Category: Intelligenza collettiva

BarCamp “Sharing Data & Statistical Knowledge”

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso: il 20 Ottobre di ogni anno, a partire dal 2010, si celebrerà la Giornata Mondiale della Statistica. L’obiettivo è quello di far crescere la consapevolezza collettiva dell’importanza delle statistiche ufficiali e di enfatizzare i tanti risultati fin qui conseguiti, basati sui fondamentali valori di servizio, integrità e professionalità cui si attengono i diversi produttori.

In occasione del suo 4° compleanno, SegnalazionIT intende dare il suo contributo a questa giornata organizzando, in collaborazione con la Società Italiana di Statistica ed alcuni accademici della Facoltà di Statistica di Roma, il

BarCamp “Sharing Data & Statistical Knowledge”

incentrato sul come la Statistica e l’Information Technology possano contribuire ad innovare le modalità di condivisione di dati e informazione statistica.

Il Barcamp si terrà a Roma nel corso dell’intera giornata del 20 Ottobre 2010; tutti i dettagli sulla location e sulle modalità di adesione sono in via di definizione e verranno pubblicati a breve su questo blog, così pure verrà avviata al più presto la raccolta delle proposte di intervento.

Negli ultimi anni sono stati già organizzati dei BarCamp su temi legati alla statistica: è questo il caso dell’Australia e della Nuova Zelanda. L’esperienza è andata molto bene, è ora di “importarla” nel nostro emisfero!

Collaborare con SegnalazionIT

SegnalazionIT introduce alcune importanti modifiche nella propria linea di conduzione del blog: saluta con affetto e ringrazia Donato Moscara, che esce dall’amministrazione del blog, e si apre in maniera strutturata ai collaboratori esterni.

Il nostro blog, che già vanta oltre 500 articoli scritti da più di 15 autori, invita dunque i lettori interessati a presentare un contributo, seguendo delle semplici istruzioni riportate nella pagina Proponi un articolo.

Happy blogging!
SegnalazionIT.org

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Un ringraziamento al sito Neodemos.it per averci ispirato nella definizione dei criteri per la redazione di un contributo.

Oggi mi sento bene (o male) e lo scrivo sul blog

Yes, I feel fine! Vi sentite bene, così bene da scriverlo sul vostro blog? Attenzione, sarete contati, copiati e postati negli indicatori del benessere. Proprio così. Esistono più siti che navigando nei blog cercano di cogliere la felicità (happiness) istante per istante delle popolazione di utenti di internet. È il caso del sito www.wefeelfine.org, an exploration of human emotion, in six movements creato da Jonathan Harris e Sep Kamvar. Gli autori lo definiscono “un artwork di tutti, che cresce e cambia come cresciamo e cambiamo noi tutti, mostrando cosa c’è nei nostri blog, nei nostri cuori, nelle nostre menti.”

Fin dall’agosto del 2005 questo sito scandaglia le emozioni umane in un grande numero di blog sul web. Come funziona? Un motore automatico ogni 10 minuti controlla i “sentimenti umani” (feelings) cercando le occorrenze delle frasi “I feel” e “I am feeling”. Se il segmento viene trovato, il sistema cerca l’inizio e la fine della frase e inserisce l’intera frase nel database. Una volta salvata, all’interno della frase, vengono riconosciute quelle parole  che manifestano i sentimenti grazie ad un vocabolario di 5.000 “feelings”. Sul sito è possibile scaricare l’intera lista di feelings con i colori associati. Ad ogni feeling/frase catalogata corrisponde un profilo del blogger che ha scritto la frase: da questo profilo vengono estratte le informazioni strutturali come il sesso, l’età, la nazione, lo stato, la città, il clima. Le fonti dal web sono varie e includono LiveJournal, MSN Spaces, MySpace, Blogger, Flickr, Technorati, Feedster, Ice Rocket, e Google. Il processo di raccolta e catalogazione si ripete ogni 10 minuti e assembla dai 15.000 ai 20.000 feelings al giorno. Wefeelfine colleziona soltanto i post liberamente pubblicati e visibili sul web. L’anonimato della frase è sempre garantito, ma se qualcuno, per eccesso di riservatezza, non vuole far comparire i propri sentimenti può inserire nel suo post <script>nofeelings</script>.

Nessuna pretesa di significatività statistica, però l’approccio statistico è, in qualche modo, salvaguardato dall’accortezza di contare i feelings (identici) di un blogger una volta sola (e non tutte le volte che riscrive la stessa frase) e dalla presenza di una soglia di almeno 4 occorrenze per definire saliente un sentimento per una popolazione. Gli autori distinguono, infatti, tra i feelings “most Common”, ossia i sentimenti più diffusi in base alle occorrenze calcolate su qualsiasi popolazione, e i feelings “most Salient”, ossia quei sentimenti calcolati su una particolare popolazione e definiti più significativi rispetto al loro scarto dalla media globale.

Fin qui la parte statistico-informatica: la disseminazione delle informazioni avviene, invece, attraverso varie e affascinanti piattaforme artistiche. L’approccio è quello del Listening Post di Ben Rubin and Mark Hansen (http://www.earstudio.com/projects/listeningpost.html – il Listening Post è una installazione artistica che raccoglie in tempo reale frammenti di frasi scritte in chat e in forum su internet. Il testo viene letto da un sintetizzatore vocale e simultaneamente videato su 200 piccoli schermi).

Sei sono i movimenti con i quali è possibile esplorare il database: Madness, Murmurs, Montage, Mobs, Metrics, and Mounds. È possibile muoversi da un movimento all’altro e metterli in connessione. Il mouse, inoltre, è sempre uno strumento interattivo con i grafici e le figure sullo schermo in tutti e 6 i movimenti.

Il più interessante è sicuramente  Madness: una massa di 1.500 particelle colorate che ruotano e si muovono sullo schermo, sensibile al passaggio e al click del mouse. Ogni particella rappresenta un feeling postato, di forma rotonda per le frasi, di forma quadrata per le immagini. Ogni colore indica una tonalità di feeling (la felicità è gialla brillante, la tristezza è blu scura, la rabbia è rossa, la serenità è verde….); la grandezza rappresenta la lunghezza della frase. Basta un click per leggere la frase nella sua interezza, o vedere l’immagine associata.

Un altro movimento da esplorare è Mounds. Mounds mostra tutti I feelings registrati nel database. Ogni feeling è rappresentato da una montagna colorata. La grandezza della montagna rappresenta la forza di questo sentimento. Così scopriamo che, fino a questo istante, il sentimento più diffuso è “better”, mi sento bene, mi sento meglio, postato da 128.155 persone, seguito da “bad”, mi sento male, mi sento triste, postato da 93.390 persone. Poi seguono “good”, “right”, “guilty”, “sick”, “same”, “shit”, “sorry”, “well” e così via.

Gli Europei sono più felici degli Americani? Tra gli uomini e le donne chi manifesta di più i propri sentimenti? Come si sentono in questo istante i newyorkesi? Chi è triste e chi è allegro? Questo è wefellfine. È anche però un modo innovativo e creativo, certamente non esaustivo e convenzionale, per guardare alla felicità e al benessere degli individui.

Concorso Apps to be wired

Si parla tanto, non sempre a proposito, di intelligenza collettiva… e come al solito un esempio parla più di mille parole.

Nokia Italia e Wired Italia hanno inventato una concorso piuttosto articolato e geniale: facciamoci dire dal popolo Internet, nostro cliente o meno, quali applicazioni e quali funzionalità vorrebbero avere a disposizione sul proprio smartphone. Hanno dunque previsto una roadmap di tre passi.

1) dal 2 Aprile al 28 Maggio è possibile inviare le proprie idee al sito http://www.nokiaideas.it, indicando brevemente il concept dell’idea, lo scopo e a quale categoria appartiene fra:

  • DailyLife
  • Kids
  • Sport & Fitness
  • Business
  • Social Responsability
  • School/University
  • Entertainment
  • Food & Health
  • Pets
  • Travel & Leisure

Ogni settimana, una giuria di esperti esaminerà e assegnerà un voto alle proposte inviate. Sulla base di tre parametri qualitativi – benefici per la collettività, originalità, innovazione – verrà stilata la classifica di gradimento delle migliori idee. Successivamente verranno selezionate le dieci migliori idee finaliste che riceveranno un premio di 1.000 euro nell’ambito dell’evento Frontier of Interaction 2010 e parteciperanno alla seconda fase del concorso

2) Il 3 e 4 Giugno, sempre nell’ambito di Frontier of Interaction 2010, presso l’Acquario di Roma, gli sviluppatori che vogliano cimentarsi nell’impresa avranno 24 ore di tempo per sviluppare e rendere funzionante un’applicazione basata su una delle dieci idee finaliste. Alla migliore applicazione, votata da una giuria di esperti, andrà un premio di 30.000 euro.

3) dal 4 Giugno al 30 Ottobre le applicazioni iscritte al concorso verranno distribuite gratuitamente da Nokia nel proprio negozio virtuale Ovi Store e la più scaricata riceverà il “premio della Rete” ed i suoi sviluppatori un premio di 20.000 euro.

L’idea è carina, utilizzabile in molti altri ambiti, anche  istituzionali, richiede un budget iniziale non troppo elevato  e la convinzione -quasi ideologica- che qualcun altro, anche al di fuori del contesto nel quale operiamo abitualmente, possa fornirci delle idee utili a migliorare il nostro lavoro.

 

Il futuro della statistica ufficiale: il ruolo dell’ICT

Istat – Indagine multiscopo – Cittadini e nuove tecnologie – Persone di 6 anni e più che hanno utilizzato Internet negli ultimi 3 mesi per attività svolta. Anni 2008 e 2009 (per 100 persone di 6 anni e più che hanno utilizzato Internet negli ultimi 3 mesi).

Venerdì 19 Marzo si è tenuto il Comitato Informatico dell’Istituto Nazionale di Statistica, del quale fanno parte i referenti informatici di tutte le strutture organizzative dell’Istat. Pur essendo il Comitato un organo consultivo interno ritengo che siano emersi numerosi ed interessantissimi spunti di riflessione, che vale la pena di condividere con una platea più ampia, anche a testimoniare lo sforzo che l’intero Istituto sta compiendo verso una Information & Communication Technology a supporto dei processi di produzione statistica e di messa a disposizione dei dati per la comunità nazionale ed internazionale.

Riassumo sinteticamente alcuni dei principali temi trattati.

È stata appena avviata una fase di forte investimento e rilancio delle Strutture Territoriali dell’Istat mirata anche a favorire una maggiore integrazione con le strutture del Sistema Statistico Nazionale e superare definitivamente la dicotomia centro-periferia. Su questa base andrà consolidato l’attuale modello organizzativo di informatica a rete presente in Istituto, immaginando di creare nel tempo una analoga rete di esperti informatici del Sistan.

L’ICT sarà di fondamentale importanza nel prossimo futuro, costituirà la base sulla quale si fonderà tutta l’attività dell’Istituto. Anche per questo motivo sono stati avviati degli incontri con i principali Presidenti delle grandi aziende che controllano le infrastrutture telematiche italiane; si prevede di organizzare con essi dei seminari in Istituto, al fine di confrontarsi e ragionare insieme sui futuri possibili.

Riguardo alla comunicazione istituzionale è in corso di attivazione una importante iniziativa, la creazione di una newsletter Istat tramite la quale apprendere via email le notizie che riguardano le iniziative e le attività dell’Istituto.

È in corso di completamento la prima fase del progetto I.Stat, il nuovo data warehouse di Istituto nel quale stanno convergendo i dati provenienti da tutti i settori di produzione statistica. Si tratta di un progetto molto complesso, al quale stanno lavorando oltre 60 persone, di fondamentale importanza per gli utenti esterni dell’Istat, che potranno disporre di un unico punto di accesso ai dati, con la possibilità di creare tavole tematiche ad hoc. I.Stat consentirà inoltre l’interrogazione machine-to-machine in maniera tale da fornire una sorgente dati in Internet, capace di alimentare nello stesso modo il sito Istat o altri sistemi di soggetti terzi che vogliano utilizzare i dati Istat nei propri siti Internet.

La prossima Conferenza Nazionale di Statistica si terrà a Roma il 15 e 16 Dicembre. Si sta quindi affrontando il tema della sua organizzazione e delle tematiche da approfondire: in tale ambito si è ribadita l’importanza dell’evento e la necessità di darle un nuovo impulso. Una idea forte, di fondo, è senz’altro quella di riportare la Conferenza ad essere una due giorni del Sistan, di tutta la statistica nazionale, magari anche attivando iniziative locali con i nodi territoriali del Sistan che hanno difficoltà ad essere presenti a Roma. In quella sede sarà importante il coinvolgimento di soggetti esterni al mondo della statistica, che però hanno sviluppato metodi, tecniche, strumenti informatici che possono essere impiegati nella statistica. Altrettanto importante sarà l’aprire la Conferenza al contesto internazionale, ad esempio mostrando iniziative nel campo ICT come l’utilizzo di PDA (Personal Digital Assistant) nell’ambito delle rilevazioni statistiche.

Sui temi da portare alla prossima Conferenza Nazionale di Statistica si è avviata in Istat una riflessione ampia e aperta ad iniziative innovative. Il nostro blog può essere un utile supporto per proporre nuove idee che abbiano un legame col settore ICT.

Il Censimento nell’era di YouTube

L’avvio di Census2010, primo censimento statunitense dell’era YouTube, ci proietta inevitabilmente nel vivo di questa nuova tornata censuaria che interesserà via via quasi la totalità dei paesi.

La prima cosa che ci colpisce è il massiccio impiego di nuovi strumenti di comunicazione e di condivisione via web che sembra davvero voler caratterizzare questa tornata. Questa sensazione emerge già da una prima consultazione del sito istituzionale del Census Bureau, ma diventa certezza quando si consulta la pagina che consente di seguire online su mappa i tassi di risposta dei diversi Stati , the Director’s blog, l’ampia sezione informativa, la raccolta di ritratti individuali ricompresi nello storywall.

Lo stesso Presidente Obama ha voluto enfatizzare in un video quanto sia importante partecipare al censimento.

Su YouTube la community gli fa eco rimbalzando video che suggeriscono ai censiti improbabili tattiche di smarcamento dai rilevatori per fronteggiare e sfuggire alla loro invadenza, ma al dunque testimoniano un interesse insolito per il nuovo censimento. E’ possibile ad esempio imbattersi in uno sketch di Saturday Night Live, divenuto un cult, nel quale Tim Meadows e Christopher Walken nel ruolo rispettivamente di rilevatore e intervistato, danno il meglio di loro stessi in un esilarante duetto. Stigmatizzando alcuni dei passaggi più pregnanti “Don’t push your politics on me, pal” “Well, what do most people say?”, ne consiglio vivamente la visione a chi già non lo conosce

Significativa anche la volontà di essere contati che emerge da più parti. In una sezione multimedia dello stesso sito sono ospitati video autogestiti dalle comunità per sottolineare e spingere gli appartenenti a rispondere al censimento e a dichiarare correttamente la loro appartenenza, come nel caso delle comunità LGBT.

Sempre su YouTube le diverse comunità sono presenti con molti spot che sottolineano l’importanza di partecipare per essere adeguatamente rappresentati nel censimento. Questo è, ad esempio, il caso del video della comunità taiwanese, ma anche improbabili e irriverenti video di appartenenti alla comunità iraniana che prefigurano scenari davvero inquietanti.

YouTube Preview Image

La scomparsa del riccio è la risposta alla domanda dell’anno?

Primo giorno di primavera senza fili

How is the internet changing the way you think? E’ questa la domanda dell’anno, secondo Edge, sito web statunitense fondato da un gruppo di filosofi, scienziati, scrittori e artisti, conosciuti come The Reality Club, che lancia annualmente domande ai propri esperti.

Come vi sarà capitato di leggere su diversi quotidiani e riviste italiane (l’iniziativa di Edge è stata riportata sul Sole 24 ore, Repubblica, Corriere della sera, Internazionale, ecc.), alla domanda di Edge hanno risposto 172 tra grandi esperti della rete, informatici, filosofi, ma anche artisti della portata di Brian Eno, e le risposte sono tutte riportate sul sito.

Sono sincera, non le ho lette tutte. Tra quelle che mi hanno più divertito vi segnalo la risposta di Gerd Gigerenzer, Psicologo tedesco, il quale afferma che internet ha portato la nostra mente ad una condizione di “sempre in allerta”. Siamo sempre più in continua attesa di un avvenimento, di un evento, di una informazione, che in termini informatici si traduce nell’attesa di una mail, di un post, di un feed, di una chat… vi confesso che, a volte, quando nessuna finestra lampeggia, quando nessun segnale mi avverte dell’arrivo di una comunicazione, mi è capitato di pensare: ma oggi non succede niente? Come se il mio pc (o blackberry, o i-phone) fosse l’ufficio stampa dei miei contatti.

Esperienze personali a parte, il dibattito principale su Edge sembra ruotare intorno a quanti sostengono o viceversa criticano l’idea che nella società dell’informazione non sia più necessario sapere bensì sapere cercare. Per alcuni esperti essere in grado di riuscire a trovare l’informazione che ci interessa, di cui abbiamo bisogno in quel dato momento, riuscendo a filtrarla tra un numero illimitato di dati, sembra essere diventata la competenza essenziale della mente post-moderna.

Questa riflessione mi ricorda la conversazione con una cara amica che alla mia domanda “che cos’è internet per te?”, in modo istantaneo (e non soltanto perché era in chat) mi dice: “Internet è la risposta alle mie domande!”. Ma per averle queste risposte bisogna saperle cercare e non soltanto, come direbbe qualcuno, dentro di noi.

Concludo con una citazione sicuramente più elevata. Ben Macintyre, giornalista del Times, nel riportare l’iniziativa di Edge, ci ricorda che la dicotomia tra sapere versus sapere cercare non è poi di così recente formazione. Nel 1953, Isaiha Berlin, riprendendo il verso dell’antico poeta Antiloco “la volpe sa molte cose, ma il riccio ne sa una grande“, aveva diviso le grandi menti del suo tempo in ricci e volpi. I ricci seguono un unico principio ispiratore, coerente al suo interno, mentre le volpi hanno molteplici obiettivi di conoscenza e d’azione anche in contraddizione tra loro. Due menti contrapposte, quindi, che possono essere differentemente collegate alle nuove competenze offerte e richieste dalla rete.

A questo punto la domanda è: Internet porterà alla scomparsa dei ricci?

Visualizzazione degli algoritmi online

Stanchi del solito Web 2.0? Stufi degli ormai triti e ritriti strumenti di data visualization? E’ ora di mettere online qualcosa di serio: gli  algoritmi.  In questo articolo (scritto con Fabio Crescenzi, Aleksey Ioannovich ed Eric Sanna) partiamo dalle origini, dalla macchina di von Neumann, per arrivare fino ad un risultato a nostro avviso importante, o quanto meno interessante. Enjoy it!

A Visualization of Online Algorithms

Aleksey Ioannovich, Eric Sanna, Fabio Crescenzi and Daniele Frongia

Abstract

Researchers agree that extensible configurations are an interesting new topic in the field of parallel random mutually exclusive disjoint theory, and experts concur. In this paper, we prove the construction of von Neumann machines. We describe new ambimorphic symmetries, which we call Glead. [Read the article - free version]

Table of Contents

1) Introduction
2) Related Work
2.1) Extreme Programming
2.2) Local-Area Networks
3) Methodology
4) Implementation
5) Results and Analysis
5.1) Hardware and Software Configuration
5.2) Dogfooding Glead
6) Conclusion

Informazioni sulla genesi di questo articolo (in italiano)

A Visualization of Online Algorithms

Aleksey Konstantinovich Ioannovich, Eric Sanna, Fabio Crescenzi and Daniele Frongia

Abstract

Researchers agree that extensible configurations are an interesting new topic in the field of parallel random mutually exclusive disjoint theory, and experts concur. In this paper, we prove the construction of von Neumann machines. We describe new ambimorphic symmetries, which we call Glead.

Table of Contents

1) Introduction
2) Related Work

3) Methodology
4) Implementation
5) Results and Analysis

6) Conclusion

L’evoluzione del Knowledge Management: il progetto ThinkTag

di Germano Paini

Sempre più il Knowledge Management è diventato un fattore critico di successo per le organizzazioni. Rendere disponibile il proprio patrimonio informativo ed evitare che venga perduto è un obiettivo strategico per la competitività.

Il Progetto ThinkTag è uno strumento innovativo a supporto di professionisti e organizzazioni che sviluppa sinergie e integrazioni tra Knowlegde Management e Social Networking per lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze.

Le informazioni vengono scambiate in un ambiente di confronto dinamico e non gerarchizzato che si offre come “connettore dei saperi”, in grado di evidenziare il contributo di ciascun soggetto coinvolto e di valorizzarne le esperienze personali, spesso trascurate e poco utilizzate dalle organizzazioni.

Per supportare gli utenti nell’affrontare il quotidiano “overload informativo” ThinkTag adotta la metodologia dell’Iper-Pertinenza, capace di arricchire in modo esponenziale la pertinenza delle informazioni grazie alla condivisione di esperienze in rete.

Una risorsa, infatti, diventa più pertinente se è condivisa, commentata, arricchita e organizzata dai membri di un social network.

Si tratta di un modo nuovo di gestire le conoscenze rispetto ai principali Social Network, più orientati alla relazione tra le persone e privi di sistemi per strutturare e organizzare i contenuti.

Grazie a ThinkTag è  possibile, con modalità bottom-up, ricercare, consultare, commentare, catalogare e pubblicare le informazioni per tag, servendosi di scaffali virtuali e attraverso più di 50 tipi di risorse tra testi, web, video, ecc.

In particolare Think Tag combina le logiche del Web 2.0 e dello “user generated content” con quelle del web semantico, rendendo l’ambiente di Knowledge Management in grado di offrire una ricerca più veloce e consapevole. La gestione semantica delle tag facilita la navigazione fornendo risultati sulla base delle relazioni di significato tra i parametri di ricerca.

La semplicità  di utilizzo è offerta anche da una Startpage flessibile e personalizzabile che permette di accedere subito alle informazioni di interesse. A questo si aggiunge la presenza dei portlet, che generano contenuti diversi e dinamici in linea con le esigenze di ciascuno.

thinktag

Swarm intelligence – seconda parte

Nel mio post precedente ho parlato del fenomeno dell’emergenza, degli algoritmi ACO – Ant Colony Optimization e della loro applicazione ai problemi più studiati in informatica per la loro complessità computazionale. In questo post mostrerò alcuni risultati che ho ottenuto dall’esecuzione sul mio PC del software StarLogo che rappresenta il modello di comportamento di una formica virtuale che si muove su una griglia di caselle di due colori diversi: nero o rosso.

In ciascuna iterazione la formica controlla il colore della casella su cui si trova, quindi lo cambia e gira a destra o sinistra a seconda del colore originale. Come nel caso reale, all’inizio il movimento è caotico ma dopo un certo numero di iterazioni ecco che improvvisamente la formica prende una direzione ben precisa.
L’interprete consente anche di eseguire una serie di simulazioni in base ad un insieme di modelli preconfigurati. E’ disponibile anche una manuale del linguaggio di programmazione con cui scrivere le proprie simulazioni. Le potenzialità della swarm intelligence sono di enorme rilevanza per l’alternativa che offrono nella progettazione di sistemi robotici a controllo decentralizzato e sollevano interesse anche per applicazioni in campo militare.