Category: e-Government

L’Istat al ForumPA 2010

Oltre agli eventi evidenziati nel precedente post, segnaliamo che anche quest’anno l’Istat sarà presente al Forum della Pubblica Amministrazione:

Presente con uno stand fortemente connotato dai colori istituzionali e da una visualizzazione dinamica dei principali fenomeni statistici, l’Istat intende comunicare il crescente investimento dell’Istituto in innovazioni tecnologiche sia nelle attività di comunicazione e diffusione, che nei processi di produzione.

Ecco il programma degli interventi:

Innovazione e tecnologie web 2.0 nelle attività di diffusione e comunicazione

Visualizzazione dinamica dei dati statistici: esperienze e applicazioni in Istat
Stefano De Francisci – Direzione centrale per le esigenze degli utilizzatori, integrazione e territorio
17 maggio ore 14.30 e 20 maggio ore 11

Presentazione di I.Stat: il nuovo datawarehouse dell’Istat
Stefania Bergamasco – Direzione centrale per le esigenze degli utilizzatori, integrazione e territorio
17 maggio ore 15.00 e 20 maggio ore 11.30

Verso il nuovo sito Istat: opportunità e innovazioni per potenziare l’informazione sul web
Giulia Mottura – Direzione centrale comunicazione ed editoria
17 maggio ore 15.30 e 20 maggio ore 12 (Maurizio Firmani)

Applicazione di nuove tecnologie nei processi di produzione

Il sistema informativo delle statistiche del Commercio estero
Natale Renato Fazio – Direzione centrale delle statistiche strutturali sulle imprese, agricoltura, commercio estero e prezzi al consumo
18 maggio ore 11 e 19 maggio ore 14.30

Visualizzazione dinamica per la produzione di dati demografici e sociali
Angela Ferruzza – Direzione centrale per le statistiche e le indagini sulle istituzioni sociali
18 maggio ore 11.30 e 19 maggio ore 15

L’utilizzo di nuove tecnologie nei Censimenti generali 2010-2011
Giuseppe Sindoni – Direzione centrale dei censimenti generali
18 maggio ore 12 e 19 maggio ore 15.30 (Fabio Crescenzi)


OFFICINE PA – L’innovazione nella statistica ufficiale – Programma Incontri Istat
Forum PA 2010 Padiglione 8 – Stand 25 C

Innovatori e Comunicatori al ForumPA


Il ForumPA è da sempre l’evento per eccellenza per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione. Quattro giorni, dal 17 al 20 Maggio 2010 per fare il punto su quanto si sta facendo per rendere la Pubblica Amministrazione migliore (e la vita dei cittadini più semplice). Su tutti, vi segnalo due eventi che a mio avviso meritano una particolare attenzione. Sono due Barcamp, ossia eventi in cui il ruolo dei partecipanti non è più quello di “ascoltatori”, come accade nelle conferenze tradizionali, ma diventano parte attiva dell’evento stesso portando un progetto, condividendo un’idea, mostrando una presentazione, partecipando alla discussione. Il 17 sarà la volta dei comunicatori e di chi si occupa di Relazioni con il Pubblico, che si confronteranno sul tema “La comunicazione con il cittadino al centro della PA” mentre il 19 sarà la volta degli Innovatori della PA, dove, sui vari tavoli, si parlerà di Open Government, di Social Network e PA, di Web, di PA digitale. Noi di SegnalazionIT saremo là.

Linee guida per i siti Web della Pubblica Amministrazione

Elaborate da DigitPA (ex CNIPA) e Formez, previste dalla Direttiva del 26 novembre 2009 n. 8 e rivolte a tutte le Amministrazioni Pubbliche, sono state rilasciate sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione le “Linee guida per i siti Web delle Pubbliche Amministrazioni”. La versione al momento è quella preliminare. Per quella definitiva bisognerà aspettare ancora, visto che per i prossimi due mesi sarà possibile inviare suggerimenti e indicazioni (che si vuole utilizzare per una revisione del documento) su un apposito forum di discussione. Le linee guida hanno l’obiettivo di suggerire alle Pubbliche amministrazioni criteri e strumenti per la razionalizzazione dei contenuti on line, la riduzione dei siti web pubblici, la registrazione al dominio .gov.it (un giorno ad esempio si potrà accedere  al sito Web dell’Istat attraverso l’indirizzo www.istat.gov.it), ma anche per il trattamento dei dati e della documentazione pubblica on-line, per la partecipazione Web2.0 e così via. L’impianto del documento sembra essere fatto bene in quanto concepito per essere uno strumento di lavoro chiaro e concreto, anche se è da evidenziare ancora una tiepida partecipazione alle discussioni sul forum.  Pochi infatti ancora gli accessi, di cui una decina i miei. Bisogna pertanto fare in fretta. Due mesi passano rapidamente.

Saldo migratorio nei comuni italiani – parte II

In questo post abbiamo copiato/incollato l’”embed code” di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente. In realta’ il codice e’ un po’ diverso in quanto nel frattempo ho realizzato una versione parziale in italiano dell’applicazione per la visualizzazione del saldo migratorio. Il codice utilizzato e’ pertanto il seguente:




Ovviamente se gestite un Blog o un Sito Web, potete anche voi copiare/incollare il codice all’interno della pagina. Quello che apparira’ lo potete vedere qui di seguito:

Saldo migratorio nei comuni italiani – parte I

Questo  e’ un esempio di come e’ possibile, con un semplice Copia/Incolla, condividere sul Web una intera applicazione. In questo caso, i dati visualizzati provengono in tempo reale dal sito Istat per la diffusione dei dati sulla popolazione (demo.istat.it)

Istruzioni:

1) Aprire “WordPad” o “Blocco Note” sul vostro PC.  (No Windows? Ovviamente qualunque Editor di  testo va bene)

2) Copiareincollare il seguente “embed code”

3) Salvare sul Desktop il documento con estensione .html (es. saldo.html)

4) Doppio Click  sull’icona “saldo.html” che sara’  apparsa sul Desktop

Ovviamente potete incollare il codice anche su qualunque pagina Web o su qualunque Blog.

Data Dissemination e Data Sharing

Innanzitutto Buon Anno a tutti. Parliamo ancora una volta di dati statistici. In particolare, questa volta parleremo di come si sia evoluto nel tempo il concetto di “diffusione dati” negli Enti e nelle Organizzazioni che questi dati li producono.

Cercare di comprendere, studiare, conoscere fenomeni sociali ed economici anche complessi di un Paese o di un territorio è possibile grazie al lavoro quotidiano di Enti che fanno indagini, rilevano dati e li elaborano, diffondendone i risultati. La “diffusione” è il momento in cui tali Enti e Organizzazioni consegnano dati alla Comunità Scientifica, ai Governi, agli Enti Locali, alle Aziende, ai Professionisti, alla Politica e ai Cittadini. Che utilizzano questi dati per analizzare e capire cosa sta accadendo, per prendere coscienza della realtà del territorio, per prendere provvedimenti legislativi, per decidere i contenuti della prossima manovra Finanziaria.

L’avvento di Internet è stato “devastante” in tantissimi campi e settori della vita moderna. Con Internet nulla è più stato come prima, e questo è stato particolarmente vero per chi fa informazione, per chi produce dati, per i produttori di software. Ossia di tutto ciò che può essere consegnato a destinazione mediante la Rete stessa. Posso gestire attraverso Internet un ordine per, chessò, un monitor per PC o quello per l’acquisto di una cassa di vini pregiati. Ma resta comunque il problema di come farli arrivare a destinazione. Internet infatti non risolve questo tipo di problema, che invece può essere risolto affidandosi a ditte specializzate in spedizioni. Non è ovviamente così per i dati, la conoscenza, per il software, a cui la Rete ha dato una straordinaria opportunità: quella di poter circolare liberamente e di arrivare in modo istantaneo a destinazione senza intermediari e senza oneri o costi aggiuntivi.

Con Internet e con il Web, quelle che erano pubblicazioni “tradizionali” fatte di carta e inchiostro e che erano la modalità con cui venivano resi pubblici i dati e le tavole di dati statistici, si sono via via trasformate in “elettroniche”. Un link sul sito Web dell’Ente, un click da parte dell’utente e la pubblicazione veniva scaricata (a pagamento o meno) dal sito Web sul PC dell’utente. Che così ne poteva utilizzare a suo piacimento il contenuto, in genere tavole di dati. I dati venivano diffusi principalmente all’interno di documenti HTML, file Word e tavole Excel (con buona pace dei formati aperti). Ma anche mediante file di testo e file PDF. Un approccio di questo tipo delega all’Ente produttore tutte le decisioni a riguardo di che tipo di dati diffondere. Un certo numero di tavole vengono decise “a priori” a tavolino e l’utente quando andrà a scaricare il relativo file, si troverà “quelle” tavole e non altre. Questo è un approccio sicuramente molto facile da implementare da parte dell’Ente produttore di dati, ma ha un forte limite nel fatto che la pubblicazione va comunque fatta e le tavole di dati vanno comunque preparate, oltre al fatto che l’utente non può intervenire in nessun modo per ottenere i dati a cui è realmente interessato. E’ costretto a scaricarli e poi vedere se tra questi ci sono quelli desiderati.

Queste (e altre) ragioni hanno costituito la base per il successo nella diffusione dati (o “Data Dissemination”) dei cosiddetti “Data Warehouse” statistici. Organizzare cioè i dati in modo adeguato all’interno di Data Base per consentire all’utente di generare tavole in tempo reale. Non più dunque tavole predefinite ma tavole di dati generate a “run-time” sulla base di scelte fatte dall’utente. In questo caso è l’utente che decide, selezionando gli opportuni parametri, il tipo di dato a cui è interessato, l’anno di riferimento, il livello territoriale (ad esempio se vuole dati provinciali, regionali, comunali, …) e così via. In questo caso non ci sarà alcun limite al numero di tavole pubblicabili in quanto ognuna sarà generata in tempo reale sulla base dei parametri di input decisi dall’utente. Capite bene come i Data Warehouse su Web hanno generato una abbondanza di informazione inimmaginabile fino a qualche anno prima. E infatti, se fino a poco prima realizzare una pubblicazione (anche elettronica) contenente ad esempio i dati sulla popolazione o su qualunque altra cosa a livello comunale avrebbe richiesto 8100 pagine (il numero di Comuni in Italia) riducibili a 4050 pagine (supponendo di scrivere piccolo e di mettere due tavole per pagina), realizzare un Web Warehouse con i dati demografici di tutti i comuni italiani significa di fatto implementare un data base di piccole dimensioni.

Ora tutti gli Enti e le Organizzazioni più importanti diffondono i propri dati per mezzo di un ”Data Warehouse” più o meno sofisticato. Lo scrivo tra virgolette e in corsivo in quanto il termina viene utilizzato molto spesso in maniera impropria per indicare un qualunque data base per la diffusione dati, indipendentemente da come è stato progettato. (Diciamocela tutta: “Data Warehouse” è un termine più “figo”!)

Ma chi è l’utente dei dati? Sia che si tratti di pubblicazioni o di file contenenti tavole di dati, sia che si tratti di sistemi di Warehouse per la generazione a run-time di tavole l’utente è sempre stato visto come il punto finale del processo di diffusione. Questa è però una idea “storica” di utente che trova una collocazione sempre più marginale all’interno del Web. L’utente ha infatti cessato da tempo di essere un “lettore” o un “utilizzatore” del Web per diventarne invece protagonista. Un protagonista che a sua volta veicola l’informazione, la contestualizza, la condivide, la discute, la promuove, la valorizza. In questo nuovo contesto l’idea stessa di “diffusione dati” descritta fino ad ora diventa improvvisamente inadeguata. Questi nuovi scenari sono infatti il terreno ideale per quella che va sotto il nome di “condivisione dei dati” (Data Sharing) . E non è ovviamente un dettaglio lessicale, in quanto il “Data Sharing” ha delle forti implicazioni sia a livello tecnologico che a quello relativo ai comportamenti dell’”utente protagonista”.

In questo caso i dati non vengono più scaricati (e quindi replicati) sul PC dell’utente per poter essere utilizzati, ma vengono rilasciati attraverso modalità tali da consentire di essere facilmente “incorporati” in altri Blog e in altri siti Web oppure visualizzati on line attraverso sistemi di visualizzazione avanzati o ancora utilizzati direttamente da applicazioni e sistemi Web.

DEMO, il sistema che ISTAT utilizza per la diffusione dei dati demografici. Dal 1999, anno del suo rilascio ad oggi è diventato quello che a me piace chiamare un “sistema interconnesso”.

Fin dal suo esordio, sono stati “diffusi” dati in modo che ora definiremmo “tradizionale” attraverso il download di tavole predefinite, di file di dati o mediante i semplici Web Warehouse implementati. (es. Bilancio Demografico)

Ora mi scuso in anticipo con chi da tempo segue SegnalazionIT visto che gli esempi che seguono sono già comparsi in passato in altri articoli. Ma credo che raggrupparli ora tutti assieme possa servire a spigare meglio quanto detto fin’ora.

Nella figura seguente un output “classico” (con layout e stile di dieci anni fa :-) ) di quelli che si possono ottenere connettendosi a DEMO e interrogando il sistema. I dati in tabella sono quelli che riguardano il Bilancio Demografico per l’anno 2008 del comune di Roma.

demo.istat.it - Bilancio Demografico

Supponiamo poi di connetterci con il nostro BlackBerry o con il nostro Nokia N70 a istat.mobi (o mobile.istat.it). Seguendo i link riguardanti il Bilancio Demografico e selezionando il comune di Roma, troveremmo che

mobile.istat.it -  Bilancio Demografico

Ancora, dal sito ufficiale dell’Istat, inserendo il comune di Roma nell’apposito box in Home Page avremmo che

www.istat.it -  Home Page

www.istat.it - Bilancio Demografico

E se volessimo vedere come come questi dati possono essere utilizzati per la realizzazione di una applicazione mash-up con i dati di Google Maps, possiamo connetterci a http://cheapguru.org/comuni,  e ottenere il risultato in figura.

Google Maps e Bilancio Demografico

Oppure possiamo semplicemente copiareincollare il seguente codice su un qualunque blog/sito web

per incorporare all’interno del blog/sito la seguente tabella

Ovviamente gli esempi fatti non sono casuali. I dati infatti sono esattamente gli stessi. E provengono tutti dalle API pubbliche di DEMO. In nessun caso c’è stata una replicazione di dati. I dati sono stati semplicemente condivisi con altre applicazioni, su altri sistemi e attraverso l’utilizzo del codice di “embedding”. DEMO pertanto è stato “agganciato” tramite API agli altri siti web, diventandone parte integrante e condividendo con questi ultimi la parte dati.

In realtà i sistemi e i siti Web che condividono i dati di DEMO secondo queste logiche sono molti di più. Quando a Giugno 2010 saranno disponibili i dati del Bilancio 2009, DEMO e tutti i sistemi interconnessi di cui abbiamo parlato prima nonchè tutti i blog/siti che già hanno e quelli che nel frattempo avranno incorporato l’”embedded code” per la chart o la tabella del comune desiderato presenteranno istantaneamente i nuovi dati. Istantaneamente e senza intermediari. Dal “Data Dissemination” al “Data Sharing”.

L’Istat verso il Web 2.0: da fenomeno episodico a sistema

Il Forum Pa 2009 è stato l’occasione per l’Istat per discutere dell’utilizzo delle nuove tecnologie Web 2.0 e del rapporto tra produttori e fruitori dell’informazione statistica

di Stefano De Francisci / Daniele Frongia / Giulia Mottura (Giornale del Sistan 41/2009)

web 2.0 istat sistan

Innovare il modo di rendere disponibile l’informazione statistica, migliorare il dialogo tra chi produce contenuti e chi ne fruisce, favorire il processo di condivisione della conoscenza. Con questi obiettivi gli Istituti nazionali di statistica si muovono nell’universo dei servizi online in direzione del Web 2.0. Ne sono un esempio l’esperienza dell’Ocse (Swivel e IBM Many Eyes per la condivisione di dataset e la rappresentazione grafica interattiva, Wikigender per dare visibilità al tema dell’uguaglianza di genere, in modalità wiki) e quella dell’Unece (Metis-wiki per condividere idee sui metadati statistici).
Tra le novità più rilevanti si segnalano inoltre il nuovo Google Public Data sperimentato dallo U.S. Bureau of Labor Statistics, il servizio Zoho per creare e condividere documenti di testo a carattere scientifico, alcuni tool per la creazione rapida e semplice di questionari online, piattaforme wiki per la gestione di progetti e software per la creazione di mappe mentali.

Ma cos’è il Web 2.0? Si tratta di uno stato di evoluzione di Internet caratterizzato dal passaggio da un insieme di siti statici collegati fra loro a un ambiente globale nel quale piattaforme online con potenti interfacce grafiche offrono contenuti ampi e una stretta interazione tra gli utenti che – ed è questa la vera novità – forniscono valore aggiunto all’informazione originaria. Solo in Italia i servizi 2.0 più noti (YouTube, Wikipedia, Google, Flickr ecc.) vengono utilizzati da oltre 10 milioni di utenti. Anche l’Istat sperimenta l’utilizzo delle tecnologie Web 2.0 tramite strumenti di lavoro cooperativo (wiki, l’espressione forse più democratica di diffusione della conoscenza attraverso la tecnologia) e di visualizzazione interattiva (Gapminder, Google Motion Chart), sito per smartphone e motori di ricerca (soluzioni enterprise Google); inoltre, è in corso il riadattamento in chiave 2.0 del sito web http://www.istat.it con l’introduzione di web services e mashup, forniture in XML, RSS e widgets (per approfondimenti su questi temi è disponibile una biblio/sitografia su http://www.wiki.istat.it/doku.php/ forumpaweb20: webografia).

Il Forum Pa 2009, che si è tenuto a Roma lo scorso maggio, è stato l’occasione per presentare riflessioni ed esperienze sulle applicazioni Web 2.0 in Istat e sul contributo delle nuove tecnologie per la statistica. L’obiettivo che l’Istituto si pone è trasformare il Web 2.0 da fenomeno episodico a sistema governato e orientato all’utenza, selezionando le opportunità 2.0 più utili per la produzione e la comunicazione statistica. Quest’ultima, in particolare, può trarre indubbi vantaggi dall’evoluzione del web, giocando un ruolo chiave nel rapporto tra produttore e fruitore dell’informazione. Del resto, individuare nuovi canali e modalità di risposta alla dilatazione della domanda di informazione statistica è importante al fine di incidere sull’aumento di un’audience partecipe e motivata.

La sfida che l’Istat oggi si trova ad affrontare consiste nel rendere identificabile la statistica ufficiale rispetto alla grande quantità di dati immessi in rete, riuscendo a comunicarne le caratteristiche di qualità. E per orientare l’utente, divenuto coprotagonista nella produzione dell’informazione, è fondamentale una chiara strategia di comunicazione. L’interpretazione sociale della rete determina, infatti, una stringente concorrenza dal basso che può generare ridondanza e perdita di controllo sull’informazione pubblicata: la fonte dei dati diventa difficilmente individuabile e aumenta il rischio di degenerazione della statistica online. Come la comunicazione della statistica ufficiale possa incidere su tale contesto tramite le opportunità del Web 2.0, resta un argomento di dibattito aperto.

Un primo approccio è stato avviato da alcuni Istituti di statistica con il monitoraggio della blogosfera, la realizzazione di prodotti editoriali ipertestuali in modalità wiki, l’animazione di community di settore e di blog tematici e la pubblicazione di video per la formazione online.
Certo è che l’introduzione di strumenti di collaborazione con siti esterni e l’apertura all’uso diretto dei dati sono elementi fortemente attesi dall’utenza. Per questo motivo l’integrazione dei propri sistemi informativi attraverso le tecnologie 2.0 è un’altra sfida fondamentale per l’Istat. L’Istituto è attualmente impegnato nello sviluppo di sistemi basati su nuovi modelli di disegno, condivisione e integrazione di conoscenza e di architettura dell’informazione. Elemento saliente di tale approccio è costituito dalla centralità degli utilizzatori, non più solo destinatari finali ma parte attiva dei sistemi informativi. Ciò avviene, da una parte, coinvolgendo i diversi segmenti di utenti in modo mirato tramite la costruzione di ambienti collaborativi, e dall’altra adeguando i sistemi informativi alla molteplicità di linguaggi, esigenze e modalità di interazione caratteristici degli utilizzatori.

Lo sviluppo di ambienti di ricerca specializzati, capaci di integrare simultaneamente informazioni statistiche a vari livelli di strutturazione (da testi liberi a dati formattati e rigidamente strutturati), l’adozione di sistemi aperti di classificazione dell’informazione, la costruzione di glossari tematici vicini al linguaggio di varie tipologie di utenti, sono al centro di tali esperienze. Questo approccio, sostenuto dal riuso di software generalizzato e di strumenti standard proposti in ambito internazionale per la condivisione e la visualizzazione, si propone come modello innovativo per migliorare i livelli di servizi offerti dall’Istituto e forte incentivo verso l’ottimizzazione delle risorse.

Le esperienze che l’Istat sta conducendo in ambito Web 2.0 stanno dimostrando come l’informazione statistica può trarre diretto beneficio ed arricchirsi ulteriormente dalla convergenza e integrazione dei nuovi concetti, metodi, sistemi e tecnologie di organizzazione, condivisione, rappresentazione e visualizzazione della conoscenza, costituendo una delle più significative innovazioni per la statistica del Paese.

ICT e Pubblica Amministrazione Locale: risultati e riflessioni dal Rapporto Assinform

Giocando con l’immaginario, chiudo gli occhi e provo a vedere ciò che mi rimanda la parola “pubblica amministrazione”. Il risultato è una lunga ed interminabile coda ad uno sportello. Saranno i pregiudizi che mi legano all’idea di “pubblico”? Sarà la pigrizia mentale di un cittadino abituato al peggio? Ma soprattutto, quanto l’associazione PA-burocrazia si avvicina alla realtà attuale?

Una ottima opportunità di riflessione sul tema è offerta dal 3° Rapporto sull’ICT nella Pubblica Amministrazione Locale (scaricabile registrandosi) realizzato da Assinform e presentato a Roma lo scorso mercoledì 10 giugno. Dai principali risultati dell’indagine, condotta su un campione di 873 Enti locali (812 Comuni, 16 Regioni, 30 Province e 15 Comunità Montane), si possono rilevare passi in avanti nel progetto di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione Locale (PAL) in Italia, rinvenibili in una dotazione informatica di base consolidata: la percentuale di PC sui dipendenti risulta pari al 95% nelle Province, al 72% nei Comuni e al 70% nelle Regioni, superiore al 90% inoltre la quota di PC connessi al web. Segnali positivi emergono anche considerando l’utilizzo dell’ADSL/HDSL nei Comuni di piccole dimensioni (fermi nel 2006 all’ISDN), della comunicazione via VoIP (con un livello di diffusione pari all’81% nelle Regioni intervistate), della Posta Elettronica Certificata (con valori superiori al 60% in tutti gli enti), della Firma Elettronica (implementata nel 39% dei Comuni, nell’87% delle Province e nel 94% delle Regioni) e dei software Open Source (tutte le Regioni intervistate li utilizzano, seguite dall’83% delle Province e dal 24% dei Comuni).

Segnali di criticità, secondo il Rapporto Assinform, si rilevano invece considerando l’offerta di servizi on line dedicati a cittadini ed imprese: la disponibilità di servizi interattivi e dispositivi risulta infatti ancora limitata, soprattutto per quanto riguarda i servizi comunali. Ulteriori fattori negativi sono rinvenibili nel rallentamento della spesa IT, dinamica che proseguirà anche nei prossimi anni (come conseguenza delle politiche restrittive di bilancio), nella mancanza di una comunicazione digitale tra gli enti (la modalità più diffusa è ancora lo scambio di file) e in un aumento delle trattative private nel rapporto con i fornitori IT a scapito dei bandi di gara. In ultimo viene confermato un scarto tra gli Enti locali del Nord e del Sud del Paese.

La mia immagine della Pubblica Amministrazione Locale come sinonimo di tempi di attesa sicuramente non 2.0, viene in un certo senso ridimensionata. Le nuove tecnologie sembrano infatti avvicinare sempre più i cittadini ai propri governi locali, anche se molto deve ancora essere fatto e non sarà realizzabile nel breve periodo. Mi chiedo però: quanto tempo ancora ci vorrà per demolire quella immagine di “pubblico” e creare quindi un rapporto di fiducia, anche digitale, con i cittadini?

Web 2.0 per la Statistica al FORUM PA 2009

La prossima settimana la nuova fiera di Roma ospiterà l’edizione 2009 del FORUM PA (Al centro dell’innovazione). Anche quest’anno si parlerà di Web 2.0. E anche stavolta, dopo l’esperienza delle città digitali del 2008, proverò a dare un piccolo contributo. Con un’importante novità: insieme ad altri colleghi daremo vita allo speaker’s corner dello stand dell’Istat.

L’intervento Soluzioni Web 2.0 per la statistica si ripeterà ogni giorno per quattro giorni (come gli antibiotici, ma ad orari diversi):


Lunedì 11 maggio ore 14.00 – Daniele Frongia

Martedì 12 maggio ore 11 – Daniele Frongia

Mercoledì 13 maggio ore 14.00 – Daniele Frongia

Giovedì 14 maggio ore 11 – Eric Sanna

(Gli orari riportati sul sito del FORUM sono errati)

Ci sarà anche poi l’atteso Barcamp innovatoriPA, con la partecipazione di oltre cento blogger e del Ministro Renato Brunetta.

Insomma il FORUM PA 2009 ha le carte in regola per essere un evento interessante. O per lo meno, di non essere soporifero :)

Ecco la presentazione su Delicious.

Open Source nella PA: un percorso virtuoso verso l’innovazione organizzativa

Si terrà il prossimo 1 Aprile presso l’università LUISS Guido Carli il convegno “Open Source nella PA: un percorso virtuoso verso l’innovazione organizzativa“.
Organizzato dalla associazione indipendente “Concreta-Mente” con il Centro di Ricerca LUISS sui Sistemi Informativi (CeRSI) e quello sulle amministrazioni pubbliche “V. Bachelet”, la giornata si propone di essere un momento di confronto tra pubbliche amministrazioni (centrali e locali), ricercatori, aziende, esperti del settore, associazioni e gruppi di lavoro indipendenti.

La giornata punterà ad evidenziare aspetti relativi al cambiamento organizzativo, e cioè quanto (e se) l’introduzione di soluzioni open influisce sul risparmio economico, ma anche che ricadute può avere in termini di cambiamento dei processi interni di informatizzazione, di allineamento della competenze e così via.
   
Un punto di vista sicuramente originale e interessante, che  vedrà la presentazione di quattro best practice presentate da altrettante amministrazioni, ma anche una sessione di approfondimenti e una tavola rotonda finale con la presenza di IBM, KPMG, Intarget, CSI Piemonte, Consip, Senato della Repubblica, Scuola Superiore Pubbliche Amministrazioni Locali e moderata da Carlo Mochi Sismondi, Direttore generale FORUMPA 

Potete leggere il programma completo ed eventualmente registrarvi all’evento sul sito di Concreta-mente