Category: Idee ed eventi

Google: nuove disposizioni sulla privacy

“Gentile utente Google,

Desideriamo informarti che stiamo eliminando oltre 60 diverse norme sulla privacy in tutti i servizi Google per sostituirle con una normativa unica, più breve e di più facile comprensione. Le nuove norme riguardano più prodotti e funzioni, poiché è nostro desiderio creare un’esperienza d’uso che sia meravigliosamente semplice e intuitiva per tutti i servizi Google.”

Con questo messaggio Google ha recentemente informato gli utenti delle modifiche che intende apportare sulla privacy, che entreranno in vigore  a partire dal 1° marzo 2012.

Di cosa si tratta in particolare?

Si tratta di far interagire i prodotti e applicativi Google che riguardano gli utenti in modo tale che non sia necessario fornire le stesse informazioni più volte ovvero in modo tale che esse “parlino” fra loro per migliorare i servizi offerti.

“Potremmo utilizzare il nome specificato dall’utente per il suo profilo Google in tutti i servizi offerti che richiedono un account Google.”

Gli utenti avranno, dunque, la possibilità di ricevere servizi personalizzati cui potranno accedere al momento della registrazione ad un prodotto Google e che potranno disattivare mediante apposita richiesta. Ad esempio, attraverso il Google Dashboard sarà possibile riepilogare i dati associati a ciascun prodotto utilizzato dall’utente dopo avere eseguito l’accesso al proprio account.

Venendo, in particolare, ai profili giuridici di questa modifica, l’accesso ai propri dati personali sarà consentito in caso di aggiornamento. Google, però, si riserva di farlo a determinate condizioni e previa verifica della reale identità del richiedente.

Potremmo rifiutare richieste irragionevolmente ripetitive, che richiedono un impegno tecnico eccessivo (ad esempio lo sviluppo di un nuovo sistema o la modifica sostanziale di una prassi esistente), che mettono a rischio la privacy di altre persone o inattuabili (ad esempio richieste relative a informazioni memorizzate su nastri di backup).

Questo aspetto non trova esatta coincidenza con quanto previsto dal nostro legislatore in materia di privacy laddove l’art. 8 del d.lgs. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali) prevede che l’interessato possa sempre accedere ai propri dati personali, salvo le ipotesi legislativamente indicate e relative ad indagini difensive, ragioni di giustizia, materia di sostegno alle vittime di richieste estorsive, ecc., al fine di:  verificare le modalità di trattamento dei dati; aggiornamento, rettifica, integrazione, cancellazione, trasformazione dei propri dati; chiedere il blocco dei dati trattati in violazione delle disposizioni normative;  ecc.

Tentiamo di gestire i nostri servizi in modo da proteggere le informazioni dalla distruzione accidentale o dolosa. Per questo motivo, dopo l’eliminazione delle informazioni dai nostri servizi da parte dell’utente, potremmo non eliminare subito le copie rimanenti dai nostri server attivi e potremmo non rimuovere le informazioni dai nostri sistemi di backup.

Tale aspetto contrasta esplicitamente con la legge italiana che riconosce all’interessato il c.d. diritto all’oblio ossia il diritto a non essere inserito in banche dati o altro sistema di identificazione senza la propria volontà nonché di essere cancellato, qualora risultino propri dati presso terzi.

L’eventuale distruzione  o perdita accidentale delle proprie informazioni dovrebbe richiedere una policy più attenta al dettato normativo italiano e non giungere a forme di “conservazione” che possano presentarsi contrarie alla volontà dell’interessato. 

Forniamo dati personali a società, organizzazioni e persone che non fanno parte di Google qualora ritenessimo in buona fede che l’accesso, l’utilizzo, la tutela o la divulgazione di tali informazioni sia ragionevolmente necessario per:

  • Soddisfare eventuali leggi o norme vigenti, procedimenti legali o richieste governative applicabili.
  • Applicare i Termini di servizio vigenti, compresi gli accertamenti in merito a potenziali violazioni.
  • Rilevare, impedire o altrimenti gestire attività fraudolente o problemi relativi alla sicurezza o di natura tecnica.
  • Tutelare i diritti, la proprietà o la sicurezza di Google, dei nostri utenti o del pubblico, come richiesto o consentito dalla legge.

Anche tale condizione non rispetta appieno il dettato normativo che richiede, ai fini di certezza giuridica, che il titolare del trattamento dei dati personali, nella fattispecie Google, debba escludere le richieste di accesso ai dati di propri utenti provenienti da soggetti governativi o in ipotesi non espressamente previste dalle leggi vigenti. 

Le nostre Norme sulla privacy potrebbero essere soggette a modifiche occasionali. Ci impegniamo a non ridurre i diritti degli utenti previsti dalle presenti Norme sulla privacy senza il loro esplicito consenso.

Tale ultima indicazione contrasta con il dettato normativo laddove non si prevede l’informativa all’interessato il quale deve essere edotto di modifiche da parte del gestore dei dati personali anche ai fini di eventuale esercizio del diritto di accesso di cui agli artt. 7-10 del d.lgs. 196/2003 citato.

 

AppsForItaly, avviso ai naviganti

Come possono essere utilizzati e che cosa è possibile fare con gli Open Data? Probabilmente nessuno meglio dei cittadini, delle community di sviluppatori software indipendenti, dei professionisti, delle aziende, di coloro cioè che i dati li utilizzano puo’ rispondere meglio a questa domanda. Ed e’ proprio grazie a questa considerazione che nasce AppsForItaly, la competizione tutta italiana sui Dati Aperti.

Ricordiamo che gli Open Data sono generalmente dati prodotti dalla Pubblica Amministrazione e che vengono resi pubblici su Web consentendone il riuso. Per avere una idea di quali sono i dati disponibili, è possibile partire da dati.gov.it, il catalogo nazionale degli Open Data, lanciato alcuni mesi fa e che si sta pian piano consolidando per diventare l’”entry point” dei dati pubblici in Italia. Sono attivi anche cataloghi regionali come dati.piemonte.it (il primo portale per il riutilizzo dei dati pubblici in Italia) o dati.emilia-romagna.it. Rilasciano Open Data anche il portale dati.istat.it ma anche www.istat.it e tutti i siti web tematici dell’Istituto Nazionale di Statistica. (Potete trovare una lista piu’ completa qui)

AppsForItaly nasce pertanto con l’obiettivo di stimolare i cittadini a progettare applicazioni Web, Apps per dispositivi mobili, a creare visualizzazioni ed infografiche, a progettare database. Ovviamente non tutti i cittadini sono degli specialisti e hanno quindi le competenze necessarie o magari non tutti gli specialisti hanno il tempo o la possibilita’ di realizzare e mettere a punto le proprie proposte.

E’ questo il motivo per cui la competizione prevede anche la categoria “Idee e Progetti” dove tutti, ma proprio tutti coloro che hanno semplicemente una bella idea o un progetto su come utilizzare i dati possono partecipare.

Ne vale la pena? Ricordo che ad oggi il montepremi è composto da 30.000 euro forniti dal Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione e da 10.000 euro nonchè da numerosi premi in tecnologia e servizi messi a disposizione dai vari sponsor. Ma non va dimenticato il premio piu’ consistente e cioè quello di avere l’opportunita’ di portare le proprie proposte all’attenzione di aziende, delle community interessate, del mercato, della Pubblica Amministrazione.

Per fare questo, c’è ancora un mese di tempo. E’ infatti fissato per il 10 Febbraio prossimo il termine ultimo per inviare le proposte, che, ricordo, dovranno essere inviate registrandosi nell’apposita sezione del sito Web di AppsForItaly.

E se volete qualche suggerimento, potete “sbirciare” tra le proposte che sono risultate vincitrici ad esempio ad Open Data Challenge o quelle che hanno partecipato ad Apps For Developement.

Tutte le proposte pervenute saranno valutate da una commissione che si sta costituendo proprio in questi giorni, mentre l’evento/premiazione si terra’ presumibilmente durante la prima settimana di Marzo. Stay tuned per tutti gli ulteriori aggiornamenti!

Social Media, cosa accadrà nel 2012

Il 2011 ci ha appena salutato ed eccoci alle prese con un nuovo anno ricco di aspettative sul fronte dei social media.  Tra le numerose previsioni per il 2012 segnaliamo quelle di Angela Denby che ne mette in evidenza 11, di seguito riportate con qualche aggiunta:

1. SITI. I social media verranno sempre più incorporati nei siti delle aziende e delle istituzioni.

2. MOBILE. Assisteremo a un ulteriore e significativo incremento dell’utilizzo dei social media attraverso dispositivi mobili.

3. SITI & MOBILE.  I siti dovranno essere sempre (più) compatibili con i dispositivi mobili.

4. HELP! Aumento dell’utilizzo delle community on line per ottenere un supporto personale o per cause umanitarie.

5. BUSINESS. Aumento della presenza delle aziende e dei loro investimenti sui social media, così come…

6….degli investimenti pubblicitari.

7. GAMING. Ulteriore crescita del fenomeno del social gaming.

8. NEWS. La tipologia delle news sarà sempre più “social”, sia quelle prodotte dai singoli che quelle dei giornali on line, che potremo sempre più commentare, condividere, votare e (ahinoi) laikare.

9. POLITICA. Maggior utilizzo da parte dei politici e della politica dei canali social media.

10. IMPRONTE DIGITALI. L’impronta che lasciamo sui social media crescerà ulteriormente.

11. FACEBOOK. Facebook supererà il miliardo di utenti. Con riferimento all’Italia, Facebook, nel 2012, supererà i 24 milioni di utenti: un italiano su due tra i 10 e gli 80 anni sarà presente su questo social network!

A questi 11 punti aggiungiamo qualche nostra previsione:

12. LEGAL 2.0. Le numerose impronte che, anche inconsapevolmente, lasciamo sui social media imporranno al legislatore uno sforzo ulteriore in termini di aggiornamento e adeguamento delle norme vigenti in materia di privacy, diritto d’autore, amministrazione digitale e utilizzo del Web, nonché di prevenzione dei reati che si consumano on line.

13. TWITTER. Aumento e consolidamento dell’utilizzo di Twitter.  In Italia il 2011 ha segnato l’anno di Twitter, prima con l’utilizzo nelle dirette dei giornali on line e poi con il passaggio al grande pubblico di #ilpiugrandespettacolodopoilweekend. Ma per aziende e PA la strada è lunga e, pur con le dovute eccezioni, siamo ancora in una fase sperimentale.

14. COMUNICAZIONE SOCIAL. Se consideriamo l’importanza nei processi di comunicazione dei nuovi media  (Facebook, Twitter e LinkedIn in primis) ed il punto 11, è evidente la necessità, da parte di aziende e PA, di saper utilizzare e sfruttare al meglio questo canale comunicativo. Ci sono già esperimenti riusciti e realtà molto avanzate, ma il biennio 2012-2013 dovrà essere quello della maturità.

15. SOCIAL MEDIA MANAGER. La figura del Social Media Manager sarà sempre più richiesta dalle aziende. Le offerte di lavoro sono prevalentemente nord-americane e nord-europee, ma qualcosa si sta muovendo anche in Italia.

Continueremo a parlare di social media con un’intervista a due importanti esperti, Davide Bennato e Giovanna Cosenza: stay tuned on SegnalazionIT!

SkyDrive di Natale

Siete dei patiti dei prodotti Microsoft? Avete bisogno dei principali strumenti di office automation sempre disponibili su qualunque pc connesso in rete? Necessitate di un notevole spazio di archiviazione per i vostri file?

SkyDrive è quello che fa per voi: è stato sviluppato da Microsoft, vi mette a disposizione Word, Excel, Power Point e One Note semplificati ma completamente online, vi offre 25 GB di spazio di archiviazione in the cloud.

Dovete solo registrare un account su Microsoft Live ed avrete a disposizione tutto ciò. Oltre a questo, se avete il s.o. Vista o Seven potete anche usufruire di Live Mesh, che vi assicura la sincronizzazione di 5 GB di file fra il vostro pc e la cloud, se invece avete il s.o. XP potete scaricarvi ed installare SD Explorer, che non effettua la sincronizzazione ma consente di mappare lo spazio su SkyDrive come una estensione del vostro filesystem. Se invece avete un tablet iPad o Android, alcune App come ad esempio SMEStorage (4,99$ per iPad e3,99$ per Android) consentono di usufruire dello spazio di SkyDrive (nonchè di altre cloud).

Per quello che ho potuto notare io, mentre l’utilizzo online tramite browser di SkyDrive è buono, non altrettanto di può dire della versione free di SDExplorer, che consente solo operazioni elementari di copia-incolla di file e, nel copiare un file da locale alla cloud, se quel file è già presente in SkyDrive, NON avvisa che lo si sta sovrascrivendo.

Dal punto di vista delle funzionalità offerte i prodotti Office di SkyDrive sono anch’essi molto elementari, immagino sia una scelta di mercato tendente a far acquistate una copia di Office da installare localmente che sia però fortemente interconnessa con la cloud di SkyDrive. Se mettiamo a confronto le funzionalità di SkyDrive con quelle di Google Docs, SkyDrive non regge proprio, però l’Office online è sempre comodo per qualunque evenienza e lo spazio di 25 GB è reale e disponibile da subito.

Insomma un regalino di Natale che tutto sommato non costa nulla possiamo anche concedercelo.

Musica per le mie orecchie

stereomood - emotional internet radioParto da una semplice domanda: può una radio interpretare i miei sentimenti e selezionare proprio la musica adatta a me? A volte succede, è un caso, un momento magico: come d’incanto, la radio passa proprio quella canzone che volevo, quel sound che mi serviva per ricaricarmi. Sarebbe bello se potesse succedere sempre così, che non fosse una possibilità su un milione. Sarebbe bello avere uno strumento che mi capisse! Potrei sempre chiamare una radio, quelle dove puoi chiedere una canzone, magari mandare anche una dedica; ma non sempre ho un telefono a disposizione, una chat, oppure non so come collegarmi, la risposta non è mai immediata e soprattutto non è certa. E poi dovrei manifestare i miei sentimenti. È una strada, ma non va bene per tutti. Spesso i sentimenti e le emozioni sono private, non vanno e non devono essere condivise. E allora?

Può uno strumento freddo come il pc, l’iPad o l’iPhone, interpretare il mio stato d’animo, capire di cosa ho bisogno e miracolosamente accontentarmi? Non basta una lista di canzoni preferite, non basta la stessa radio sintonizzata da una vita, ho bisogno di cose nuove, di risposte ogni volta diverse. Già altre volte questo blog si è occupato di radio e già altre volte ho parlato di sentimenti (qui e qui), ma questa volta, nella mia navigazione alla ricerca dei sentimenti in Internet, ho trovato qualcosa di più. Mi lascio guidare dagli ideatori di questa internet radio emozionale:

Dietro ogni canzone c’è sempre un’emozione, non sappiamo perché ma forse è per questo che amiamo la musica. Così abbiamo creato un modo per suggerire brani che seguono i vostri sentimenti: Stereomood è la Internet radio emozionale, che offre musica che meglio si adatta al vostro umore e alle vostre attività.

www.stereomood.com, l’internet radio emozionale, mi capisce e mi mette a disposizione tante categorie di canzoni. Devo soltanto rispondere a due domande: Come mi sento? Cosa sto facendo ora? E lei mi seguirà nei miei sentimenti e nelle mie attività, passandomi la mia musica! Oggi sono “happy”, prima però ero “dreamy”, ieri mi sentivo un po’ “melancholy”, ma fra un’ora avrò una “CANDLELIT DINNER”, infatti sono in pieno “COOKING TIME”, domani mi toccheranno le “SPRING CLEANING”, speriamo che non “IT’S RAINING” ma che sia un “SUNNY DAY”. Insomma, emozioni (scritte in corsivo minuscolo) e attività (scritte in stampatello maiuscolo) per tutti i gusti.

Lo scopo è di ascoltare musica secondo l’umore e le attività che si stanno svolgendo, scegliendo le canzoni in modo casuale o con un ordine prestabilito, ma si può anche ascoltare un’ autore specifico, una canzone: tutte le opzioni di ricerca a cui siamo abituati sono aperte. Si possono escludere delle canzoni che non piacciono e fare emergere quelle più belle per noi (con un tag). Ci si può registrare, crearsi delle playlist personali, che si possono condividere con gli amici. Da ragazzi, per le feste, si preparavano le cassette con le musiche da ballare, ora è possibile preparare delle playlist per ogni occasione speciale. Le canzoni provengono da una selezione dei miglior blog di musica internazionale, ma è possibile per ogni utente registrato inserire un brano (con estensione .mp3). Le playlist sono generate a partire dai tag degli utenti: più ascolto e taggo il brano (il sentimento, l’attività) più il brano (il sentimento, l’attività) sarà “comune”: i brani sono ordinati in base alla media dei tag e i sentimenti e le attività appaiono più in evidenza nella tagcloud.

Alcune sorprese mi attendono. Al momento in cui scrivo, nell’ultima settimana il sentimento “calm” ha avuto 438.000 ascolti seguito da “dreamy” con 420.610 ascolti e dall’”happy” con 382.407 ascolti. Tra le attività “RELAX” ha avuto 480.547 ascolti, “CHILLOUT” 397.730 ascolti e “STUDYING” 342.557 ascolti. L’immagine che mostriamo su Internet è sempre più positiva della realtà: forse siamo migliori di quanto pensiamo?

La radio emozionale è una applicazione sociale: posso condividere le mie playlist, conoscere quelle degli altri e soprattutto, “riconoscere” gli utenti che sono più vicini al mio stato d’animo e navigare nel loro profilo e ascoltare le loro canzoni. I sentimenti comuni ci accomunano. La radio emozionale è stata creata ed è gestita da un gruppo di amici italiani (http://wiki.startupbusiness.it/Stereomood). Grazie a Domenico per avermi fatto conoscere questa radio.

Eredità digitale: un giorno questa password sarà tua

La rete sta diventando, e diventerà sempre più, il luogo dove sono custodite non solo informazioni di carattere personale ma anche video, film, musica ed altro materiale con un rilevante valore economico oltre che affettivo. Per fornire una idea della vastità del patrimonio di dati e file conservati in cloud è sufficiente tenere presente che nel nostro Paese sono 24,8 milioni i soggetti attivi su Internet (comprensivi anche di chi si limita al solo uso della posta elettronica), il 69,7% degli individui tra gli 11 e i 74 anni (circa 33 milioni), il 47,2% della popolazione (Rapporto Annuale 2011 AGCOM). Inoltre, l’84% dei soggetti attivi su Internet accede almeno una volta al giorno a Facebook che, con i suoi 20 milioni di profili attivi (dati emersi nel corso della  Social Media Week di Milano), il  76,2%  della popolazione attiva ed 35,3% sulla popolazione totale, domina il mercato italiano dei social. Numeri così rilevanti da far rientrare l’Italia  tra i dieci principali Internet market mondiali (Nielsen, report sull’uso dei social media, 2011) nonostante il ritardo rispetto a molti Paesi dell’Unione europea sia per quel che riguarda la diffusione dell’accesso a Internet sia per la qualità della connessione. Secondo il recente Rapporto annuale 2011 del Censis, infatti, il nostro Paese si colloca al ventunesimo posto in entrambi i casi.

Ma cosa succede ai nostri dati, alla nostra vita digitale, quando moriamo? Questa domanda inizia a serpeggiare tra gli utenti di internet anche perché si possono verificare diverse situazioni spiacevoli.

I profili abbandonati possono essere, infatti, essere facili prede da parte di soggetti non autorizzati – in genere spammer – oppure trasformati, anche contro la volontà dei titolari, in “santuari digitali”; inoltre, purtroppo, è stata più volta verificata l’impossibilità dei familiari di entrare in possesso dei dati e dell’informazioni del proprio caro per custodirle.

La sopravvivenza dei profili ai loro titolari è una questione molto complessa poichè la maggior parte dei provider ha regole molto ferree  di gestione che, impediscono il rilascio di password a soggetti terzi  sebbene molti prevedono, in caso di esibizione di un certificato di decesso e di una prova del legame di parentela, la possibilità di fornire una copia dell’archivio digitale.

Alcuni esempi di policy da parte dei fornitori più noti di servizi di posta elettronica sono stati raccolti da Ernesto Beliario nell’articolo “La nostra eredità digitale”. GMail, ad esempio, prevede la possibilità di rilasciare la password agli eredi a condizione che sia esibito il certificato di morte e la dimostrazione di aver intrattenuto con il deceduto corrispondenza telematica. Hotmail, viceversa, per rendere accessibili le e-mail prevede una richiesta integrata dal certificato di morte. Richiesta che dovrà essere formulata in tempi brevi poiché dopo alcuni mesi di inattività gli account vengono disattivati. Infine, Yahoo! esclude contrattualmente la possibilità che gli eredi possano accedere all’account ma, in caso di richiesta documentata, rilascia una copia digitale di tutta la  corrispondenza telematica della persona scomparsa.

Per evitare situazioni spiacevoli è possibile adottare delle contro misure adeguate ed iniziare a pensare all’Eredità Digitale (Digital Inheritance). Il tema è di stretta attualità, una recente ricerca effettuata  in Gran Bretagna dalla Goldsmiths University of London per conto della Rackspace, una società di cloud computing, pubblicata su Telegraph, conferma questo bisogno. Infatti, un inglese su dieci lascia in eredità le password di accesso ai propri profili web come Facebook, Flickr, Linkedin, Tumblr, WordPress anche per tutelare il patrimono in file digitali conservati in cloud piuttosto che su archivi domestici e di cui non vorrebbe disperderne il rilevante valore economico.

Come si può gestire la propria eredità digitale?

Una delle soluzioni più semplici da adottare, una sorta di tutela “fai da te”, consiste nel segnare su un foglio l’elenco dei profili attivi e le corrispondenti password. Naturalmente, laddove si decida per questa soluzione appare evidente l’esigenza di custodire con attenzione il prezioso foglietto e soprattutto fornire indicazioni ai parenti sulla sua collocazione affinché non vada disperso.

Una soluzione più affidabile appare la previsione di una specifica disposizione testamentaria. Il testamento è un atto unilaterale revocabile con cui un soggetto (testatore) dispone del proprio patrimonio ovvero detta una disposizione di carattere non patrimoniale (ad esempio il riconoscimento di un figlio) per il tempo in cui avrà cessato di vivere. In Italia è regolamentato dagli articoli 601 e seguenti del codice civile. Essendo un atto personale, chi decide di redigere un testamento può prevedere una specifica disposizione con cui affida ad una o più persone di fiducia i profili, i dispositivi che contengono i files personali nonché gli account attivi sui diversi servizi di cloud computing, precisando, eventualmente, l’uso che gli eredi potranno fare di quei dati. Al tempo stesso, laddove il desiderio, viceversa, fosse quello di tenere nascosti alcuni aspetti della propria vita agli eredi, è possibile nominare un esecutore testamentario a cui affidare il compito di chiudere i propri profili sui social networks e di cancellare le mail ed i files che desideriamo non ci sopravvivano.

Un’alternativa al testamento è rappresentata dai servizi on line a pagamento quali, ad esempio, quelli forniti da Legacy Locker, e PassMyWill.

Legacy Locker  prevede l’identificazione di tutti gli “online assets”, le username e le password e la loro assegnazione ad uno o più beneficiari, persone care a cui decidiamo di affidare le nostre informazioni personali. Il servizio prevede anche l’individuazione dei c.d. “verificatori” a cui viene affidato il compito di comunicare al sito il decesso del titolare dei profili. A seguito delle verifiche, tutte le informazioni depositate sono poi inviate ai beneficiari via mail. Il servizio offerto prevede specifiche procedure di aggiornamento delle informazioni e la possibilità di predisporre delle “legacy letters”, documenti digitali custoditi in maniera riservata e consegnati ai destinatari solo in caso di morte.

PassMyWill consente, invece, di effettuare un vero e proprio testamento digitale. L’utente registrato affida al sito login e password per l’ingresso a social media, posta elettronica, siti di servizi on line (banca, carta di credito, ecc.) che saranno custoditi criptati fino alla verifica dell’avvenuto decesso. Originale la modalità con la quale verifica la morte del proprio cliente: PassMyWill controlla l’utilizzo dei vari social media a cui si è dichiarata l’iscrizione e se non registra movimenti per un periodo predefinito, distribuisce mediante mail, login e password ai soggetti indicati.

E’ evidente che, laddove si decida di utilizzare questi servizi è necessario fare attenzione a segnalare eventuali variazioni nelle password ed indicare l’indirizzo mail corretto per evitare che la propria memoria digitale vada persa per sempre oppure finisca nelle mani sbagliate.

Un’altra tipologia di servizio, finalizzata all’organizzazione e la conservazione della memoria digitale è offerta da 1.000 memories, che, rappresenta un diverso modello di utilizzo dei social media. 1000 memories ricerca vecchie foto e ricordi familiari ed affettivi, organizza e ricostruisce la memoria mediante album digitali che poi rende condivisibile sul web.  L’attivazione di un profilo alla memoria è previsto anche Facebook Memorials che consente, in presenza di eredi che ne facciano richiesta, di trasformare il profilo della persona deceduta in un luogo virtuale di memoria il cui accesso è consentito solo agli amici precedentemente confermati.

Il tema dell’eredità digitale è nell’agenda dell’Unione Europea che sta vagliando l’ipotesi di varare una legge che consenta ai parenti di avere un più facile accesso ai profili della persona cara deceduta e di regolamentare le disposizioni testamentarie aventi ad oggetto patrimoni digitali conservati sulla rete.

Viviane Reding, commissario EU alla Giustizia, nel documento “keeping darknes of the cloud”, nell’illustrare le linee guida della proposta di regolamentazione europea della privacy, diventata sempre più urgente a seguito dell’impatto del cloud sui processi di archiviazione e gestione dei dati personali, ha affermato che “Internet deve imparare a dimenticare”.

Il diritto di essere dimenticati dal web non riguarda esclusivamente il diritto di rendere anonimi i dati riutilizzati ma soprattutto “il diritto e, non solo la possibilità, di ritirare l’autorizzazione al trattamento dei dati. L’onere della prova dovrebbe essere su coloro che gestiscono i nostri dati personali. Dovrebbero, infatti, provare l’esigenza di continuare a trattenere i nostri dati piuttosto che il cittadino dimostrare che quella conservazione non è necessaria”.

Il web, quindi, come molti sostengono, non stanno solo cambiando la società, il costume, le forme di democrazia ma anche l’esercizio dei diritti.

3, 2, 1… Al via AppsForItaly, il contest italiano sugli Open Data

Ha preso il via  ufficialmente AppsForItaly, la competizione tutta italiana sugli Open Data. Un concorso quindi, con tanto di premi in denaro, rivolto ai cittadini, alle communities di sviluppatori, alle aziende e alle associazioni che proporranno le migliori soluzioni per l’utilizzo del patrimonio informativo pubblico.  Il concorso si articola in quattro categorie: Idee e Progetti, Applicazioni, Dataset e Visualizzazioni e potranno essere presentate anche proposte che in passato abbiano già partecipato ad altre competizioni simili.

Il montepremi? Al momento è arrivato a ben 40.000 euro, di cui buona parte messi dal Ministero per la Pubblica Amministrazione  e Innovazione  che ha supportato il lancio dell’iniziativa assieme a ForumPA e Formez e a cui sta subentrando  il MIUR in conseguenza del recente cambio di Governo. Il contest è organizzato dal Comitato AppsForItaly ma va detto che sono partner dell’iniziativa  enti del calibro di Regione Piemonte, ISTAT, Regione Emilia Romagna, ENEL  che mettono a disposizione i propri dati.

C’è una sola regola da seguire: le proposte inviate devono esser basate sui dati pubblici, ma se volete dare una occhiata al regolamento completo potete farlo visitando l’apposita pagina. Il  contest si chiuderà il 10 Febbraio 2012.  A partire da quella data una apposita giuria selezionerà le proposte vincitrici che verranno premiate a fine Febbraio all’interno di un apposito evento. Per il momento buon lavoro a chi avrà intenzione di partecipare e …. vinca il migliore!!

Contest di statistical graphics della Scuola SIS “Web e Statistica”

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A settembre, a Pisa, si è svolta la prima Scuola della Società Italiana di Statistica “Web e Statistica”, conclusa con un contest di statistical graphics tra i partecipanti. Ha vinto, di misura, Marco Calderisi, un brillante chimico (e statistico) fondatore di Terradata.

Qui riportiamo tutti i lavori del contest, (più che) meritevoli di pubblicazione. Complimenti!

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Imprese italiane per settore di attività (Dina Alessandro)

I 6 grafici illustrano la situazione a Genova e provincia degli imprenditori “stranieri” (nati all’estero) per paese di nascita, per settore economico, per carica sociale, partendo dalle sedi d’impresa operanti sul territorio italiano fino agli imprenditori italiani operanti a Genova e provincia.

L’intento è stato di evidenziare il diverso andamento dei cittadini nati all’estero in paesi extracomunitari, in particolare delle nazionalità più corposamente presenti sul territorio genovese (marocchina, senegalese, albanese ed ecuadoriana), rispetto ai cittadini comunitari (esclusi gli italiani, francesi, inglesi e tedeschi).

Emerge che gli imprenditori nati in paesi extracomunitari preferiscono operare in qualità di titolari di imprese individuali, in realtà dimensionalmente più contenute e prevalentemente nei settori delle costruzioni e del commercio mentre gli imprenditori nati in paesi comunitari sono maggiormente attivi nell’ambito di strutture societarie più complesse in qualità di socio o di amministratore.

Dina Alessandro: nell’ambito delle attività del Servizio Statistica e Prezzi della Camera di Commercio di Genova mi occupo di elaborazione, analisi dati demografici, economici e non solo, preferibilmente fino al dettaglio comunale e della loro rappresentazione grafica, sempre alla ricerca di tecnologie innovative e visualizzazioni accattivanti.

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Come è gestita l’acqua in Italia? (Marco Calderisi)

L’elaborazione prova a rispondere alla domanda: come è gestita l’acqua in Italia? I dati sono relativi al 2003 e sono stati estratti dalle banche dati dell’ISTAT e dei Comuni Italiani. Un primo grafico mostra la distribuzione sul territorio nazionale del consumo di acqua per uso domestico, espresso in m3 per abitante. Le regioni del Sud sono quelle che hanno un minor consumo di acqua, mentre la regione con il consumo superiore è la Valle d’Aosta. Il secondo grafico invece da una indicazione della percentuale di popolazione servita da impianti di depurazione di acque reflue urbane. In questo caso la situazione è molto più omogenea della precedente. La Val d’Aosta ha il 100% della popolazione servita da impianti di trattamento, mentre la Liguria si attesta al 59%.

La due successive treemap mostrano rispettivamente quantità e tipologie di depuratori presenti sul territorio nazionale in termini assoluti e rapportati al numero di abitanti di ciascuna regione.

Si tenga presente che i depuratori possono essere di tre tipi diversi: i depuratori più semplici sono quelli che danno un trattamento primario (T1), mentre quelli più importanti per la depurazione ed il riutilizzo delle acque sono quelli che forniscono un trattamento terziario (T3).

Salta subito all’occhio come siano la Toscana e l’Emilia Romagna le regioni maggiormente attrezzate, ma che solo la Toscana abbia un numero di depuratori di tipo T3 percentualmente maggiore rispetto a quelli di altro tipo. D’altro canto, rapportando questi dati alla popolazione delle regioni si vede che sono la Lombardia e la Campania ad avere più impianti per abitante. La Lombardia ha più impianti di tipo primario, la Campania più impianti di tipo terziario.

Marco Calderisi, chimico/chemiometra, mi occupo di analisi statistica multivariata applicata alla chimica, all’ambiente e alla R&S. Socio fondatore di Terradata, società dedita all’analisi di dati ambientali. Borsista post-doc presso il Centro NMR dell’Università di Siena. Interessi attuali: Open Data, infografica.

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Studio di tipo osservazionale longitudinale per raccogliere i dati utili (Barbara Romani)

Il primo gruppo di dati consiste in una lista di enunciati che il soggetto esaminato (io) vorrebbe che gli fossero rivolti nell’arco di una giornata rilevando anche la frequenza con cui dovrebbero essere emessi.

Il secondo gruppo di dati è stato raccolto durante una giornata tipo, registrando gli enunciati che sono stati effettivamente rivolti al soggetto e la loro frequenza.

Barbara Romani, Psicologa-Psicoterapeuta, svolgo attività clinica come libero professionista e mi occupo -come borsista- di ricerca nell’ambito dell’umanizzazione delle cure presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. Interessi attuali: metodologia e strumenti per la ricerca.

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Pil pro capite e la percentuale di acquisti di beni e servizi via web (Andrea Zedda)

Lo scatterplot interattivo mostra il legame tra Pil pro capite e la percentuale di acquisti di beni e servizi via web nelle regioni di alcuni stati europei. La grandezza dei punti è relativa
ad un ulteriore indicatore che descrive la percentuale di persone che utilizzano abitualmente internet. Per non appesantirne la lettura sono stati distinti per colore solo alcuni stati considerati più rilevanti. Si nota come la correlazione tra i due indicatori sia abbastanza modesta, mentre, di contro, le varie regioni tendono a raggrupparsi quasi naturalmente per Stato di appartenenza. Si può ipotizzare che la tendenza all’uso del web dipenda più da fattori culturali e infrastrutturali che dalle risorse economiche effettivamente disponibili in un dato territorio.

Andrea Zedda, laureato in Scienze Politiche, esperto in ricerca demo-sociale, mi occupo principalmente di elaborazione, trattamento, analisi dei dati e reportistica. Ho collaborato con ISTAT,  Provincia di Cagliari, Ablativ scrl, Camera di Commercio di Cagliari, e l’Università di Cagliari. Sono socio fondatore dell’associazione Sardinia Open Data.

(Andrea tornerà presto su SegnalazionIT con alcuni articoli da non perdere, ndr)

Liferay Italy Symposium 2011 – Roma 18 novembre

In passato, SegnalazionIT si è occupata del portale open source Liferay e quindi volentieri pubblichiamo l’annuncio di SMC, Gold Partner di Liferay, del primo simposio nella Capitale:

Dopo il successo registrato l’anno scorso a Treviso, Liferay ha deciso di puntare ancora una volta sull’Italia per presentare la release 6.1 di Liferay Portal ed il Marketplace, scegliendo Roma come sede del Symposium annuale. Un evento dal sapore internazionale quello che si terrà a Roma presso la Residenza di Ripetta il prossimo 18 novembre. Un Symposium importante, voluto fortemente da Liferay per presentare ad Aziende pubbliche e private, Enti Internazionali, Software House e liberi professionisti le più importanti novità sviluppate da Liferay sulla loro piattaforma Open Source. Il Liferay Italy Symposium 2011 ha il duplice obiettivo di presentare la release 6.1 di Liferay Portal ed introdurre il Marketplace di Liferay. L’ultima release di prodotto aggiunge nuove ed importanti funzionalità per gli utenti che lo utilizzano, consentendo un approccio intuitivo che permette loro di costruire applicazioni aziendali senza l’utilizzo di sviluppatori software a supporto. Il Marketplace di Liferay, altra novità del 2011, vuole essere un canale per la comunità mondiale di sviluppatori e partners di Liferay al fine di raggiungere l’ampia base di installazioni Liferay con le applicazioni aziendali e plugin che aumentano le potenzialità del nucleo di Liferay Portal, la collaborazione e la gestione dei contenuti web della piattaforma. Fitta l’agenda della giornata che sarà l’occasione giusta per conoscere le novità, condividere esperienze ed approfondire la piattaforma attraverso sessioni tecniche e di business con presentazioni a cura del Top Management di Liferay, casi di successo e approfondimenti one-to-one con i tecnici dell’organizzazione.

Per info/registrazioni al Symposium andate su http://www.smc.it/liferay-symposium-2011 o scrivete a SMC.

Competizione multimediale della Società Italiana di Statistica, ecco i vincitori!

Ecco i vincitori della Competizione Multimediale “La statistica e la professione di statistico: idee per la promozione e la diffusione” della Società Italiana di Statistica:

1° classificato
“Il calendario statistico”
di: Daniele Durante, Davide Vidotto e Sabrina Vettori. Se avete uno smartphone o un tablet con Android, scaricatevi subito la app! (guarda il contributo)

2° classificato
“Lo Statistico e la Statistica: questi sconosciuti”
di: Giada Adelfio, Giovanni Boscaino, Marco Enea, Rossella Onorati e Mariangela Sciandra (guarda il contributo)

3° classificato
“Se la statistica non esistesse”
di: Daniela De Francesco. Daniela collabora con noi di SegnalazionIT, perdonateci se ci complimentiamo doppiamente con lei :-) e riportiamo anche il suo contributo (con la colonna sonora) su YouTube, ripreso oggi anche dal sito de la Repubblica  (guarda il contributo)

4° classificato
Roberto Matteotti (guarda il contributo)

5° classificato
Stefania Caporaso, Pasquale Dello Stritto, Alfonso D’Agnese, Graziano Fresiello, Danilo Fusco, Nadia Inglese, Antonietta Perrone e Mariagiovanna Zavallone (guarda il contributo)

Complimenti a tutti (anche ai componenti della commissione, Maria Gabriella Grassia, Davide Bennato e Fabio Crescenzi) e arrivederci alla prossima edizione del concorso.