(Questo articolo, rivisto e aggiornato, farà parte del volume Induzioni. Demografia, probabilità, statistica a scuola – ISSN 1120-690X- N. 42)
Twitter
Su questo blog abbiamo già parlato di Twitter: oggi riprendo l’argomento pensando al suo utilizzo nel campo della formazione svolta da università, scuole, PA e aziende. Per chi fosse a digiuno dell’argomento, consiglio l’imperdibile articolo introduttivo di @danieladef. Se siete troppo pigri per un clic, ecco un veloce ripasso: Twitter è un sistema di microblogging che consente agli utenti di creare una rete di relazioni basata sui tweet, messaggi di testo di al più 140 battute. Twitter ha superato i 200 milioni di utenti i quali generano altrettanti messaggi ogni giorno: non a caso si parla di Twitter come di un sistema di SMS di Internet. In Italia il servizio conta circa un milione e mezzo di utenti e viene sempre più utilizzato nel marketing, nella comunicazione, nella formazione, nel social recruiting (come fa Twitter stessa), nella gestione degli eventi e più in generale nelle conversazioni on line.
Il potere delle parole chiave
La ricchezza dello strumento dipende anche dalla possibilità di utilizzare una specifica sintassi che consente di citare altri utenti, discutere argomenti, creare conversazioni, seguire in diretta eventi e molto altro. La chiocciola (@) serve a rimandare a utenti specifici, mentre il cancelletto (#) precede invece una parola chiave, che su Twitter si chiama hashtag e che viene utilizzata per seguire una conversazione e coinvolgere altre persone. Ad esempio, il mio tweet di qualche tempo fa:
Sono al #forumcom2011 alla sessione della #pa: ottimo l’intervento di @nicolamattina
ha generato le seguenti azioni:
1) Le persone che mi “seguono” (follower) vedono il messaggio sul mio profilo e nella loro home.
2) Nicola Mattina riceve una “menzione” e il tweet sarà visibile a chi cerca informazioni su @nicolamattina.
3) Tutti quelli che seguono la conversazione sul Forum della Comunicazione (che ha definito l’hashtag ufficiale #forumcom2011) mi leggono e possono interagire con me e tra di loro.
4) Stessa cosa accade per chi segue i discorsi sulla Pubblica Amministrazione (#pa)
5) Tramite computer, portatili, tablet e smartphone, gli utenti che pubblicano tweet durante il Forum, utilizzando #forumcom2011, possono porre domande ai relatori.
6) I relatori, utilizzando un computer connesso, possono proiettare, con un apposito widget, la conversazione in tempo reale, comprese le domande dalla platea.
E’ evidente il potenziale virale di uno strumento del genere: questo tweet apparentemente innocente ha raggiunto migliaia di utenti in tempo reale!
Potenzialità in ambito didattico
Anche per la formazione, le potenzialità di questo semplice strumento sono elevate. E’ infatti possibile:
- Promuovere un corso utilizzando opportuni hashtag e coinvolgendo in discussioni persone interessate all’argomento proposto.
- Mettere in contatto i partecipanti e i docenti prima del corso: per le presentazioni, un brainstorming iniziale, la definizione puntuale del corso, la condivisione di informazioni logistiche etc.
- Migliorare la comunicazione tra partecipanti e docenti durante il corso, con numerosi vantaggi aggiuntivi rispetto a una semplice messaggistica istantanea.
- Assegnare task e collezionare appunti individuali e collettivi.
- Coinvolgere esperti esterni al corso.
- Offrire delle pillole (un documento su SlideShare, un’immagine su Flickr, un video su YouTube) ai follower.
- Organizzare delle sessioni di follow-up, raccogliere feedback etc.
- Organizzare dei contest, sia durante che dopo il corso.
E ancora, ecco alcune buone ragioni per utilizzare Twitter tratte dal post Twitter for Academia:
- Comunità di classe: Una volta che gli studenti hanno cominciato a twittare (voce del verbo…), hanno sviluppato un senso dell’altro come persona al di là del ristretto spazio della classe.
- Il senso del mondo che ci circonda: Alcuni studenti guardano spesso e volentieri la Public Timeline di Twitter che è la pagina dove vengono postati tutti i messaggi pubblici di Twitter. Il tasso di rumore di fondo qui è altissimo, ma ci dà il senso della varietà delle persone.
- Tenere traccia di un termine, di una parola, di una conferenza: Attraverso Twitter è possibile tenere traccia di parole e termini sottoscrivendo poi il feed a tutti i post contenenti quella determinata parola.
- Feedback istantaneo: Twitter è sempre connesso, e ti invia i messaggi anche sul telefonino, è quindi ottimo per ricevere un feedback immediato.
- Massimizzazione del momento didattico: È spesso difficile insegnare in determinati contesti limitati nello spazio e nel tempo, Twitter ti permette di farlo al di là dei limiti della lezione.
Costi e privacy
Se Twitter vi spaventa ancora, provo a tranquillizzarvi ulteriormente:
1) L’utilizzo di Twitter richiede un periodo di apprendimento piuttosto contenuto. Se opportunamente informati e stimolati, docenti e partecipanti impareranno rapidamente e apprezzeranno la novità. Senza un’adeguata informazione preventiva, l’operazione Twitter non può che fallire.
2) Il servizio è gratuito.
3) Al termine del corso è possibile cancellare (definitivamente) i tweet creati, oppure di proteggerli con un sistema di accesso controllato o lasciare le conversazioni aperte e pubbliche.
Integrazione e complementarità di Twitter
Twitter non può né vuole rappresentare un’alternativa a un sito o a una piattaforma di e-Learning, ma un arricchimento in termini di partecipazione, coinvolgimento e condivisione dei partecipanti.
E’ infatti possibile inserire su un blog/sito/piattaforma web un widget con gli aggiornamenti “live” di un profilo o di una ricerca su Twitter, come ormai fanno molti quotidiani on line.

E’ possibile utilizzare Twitter anche in piattaforme di e-learning, come ad esempio Moodle. La procedura è molto semplice e immediata. Più in generale, è possibile inserire un modulo di Twitter su una qualsiasi sito che consenta l’aggiunta di un blocco HTML.
Opportunità e rischi della didattica con Twitter
Twitter è uno strumento e come tale, se maneggiato senza cura, può essere anche dannoso.
I principali rischi (e opportunità) dell’adozione di Twitter in un intervento formativo sono gli stessi che riguardano un qualsiasi Social Network, e che sono riportati nello schema di Caterina Policaro:

In altre parole, come per tutti gli strumenti informatici, la soluzione non è nella loro adozione “punto e basta” ma in una chiara definizione del contesto di utilizzo e in una solida e coerente progettazione dell’intervento formativo.
Può essere utile poi conoscere i trucchetti e i suggerimenti degli esperti: a questo proposito, l’articolo 100 suggerimenti su come utilizzare Twitter nella didattica è certamente un ottimo punto di partenza.
Per concludere: se siete in bilico tra Facebook e Google+, date una chance anche a Twitter. Potrebbe sorprendervi e darvi un bel po’ di soddisfazioni.
@danielefrongia
Imparare con Twitter http://tinyurl.com/3eatg38 con contributi di @danieladef @ti_effe @mbeo @catepol @elisondo #corsi #formazione #didattica