpace</a>, <a href="http://www.blogger.com/" target="_blank">Blogger</a>, <a href="http://www.flickr.com/" target="_blank">Flickr</a>, <a href="http://www.technorati.com/" target="_blank">Technorati</a>, <a href="http://www.feedster.com/" target="_blank">Feedster</a>, <a href="http://www.icerocket.com/" target="_blank">Ice Rocket</a>, e <a href="http://blogsearch.google.com/" target="_blank">Google</a>. Il processo di raccolta e catalogazione si ripete ogni 10 minuti e assembla dai 15.000 ai 20.000 feelings al giorno. Wefeelfine colleziona soltanto i post liberamente pubblicati e visibili sul web. L’anonimato della frase è sempre garantito, ma se qualcuno, per eccesso di riservatezza, non vuole far comparire i propri sentimenti può inserire nel suo post &lt;script&gt;nofeelings&lt;/script&gt;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna pretesa di significatività statistica, però l’approccio statistico è, in qualche modo, salvaguardato dall’accortezza di contare i feelings (identici) di un blogger una volta sola (e non tutte le volte che riscrive la stessa frase) e dalla presenza di una soglia di almeno 4 occorrenze per definire saliente un sentimento per una popolazione. Gli autori distinguono, infatti, tra i feelings “most Common”, ossia i sentimenti più diffusi in base alle occorrenze calcolate su qualsiasi popolazione, e i feelings “most Salient”, ossia quei sentimenti calcolati su una particolare popolazione e definiti più significativi rispetto al loro scarto dalla media globale.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin qui la parte statistico-informatica: la disseminazione delle informazioni avviene, invece, attraverso varie e affascinanti piattaforme artistiche. L’approccio è quello del Listening Post di <a href="http://www.earstudio.com/" target="_blank">Ben Rubin</a> and <a href="http://www.stat.ucla.edu/%7Ecocteau/" target="_blank">Mark Hansen</a> (<a href="http://www.earstudio.com/projects/listeningpost.html">http://www.earstudio.com/projects/listeningpost.html</a> &#8211; il Listening Post è una installazione artistica che raccoglie in tempo reale frammenti di frasi scritte in chat e in forum su internet. Il testo viene letto da un sintetizzatore vocale e simultaneamente videato su 200 piccoli schermi).</p>
<p style="text-align: justify;">Sei sono i movimenti con i quali è possibile esplorare il database: <a href="http://www.wefeelfine.org/movements.html#madness">Madness</a>, <a href="http://www.wefeelfine.org/movements.html#murmurs">Murmurs</a>, <a href="http://www.wefeelfine.org/movements.html#montage">Montage</a>, <a href="http://www.wefeelfine.org/movements.html#mobs">Mobs</a>, <a href="http://www.wefeelfine.org/movements.html#metrics">Metrics</a>, and <a href="http://www.wefeelfine.org/movements.html#mounds">Mounds</a>. È possibile muoversi da un movimento all’altro e metterli in connessione. Il mouse, inoltre, è sempre uno strumento interattivo con i grafici e le figure sullo schermo in tutti e 6 i movimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il più interessante è sicuramente  Madness: una massa di 1.500 particelle colorate che ruotano e si muovono sullo schermo, sensibile al passaggio e al click del mouse. Ogni particella rappresenta un feeling postato, di forma rotonda per le frasi, di forma quadrata per le immagini. Ogni colore indica una tonalità di feeling (la felicità è gialla brillante, la tristezza è blu scura, la rabbia è rossa, la serenità è verde….); la grandezza rappresenta la lunghezza della frase. Basta un click per leggere la frase nella sua interezza, o vedere l’immagine associata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wefeelfine.org/common/movements/madness-full.jpg"></a> <a href="http://www.wefeelfine.org/common/movements/madness-sentence-full.jpg"></a><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2010/05/madness-full1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4069" title="madness-full" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2010/05/madness-full1-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un altro movimento da esplorare è Mounds. Mounds mostra tutti I feelings registrati nel database. Ogni feeling è rappresentato da una montagna colorata. La grandezza della montagna rappresenta la forza di questo sentimento. Così scopriamo che, fino a questo istante, il sentimento più diffuso è “better”, mi sento bene, mi sento meglio, postato da 128.155 persone, seguito da “bad”, mi sento male, mi sento triste, postato da 93.390 persone. Poi seguono “good”, “right”, “guilty”, “sick”, “same”, “shit”, “sorry”, “well” e così via.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wefeelfine.org/common/movements/mounds-full.jpg"></a><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2010/05/mounds-full.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4070" title="mounds-full" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2010/05/mounds-full-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Gli Europei sono più felici degli Americani? Tra gli uomini e le donne chi manifesta di più i propri sentimenti? Come si sentono in questo istante i newyorkesi? Chi è triste e chi è allegro? Questo è wefellfine. È anche però un modo innovativo e creativo, certamente non esaustivo e convenzionale, per guardare alla felicità e al benessere degli individui.</p>
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		<title>Il successo di un sito web? Non solo una questione di traffico</title>
		<link>http://segnalazionit.org/2010/02/successo-sito-web-blog/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 01:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Frongia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Reti complesse]]></category>
		<category><![CDATA[Statistica]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa SIS Magazine (la rivista online della Società Italiana di Statistica) ha pubblicato il mio articolo Il successo di un sito web? Non solo una questione di traffico: i casi Istat, SIS e Sistan (*) sui nuovi metodi e strumenti per misurare il successo di un sito. Nell&#8217;articolo studio il caso di tre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qualche giorno fa <a href="http://www.sis-statistica.it/magazine/">SIS Magazine</a> (la rivista online della Società Italiana di Statistica) ha pubblicato il mio articolo <strong><em><a href="http://www.sis-statistica.it/magazine/spip.php?article169">Il successo di un sito web? Non solo una questione di traffico: i casi Istat, SIS e Sistan</a> </em></strong><span style="font-size: x-small;">(*)</span> sui nuovi metodi e strumenti per misurare il successo di un sito.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;articolo studio il caso di tre siti che si occupano di statistiche ufficiali e di promozione delle scienze statistiche: l’<a href="http://www.istat.it/">Istituto Nazionale di Statistica</a>, il <a href="http://www.sistan.it/">Sistema Statistico Nazionale</a> e la <a href="http://www.sis-statistica.it/">Società Italiana di Statistica</a>, siti che nel medio periodo verranno profondamente rinnovati. Come? Certamente si arricchiranno di nuovi servizi (in <em>salsa Web 2.0</em> &#8211; lo so, il termine è un po&#8217; inflazionato ma almeno ci capiamo), come ad esempio quelli di cui abbiamo parlato in questo blog e che sono da tempo <a href="http://segnalazionit.org/2009/07/il-web-2-0-e-gli-istituti-di-statistica-12/">in produzione in altri paesi</a>: nuove tecnologie per la <a href="http://segnalazionit.org/2010/01/data-dissemination-e-data-sharing/">diffusione e la condivisione di dati</a>, tool di visualizzazione interattiva (anche esterni al sito, come nel caso di <a href="http://segnalazionit.org/?s=google+publicdata">Google Public data</a>) e altro ancora su cui torneremo nelle prossime settimane.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma come misurare e dunque valutare l&#8217;introduzione di un nuovo servizio? Semplicente registrando le variazioni del traffico sul sito? Anche se prodotti per il monitoraggio del traffico come <a href="http://awstats.sourceforge.net/">AWStats</a> e <a href="http://www.google.com/analytics/">Google Analytics</a> offrono informazioni molto importanti (indispensabili), oggi esiste una nuova generazione di strumenti per misurare il successo di un sito che tengono meglio conto della sua natura multidimensionale. In particolare possiamo vedere il successo di un sito in funzione, oltre che del traffico, anche del suo posizionamento nella rete ovvero della sua solidità di carattere &#8220;infrastrutturale&#8221;. Il posizionamento è dunque uno dei presupposti per un successo solido e duraturo del sito e quindi anche per valutare l&#8217;eventuale miglioramento dopo l&#8217;introduzione di nuovi servizi online.</p>
<p style="text-align: justify;">Per <em>misurare il posizionamento e dunque l&#8217;efficacia di un sito, di pagine specifiche, di campagne di comunicazione </em>e anche per l&#8217;<em>analisi della reputazione</em> <em>sul Web</em>, sono disponibili diversi strumenti. Io ho provato ad utilizzare CONDOR (il software del <a href="http://web.mit.edu/">MIT</a> mostrato nell&#8217;articolo) nel 2008, con Francesca Grippa, per <a href="http://segnalazionit.org/2009/02/sul-comportamento-dei-media-durante-le-presidenziali-usa-2008/">monitorare il comportamento dei media</a> durante le elezioni statunitensi, e i risultati sono stati soddisfacenti.  CONDOR consente inoltre di identificare la blogosfera di riferimento di un sito, cioè l’insieme dei blog che citano un determinato sito attraverso un collegamento ipertestuale. La figura seguente mostra la blogosfera del sito Istat.it nel periodo 1-20 settembre 2009.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2010/02/png_blogoSferaIstat.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3579" title="Blogosfera Istat.it" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2010/02/png_blogoSferaIstat.png" alt="Blogosfera Istat.it" width="668" height="319" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per l’analisi di un sito occorre quindi tenere in  considerazione due fattori: il traffico e il posizionamento nella rete.  In questi ultimi anni gli studi di fisici, matematici e sociologi stanno  contribuendo a definire nuovi metodi e strumenti per l’analisi del  posizionamento. Le  potenzialità e le prospettive sono estremamente interessanti, anche per  chi produce statistiche ufficiali e diffonde cultura statistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il successo di un sito non esiste una regola aurea ma,  specialmente in organizzazioni complesse, risultati soddisfacenti possono essere raggiunti solo con lo sforzo congiunto di esperti di comunicazione, informatici e produttori di contenuti, supportati da adeguati strumenti software. Con uno lavoro coordinato tra questi attori è possibile valutare se vengono  intercettate correttamente le aspettative degli  utenti, aumentare la propria rilevanza online e costruire la propria  reputazione di  <em>opinion  leader </em>del settore di appartenenza.<em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">(*) = Ne approfitto per ringraziare i ricercatori che hanno contribuito all&#8217;articolo del SIS Magazine: Matteo Mazziotta, Davide Bennato, Francesca Grippa, Daniela Cocchi e Fabio Crescenzi.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il valore dell&#8217;uso collettivo</title>
		<link>http://segnalazionit.org/2009/09/il-valore-delluso-collettivo/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 15:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin segnalazionit.org</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo di Massimo Chiriatti C’è una combinazione di azioni collettive che portano a risultati inaspettati. Spingendoci oltre la legge di Metcalfe, la quale afferma che il valore di una rete è dato dal quadrato degli elementi che la compongono, proviamo a guardare oltre i nodi interconnessi e il loro valore. Si può osservare, allora, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_j0-ibFHlrBc/SrCzSx55O1I/AAAAAAAAAAM/ubzrFxl5r7g/s1600-h/articolo+massimo+chiaratti.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381998689922923346" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 250px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_j0-ibFHlrBc/SrCzSx55O1I/AAAAAAAAAAM/ubzrFxl5r7g/s400/articolo+massimo+chiaratti.JPG" border="0" alt="" /></a></p>
<div>Articolo di <a href="http://massimochi.blogspot.com/"><span style="font-weight: bold;">Massimo Chiriatti</span></a></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">C’è una combinazione di azioni collettive che portano a risultati inaspettati. Spingendoci oltre la legge di Metcalfe, la quale afferma che il valore di una rete è dato dal quadrato degli elementi che la compongono, proviamo a guardare oltre i nodi interconnessi e il loro valore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">Si può osservare, allora, che quando la tecnologia è usata da un gran numero di persone, tale condizione la trasforma in termini qualitativi.</span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">Ed è davvero gratificante –almeno  per gli innovatori- rilevare quali inaspettate conseguenze si possano  ottenere</span><span style="color: #ff0000;font-family:Verdana;font-size:100%;"> </span><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">a partire da fini o scopi che prevedevano tutt’altri  risultati. </span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">Riutilizzando gli stessi strumenti per altri fini e ricombinandoli con le azioni collettive, si raggiungono talvolta risultati persino paradossali, non calcolabili né con regole né con l’esperienza. Del tutto imprevedibili, e in antitesi rispetto ai fini originari.</span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">“<em>Il Principio secondo cui le azioni  umane possono portare al conseguimento di fini diversi da quelli prefissati</em>”  è la descrizione che troviamo nel dizionario De Mauro Paravia alla  voce <em>Eterogenesi dei fini</em>.</span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">Wikipedia articola il concetto facendo riferimento a un campo di fenomeni i cui contorni e caratteri trovano più chiara descrizione nell&#8217;espressione «<em>conseguenze non intenzionali  di azioni intenzionali</em>».</span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">Tale espressione rende evidente che essa non si riferisce a semplici accadimenti naturali, ma riguarda più specificamente il campo dell&#8217;azione umana, tanto individuale quanto, più spesso, collettiva.</span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">È facilmente riscontrabile come l’informatica abbia “virtualizzato la mente dell’uomo” nel senso che ha ampliato sia l’orizzonte delle sue opportunità, sia quello delle relazioni sociali; ci ha trasformato da spettatori a utenti attivi, e questo non è un mero fatto tecnologico, ma ha formidabili implicazioni sul nostro futuro. </span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">Se la tecnologia è un’estensione o virtualizzazione delle nostre capacità, come afferma il filosofo francese Pierre Lévy, allora queste nuove risorse si potrebbero assimilare a sinapsi appena nate – tra persone vicine ma anche lontane &#8211; con inediti e inattesi livelli cognitivi. </span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">Viene allora in mente la blogosfera formata da schegge d’informazione, come i pixel dell’alta definizione. Al pari di un grande mosaico, visto da lontano non se ne vedono le singole tessere bensì una visione d’insieme ricca di colori. Da vicino, invece, ognuno con la propria fantasia, passione e creatività dona una ricchezza di dettagli; alquanto miracolosa considerando la varietà e la complessità dei temi in oggetto. E così i blogger sono diventati parecchi ordini di grandezza più numerosi dei media tradizionali.</span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">Ecco come un fine da raggiungere con la tecnologia (migliorare la comunicazione) sconvolgendo le regole dell’economia (non più solo limitato dagli scambi monetari) potrebbe procurare, in maniera inaspettata, benefìci in termini sociali.</span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">La chiave di volta per comprendere il motivo del successo di tali strumenti è che essi rispondono a un bisogno fondamentale dell’uomo: comunicare. </span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">Ma la tecnologia da sola non ha alcuna possibilità di successo: solo quando si combina e s’interseca con un’alta accessibilità –in termini economici- può sfociare in qualcosa che modifica il modo in cui le persone si relazionano, diventando un bene di massa. E la società non è più la stessa, è mutata, molti credono in meglio, e in ciò sta il significato dell’eterogenesi dei fini.</span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">Oggi viviamo in un’epoca in cui la tecnologia ha tempi d’adozione esponenziali, basti pensare che per raggiungere 50 milioni di utenti la radio ha impiegato 38 anni, la televisione 13, internet 4, l’ipod 3, Facebook 2 e le conseguenze sono imprevedibili quando tali strumenti sono messi a disposizione della creatività di miliardi di persone. </span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">Anche perché le azioni sono correlate ai comportamenti e alle reazioni di altri soggetti, per definizione non lineari ma discontinue e non proporzionali tra causa ed effetto. In un sistema complesso, quindi, tali relazioni non sono mai prevedibili.</span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">Rimaniamo nel frattempo ottimisti lasciando le persone al centro dell’azione; la tecnologia è uno strumento certamente importante e degno di rilievo in questo XXI secolo, ma non possiede una propria azione liberalizzante</span><span style="color: #ff0000;font-family:Verdana;font-size:100%;">.</span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">D’altra parte la tecnologia non ha niente di naturale, non la troviamo allo stato puro, libera. Ma è solo opera dell’inventiva umana.</span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;">Il più grande esempio dei fenomeni descritti è senza dubbio quello che va dall&#8217;idea che ha sviluppato internet alla realizzazione del World Wide Web e le sue applicazioni come le conosciamo oggi. Nessuna impresa avrebbe potuto cooptare migliaia di geni per sviluppare formidabili algoritmi per creare qualcosa di lontanamente comparabile allo sviluppo odierno della rete.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"> L&#8217;azione dei soggetti attivi nel creare le informazioni da condividere non è stata la risultante ma una precondizione. Non è stata la tecnologia ad assicurare l&#8217;armonia dei risultati, ma sono state le azioni individuali che, eseguite per altri fini, sono state convergenti –per mezzo dei protocolli aperti- verso gli attuali risultati. </span></p>
</div>
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		<title>Il Computer che ha portato l&#8217;uomo sulla luna</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 02:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Patruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>

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		<description><![CDATA[Era il 20 Luglio 1969 quando alle 22:56 (ora di Washington) Neil Armstrong metteva piede sulla superficie lunare pronunciando la storica frase: &#8220;E&#8217; un piccolo passo per un uomo, un balzo gigantesco per l&#8217;umanita&#8221;. E a 40 anni di distanza, tutto il mondo sta celebrando questo storico evento e pietra miliare nei viaggi nello spazio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Era il 20 Luglio 1969 quando alle 22:56 (ora di Washington) </span></span><strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Neil Armstrong </span></span></strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">metteva piede sulla superficie lunare pronunciando la storica frase:</span></span><em><strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"> &#8220;E&#8217; un piccolo passo per un uomo, un balzo gigantesco per l&#8217;umanita&#8221;.</span></span></strong></em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"> E a 40 anni di distanza, tutto il mondo sta celebrando questo storico evento e pietra miliare nei viaggi nello spazio.</span></span></div>
<div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></div>
<div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> </span><br />
<span style="font-size: small;"></p>
<div style="text-align: auto;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/RivC1F75ISY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/RivC1F75ISY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p></span></div>
<div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"></div>
<div style="text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Ma che tipo di tecnologie erano disponibili quaranta anni fa quando le radio trasmettevano &#8221;Tutta mia la città&#8221; degli </span></span><strong><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Equipe84</span></span></strong><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"> e </span></span><strong><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Felice Gimondi </span></span></strong><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">aveva appena vinto il suo secondo Giro d&#8217;Italia? </span></span><br />
<span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"> Sicuramente ci verrà da sorridere nello scoprire che, ad esempio, il computer di bordo dell&#8217;Apollo, l&#8217;</span></span><strong><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Apollo Guidance Computer (AGC)</span></span></strong><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"> era una &#8220;scatola&#8221; grande grosso modo quanto un odierno Hard Disk che come input riceveva dagli astronauti comandi numerici, visto che la tastiera era composta dai numeri da 0 a 9.<br />
Era presente sia sul modulo di comando che a bordo del modulo lunare, il LEM, proprio al centro del pannello di guida e degli strumenti di navigazione.<br />
Ed è con questo che veniva controllate marcia e rotta della navicella.</span></span><br />
<span style="font-family: Arial;"><br />
</span><br />
<span style="font-family: Arial;"><br />
</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"> </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"> </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"> </span></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="http://2.bp.blogspot.com/_9yrYvOE1aGA/SmRo6nL5_CI/AAAAAAAAAD8/lI5YHoaG2Ws/s1600-h/1968-apollo.jpg"><img src="http://2.bp.blogspot.com/_9yrYvOE1aGA/SmRo6nL5_CI/AAAAAAAAAD8/lI5YHoaG2Ws/s320/1968-apollo.jpg" border="0" alt="" /></a></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"></p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"> E se paragoniamo le caratteristiche dell&#8217;</span></span><strong><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">AGC</span></span></strong><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"> con quelle di un computer odierno, troveremmo ad esempio che l&#8217;AGC aveva una velocità di clock di 2.048 Mhz (frequenza che misura la &#8220;velocità&#8221; di elaborazione del processore) mentre un attuale Intel Celeron 430 ne ha una di 1.8 Ghz. Scopriremmo poi che  l&#8217;AGC aveva una RAM di 4 Kb mentre sappiamo bene che tutti i moderni computer hanno una memoria RAM che parte da 512 kb e che ci vuole almeno 1 GB solo per far partire Windows &#8230; <img src='http://segnalazionit.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </span></span></p>
<p></span><br />
<span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br />
Per quanto riguarda il supporto di memorizzazione dati,  l&#8221;AGC utilizzava una memoria ROM di 32 Kb mentre è  oramai difficile trovare computer con un Hard Disk minore di 160GB</p>
<p>Infine, per quanto riguarda il linguaggio di programmazione, l&#8217;AGC utilizzava l&#8217;Assembler, oramai parte della preistoria informatica in quanto caduto da anni in disuso a favore di linguaggi come il C, C++, Java, e così via.</p>
<p></span></span></div>
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		<title>Quanto vale il tuo Blog?</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Patruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Per un Blog o un sito Web, riuscire ad avere costantemente del buon traffico in ingresso vuol dire molte cose. Innanzitutto è la ragione per poter esistere sulla Rete. Niente traffico vuol dire niente visitatori e niente utenti. In altre parole vuol dire non esistere. Tenete presente che alcune decine di visitatori al giorno sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_9yrYvOE1aGA/SaZpX4T8VkI/AAAAAAAAACs/Zq0xo8veqJA/s1600/4115779_fe0711eba1_m.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_9yrYvOE1aGA/SaZpX4T8VkI/AAAAAAAAACs/Zq0xo8veqJA/s200/4115779_fe0711eba1_m.jpg" style="cursor: move;" /></a></div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="color: black;">Per un  Blog o un sito Web, riuscire ad avere costantemente del buon traffico in ingresso vuol dire molte cose. Innanzitutto è la ragione per poter esistere sulla Rete. Niente traffico vuol dire  niente visitatori e niente utenti. In altre parole vuol dire non esistere. Tenete presente che alcune decine di visitatori al giorno sono la norma per la stragrande maggioranza dei Blog e dei siti Web. Ne consegue che il traffico sul Web è estremamente prezioso. Avere traffico vuol dire dare visibilità a ciò che si pubblica sul sito o ai servizi che vengono implementati, ed è quello che distingue un  sito o un blog di successo da tutti gli altri. Avere traffico in ingresso apre poi a tutta una serie di possibilità per veicolarlo. Questo significa avere la possibilità di decidere, tra le altre cose, anche  come e dove indirizzare il traffico in uscita generando strategie, creando alleanze con altri Blogger e Webmaster, creando veri e proprie sottoreti Web col tentativo di non disperdere il traffico ma di “passarselo” tra i vari nodi partner. Tutto ciò, sulla Rete, ha come conseguenza la possibilità di generare profitti.<o:p></o:p></span></div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"></div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="color: black;">Per queste (e altre) ragioni incrementare  il traffico in ingresso è una sfida che  vede impegnati quotidianamente blogger e webmaster. Si pensi allo scambio link tra siti, alla caccia a lasciare commenti su altri siti e blog, alla creazione di video destinati a Youtube, alla redazione di articoli da pubblicare su altri siti e a tutte le tecniche di ottimizzazione per essere individuati e “premiati” dai motori di ricerca (SEO). Promuovere  il proprio sito è diventato un vero e proprio lavoro, e per alcuni un vero e proprio business. Qui do per scontato che i contenuti e i  servizi implementati siano di qualità, cosa che tende a fidelizzare le nicchie di utenza a cui il sito si  rivolge, dà una identità al sito, e, consentitemi, lo preserva dall’estinzione. In definitiva, creare un sito di successo ha un costo. <o:p></o:p></span></div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"></div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="color: black;">Insomma, un sito di successo ha sicuramente un valore diverso dagli altri siti analoghi. Ma quanto può valere un sito o un blog? Devo dire che ci sono stati in passato alcuni tentativi per “stimare” sulla base di una serie di parametri il valore di un sito in dollari. Ma erano tentativi fatti più per gioco che per altro, cosa che emergeva dagli improbabili risultati che ne uscivano fuori. Ma da pochissimo possiamo trovare sul Web un tentativo sicuramente più serio e interessante. Vuoi calcolare quanto vale il tuo sito o il tuo blog? Segui il link e inserisci il tuo URL.</span></div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"></div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="color: black;"></span></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="http://www.stimator.com/" target="_blank"><img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_9yrYvOE1aGA/SaZppzTi8cI/AAAAAAAAAC0/_sFiQ4B7lLY/s200/button_calcola.gif" style="cursor: move;" /></a></div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="color: black;"><o:p></o:p></span></div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"></div>
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		<title>Perchè si apre un blog? Visualizzazione dati con Many Eyes</title>
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		<comments>http://segnalazionit.org/2009/01/perche-si-apre-un-blog-visualizzazione-dati-con-many-eyes/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 16:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eric Sanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini]]></category>
		<category><![CDATA[Visualizzazione dati]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro precedente post Perché si apre un blog? La parola ai blogger italiani, realizzato da Daniela De Francesco raccogliendo informazioni tramite un questionario, ci offre l&#8217;occasione per mostrarvi come utilizzare alcuni strumenti web 2.0 finalizzati alla visualizzazione di dati strutturati. In particolare abbiamo usato le funzioni messe a disposizione dal servizio Many Eyes creato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Il nostro precedente post <a href="http://segnalazionit.org/2009/01/perche-si-apre-un-blog-la-parola-ai-blogger-italiani/">Perché si apre un blog? La parola ai blogger italiani</a>, realizzato da Daniela De Francesco raccogliendo informazioni tramite un questionario, ci offre l&#8217;occasione per mostrarvi come utilizzare alcuni strumenti web 2.0 finalizzati alla visualizzazione di dati strutturati.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">In particolare abbiamo usato le funzioni messe a disposizione dal servizio <a href="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/users/Eric+Sanna">Many Eyes</a> creato dal <a href="http://www.research.ibm.com/visual/">Visual Communication Lab</a> di IBM. La procedura è piuttosto semplice:</div>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Le informazioni raccolte nel corso dell&#8217;indagine sono state trasformate in vari dataset contenenti le variabili qualitative rilevate</li>
<li style="text-align: justify;">Tali dataset sono stati caricati sul sito (è richiesta la registrazione)</li>
<li style="text-align: justify;">A partire da questi dataset sono state scelte delle modalità di visualizzazioni dei dati</li>
<li style="text-align: justify;">Le visualizzazioni sono state pubblicate e rese disponibili a tutti su Internet</li>
</ul>
<p><img src="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/images/pipeline_explanation.gif" /></p>
<div style="text-align: justify;">E&#8217; importante notare come la visualizzazione sia interattiva, ovvero una volta scelto il dataset e il tipo di visualizzazione (Matrix Chart nella fattispecie) le variabili da visualizzare possono essere selezionate cliccando direttamente negli appositi <span style="font-style: italic;">combobox</span> e <span style="font-style: italic;">radiobutton</span> (i riquadri rossi in figura).</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p><img src="http://1.bp.blogspot.com/_MtlDBt3UjBI/SYD4ZYBxlDI/AAAAAAAABUw/g4J2V724I50/s400/manyeyes.PNG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296506276618015794" border="0" /></p>
<div style="text-align: justify;">Fra le molte possibili visualizzazioni del fenomeno osservato ne abbiamo preparato sette (cliccate sulle immagini per la connessione alle visualizzazioni interattive); vi invitiamo a provare le altre  direttamente sul sito.</p>
</div>
<p><span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;">1. Categorie e numerosità dei blog per tempo di attività</span></p>
<p><script type="text/javascript" src="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/visualizations/06521208ed7a11dd90b6000255111976/comments/065cdabced7a11dd90b6000255111976.js?width=400&amp;height=350"></script></p>
<div><span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;">2. Motivi di apertura dei blog per tempo di attività</span></p>
<p><script type="text/javascript" src="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/visualizations/c55cb6c2ed7911dda614000255111976/comments/c569d762ed7911dda614000255111976.js?width=400&amp;height=350"></script></p>
<div style="text-align: justify;">Le domande riguardanti le categoria di appartenenza del blog ed il motivo di apertura del blog ammettevano risposte multiple senza esprimere una preferenza o un ordine, dunque le risposte multiple sono state considerate come osservazioni differenti. Ciò ha generato dei dataset, quello del <a href="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/datasets/tempo-categorie-numerosita/versions/1"></a><span class="Apple-style-span" style="color: rgb(85, 26, 139); text-decoration: underline;"><a href="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/datasets/tempo-categorie-numerosita/versions/1">tempo-categorie-numerosità</a></span> e quello del <a href="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/datasets/tempo-motivo/versions/1"></a><span class="Apple-style-span" style="color: rgb(85, 26, 139); text-decoration: underline;"><a href="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/datasets/tempo-motivo/versions/1">tempo-motivo</a></span>, con un numero di record superiori al numero di rispondenti al questionario, a cui fanno capo le visualizzazioni 1. e 2. sopra riportate.</div>
<p><span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;">3. Età</span><span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;"> dei blogger</span><span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;"> per genere </span></p>
<p><script type="text/javascript" src="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/visualizations/a0da0ceaed7a11dd90b6000255111976/comments/a0f7d4d2ed7a11dd90b6000255111976.js?width=400&amp;height=350"></script></p>
<p><span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;">4. Titolo di studio dei blogger per genere</span></p>
<p><script type="text/javascript" src="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/visualizations/cb338d22ed7a11ddbc76000255111976/comments/cb40541ced7a11ddbc76000255111976.js?width=400&amp;height=350"></script></p>
<p><span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;">5. Tempo di attività del blog per genere</span></p>
<p><script type="text/javascript" src="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/visualizations/22f6f1d4ed7b11dd9e37000255111976/comments/23008276ed7b11dd9e37000255111976.js?width=400&amp;height=350"></script></p>
<p><span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;">6. Titolo di studio dei blogger per condizione professionale</span></p>
<p><script type="text/javascript" src="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/visualizations/9a3d7100ed7b11dda614000255111976/comments/9a45ffaaed7b11dda614000255111976.js?width=400&amp;height=350"></script></p>
<p><span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;">7. Area geografica dei blogger per condizione professionale</span></p>
<p><script type="text/javascript" src="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/visualizations/b9b3188ced7b11dd959a000255111976/comments/b9bcd66aed7b11dd959a000255111976.js?width=400&amp;height=350"></script></p>
<div style="text-align: justify;">Le visualizzazioni dalla 3. alla 7. fanno riferimento al dataset <a href="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/datasets/tempo-personal/versions/1">tempo-personal</a>.</div>
<p><span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;"></span>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div>
<div style="text-align: justify;">Tutti i diagrammi hanno una elevata resa grafica, però presentano -a mio avviso- alcune pecche:</div>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Non è possibile modificare l&#8217;ordine di visualizzazione delle variabili nei diagrammi, nè viene seguito l&#8217;ordine alfabetico</li>
<li style="text-align: justify;">Una volta creati, non è possibile modificare i diagrammi (scegliendo ad esempio una visualizzazione in percentuale anzichè una in valori assoluti) e salvare le nuove impostazioni</li>
<li style="text-align: justify;">I diagrammi Matrix Chart computano e visualizzano delle percentuali di riga ma non delle percentuali assolute</li>
</ul>
<p>Nonostante ciò il sito Many Eyes si è dimostrato intuitivo, veloce, funzionale e può senz&#8217;altro aiutare ad ottenere visualizzazioni efficaci e professionali dei dati.</div>
</div>
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		<title>Perchè si apre un blog? La parola ai blogger italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 18:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela De Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche mese fa sfogliando un noto mensile di psicologia vengo colpita da un articolo che afferma: “Spesso un blog viene aperto in un momento di crisi… Viene in soccorso al trentenne giù di corda per l’ennesimo fallimento sentimentale, al futuro papà, al dirigente licenziato…”. I blog vengono descritti come “uno strumento di sviluppo personale” che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_1RlZDN2nQ2k/SX7DxGwb_KI/AAAAAAAAACU/uY4Hgo3ExGk/s1600-h/vignetta_TBORNTB.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5295885460229061794" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 320px; height: 202px;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_1RlZDN2nQ2k/SX7DxGwb_KI/AAAAAAAAACU/uY4Hgo3ExGk/s320/vignetta_TBORNTB.jpg" border="0" /></a>Qualche mese fa sfogliando un noto mensile di psicologia vengo colpita da un articolo che afferma: “Spesso un blog viene aperto in un momento di crisi… Viene in soccorso al trentenne giù di corda per l’ennesimo fallimento sentimentale, al futuro papà, al dirigente licenziato…”. I blog vengono descritti come “uno strumento di sviluppo personale” che in alcuni casi possono diventare dei veri e propri percorsi terapeutici (<a href="http://www.psychologies.it/"><span style="font-style: italic;">Psychologies magazine</span></a> di dicembre).<br />La questione mi incuriosisce così decido di raccogliere un po’ di dati sui motivi e gli eventi che si legano all’apertura di un blog e non trovando statistiche recenti scelgo di lanciarmi in una breve indagine tra blogger.</div>
<p>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Il primo risultato della ricerca è sicuramente una conferma delle infinite opportunità della Rete e di come i suoi frequentatori più attivi siano soddisfatti di farne parte. In meno di una settimana di lavoro (a tempo perso) sono riuscita infatti a raggiungere via mail 200 blogger, estratti, escludendo i pochi conosciuti, tra quelli che avevano lasciato una traccia recente sul web (attraverso <a href="http://www.google.it/blogsearch">Google Blog Search</a>). Tra questi 200, hanno partecipato all’indagine in 85, palesando in numerosi casi un forte interesse a partecipare (e chi ha somministrato o somministra questionari sa che non è facile trovare qualcuno &#8220;contento&#8221; di essere intervistato).</div>
<div align="justify"> </div>
<p>
<div align="justify">Per quanto riguarda le caratteristiche dei blogger che hanno aderito, si rileva una prevalenza della componente maschile (il 73%), della fascia d’età “giovane-adulta” (il 40% ha tra i 30-42 anni e il 21% tra i 43-55 anni) e di laureati (il 53% rispetto al 44% dei diplomati e il 3% con un titolo di studio meno elevato), mentre una distribuzione più omogenea si presenta per l’area geografica di residenza (33 blogger vivono nel Nord Italia, 26 al Centro e 26 al Sud). I 2/3 degli intervistati infine è occupato (il 38% è un lavoratore dipendente e il 33% un libero professionista), il 21% è uno studente e il restante 8% si divide tra blogger in cerca di occupazione, un pensionato e una casalinga.</p>
</div>
<div align="justify">Oltre la metà degli intervistati è sulla rete da 1-3 anni (52%) gestendo principalmente un solo blog (il 65%). Piuttosto articolata risulta la tipologia di blog raggiunti: il 32% definisce il proprio spazio web un blog personale, il 22% come un blog di informazione mentre l’11% si inserisce in entrambe le categorie; il 14% cura un blog politico (che in alcuni casi vuole essere anche un diario personale o uno spazio di informazione); non mancano infine blog a tema dedicati allo sport, all’informazione locale, alla produzione artistica o alla cucina.</p>
</div>
<div align="justify">Sui motivi che hanno spinto gli intervistati ad avviare un blog prevale in modo evidente il desiderio di comunicare e di scambiare opinioni (il 66% degli intervistati &#8211; risposte multiple), seguito dalla volontà di lasciare una propria “traccia” (30%) e dalla possibilità di coltivare un proprio tema/hobby (30%). Meno diffusa ma comunque rilevante nell’apertura di un blog è la spinta ad essere in Rete (12%) e ancora meno quella di individuare nuovi contatti (6%).</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">Più di un terzo degli intervistati (31 su 85) associa l’apertura del blog ad un evento particolare/specifico. Tra questi la sfera pubblica prevale su quella privata e gli eventi positivi su quelli negativi. In particolare, sono i cambiamenti professionali/lavorativi i più determinanti (il 36%) individuati soprattutto in un percorso di crescita più che di crisi. Significativi sono i casi in cui la nascita del blog si riconduce all’avvio di una esperienza politica, artistica o sportiva (19%) o ancora ad una esperienza didattica dedicata alle nuove tecnologie (12% sia come alunno che come insegnante). Più ridotti infine sono gli eventi legati alla sfera emotiva (13%), tra cui colpisce il blog dedicato alla nascita di un figlio attraverso la <a href="http://legge40toccala.blogspot.com/2008/04/pietro.html">fecondazione assistita</a>.</div>
<p>
<div align="justify">Come al mio solito lascio &#8220;traccia&#8221; di tanti numeri e di un&#8217;esperienza, quella di intervistare blogger, piacevole e inaspettatamente facile e che nel <a href="http://segnalazionit.org/2009/01/perche-si-apre-un-blog-visualizzazione">prossimo post di Eric Sanna</a> sarà completata da <a href="http://segnalazionit.org/2009/01/perche-si-apre-un-blog-visualizzazione">una visualizzazione interattiva dei dati rilevati</a>.</div>
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		<title>I 7 errori tipici del blogger esordiente</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 16:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Frongia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto un interessante articolo di Carlo D&#8217;Angiò su lavorocasaPremium. Si parla degli errori tipici dei blogger esordienti. In realtà sono errori molto frequenti anche nei blog dei più navigati . E occorre una distinzione: per chi fa blogging per divertimento, senza pensare ai soldi, alcuni degli errori segnalati da Carlo non sono gravi, anzi, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_k5S_YNnzU3U/SWHo0mPHUUI/AAAAAAAAICs/rncpGg6RhKM/s1600-h/mistake-711813.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_k5S_YNnzU3U/SWHo0mPHUUI/AAAAAAAAICs/rncpGg6RhKM/s400/mistake-711813.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287763427824456002" border="0" /></a>
<div style="text-align: justify;">Riporto un <a href="http://www.lavoro-casa.com/2008/12/i-7-errori-tipici-del-blogger-esordiente/">interessante articolo</a> di Carlo D&#8217;Angiò su <a href="http://www.lavoro-casa.com/">lavorocasaPremium</a>.  Si parla degli errori tipici dei blogger esordienti. In realtà sono errori molto frequenti anche nei blog dei più navigati . E occorre una distinzione: per chi fa blogging per divertimento, senza pensare ai soldi, alcuni degli errori segnalati da Carlo non sono gravi, anzi, sono sono affatto errori (<span style="font-style: italic;">cominciare senza soldi, usare la piattaforma blogger, avere una tempistica sregolata</span>).  Il post di Carlo è anche (soprattutto?) un ottimo modo per promuovere l&#8217;eBook <a href="http://www.lavoro-casa.com/il-diavolo-usa-wordpress-anteprima.html">&#8220;Il diavolo usa WordPress&#8221;</a>. Per noi di SegnalazionIT, invece, è l&#8217;ennesimo input per passare da Blogger a WordPress.</div>
<div style="text-align: justify;">
</div>
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