Category: Google

Un modo (facile) per inserire una mappa su un sito Web

Inserire mappe interattive all’interno di Blog e Siti Web è da un pò di tempo diventata una pratica piuttosto comune tra blogger e webmaster. Attraverso le API di Google Maps è possibile creare oramai applicazioni e Mash-Up molto sofisticati. Ci siamo già occupati in passato su questo blog di Google Maps e di applicazioni Mash-up per la visualizzazione dei dati ufficiali dell’ISTAT negli articoli “Una nuova Frontiera per la diffusione elettronica dei dati” e “Una nuova Frontiera per la diffusione elettronica dei dati 2.0” (che vi invito a leggere) in cui si evidenziava (con alcuni esempi eloquenti) come le tecnologie ma soprattutto l’evoluzione che si è avuta negli ultimi tempi di “idea” di Web possano essere utilizzate per creare un modo completamente nuovo di fare comunicazione istituzionale e diffusione di dati e informazioni.

Una raccolta di cosa è possibile al momento fare con le API di Google la potete trovare nella “Google Maps API Demo Gallery“, una raccolta di oltre 100 demo (provviste di relativo codice) sviluppate dallo staff di Google ma anche (e soprattutto) da sviluppatori indipendenti.

L’utilizzo delle API di Google, come anche quelle di Yahoo richiedono però una API Key, ossia un codice alfanumerico che identifica univocamente l’URL che andrà ad utilizzare la mappa. Le API Key esistono principalmente per limitare l’utilizzo della quantità di dati che è possibile trasferire, ma anche per consentire l’accesso a servizi avanzati nel caso questi servizi fossero stati acquistati.

Molto spesso, però, le necessità che si possono presentare a un blogger o a un webmaster sono molto più elementari. Ad esempio mostrare l’indirizzo di un locale, di una azienda, di un negozio su una mappa. In tal caso, Google offre una interessante possibilità. Interessante perchè nasce molto dopo il rilascio delle API, precisamente nell’Agosto 2007, ma soprattutto perchè consente con un semplice copia/incolla di inserire all’interno del proprio sito mappe come questa.



Visualizzazione ingrandita della mappa

Per ottenere il codice da inserire, basta andare su Google Maps e cliccare sul link “Link” a destra sulla mappa. Cliccando poi su “Customize and preview embedded map” si aprirà una finestra in cui possiamo decidere la grandezza della mappa, averne un preview e infine copiare l’”embedding code” da incollare nella nostra pagina Web.

Non solo Google però. Non potevo non approfittare di questa occasione per tornare a parlarvi di OpenStreetMap. Essermi occupato per anni di Open Source Software e aver fatto parte della Commissione Nazionale sul Software Open Source 2007 mi hanno “purtroppo” lasciato segni permanenti :-) . Avevo già parlato di questo progetto alcuni mesi fa nell’articolo “Il progetto OpenStreetMap” mentre vi ricordo che proprio ieri si è concluso a Bolzano il GFOSS Day 2009. La stessa operazione, pertanto, può essere fatta utilizzando mappe e dati geografici “liberi”. Ottenendo una mappa come questa.



Visualizza una mappa più ampia

In tal caso, per ottenere il codice si dovrà cliccare su “Esporta” nella parte superiore dello schermo del sito OpenStreetMap. Si aprirà una finestra in cui si potrà indicare il formato di esportazione (nel nostro caso “HTML incapsulabile“) Il codice da copiare e incollare comparirà già evidenziato nella parte bassa della finestra. Ovviamente sempre se la mappa della vostra città sia stata digitalizzata. In caso contrario potete farlo voi stessi, aderendo anche voi al progetto OpenStreetMap.

Google stories 4

di Maurizio Firmani

se|ren|di|pi|tà: s.f.inv.-TS scient., capacità di cogliere e interpretare correttamente un fatto rilevante che si presenti in modo inatteso e casuale nel corso di un’indagine scientifica diversamente orientata. Oppure, neologismo indicante la sensazione che si prova quando si scopre una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un’altra.

Nei precedenti post scrivevo che ho consultato Google per sapere se Netbeans supporta Zend Framework. Ancora non lo so perché mi sono lasciato incuriosire da alcune funzionalità di Google. Sfruttando questa mia naturale attitudine alla serendipità (che è un bel modo di dire per indicare il «cazzeggio») ho inserito nel modulo di ricerca di Google la frase Google variant, cioè varianti di Google

Seguo il primo link suggerito e trovo una lista di «mutazioni» di Google. Cominciamo.

Google Mirror

elgooG o più semplicemente Google Mirror è un’immagine speculare di Google. Il servizio è stato creato nel 2002 da un gruppo denominato All Too Flat. elgooG visualizza il servizio e i risultati della ricerca al contrario come se fosse uno specchio. Anche i termini di ricerca devono essere inseriti al contrario. Sembra che nel 2002 fosse piuttosto popolare in Cina per aggirare la pesante censura effettuata dal regime cinese. La versione originale al momento non è disponibile, per avere un’idea di cosa sia, collegarsi qui

Ho cercato ti inoizalanges e il risultato è stato

!atatnup amissorp allA

Google stories 3

di Maurizio Firmani

Nel precedente post avevamo segnalato la presenza di due nuovi tool messi a disposizione da Google per la visualizzazione dei risultati della ricerca: timeline e wonderwheel. Di timeline ne abbiamo già parlato. Stavolta tocca quindi a Wonder Wheel.

Wonder wheel (o anche ruota panoramica), è un applicazione in flash che offre una rappresentazione dei risultati in forma di mappe concettuali. Nell’esempio, ho cercato Tuscania, il paese dove abito.

Come si vede, Google mi suggerisce alcuni possibili collegamenti con Tuscania. Sono tutti ragionevoli (Zeffirelli e Pasolini hanno girato un film a Tuscania) tranne artists painters. Seguendo uno dei percorsi suggeriti (Lorenzo De Medici School Tuscania) si apre un nuovo nodo di collegamenti e così via.

Ogni volta che si segue un percorso, viene anche aggiornata la lista dei risultati. Interessante, ma non so quanto possa essere utile. Forse quando si parte con keywords molto generiche oppure, se in vena esplorativa, si vuole scoprire argomenti ancora sconosciuti.

Google stories 2

di Maurizio Firmani

Nel post precedente, ci eravamo collegati con il motore di ricerca più famoso del mondo, Google, per risolvere il mio problema: sapere se e quando Netbeans supporterà Zend Framework.

Ovviamente, dei circa 14500 risultati a me interessavano le notizie più recenti sull’argomento e non le più linkate. Stavo quindi per cliccare su Advanced Search (è in inglese perché sto utilizzando www.google.com) per impostare una ricerca per data quando la mia attenzione è stata richiamata da un bottoncino con crocetta e Show options scritto accanto. Mai visto prima e tra l’altro chi utilizza il sito italiano di Google lo vedrà solo prossimamente. Ci clicco sopra e appare a lato una colonna con alcune delle opzioni della ricerca avanzata (tra cui la ricerca per data) e ben 4 modalità di visualizzazione di risultati.


Seguendo il link
Recent results cambia l’ordine dei risultati e in cima alla lista trovo il link a un documento del 19 agosto 2009. Che però non è quello che soddisfa la mia curiosità. Nella colonna delle opzioni compare ora una nuova voce per ordinare i risultati per importanza o per data. C’è da aggiungere una precisazione sul modo in cui Google assegna una data ai documenti. Non c’è modo di sapere quando un documento è stato pubblicato su Internet. Google assume quindi che la data di pubblicazione sia quella in cui ha indicizzato per la prima volta il documento. Eventualmente, può utilizzare le informazioni temporali inserite nel contenuto della pagina se queste possono essere ritenute attendibili. Quindi, la ricerca per data va presa cum grano salis.

Quello che però mi incuriosisce di più è Timeline e Wonder wheel.

Timeline, crea una lista di pagine che oltre a contenere i termini cercati contiene anche delle date in modo da poter collocare la notizia in un arco temporale definito all’interno del pagina stessa e non collegato alla data di pubblicazione della notizia. Sembra una sorta di «cronologia storica». Anche qui ho qualche perplessità sull’efficacia soprattutto perché non è detto che la data presente all’interno del documento sia sufficiente per collocare temporalmente la notizia anzi potrebbe essere del tutto estranea al contesto. Probabilmente è più utile nel caso di servizi di news, blog o messaggistica.

Google stories 1

di Maurizio Firmani
Qualche giorno fa, l’oggetto della mia curiosità era l’integrazione di Zend Framework in Netbeans. Avvio Firefox e mi collego al sito di Google. Quando si deve cercare qualcosa in Internet la scelta cade sempre su Google. È il motore di ricerca più famoso del mondo. Mi ricordo che anni fa, prima dell’arrivo di Google usavo Metacrawler, un servizio che effettuava la richiesta su più motori di ricerca. I risultati di una ricerca erano infatti insoddisfacenti e per avvicinarsi all’informazione desiderata era necessario confrontare l’elenco fornito da più motori. Baricco nel suo saggio “I barbari” descrive come si deve la nascita di Google (cfr. capitolo 13):

Quel che successe poi, fu che un paio di studenti cazzoni dell’Università di Stanford, stufi di usare AltaVista perdendo il proprio tempo, pensarono che era giunta l’ora di inventare un motore di ricerca come dio comanda. Andarono dal loro professore e gli dissero che quella sarebbe stata la loro ricerca di dottorato. Molto interessante, disse lui, poi dovette aggiungere una cosa tipo E adesso, a parte gli scherzi, ditemi cosa avete in mente di fare. Non gli sfuggiva che per programmare un motore di ricerca bisognava, innanzitutto, scaricare l’intero web su un computer. Se non hai un mazzo di carte in mano, un mazzo con tutte le carte, non puoi inventare un gioco di bravura con cui trovarne una. Nel caso specifico si trattava di scaricare qualcosa come 300 milioni di pagine web. Ma in effetti non si sapeva nemmeno con esattezza fino a dove si spingesse il grande oceano, e tutti sapevano che ogni giorno disegnava spiagge nuove. Al prof dovette apparire chiaro che quei due gli stavano proponendo di circumnavigare il globo su una vasca da bagno. La vasca da bagno era il computer assemblato che tenevano in garage. Io me lo vedo che si lascia andare contro lo schienale e allungando le gambe chiede con un sorrisetto da barone: intendete per caso scaricare l’intero web? Lo stiamo già facendo, risposero loro. Applausi

In realtà, a scaricare l’intero web non ci vuole molto. Come tecnologia, intendo. La difficoltà sta nel trovare la carta, per dirla con Baricco. I motori di ricerca, fino a quel momento sbrodolavano un elenco di URL mettendo in cima alla lista le pagine che contenevano i termini cercati in numero maggiore. Ovviamente, questo sistema fa acqua da tutte le parti. Tant’è che per far comparire un sito nelle prime posizioni bastava inserire decine di volte un certo numero di parole chiave in una parte della pagina web non mostrata all’utente denominata header. Larry Page e Sergey Brin hanno immaginato un sistema di catalogazione dei risultati che parte dal presupposto che il risultato più importante è quello a cui rimanda il maggior numero di link: geniale. Detto così sembra facile. In realtà, per trovare il grado di importanza delle pagine è necessario risolvere un sistema lineare di n equazioni e n incognite (cfr. Il problema di Google e altre storie). Avete idea di quanto ci vuole per risolvere un sistemino del genere (con n pari al numero di pagine presenti attualmente sul web)? Più o meno 400 miliardi di miliardi di miliardi di operazioni che corrispondono a circa 36 milioni di anni. Per domare questo calcolo vertiginoso Brin e Page hanno inventato l’algoritmo pagerank ma qui la storia si fa confusa e non si capisce come mai per denominare tale algoritmo sia stato utilizzato solo il nome di Page anche se alcuni dicono che l’inventore sia Brin. In ogni caso il brevetto del PageRank è stato registrato dall’università di Stanford.

Con queste informazioni ben a mente ho chiesto a Google di risolvere il mio problema: sapere se e quando Netbeans supporterà Zend Framework.

Il risultato lo scopriremo la prossima settimana. Nel frattempo, chi volesse approfondire la storia di Google può collegarsi al sito Google Timeline.

Segreti e strategia di Google

Tutto quello che avreste voluto sapere su Google ma non avete mai osato chiedere.

All about Google

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Google Sites. Un nuovo servizio per la creazione di siti web


Era già dallo scorso Febbraio che Google aveva lanciato questo nuovo servizio. Ma era riservato ad aziende che utilizzavano Google Apps. Da oggi basta avere un account di posta su Gmail (o registrarsi per ottenerne uno) per cominciare a costruire in pochi istanti il proprio sito Web. Ovviamente le cose che si possono fare sono limitate, ma sufficienti comunque a coprire i bisogni più comuni. Tutto con pochi colpi di click. E a proposito di click, ho giocherellato un pò con il sistema e ho realizzato un piccolo esempio. Il tutto seguendo questo link

Google sfida Wikipedia e lancia Knol

Google lancia la sfida a Wikipedia e crea ‘Knol’ (contrazione di knowledge, conoscenza in inglese, ndr) un’enciclopedia on line con articoli firmati dagli internauti e con spazi pubblicitari.
“Ci sono milioni di persone che hanno conoscenze utili e voglia di condividerle”, spiega Google sul suo blog ufficiale.
“Il nostro obiettivo e’ di incoraggiare la gente che conosce un argomento in particolare a scrivere un articolo e a pubblicarlo sulla nostra enciclopedia”, aggiunge Google.
(Leggi tutto l’articolo su RAINEWS24)

10 anni di GOOGLE!

Il 15 Settembre del 1997 Larry Page e Sergey Brin, due giovani studenti di 24 anni dell’Universita’ di Stanford regsitravano il dominio di nome google.com

BUON COMPLEANNO GOOGLE!!!!!

http://news.yahoo.com/s/afp/20070914/tc_afp/uscompanygoogleinternet

http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-10-anni/google-10-anni/google-10-anni.html

Vuoi lavorare per Google?

Ecco alcune delle domande che potrebbero capitarti ad un colloquio:

  • Quante palline da golf servono per riempire uno scuolabus?
  • Spiega in tre frasi un database a tuo nipote di 8 anni.
  • Quanti accordatori di pianoforte ci sono al mondo?
  • Immagina di avere un cassetto pieno di magliette dove è difficile trovare una singola maglietta. Come ordineresti le magliette per facilitare la ricerca?
  • In una nazione dove si preferisce che nascano figli maschi, ogni famiglia continua ad avere bambini finché non ha un maschio. Se danno alla luce una femmina, cercano di avere un altro figlio; se hanno un maschio si fermano. Qual è la proporzione tra ragazzi e ragazze in quella nazione?

http://www.googlisti.com/2007/09/11/questa-sul-googleplex-non-la-sapevo.html