Insights: Data Protection and the Cloud 2011
Sono stati resi noti i risultati del sondaggio Insights: Data Protection and the Cloud 2011, condotto nel mese di maggio 2011 dalla Coleman Parkes Research in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Russia, Spagna, Svezia.
Circa 1.987 società europee hanno compilato il questionario online. Secondo l’indagine, un terzo (33%) delle organizzazioni ritiene che il cloud svolgerà un ruolo sempre più importante nei propri piani di business continuity del prossimo anno, riferendo un aumento costante della spesa per la protezione dei dati, con una quota crescente del budget destinato al cloud computing.
Lo studio di CA Technologies, disponibile alla pagina http://www.arcserve.com/~/media/Files/supportingpieces/ca_dpatc_eu.ashx , ha evidenziato come le aziende considerino il cloud computing un componente chiave delle loro strategie di protezione dei dati, tanto che un terzo (33%) ha in progetto di intensificare gli investimenti nelle soluzioni cloud nel giro dei prossimi dodici mesi. Gli investimenti nella protezione e nel recupero dei dati continuano ad aumentare: l’81% delle organizzazioni ha mantenuto costante il proprio livello di spesa tra il 2010 e il 2011, il 19% l’ha accresciuto.
Fra le aziende interpellate, il 30% ha dati che risiedono in una “nuvola” privata, il 17% nella cloud pubblica. Una quota significativa dei soggetti che utilizzano una cloud privata – il 77% – ritiene che i dati e gli applicativi verrebbero adeguatamente protetti in caso di disastro; ben l’86% di coloro che utilizzano una cloud pubblica confida nei Service Level Agreement (meccanismi contrattuali attraverso i quali si definiscono le metriche di servizio che devono essere rispettate da un fornitore di servizi).
Nonostante il trend positivo degli investimenti per il disaster recovery e la crescente adozione del cloud computing, quasi tutte le realtà intervistate – il 96 % delle 202 aziende italiane – hanno registrato episodi di perdita di dati nel corso dell’ultimo anno, riconducibili a cause diverse. Il 76% delle aziende ha subìto un guasto dei sistemi informatici (per esempio, un malfunzionamento di rete, storage, software) che rappresenta la causa più comune di perdita dei dati.
In Italia infatti, pur essendo elevata la frequenza di perdita di dati, sono poche le aziende dotate di sistemi di disaster recovery adeguati. Solo il 17% dei partecipanti all’indagine ha riferito di disporre di piani completi e dettagliati per la tutela dei dati in caso di evento catastrofico.
Il motivo principale addotto per la mancanza di pianificazione è stato il mancato supporto e sostegno del top management (55% del campione). Un altro fattore significativo, 43% dei casi, sarebbe stata la preparazione inadeguata del personale IT nella pianificazione dei rischi e del DR.










