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	<title>SegnalazionIT &#187; Indagini</title>
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	<description>Segnalazioni, approfondimenti e tendenze del mondo IT</description>
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		<title>Insights: Data Protection and the Cloud 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 00:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Corvisieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT Management]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini]]></category>

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										</div>Sono stati resi noti i risultati del sondaggio Insights: Data Protection and the Cloud 2011, condotto nel mese di maggio 2011 dalla Coleman Parkes Research in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Russia, Spagna, Svezia. Circa 1.987 società europee hanno compilato il questionario online. Secondo l’indagine, un terzo (33%) delle [...]]]></description>
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										</div><p style="text-align: justify;">Sono stati resi noti i risultati del sondaggio <em>Insights: Data Protection and the Cloud 2011</em>, condotto nel mese di maggio 2011 dalla Coleman Parkes Research in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Russia, Spagna, Svezia.</p>
<p style="text-align: justify;">Circa 1.987 società europee hanno compilato il questionario online. Secondo l’indagine, un terzo (33%) delle organizzazioni ritiene che il <em>cloud</em> svolgerà un ruolo sempre più importante nei propri piani di business continuity del prossimo anno, riferendo un aumento costante della spesa per la protezione dei dati, con una quota crescente del budget destinato al <em>cloud computing</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio di CA Technologies, disponibile alla pagina <a href="http://www.arcserve.com/%7E/media/Files/supportingpieces/ca_dpatc_eu.ashx">http://www.arcserve.com/~/media/Files/supportingpieces/ca_dpatc_eu.ashx</a> , ha evidenziato come le aziende considerino il <em>cloud computing</em> un componente chiave delle loro strategie di protezione dei dati, tanto che un terzo (33%) ha in progetto di intensificare gli investimenti nelle soluzioni <em>cloud</em> nel giro dei prossimi dodici mesi. Gli investimenti nella protezione e nel recupero dei dati continuano ad aumentare: l’81% delle organizzazioni ha mantenuto costante il proprio livello di spesa tra il 2010 e il 2011, il 19% l’ha accresciuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra le aziende interpellate, il 30% ha dati che risiedono in una “nuvola”<em> </em>privata, il 17% nella <em>cloud</em> pubblica. Una quota significativa dei soggetti che utilizzano una <em>cloud</em> privata &#8211; il 77% &#8211; ritiene che i dati e gli applicativi verrebbero adeguatamente protetti in caso di disastro; ben l’86% di coloro che utilizzano una <em>cloud</em> pubblica confida nei  Service Level Agreement (meccanismi contrattuali attraverso i quali si definiscono le metriche di servizio che devono essere rispettate da un fornitore di servizi).</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante il trend positivo degli investimenti per il <em>disaster recovery</em> e la crescente adozione del <em>cloud computing</em>, quasi tutte le realtà intervistate &#8211; il 96 % delle 202 aziende italiane &#8211; hanno registrato episodi di perdita di dati nel corso dell’ultimo anno, riconducibili a cause diverse. Il 76% delle aziende ha subìto un guasto dei sistemi informatici (per esempio, un malfunzionamento di rete, <em>storage</em>, <em>software</em>) che rappresenta la causa più comune di perdita dei dati.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia infatti, pur essendo elevata la frequenza di perdita di dati, sono poche le aziende dotate di sistemi di <em>disaster recovery</em> adeguati. Solo il 17% dei partecipanti all’indagine ha riferito di disporre di piani completi e dettagliati per la tutela dei dati in caso di evento catastrofico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motivo principale addotto per la mancanza di pianificazione è stato il mancato supporto e sostegno del top management (55% del campione). Un altro fattore significativo, 43% dei casi, sarebbe stata la preparazione inadeguata del personale IT nella pianificazione dei rischi e del DR.</p>
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		<title>Non è un mondo per donne (l’ICT)</title>
		<link>http://segnalazionit.org/2011/09/ict-non-e-un-mondo-per-donne/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 23:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Concetta Ferruzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT Management]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste, Recensioni, Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[ict management]]></category>
		<category><![CDATA[pari opportunità]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="padding-top:5px;padding-right:0px;padding-bottom:5px;padding-left:0px;;">
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										</div>A fine agosto, come penso tutti, sono stata colpita dalla forte onda emotiva a seguito delle dimissioni da CEO Apple di Steve Jobs. Ho letto molti articoli pubblicati a commento, soprattutto sulla volontà di creare una squadra che fosse in grado di portare avanti il modello di gestione &#8220;Jobs&#8221;, tanto che Luca De Biase sul Sole 24 [...]]]></description>
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										</div><p style="text-align: justify;">A fine agosto, come penso tutti, sono stata colpita dalla forte onda emotiva a seguito delle <a href="http://www.apple.com/pr/library/2011/08/24Letter-from-Steve-Jobs.html">dimissioni</a> da CEO Apple di Steve Jobs.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho letto molti articoli pubblicati a commento, soprattutto sulla volontà di creare una squadra che fosse in grado di portare avanti il modello di gestione &#8220;Jobs&#8221;, tanto che Luca De Biase sul Sole 24 ore del 26 agosto afferma che la sua ultima creatura è l’<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-08-26/alza-velo-ultima-creatura-084256.shtml">iTeam</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">C’era però qualcosa in sottofondo che mi lasciava perplessa. Si narravano le grandi doti del nuovo CEO, Tim Cook, le capacità del designer Jonathan Ive, l’abilità nel marketing di Philip Shiller.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mancava qualcosa.</strong> <strong>Si, mancavano le donne</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno dei componenti del mitico <a href="http://www.apple.com/pr/bios/">Team</a> è una donna. Questa considerazione mi ha lasciato alquanto sorpresa e quindi, mossa da grande curiosità (curiosità il tuo nome è donna, parafrasando W. Shakespeare) mi sono chiesta quale fosse la composizione del Board of Directors  dello storico rivale di Apple, <a href="http://www.microsoft.com/presspass/bod/bod.aspx">Microsoft</a> e poi in sequenza, in ordine assolutamente casuale: <a href="http://investor.google.com/corporate/board-of-directors.html">Google</a>, <a href="http://www.facebook.com/press/info.php?execbios">Facebook</a>, <a href="http://www.oracle.com/us/corporate/press/BoardofDirectors/index.html">Oracle</a>, Twitter, <a href="http://investors.linkedin.com/directors.cfm">Linkedin</a>,<a href="http://www.ibm.com/investor/governance/board-of-directors.wss"> IBM</a>, <a href="http://investor.cisco.com/directors.cfm">Cisco</a>, <a href="http://investing.businessweek.com/research/stocks/private/board.asp?privcapId=35962803">Linux Foundation</a>, <a href="http://investor.yahoo.net/directors.cfm">Yahoo</a>, <a href="http://www.adobe.com/corporateresponsibility/corporate.html">Adobe</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca è stata effettuata il 30 agosto 2011 attraverso i siti web delle stesse società tranne che per Twitter con riferimento alla quale l’informazione è stata recuperata attraverso <a href="http://investing.businessweek.com/research/stocks/private/board.asp?privcapId=35962803">Bloomberg Businessweek</a> ed è stata aggiornata &#8211; con riferimento ad Yahoo &#8211; il 7 settembre 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati raccolti sono univoci, coerenti, inequivocabili. Di seguito l’infografica e la desolante considerazione che l’innovativo settore ICT  non è un mondo per donne.</p>
<p><script type="text/javascript" src="http://www-958.ibm.com/me/visualizations/a3cac390db2a11e08780000255111976/comments/a3cd3b34db2a11e08780000255111976.js?width=600&#038;height=350"></script></p>
<p style="text-align: justify;">Analizzando i ruoli ricoperti si scopre che l’unica donna ad aver avuto l’incarico di CEO <a href="http://mashable.com/2011/09/06/carol-bartz-fired/">fino a pochi giorni fa </a>è stata <a href="http://people.forbes.com/profile/carol-bartz/8706">Carol Bartz </a>di Yahoo, che resta però in carica come CEO in CISCO, mentre tutte le altre si occupano prevalentemente di finanza, HRM, auditing ed in un solo caso di marketing (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sheryl_Sandberg">Sharyl Sander </a>di Facebook). Inusuale  anche la motivazione del licenziamento della Bartz (fatto con una telefonata): era considerata dalla proprietà un leader troppo debole e quindi un ostacolo alla crescita dell’azienda.</p>
<p style="text-align: justify;">La questione non è però limitata all&#8217;ICT ma generalizzabile a tutti i settori produttivi e soprattutto non limitata ad una specifica area geografica. Alla questione della parità tra uomini e donne, e non solo in campo professionale, sarà dedicato il prossimo Open Forum della Banca Mondiale <a href="http://live.banquemondiale.org/egalite-genres%20" target="_blank">Hommes-femmes: parvenir à l&#8217;égalité</a> (20 e 21 settembre 2011).</p>
<p style="text-align: justify;">La questione della parità in ambito professionale è una questione aperta anche in Italia. Dati recenti indicano, infatti, il <a href="http://www.istat.it/it/archivio/37179">tasso di occupazione </a>femminile è del 46,3%, oltre <strong>20 punti percentuali in meno</strong> rispetto agli uomini (67,5%). Negativi anche i dati relativi alla posizione in azienda ed alla retribuzione. A questo tema, centrale per la crescita dei sistemi sociali ed economici, è dedicato il  <a href="http://www.formazione.ilsole24ore.com/st/bew24_2011/forum.htm">5° Forum Cultura d’Impresa</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per dovere di cronaca si segnala che la % di presenza femminile nel board di <a href="http://segnalazionit.org/">questo blog</a> è pari a zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Solo per gli Innovatori: una indagine on-line sull&#8217;e-Government</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 02:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Patruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-Government]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini]]></category>

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										</div><p style="text-align: justify;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/06/Schermata-2.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5858" title="Schermata-2" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/06/Schermata-2.png" alt="" width="524" height="206" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi tempi c&#8217;è stato un interesse crescente da parte della Commissione Europea sulle iniziative legate all&#8217;open government e all&#8217;open data che partono da quelli che possiamo definire gli &#8220;innovatori&#8221; della società civile. Il consorzio Belga costituito da <strong>Tech4i2</strong> e <strong>Deloitte &amp; Touche</strong> ha avuto l&#8217;incarico di effettuare uno studio proprio sulla realizzazione &#8220;spontanea&#8221; e collaborativa di servizi nell&#8217;e-Government.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fare ciò, il consorzio ha ideato un questionario on-line rivolto principalmente agli Innovatori e a tutti coloro che hanno realizzato applicazioni o servizi web pubblici  &#8220;dal di fuori&#8221;. Servizi quindi che nascono da cittadini, associazioni civiche, aziende, che in una lodica di open government e di open data  progettano e implementano servizi di interesse pubblico. Quello che chiamiamo comunemente Civic Hacking.</p>
<p>Potete accedere al questionario on-line cliccando sul seguente link:</p>
<p><a href="https://spreadsheets.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dG9QQXdNeV9sQndCZks2b0llekJVVlE6MQ" target="_blank">https://spreadsheets.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dG9QQXdNeV9sQndCZks2b0llekJVVlE6MQ</a></p>
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		<title>DBMS colonnari</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 00:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Moscara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Database e Data Warehouse]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Visualizzazione dati]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>

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										</div>Nell&#8217;analisi di grandi moli di informazioni, per esempio i dati di vendita per la pianificazione di strategie di marketing, è difficile fare a meno di prodotti software specializzati supportati dalla tecnologia dei DBMS. Purtroppo l&#8217;utilizzo di questi sistemi è generalmente molto costoso poiché si chiede di elaborare quantità crescenti di dati, in tempi sempre più [...]]]></description>
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										</div><p style="text-align: justify;"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } -->Nell&#8217;analisi di grandi moli di informazioni, per esempio i dati di vendita per la pianificazione di strategie di marketing, è difficile fare a meno di prodotti software specializzati supportati dalla tecnologia dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Database_management_system">DBMS</a>. Purtroppo l&#8217;utilizzo di questi sistemi è  generalmente molto costoso poiché si chiede di elaborare quantità crescenti di dati, in tempi sempre più stringenti e sotto la costante pressione del top management aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/SADAS_01.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5218" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/SADAS_01.jpg" alt="" width="614" height="163" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } -->Per questo la possibilità di analizzare al volo una tabella da decine di milioni di record in tempi rapidi, anche eseguendo query abbastanza pesanti, non può che essere benvenuta, specie se si prospetta una diminuzione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Total_Cost_of_Ownership">TCO</a> rispetto ad una architettura più tradizionale.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo post vorrei segnalare <a href="http://www.sadasdb.com/dispach.asp">SADAS</a>, un DBMS colonnare compatibile SQL-99 standard (sono disponibili JDBC driver, ODBC driver, Ado connection). Come riportato in una delle brochure, in cui si descrive l&#8217;integrazione con <a href="http://www.pentaho.com/">Pentaho</a>, <a href="http://www.sadasdb.com/dispach.asp">SADAS</a> è un DBMS ‘column-oriented’ specificatamente progettato per soluzioni di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Data_warehouse">data warehouse</a>. L&#8217;architettura è ottimizzata per operazioni di lettura dei dati e rispetto ai tradizionali DBMS organizzati per righe, consente delle prestazioni tra le 10 e le 100 volte migliori in ambito analitico. Tali risultati derivano innanzitutto dal modello di organizzazione dei dati per colonne, ma sopratutto da specifiche strutture di indici concepite per migliorare le performance di SADAS nell’analisi di grandi volumi di dati.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/SADAS_02.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5219" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/SADAS_02.jpg" alt="" width="636" height="234" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sadasdb.com/dispach.asp">SADAS</a>, è il risultato di un progetto di ricerca (Progetto N.11384 di Ricerca Industriale nel Settore Informatico e Telematico &#8211; Fondo FAR, legge 297/99) in collaborazione con l’Università di Pisa e l’Università degli Studi del Sannio. Il responsabile del progetto è stato Antonio Albano, professore ordinario di basi di dati presso la Facoltà di Scienze MFN dell’Università di Pisa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/SADAS_03.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5220" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/SADAS_03.jpg" alt="" width="385" height="360" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Visitando il sito di <a href="http://www.sadasdb.com/dispach.asp">SADAS</a>, cliccando sulla voce descrizione dei benchmark, è possibile accedere liberamente ai contenuti della documentazione, suddivisa in commerciale e tecnica. Sono riportati numerosi case study (tra cui figurano alcune banche e le <a href="http://www.sadasdb.com/doc/poste_it.pdf">Poste Italiane</a>) ed una <a href="http://www.sadasdb.com/doc/SADAS_SALES_ITA.ppsx">presentazione PowerPoint</a> del prodotto. E&#8217; richiesta la registrazione al sito solo per scaricare alcuni documenti, tra cui una interessantissina descrizione di SADAS dal punto di vista accademico.</p>
<p><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/SADAS_04.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5221" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/SADAS_04.jpg" alt="" width="489" height="243" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un ultimo suggerimento: non perdetevi la <a href="http://demo.sadasdb.com/SADASWeb/faces/Home.jsp">demo</a> del prodotto e la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=pJvGdGtdTM8">prima</a> e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=vTWSPXq3q9U">seconda parte</a> di un video tutorial!</p>
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		<title>Analisi della popolarità dei siti web del Partito Democratico e del Popolo della Libertà</title>
		<link>http://segnalazionit.org/2010/06/analisi-popolarita-posizionamento-siti-partiti-politici/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 23:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Soldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>

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										</div>SegnalazionIT si è spesso occupata di analisi delle reti e dei brand online. Questo articolo rappresenta uno studio preliminare della realtà Web del Partito Democratico e del Popolo della Libertà,  utilizzando non solo indicatori di traffico ma anche applicando l&#8217;analisi delle reti sociali alla rete Web e alle sue componenti. L’analisi simula l&#8217;algoritmo implementato dal [...]]]></description>
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										</div><div id="__ss_4377839" style="width: 477px; text-align: justify;">SegnalazionIT si è spesso occupata di <a href="http://segnalazionit.org/category/reti-complesse/">analisi delle reti</a> e dei <a href="http://segnalazionit.org/?s=brand">brand online</a>.</div>
<div style="width: 477px; text-align: justify;"><a href="http://www.slideshare.net/soldifrancesca/analisi-della-popolarit-e-del-posizionamento-dei-siti-pd-e-pdl">Questo articolo</a> rappresenta uno studio preliminare della realtà Web del <strong>Partito Democratico</strong> e del <strong>Popolo della Libertà</strong>,  utilizzando non solo indicatori di traffico ma anche applicando l&#8217;analisi delle reti sociali alla rete Web e alle sue componenti. L’analisi simula l&#8217;algoritmo implementato dal software <a href="http://segnalazionit.org/2010/02/successo-sito-web-blog">CONDOR</a> ed è condotta differenziando le componenti dei network per argomento e tipologia (blog, forum o siti). L’obiettivo è quello di ottenere una visione generale di quali siano i canali (o meglio i legami) attraverso cui le informazioni che riguardano i due partiti sono veicolate e se questi ultimi siano “ben posizionati” su Internet. L&#8217;obiettivo finale è quello di analizzare le differenze nella composizione e, in parte, nella struttura dei due network a seguito di un “evento reale” come quello delle <strong>elezioni regionali del 28 e 29 Marzo 2010</strong>.</p>
</div>
<div style="width: 477px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Analisi Della Popolarità E Del Posizionamento Dei Siti Pd E Pdl" href="http://www.slideshare.net/soldifrancesca/analisi-della-popolarit-e-del-posizionamento-dei-siti-pd-e-pdl">Analisi Della Popolarità E Del Posizionamento Dei Siti Pd E Pdl</a></strong><object id="__sse4377839" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="477" height="510" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=analisidellapopolaritedelposizionamentodeisitipdepdl-100601091511-phpapp01&amp;stripped_title=analisi-della-popolarit-e-del-posizionamento-dei-siti-pd-e-pdl" /><param name="name" value="__sse4377839" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse4377839" type="application/x-shockwave-flash" width="477" height="510" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=analisidellapopolaritedelposizionamentodeisitipdepdl-100601091511-phpapp01&amp;stripped_title=analisi-della-popolarit-e-del-posizionamento-dei-siti-pd-e-pdl" name="__sse4377839" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div id="__ss_4377839" style="width: 477px;">
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">documents</a> from <a href="http://www.slideshare.net/soldifrancesca">Francesca Soldi</a>.</div>
</div>
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		<title>Il Censimento nell&#8217;era di YouTube</title>
		<link>http://segnalazionit.org/2010/04/il-censimento-nell-era-di-youtube/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 23:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Crescenzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza collettiva]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste, Recensioni, Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Statistica]]></category>

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										</div>L’avvio di Census2010, primo censimento statunitense dell’era YouTube, ci proietta inevitabilmente nel vivo di questa nuova tornata censuaria che interesserà via via quasi la totalità dei paesi. La prima cosa che ci colpisce è il massiccio impiego di nuovi strumenti di comunicazione e di condivisione via web che sembra davvero voler caratterizzare questa tornata. Questa [...]]]></description>
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										</div><p><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2010/03/cens.2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3934" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2010/03/cens.2.jpg" alt="" width="311" height="270" /></a><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2010/03/cens.2.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’avvio di <a href="http://2010.census.gov/2010census/index.php">Census2010</a>, primo censimento statunitense dell’era YouTube, ci proietta inevitabilmente nel vivo di questa nuova tornata censuaria che interesserà via via quasi la totalità dei paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima cosa che ci colpisce è il massiccio impiego di nuovi strumenti di comunicazione e di condivisione via web che sembra davvero voler caratterizzare questa tornata. Questa sensazione emerge già da una prima consultazione del <a href="http://2010.census.gov/2010census/index.php">sito istituzionale del Census Bureau</a>, ma diventa certezza quando si consulta la <a href="http://2010.census.gov/2010census/take10map/">pagina che consente di seguire online su mappa i tassi di risposta dei diversi Stati</a> , the <a href="http://blogs.census.gov/2010census/">Director’s blog</a>, l’ampia <a href="http://2010.census.gov/2010census/how/index.php">sezione informativa</a>, la raccolta di <a href="http://2010.census.gov/2010census/portraits/#/storyWall">ritratti individuali ricompresi nello storywall</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso Presidente Obama ha voluto enfatizzare in un <a href="http://2010.census.gov/mediacenter/spread-message/presidente-censo-del-2010.php">video quanto sia importante partecipare al censimento</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Su YouTube la community gli fa eco rimbalzando video che suggeriscono ai censiti improbabili tattiche di smarcamento dai rilevatori per fronteggiare e sfuggire alla loro invadenza, ma al dunque testimoniano un interesse insolito per il nuovo censimento. E’ possibile ad esempio imbattersi in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=7XtuPvwBa2U">uno sketch di Saturday Night Live</a>, divenuto un cult, nel quale Tim Meadows e Christopher Walken nel ruolo rispettivamente di rilevatore e intervistato, danno il meglio di loro stessi in un esilarante duetto. Stigmatizzando alcuni dei passaggi più pregnanti “Don&#8217;t push your politics on me, pal” “Well, what do most people say?”, ne consiglio vivamente la visione a chi già non lo conosce</p>
<p style="text-align: justify;">Significativa anche la volontà di essere contati che emerge da più parti. In una <a href="http://2010.census.gov/mediacenter/index.php">sezione multimedia</a> dello stesso sito sono ospitati video autogestiti dalle comunità per sottolineare e spingere gli appartenenti a rispondere al censimento e a dichiarare correttamente la loro appartenenza, come nel caso <a href="http://2010.census.gov/mediacenter/paid-ad-campaign/psas/lgbt-harry-knox.php">delle comunità LGBT</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre su YouTube le diverse comunità sono presenti con molti spot che sottolineano l’importanza di partecipare per essere adeguatamente rappresentati nel censimento. Questo è, ad esempio, il caso del <a href="http://www.youtube.com/watch?v=mcFLfw73O30">video della comunità taiwanese</a>, ma anche improbabili e irriverenti <a href="http://www.youtube.com/watch?v=TN5TcRGHuZ4&amp;NR=1">video di appartenenti alla comunità iraniana</a> che prefigurano scenari davvero inquietanti.</p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=TN5TcRGHuZ4&amp;NR=1[/youtube]</p>
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		<title>Saldo migratorio nei comuni italiani &#8211; parte II</title>
		<link>http://segnalazionit.org/2010/02/data-sharing-saldo-migratorio-istat-nei-comuni-italiani/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 03:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Patruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Database e Data Warehouse]]></category>
		<category><![CDATA[e-Government]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Statistica]]></category>
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		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
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										</div>In questo post abbiamo copiato/incollato l&#8217;&#8221;embed code&#8221; di cui abbiamo parlato nell&#8217;articolo precedente. &#60;script type=&#34;text/javascript&#34; src=&#34;http://www.vincenzopatruno.org/dir/net_migration.js&#34;&#62;&#60;/script&#62; Ovviamente se gestite un Blog o un Sito Web, potete anche voi copiare/incollare il codice all&#8217;interno della pagina. Quello che apparira&#8217; lo potete vedere qui di seguito:]]></description>
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										</div><p>In questo post abbiamo copiato/incollato  l&#8217;&#8221;embed code&#8221; di cui abbiamo parlato nell&#8217;articolo precedente.<br />
<center><br />
<textarea cols="40" rows="2">&lt;script type=&quot;text/javascript&quot; src=&quot;http://www.vincenzopatruno.org/dir/net_migration.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;</textarea><br />
</center><br />
Ovviamente se gestite un Blog o un Sito Web, potete anche voi copiare/incollare il codice all&#8217;interno della pagina. Quello che apparira&#8217; lo potete vedere qui di seguito:</p>
<p><script type='text/javascript' src='http://www.vincenzopatruno.org/dir/net_migration.js'></script></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Saldo migratorio nei comuni italiani &#8211; parte I</title>
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		<comments>http://segnalazionit.org/2010/02/saldo-migratorio-istat-nei-comuni-italiani/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 03:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Patruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Database e Data Warehouse]]></category>
		<category><![CDATA[e-Government]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Statistica]]></category>
		<category><![CDATA[Visualizzazione dati]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Web application]]></category>

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										</div>Questo  e&#8217; un esempio di come e&#8217; possibile, con un semplice Copia/Incolla, condividere sul Web una intera applicazione. In questo caso, i dati visualizzati provengono in tempo reale dal sito Istat per la diffusione dei dati sulla popolazione (demo.istat.it) Istruzioni: 1) Aprire &#8220;WordPad&#8221; o &#8220;Blocco Note&#8221; sul vostro PC.  (No Windows? Ovviamente qualunque Editor di  [...]]]></description>
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										</div><p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-3681  aligncenter" title="chart" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2010/02/popchart-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" /></p>
<p style="text-align: left;">Questo  e&#8217; un esempio di come e&#8217; possibile, con un semplice Copia/Incolla, condividere sul Web una intera applicazione. In questo caso, i dati visualizzati provengono in tempo reale dal sito Istat per la diffusione dei dati sulla popolazione (<a href="http://demo.istat.it" target="_blank">demo.istat.it</a>)</p>
<p style="text-align: left;">Istruzioni:</p>
<p style="text-align: left;">1) Aprire &#8220;WordPad&#8221; o &#8220;Blocco Note&#8221; sul vostro PC.  (No Windows? Ovviamente qualunque Editor di  testo va bene)</p>
<p>2) Copiareincollare il seguente &#8220;embed code&#8221;</p>
<p><textarea cols="40" rows="2">&lt;script type=&quot;text/javascript&quot; src=&quot;http://www.vincenzopatruno.org/dir/net_migration.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;</textarea></p>
<p>3) Salvare sul Desktop il documento con estensione .html (es. saldo.html)</p>
<p>4) Doppio Click  sull&#8217;icona &#8220;saldo.html&#8221; che sara&#8217;  apparsa sul Desktop</p>
<p>Ovviamente potete incollare il codice anche su qualunque pagina Web o su qualunque Blog.</p>
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		<item>
		<title>Wikipedia a un passo da un milione di utenti attivi. Ma quanti quelli doc?</title>
		<link>http://segnalazionit.org/2009/09/wikipedia-a-un-passo-da-un-milione-di-utenti-attivi-ma-quanti-quelli-doc/</link>
		<comments>http://segnalazionit.org/2009/09/wikipedia-a-un-passo-da-un-milione-di-utenti-attivi-ma-quanti-quelli-doc/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 00:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela De Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indagini]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza collettiva]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="padding-top:5px;padding-right:0px;padding-bottom:5px;padding-left:0px;;">
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										</div><div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1RlZDN2nQ2k/SsH6sozl57I/AAAAAAAAAFE/zf4okFOYzQk/s1600-h/wiki+wiki.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 400px; height: 341px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1RlZDN2nQ2k/SsH6sozl57I/AAAAAAAAAFE/zf4okFOYzQk/s400/wiki+wiki.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386862274086823858" border="0" /></a>L&#8217;enciclopedia più &#8220;veloce&#8221; del mondo, wikipedia, da &#8220;wiki-wiki&#8221; nome dei bus navetta dell&#8217;aeroporto di Honolulu che hanno ispirato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ward_Cunningham">Ward Cunningham</a> nella scelta del nome di questi progetti 2.0 e che in hawaiano significa appunto veloce, è stata recentemente costretta a rivedere le proprie regole di pubblicazione e aggiornamento dei profili dei personaggi pubblici. L&#8217;inserimento di notizie false, come ad esempio l&#8217;attribuzione di 12 fratelli ad Umberto Eco, e le conseguenti lamentele/ querele dei &#8220;titolari&#8221; della pagina, hanno portato a <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/09/14/wikipedia-stop-alle-biografie-non-autorizzate.html">nuove modalità di inserimento</a> di tali voci enciclopediche.
</div>
<div>
<div align="justify">Incuriosita da questa notizia mi metto a cercare le statistiche dell&#8217;enciclopedia 2.0, concentrandomi sull&#8217;<a href="http://stats.wikimedia.org/">andamento degli utenti attivi</a>, ossia di quei wikipediani che da quando si sono registrati hanno pubblicato almeno 10 volte, sicuramente questa la prima caratteristica che contraddistingue un utente &#8220;doc&#8221;. </div>
<div align="justify">Nel mese di luglio 2009 gli utenti attivi che hanno <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Come_registrarsi">aderito a wikipedia</a> nel mondo hanno raggiunto le 962.765 unità, con una crescita rispetto agli anni precedenti superiore alle tre cifre in termini percentuali: prendendo in considerazione sempre il mese di luglio, nel 2001 wikipedia poteva contare su appena 75 wikipediani, nel 2003 erano già più di 4 mila e appena dopo due anni più di 220 mila. Entro il 2009 il milione sarà sicuramente raggiunto, considerando che tra gennaio e agosto di quest’anno le “wikistats” hanno registrato 18.840 nuovi utenti attivi al mese. Segnali poco positivi si intravedono considerando però l’andamento dei nuovi utenti attivi tra un mese e l’altro (a gennaio 2009 erano 20.097 mentre ad agosto scendono a 17.340) e dei wikipediani più impegnati (che hanno pubblicato 100 o più volte nel corso del mese) che risultano inferiori rispetto al dato degli ultimi 2 anni (a luglio 2009 sono 10.748 mentre erano 10.995 nel 2008 e 11.069 nel 2007).
</div>
<div align="justify">Il contributo degli italiani in queste statistiche è quantificabile in 26.736 wikipediani attivi registrati (pari al 2,7% di quelli mondiali), una media mensile pari nell’ultimo periodo a 581 nuovi utenti attivi (3,1% di quelli totali) e a 459 wikipediani superimpegnati nel progetto (4,3%), con tendenze piuttosto simili a quelli rilevate a livello mondiale.</div>
<div align="justify">Ma come individuare tra questi quelli doc? Certo le statistiche non aiutano e anche se sul sito di wikipedia gli strumenti di &#8220;controllo&#8221; o di partecipazione responsabile sembrano tanti (dalle wikiquette al wikipediano&#8230;), per chi come me non può definirsi un utente attivo o impegnato (dalla mia registrazione avrò inserito poco più di cinque post) capire le regole del suo buon funzionamento non è facile.
</div>
<div align="justify">Allora mi rimetto ai lettori di SegnalazionIT, tra i quali sono sicura ci saranno tanti wikipediani, per individuare quei principi che distinguono un utente &#8220;doc&#8221; dagli altri ma anche per raccontarci curiosità e discussioni capitate nel corso dell&#8217;esperienza 2.0 più collaborativa al mondo. Se siete interessati <a href="mailto:danieladef@gmail.com">scriveteci</a> e contribuite al prossimo post su wikipedia&#8230;</div>
</div>
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		<title>ICT e Pubblica Amministrazione Locale: risultati e riflessioni dal Rapporto Assinform</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 16:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela De Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-Government]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini]]></category>

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										</div>Giocando con l&#8217;immaginario, chiudo gli occhi e provo a vedere ciò che mi rimanda la parola &#8220;pubblica amministrazione&#8221;. Il risultato è una lunga ed interminabile coda ad uno sportello. Saranno i pregiudizi che mi legano all&#8217;idea di &#8220;pubblico&#8221;? Sarà la pigrizia mentale di un cittadino abituato al peggio? Ma soprattutto, quanto l&#8217;associazione PA-burocrazia si avvicina [...]]]></description>
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										</div><div align="justify"><a href="http://3.bp.blogspot.com/_1RlZDN2nQ2k/SjjhnHvk-5I/AAAAAAAAAEE/lMCNHrIJn1w/s1600-h/Vignetta+ICT+PAL+Cittadini+digitali+Assinform.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348272619712215954" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; HEIGHT: 301px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_1RlZDN2nQ2k/SjjhnHvk-5I/AAAAAAAAAEE/lMCNHrIJn1w/s400/Vignetta+ICT+PAL+Cittadini+digitali+Assinform.jpg" border="0" /></a>Giocando con l&#8217;immaginario, chiudo gli occhi e provo a vedere ciò che mi rimanda la parola &#8220;pubblica amministrazione&#8221;. Il risultato è una lunga ed interminabile coda ad uno sportello. Saranno i pregiudizi che mi legano all&#8217;idea di &#8220;pubblico&#8221;? Sarà la pigrizia mentale di un cittadino abituato al peggio? Ma soprattutto, quanto l&#8217;associazione PA-burocrazia si avvicina alla realtà attuale?</p>
<p>Una ottima opportunità di riflessione sul tema è offerta dal 3° Rapporto sull&#8217;ICT nella Pubblica Amministrazione Locale (<a href="http://www.areeriservate.assinform.it/UserLogin.aspx?RedirectUrl=/default.aspx?path=Area_download/Dati_Assinform/dati_2008&amp;infname=Presentazione_del_3_Rapporto_Assinform_sullICT_nella_Pubblica_Amministrazione_Locale_Italiana&amp;">scaricabile registrandosi</a>) realizzato da Assinform e <a href="http://assinformpal.dolmedia.tv/">presentato a Roma</a> lo scorso mercoledì 10 giugno. Dai principali risultati dell&#8217;indagine, condotta su un campione di 873 Enti locali (812 Comuni, 16 Regioni, 30 Province e 15 Comunità Montane), si possono rilevare passi in avanti nel progetto di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione Locale (PAL) in Italia, rinvenibili in una dotazione informatica di base consolidata: la percentuale di PC sui dipendenti risulta pari al 95% nelle Province, al 72% nei Comuni e al 70% nelle Regioni, superiore al 90% inoltre la quota di PC connessi al web. Segnali positivi emergono anche considerando l&#8217;utilizzo dell&#8217;ADSL/HDSL nei Comuni di piccole dimensioni (fermi nel 2006 all&#8217;ISDN), della comunicazione via VoIP (con un livello di diffusione pari all&#8217;81% nelle Regioni intervistate), della Posta Elettronica Certificata (con valori superiori al 60% in tutti gli enti), della Firma Elettronica (implementata nel 39% dei Comuni, nell&#8217;87% delle Province e nel 94% delle Regioni) e dei software Open Source (tutte le Regioni intervistate li utilizzano, seguite dall&#8217;83% delle Province e dal 24% dei Comuni).</p>
<p>Segnali di criticità, secondo il Rapporto Assinform, si rilevano invece considerando l&#8217;offerta di servizi on line dedicati a cittadini ed imprese: la disponibilità di servizi interattivi e dispositivi risulta infatti ancora limitata, soprattutto per quanto riguarda i servizi comunali. Ulteriori fattori negativi sono rinvenibili nel rallentamento della spesa IT, dinamica che proseguirà anche nei prossimi anni (come conseguenza delle politiche restrittive di bilancio), nella mancanza di una comunicazione digitale tra gli enti (la modalità più diffusa è ancora lo scambio di file) e in un aumento delle trattative private nel rapporto con i fornitori IT a scapito dei bandi di gara. In ultimo viene confermato un scarto tra gli Enti locali del Nord e del Sud del Paese.</p>
<p>La mia immagine della Pubblica Amministrazione Locale come sinonimo di tempi di attesa sicuramente non 2.0, viene in un certo senso ridimensionata. Le nuove tecnologie sembrano infatti avvicinare sempre più i cittadini ai propri governi locali, anche se molto deve ancora essere fatto e non sarà realizzabile nel breve periodo. Mi chiedo però: quanto tempo ancora ci vorrà per demolire quella immagine di &#8220;pubblico&#8221; e creare quindi un rapporto di fiducia, anche digitale, con i cittadini? </p></div>
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