Category: Intelligenza collettiva

Il giusto valore ai link in Rete (divagazioni estive)

memetics on segnalazionit

Il giusto compenso per il traffico in Rete” era il titolo di un articolo uscito su un quotidiano qualche mese fa,  nel quale si discuteva di investimenti per costruire reti di nuova generazione e se fosse corretto chiedere investimenti  a chi genera traffico in Rete con milioni di visitatori al giorno (es. Google).
Per chi invece crede ancora che Internet sia importante soprattutto per la conoscenza e il progresso umano, può trovare interessante un’esperienza nuova che si sta diffondendo in Rete tra chi, con il proprio sito o blog, genera traffico  e cioè  propone argomenti, nuove idee o semplici suggerimenti “linkando”, termine utilizzato per definire l’azione quotidiana di effettuare un link, ossia un collegamento, ad un’altra risorsa sulla rete. Vediamo di cosa si tratta.

Il Global Multimedia Protocols Group propone un modo abbastanza semplice per convogliare traffico in Rete e definirne la qualità attraverso l’ XFN™ (XHTML Friends Network) :

XFN™ (XHTML Friends Network) is a simple way to represent human relationships using hyperlinks. In recent years, blogs and blogrolls have become the fastest growing area of the Web. XFN enables web authors to indicate their relationship(s) to the people in their blogrolls simply by adding a ‘rel‘ attribute to their <a href> tags.

In cosa consiste? Semplicemente nel definire meglio i nostri link, associando un aggettivo, in termini tecnici un attributo (di seguito la lista di attributi: relationship metadata profile).
Gli aspetti positivi a livello tecnico nel seguire questa tendenza ci sono ma l’aspetto sociale è forse ben più rilevante.

Ma l’aspetto sociale è forse ben più rilevante: i link non sono più solo indirizzi da seguire per reperire le risorse, ma diventano relazioni sociali di diversa profondità e spessore.

“The web is more a social creation than a technical one. I designed it for a social effect — to help people work together — and not as a technical toy. The ultimate goal of the Web is to support and improve our weblike existence in the world”,  sostiene Tim Berners-Lee in  Weaving The Web.

Questa è l’evoluzione del Web che viviamo quotidianamente con i social network, con la diffusione degli strumenti di collaborazione, di cui noi diveniamo utenti, fruitori, quasi senza accorgercene,  trascinati dalla forza dell’onda; dare un aggettivo a un link è quindi solo un pretesto (o la ciligina sulla torta) per arrivare a una consapevolezza di come ci stiamo evolvendo.

Evoluzione? E allora torniamo, per un momento, agli studi sociologici che misurano l’evoluzione della società. Passare da un concetto all’altro attraverso relazioni di vario tipo è come seguire una catena:  si parla infatti di “meme chain”. Ma a questo punto ci occorre una definizione:  cos’è un meme?

Un meme è una riconoscibile entità di informazione relativa alla cultura umana che è replicabile da una mente o un supporto simbolico di memoria, per esempio un libro, ad un’altra mente o supporto. (Wikipedia)

Un metameme è una meta di un meme, una metafora o se preferite un’idea di ingegneria memetica, per cui un meme è una “metafora“ di un meme, ma il concetto di un meme è esso stesso un meme.
Potrebbe sembrare un gioco di parole ma non lo è: la memetica è una teoria di contenuti mentali basata su un’analogia con la teoria dell’evoluzione Darwiniana, originata da Richard Dawkins nel 1976 con il libro The Selfish Gene.
Questa teoria rappresenta un approccio ai modelli evolutivi della trasmissione dell’informazione culturale. Un meme, analogamente a un gene, è essenzialmente un’unità culturale. I metameme possono essere così utilizzati per misurare l’evoluzione di una società, nella (ormai sempre più consolidata) consapevolezza che come la società si evolve, così è.

In conclusione, sebbene un link sia qualcosa di meno concettuale rispetto ad un metameme ma allo stesso tempo anche più tangibile, non sarebbe utile dare un valore più profondo ai link per avere una consapevolezza della nostra evoluzione e di quello che abbiamo intorno? L’ XFN™ (XHTML Friends Network)  sembra darci una valida risposta in questo senso.

Concorso della Società Italiana di Statistica

Giornata Italiana della Statistica – 20 Ottobre 2011

Concorso della Società Italiana di Statistica

La statistica e la professione di statistico: idee per la promozione e la diffusione. Competizione multimediale: testi, immagini, suoni e video

La Società Italiana di Statistica (SIS), al fine di aumentare l’utilizzazione della Statistica in Italia e la sua diffusione e valorizzare la figura dello statistico nel mercato del lavoro italiano, organizza e promuove la competizione multimediale “La statistica e la professione di statistico: idee per la promozione e la diffusione“.

Informazioni su regolamento, iscrizione e premi su http://contest.sis-statistica.org/

Benessere 2.0

“Non è l’Ocse a decidere cosa rende  la vita migliore. Sei tu a decidere per te stesso” questo è  lo slogan con il quale l’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico  presenta  il nuovo tool (on-line dal 24 maggio) che consente di costruire in maniera interattiva una misura personalizzata del benessere.

http://www.oecdbetterlifeindex.org/

Dopo anni di discussioni su come misurare il benessere, dopo il lavoro di numerose commissioni, dopo rapporti firmati da premi Nobel, l’Ocse ha deciso di dare ai semplici cittadini la possibilità di esprimersi sulla questione.

Il tool consente di scegliere il peso da attribuire a undici diverse dimensioni della qualità della vita (abitazione, reddito, lavoro, partecipazione civile, istruzione, ambiente, amministrazione, salute, soddisfazione personale, sicurezza, equilibrio tra lavoro e vita privata) per costruire per i 34 paesi dell’Ocse, un indice che tenga conto del valore che ciascuno attribuisce ai diversi aspetti del benessere.

Sicuramente non è il modo per risolvere le problematiche statistiche, economiche, politiche, sociologiche, ecc., centrali nel dibattito sul tema, ma sembra una via interessante per rendere consapevoli i cittadini dei problemi di misurazione attraverso il coinvolgimento diretto. Un passo verso la Statistica 2.0.

Valorizzazione e responsabilità sociale della statistica pubblica

Si apre oggi – 28 aprile 2011 – il Workshop Valorizzazione e responsabilità sociale della statistica pubblica.

Il Workshop è stato organizzato dal Gruppo permanente per la Valorizzazione delle Statistiche Pubbliche (VSP) della Società Italiana di Statistica (SIS) in collaborazione con l`ISTAT e  l`Università Europea di Roma che ospita l`evento.

Si tratta del primo evento sulla statistica pubblica organizzato dal gruppo SISVSP e vuole rappresentare un momento di incontro tra produttori ed utilizzatori, al fine di rafforzarne il valore e la  responsabilità sociale del suo contributo ai processi decisionali.

Il programma è molto intenso e prevede, nella due giornate di lavoro:

  • dieci sessioni tematiche coordinate da esperti riconosciuti di statistica pubblica a cui partecipano oltre 50 autori, espressioni del mondo accademico, della ricerca e della produzione e diffusione di statistiche pubbliche;
  • due relazioni invitated: prof. Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, e prof. Luigi Biggeri, professore emerito di Statistica Economica;
  • l`Official Statistics Cafè, una non conferenza aperta che approfondirà tematiche di rilevante attualità (reputazione delle statistica pubblica, valutazione e misurazione degli outcome, come affrontare il diluvio di dati, le informazioni necessarie per le policy sul mercato del lavoro).

Sarà possibile seguire in diretta l’evento e proporre domande di interesse per l’Official Statistics Cafè tramite Twitter @stat_coffee.

I lavori si concluderanno con il brainstorming del gruppo SISVSP.

Un video per spiegare gli Open Data

La buzzword “Open Data” sta diventando sempre più comune e utilizzata per indicare iniziative legate alla trasparenza e alla condivisione di conoscenza. In particolare, nel settore pubblico di tutta Europa, il tema dei dati governativi aperti è spesso in primo piano nelle agende digitali, anche in virtù della direttiva europea sulla cosiddetta Public Sector Information.

Ma cosa sono effettivamente gli Open Data? Come si definiscono? Come si applicano? In altre parole, cosa si deve fare per “aprire” i propri dati?

A questa e ad altre domande prova da tempo a rispondere la Open Knowledge Foundation (OKFn), un ente no profit britannico che si occupa di promuovere la conoscenza aperta nell’era digitale. Oltre a creare standard come la Open Definition, l’OKFn cerca di organizzare eventi di sensibilizzazione sui temi dei dati aperti. Durante l’Open Government Data Camp tenutosi a Londra a novembre 2010, una serie di interviste a “guru” e sostenitori degli Open Data per raccogliere le loro esperienze e le loro speranze sul presente e futuro dei dati aperti.

Da un efficace montaggio di tali interviste è nato il primo video (o film) sul tema degli Open Data:

Il video si concentra prevalentemente sul tema degli Open Government Data, con contributi di chi sta promuovendo questi temi in UK, USA, Canada, Olanda, Irlanda. Chi volesse contribuire alla traduzione in italiano dei sottotitoli, può volontarizzarsi qui: http://bit.ly/ogdfilm-translate.

Il tema non può di certo considerarsi esaurito, come dimostrano tante discussioni in atto negli Stati Uniti per evitare il taglio dei fondi all’iniziativa data.gov. Ma il video dell’OKFn è un piccolo ma efficace strumento di sensibilizzazione e di comunicazione su temi tanto importanti per la trasparenza e la condivisione della conoscenza, dentro e fuori la pubblica amministrazione.

Per chi volesse saperne di più:

Torino Open Data Contest

Il movimento Open Data si espande a macchia d’olio anche nel nostro Paese,  guidato da alcuni “evangelist” come Lorenzo Benussi, Ernesto Belisario e Flavia Marzano, che abbiamo incontrato al BarCamp in occasione della Prima Giornata Mondiale della Statistica, e altri come Alberto Cottica e gli amici di Spaghetti Open Data, che abbiamo conosciuto in occasione dello StatCamp della Decima Conferenza Nazionale di Statistica. Il nostro Vincenzo Patruno non perde poi occasione di vederli in giro per l’Italia e il nostro blog cerca di dare ampio spazio a idee ed eventi collegati all’Open Data.

Per l’appunto Lorenzo Benussi ci segnala una importante iniziativa che vede, ancora una volta, il Piemonte come uno dei principali centri di diffusione della cultura Open Data in Italia. Dal 13 al 17 Aprile 2011 si terrà infatti a Torino, nel quadro delle celebrazioni per l’unità d’Italia, la Seconda Biennale per la Democrazia «uno strumento per la formazione e diffusione di una cultura della democrazia che si traduca in pratica democratica: un laboratorio pubblico permanente, radicato nel territorio e rivolto alle grandi dimensioni della politica odierna, aperto al dialogo, capace di coinvolgere i giovani delle scuole e delle università, destinato a tutti i cittadini. Si articola in una serie di momenti preparatori – laboratori per le scuole, iniziative destinate ai giovani, workshop di discussione – che culminano, ogni due anni, in cinque giorni di appuntamenti pubblici: lezioni, dibattiti, letture, forum internazionali, seminari di approfondimento e momenti diversi di coinvolgimento attivo della cittadinanza».

«In questo contesto, la Biennale Democrazia 2011, la Città di Torino, CSI-Piemonte e Centro Nexa su Internet e Società del Politecnico di Torino promuovono il concorso d’idee “Torino Open Data Contest – Idee e tecnologie per la democrazia”».

«Il concorso ha come fine quello di presentare al pubblico durante la manifestazione Biennale Democrazia 2011 idee, prototipi o versioni complete di applicazioni software per qualsiasi piattaforma – siti web, applicazioni mobili, widget, mashups, infografiche interattive – che utilizzino almeno uno dei dataset della Città di Torino messi a disposizione sul sito di Biennale Democrazia, anche in combinazione con altri dati e servizi disponibili on line».

Insomma, il Torino Open Data Contest ci aspetta, dal 13 al 17 Aprile 2011!

Lo StatCamp alla Decima Conferenza di Statistica

Dopo qualche giorno di forzata inattività del blog dovuta allo StatCamp della Decima Conferenza Nazionale di Statistica, proviamo a raccontare come è andata e focalizzare i principali spunti di ogni intervento.

Nella sessione della mattina si è discusso di DataGov e condivisione dei dati. Vincenzo Patruno ha introdotto i lavori con una breve spiegazione sull’Open Government, una iniziativa essenzialmente legata al principio di trasparenza nell’azione di governo, avviata ufficialmente dal Presidente Obama nel 2009 attraverso il suo “Transparency and Open Government – Memorandum for the Heads of Executive Departments and Agencies” ed il sito data.gov.

Vincenza Spano della Regione Basilicata e Marco Velludo della società ETT solutions hanno parlato di BASIL, il nuovo sistema informativo del lavoro, interamente web-based, realizzato dalla Regione, che elabora circa 900.000 comunicazioni l’anno. Ciò ha messo in evidenza l’importanza e la necessità di una legislazione chiara e in qualche modo “coercitiva” per avere a disposizione dati elementari di fonte amministrativa affidabili, tramite i quali indagare statisticamente i fenomeni di interesse per l’intera collettività. Si è anche parlato della sperimentazione avviata dalla Regione con l’Istat e l’Isfol per quanto riguarda il sistema informativo delle professioni, mettendo ancor più in evidenza l’importanza di contaminare le esperienze fra soggetti pubblici del Sistema Statistico Nazionale e soggetti privati in possesso di adeguato know-how tecnologico.

Roberto Venturini, blogger ed esperto di Internet marketing, ha poi ragionato spannometricamente su alcuni numeri relativi agli utilizzatori di Internet in Italia e sul loro livello di istruzione medio, lanciando divertenti e numerose provocazioni, fra le quali: il 50% degli italiani è in rete solo per guardare le figure. Ha poi consigliato il libro di Darrell Huff, Mentire con le statistiche, per poi rinfrancare il disorientato uditorio dicendo che, piuttosto che contarli, sarà meglio che iniziamo a pesare gli utenti italiani di Internet e capire chi sono e di cosa hanno bisogno.

Francesca Romana Fuxa Sadurny, che all’Istat si occupa di affari giuridici, ci ha introdotti nel complesso mondo del diritto d’autore nel campo dei dati statistici, intesi come prodotto dell’ingegno umano. In particolare, si pone il problema se e come, al di fuori dalle ipotesi di studio e ricerca riconosciuti dalla legislazione (D.Lgs. 322/1989 e successive modifiche e integrazioni), sia possibile acquisire dati statistici e se tali dati possano costituire oggetto di attività che creino valore aggiunto. Infatti, mentre i diritti morali di un’opera sono inalienabili, i diritti di utilizzazione economica sono alienabili. Si apre così la strada alle Licenze d’uso, molto utilizzate in Internet (es. Creative Commons), ma specializzate per il particolare campo delle informazioni contenute in banche dati, come ad esempio la Italian Open Data Licence (IODL), sviluppata dal Formez.

Carlo Amati, del Ministero per lo Sviluppo Economico, Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica, ha portato alcuni esempi concreti di percorsi che una Amministrazione Centrale dello Stato sta compiendo verso l’Open Government. Il primo, VISTO, era relativo al sistema informativo di monitoraggio dei tempi necessari per la realizzazione di un’opera pubblica. Il secondo, relativo alla stima della spesa per investimenti, è un sistema che sfrutta le informazioni disponibili nella Banca Dati dei Bandi di Gara e dell’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici (AVCP). I Bandi di gara contengono infatti tutte le informazioni (ente attuatore, territorio, spesa) tramite le quali ricostruire a livello aggregato la spesa che si realizzerà in un dato territorio. I sistemi saranno, a breve, fruibili via Internet.

Eleonora Pieralice, dell’Isfort, ha posto l’accento sulla necessità di rispettare sempre il principio della trasparenza dei metodi di elaborazione, da parte di chi utilizza dati e microdati per elaborazioni statistiche, a garanzia di una informazione statistica di qualità e non strumentalizzabile.

Maurizio Firmani, che si occupa di sviluppo software presso l’Istat, ha parlato degli utilizzatori, suddividendoli in professionisti (istituzionali, business, ricercatori) e non (cittadini), proponendo alcune importanti questioni sull’uso dei dati. L’informazione statistica è certamente accessibile ai professionisti, ma si può dire lo stesso dei semplici cittadini? Essi sono in grado di trovare quello che cercano? Le informazioni statistiche messe a disposizione dagli Istituti Nazionali di Statistica, sono “user oriented”? Ha poi tentato di fornire una risposta a queste domande e di stabilire alcuni principi per la facile riusabilità dei dati da parte degli utenti: utilizzo di collezioni di file pubblicate su server accessibili, utilizzo massivo di webservice come modalità di interrogazione dei dati machine-to-machine, adozione di standard come SDMX che consentono lo scambio informatizzato di dati e metadati statistici. Il nodo centrale è quello di evitare di replicare le informazioni, rendendole invece fruibili in modalità diverse per soddisfare esigenze diverse. Le necessità degli utenti sono poi state così sintetizzate: nuove modalità di visualizzazione dei dati, nuove modalità di combinazione dei dati, nuove modalità di analisi dei dati.

Nicola Mattina, blogger e consulente di direzione nel settore della comunicazione d’impresa, ha ripreso i principi dominanti dell’Open Data, ponendo l’accento sulle difficili relazioni fra politica e Open Data. In particolare, sono scarsissime le informazioni che riguardano sia l’entità ed il fine delle spese pubbliche, sia l’entità e le modalità di raccolta dei finanziamenti che arrivano alla politica da entità rappresentanti di (legittimi) interessi. Riguardo a questi temi, gli Open Data “sono un piccolo semino che aumenta la felicità del sistema” e rafforza il senso civico collettivo.

La sessione è stata supportata da spunti e informazioni via Twitter, inseriti dai partecipanti alla conferenza e dagli “inviati speciali”, e si è conclusa con un breve dibattito, in particolare fra il prof. Jacopo di Cocco, della Facoltà di Economia di Bologna, Vincenzo Patruno e Cataldo Scarnera dell’Istat, nel quale è stata ribadita: la necessità di poter integrare dati prodotti da organismi diversi (es. Istat, Università, Regioni); l’importanza delle piattaforme di DataGov per questi fini; la necessità di rivedere le politiche e le modalità di rilascio dei dati statistici e -con tutta probabilità- anche quelle della privacy legate al rilascio dei microdati, uniformandole a quelle di altri paesi.

Nella sessione del pomeriggio si è discusso di Statistica, Information Technology e innovazione. Stefano De Francisci ha introdotto i lavori cedendo poi la parola ai relatori.

Davide Bennato, blogger e professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania, ha parlato di nuovi settori della conoscenza che derivano dalla considerazione che il comportamento di ciascuno di noi, in quanto utente di social media, determina nuovi dati, nuovi comportamenti di gruppo, che possono essere analizzati e visualizzati graficamente. Ha quindi proposto una tassonomia delle forme di condivisione dei dati, portando degli esempi per ciascuna di esse: data sharing, data visualization, personal dataminig, data storytelling. Per il prossimo futuro Bennato vede una grande sviluppo della visual analytics, sopratutto nell’editoria (infografica e mappe interattive), nel marketing (social media monitoring) e nella gestione di processi (dashboarding).

Manuela Ciancilla, visual designer della società VISup, ha parlato della riduzione dell’information overload, attraverso la semplificazione dei processi d’uso delle informazioni. Sono moltissimi i campi nei quali l’information visualization può dare un contributo in termini di ausilio alla rappresentazione e comprensione di fenomeni, dalle piattaforme di social data visualization, alle business dashboard, al knowledge sharing . Il lavoro è tutt’altro che banale, richiede infatti team multidisciplinari che comprendono sviluppatori, visual designer ed esperti di data mining. Un grande passo in avanti in Italia si avrà quando l’editoria elettronica, in particolare i quotidiani online, investirà sul settore data visualization sulle orme del britannico The Guardian.

Carlo Amati, che era già intervenuto in mattinata, ha mostrato DPS eXplorer, uno strumento di esplorazione di dati statistici territoriali che propone alcuni percorsi di analisi predefiniti e una base dati precaricata ma consente anche di importare dei dati-utente e costruire percorsi di analisi personalizzati (storytelling). Il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica ha inoltre lanciato una “Call for stories” allo scopo di promuovere un patrimonio comune di analisi di dati e indicatori su temi cruciali per le politiche regionali.

Paolo d’Errico, statistico e informatico, ha invece proposto una riflessione critica su statistica, innovazione e information technology. Ha poi evidenziato le qualità necessarie per raggiungere, o quantomeno aspirare al raggiungimento, del benessere economico e sociale: Risorse, Competenza, Cultura, Esperienza, Praticità, Condivisione, Umiltà, Sincerità, Oggettività, Conversione, Adattamento, Tenacia.

Antonino Virgillito, che si occupa di sviluppo software presso l’Istat, ha presentato un lavoro condotto insieme ai colleghi Michele Silvestri (sviluppatore) e Leonardo Tininini (esperto di database). Si tratta di una serie di widget per la visualizzazione dello stato della rilevazione del Censimento dell’Agricoltura. Vengono visualizzati il numero di questionari compilati tramite web, le aziende assegnate ai rilevatori e altre informazioni di sintesi sull’evoluzione del processo, con dettaglio nazionale e regionale e relative mappe geografiche. Tali widget possono essere integrati da chiunque nelle proprie pagine web, semplicemente facendo un copia-incolla della riga di codice messo a disposizione. Al di là dell’aspetto informatico, tali componenti web sono molto interessanti in quanto consentono di rendere visibile una parte del processo, consentono dunque il monitoraggio in tempo reale di ciò che sta avvenendo, in totale sintonia con la logica di trasparenza dell’Open Government.

Vincenzo Patruno ha infine mostrato un plugin ufficiale per WordPress che consente di visualizzare sul proprio sito (realizzato con WordPress) il numero di residenti di qualunque città italiana, collegandosi direttamente alla sito ufficiale Istat di diffusione dei dati della popolazione (demo.istat.it).

Anche in questo caso la sessione è stata supportata da spunti e informazioni via Twitter, inseriti dai partecipanti alla conferenza e dagli “inviati speciali”. Sono poi intervenuti Giulio Barcaroli, statistico metodologo dell’Istat, e Marco Scarnò, ideatore e sviluppatore di software statistici, che hanno riportato allo StatCamp alcune delle idee emerse in mattinata nel corso dell’Agorà “La Statistica ufficiale incontra… la comunità degli sviluppatori di software per la statistica”. In particolare hanno colpito e suscitato un vivo dibattito le idee di Marco Scarnò, che vede un futuro dove i software statistici omnicomprensivi avranno un sempre minore spazio a favore di Apps specializzate da scaricare da Internet all’occorrenza. La modalità d’uso dovrebbe essere estremamente semplificata (si è fatto un parallelo con Minority Report), immaginando che le Apps di analisi possano essere applicate trascinandole sopra degli oggetti dataset ed ottenendo dei nuovi oggetti dataset o immagini e animazioni grafiche.

Lo StatCamp si è chiuso con la premiazione dei migliori Tweet raccolti dagli utenti della Conferenza, sono stati selezionati:

  • Tweet vincitore n.1: “Statistica e IT: il matrimonio con i fichi freschi (gt)”
  • Tweet vincitore n.2: “I dati devono essere trasferiti con grande onestà intellettuale al mondo degli utilizzatori (carmelo fulco)”

I premi (portachiavi-memoria 8 GB Usb) non sono stati ritirati, ma i vincitori possono mettersi in contatto con noi all’ndirizzo statcamp@segnalazionit.org, provvederemo senz’altro a recapitarglieli.

Last but not least, un ringraziamento al Presidente Enrico Giovannini, Patrizia Cacioli e Giovanni A. Barbieri, che ci hanno dato l’opportunità di organizzare lo StatCamp, a Stefano De Francisci, commissario politico e garante dell’ortodossia statistica dello StatCamp, a Micaela Paciello e Anna Stoppa, sacerdotesse degli eventi Istat e garanti dell’ortodossia stilistica dello StatCamp, a Marina Turi, graphic designer dell’Istat, a Silvia Losco, master technician of StatCamp’s hardware, e ai nostri “inviati speciali” che hanno twittato a più non posso, Francesca Loporcaro, Concetta Ferruzzi, Paola Giacchè e Michele Silvestri.

Noi ci siamo divertiti molto e crediamo di essere riusciti ad “alleggerire” un po’ alcuni argomenti di solito piuttosto pesanti per i non addetti ai lavori. Tutti i materiali della giornata sono disponibili all’apposita pagina del blog.

StatCamp “Statistica e nuove tecnologie per la crescita del Paese”

In occasione della Decima Conferenza Nazionale di Statistica, che si terrà a Roma, al Palazzo dei Congressi, dal 15 al 16 Dicembre 2010, stiamo partecipando all’organizzazione di uno “StatCamp” sul tema della evoluzione dell’Information Technology nella produzione, comunicazione e condivisione dell’informazione statistica.

Lo StatCamp sarà uno spazio aperto di discussione e adotterà gli stessi princìpi cardine dei BarCamp:

  • specializzazione → viene individuato un tema specifico e alcuni sottotemi
  • uguaglianza → non esistono un pubblico e dei relatori, tutti sono allo stesso livello
  • condivisione → qualunque partecipante può “salire in cattedra” e proporre agli altri una riflessione

L’evento verrà inoltre arricchito dalle informazioni e riflessioni che tutti i partecipanti alla Conferenza potranno inviare tramite Twitter.

Lo StatCamp della Decima Conferenza si terrà il 16 Dicembre e si articolerà in due sessioni:

  • DataGov e condivisione dei dati, dalle 11.30 alle 13.30
  • Statistica, Information Technology e innovazione, dalle 14.00 alle 16.00

Entrambe le sessioni saranno condotte da un “animatore”, che si occuperà di dare la parola alle diverse persone che vorranno intervenire e mantenere le discussioni nei binari del tema stabilito.
Gli interventi dureranno al massimo 5 minuti, si terrà comunque conto della disponibilità di tutti i presenti ad intervenire e degli orari da rispettare. Si prevedono due tipologie di intervento:

  • interventi programmati, da parte di coloro che intendono presentare delle slide
  • interventi estemporanei, da parte dei presenti allo StatCamp

Lo StatCamp sarà aperto a tutti i presenti alla Conferenza, non sono previste registrazioni preventive, l’unico accredito necessario è quella alla Conferenza, che può avvenire tramite l’apposita pagina: http://decimaconferenza.istat.it

A coloro che intendono partecipare allo StatCamp presentando delle slide chiediamo di mettersi in comunicazione con noi tramite l’e-mail: statcamp@segnalazionit.org

L’account Twitter, che verrà utilizzato prima e durante l’evento per raccogliere e diffondere idee sui temi,  è: @statcamp

Vi aspettiamo!


Il valore delle azioni in rete

Nella teoria dei giochi c’è una strategia, Tit for Tat, ideata da Anatol Rapoport per coniugare efficacia e semplicità dentro una singola regola: all’inizio collaborare, poi imitare le mosse della controparte. Il successo di tale mossa è dato da un valore della nostra civiltà: la capacità di partecipare in gruppi, e gli odierni media orizzontali accelerano la creazione di queste formazioni. In internet, infatti, avvengono relazioni sociali, ma prima delle relazioni ci sono le idee. Lo scambio di queste determinano il valore della rete intesa appunto come luogo d’incontro, non come strumento.

Già nel 1938, Chester Barnard, un dirigente della Bell e scrittore americano, evidenziava i cambiamenti delle relazioni che non avvenivano più solo tra il padrone e gli operai, ma con l’espandersi delle società con un azionariato, si creavano rapporti tra azionisti, manager e dipendenti. Nel suo libro (Le funzioni del dirigente, Utet) iniziava a scoprire le motivazioni delle persone e la loro spinta a partecipare all’impresa.

Un passaggio storico di Barnard è la parabola del masso che ostruiva una strada: da soli non ce la faremo mai, ma se cooperiamo con chi ha lo stesso problema riusciremo a risolverlo, anche se l’organizzazione è informale. Cercava in tal modo di spiegare i convincimenti – molto soggettivi – delle persone sugli obiettivi da affrontare e quindi l’utilità di mettersi insieme per un’azione collettiva. L’intervento delle persone non è sempre basato sull’incentivo materiale, ma ognuno è ispirato dalle proprie convinzioni, valori e propensioni.

Detto ciò, osserviamo come si è evoluto (differenziandosi tra condivisione, partecipazione, cooperazione e collaborazione) il concetto di mutua azione tra i soggetti nella rete. Di certo gli scopi organizzativi più mirati hanno i migliori risultati. Ma con internet si lascia più autonomia alle persone su quale sia l’obiettivo da perseguire. Si arriva in tal modo a una sintesi tra l’efficacia (gli obiettivi raggiunti) e l’efficienza (la motivazione delle persone). Da rilevare che la reciprocità delle idee non comporta alienazione nel donare -non ci si priva di niente- e neanche l’incentivo ad accumulare.

La strategia ottimale, anche per i social network, sembra consistere nell’iniziare a contribuire, poi si procede per imitazione. Il RoA (Return on Action) è espresso in termini di reciprocità delle relazioni sociali, il beneficio che ognuno trattiene per sé. Più è alto, più si produce, e più si riceve valore.


Il successo del Barcamp

Ora possiamo dirlo. Il Barcamp “Sharing Data and Statistical Knowledge” e’ stato un successo. Tanta partecipazione, interventi di ottimo livello, tanto entusiasmo e, alla fine, una grande soddisfazione da parte di tutti per aver partecipato. Ovviamente grande soddisfazione anche da parte di SegnalazionIT, che cosi’ puo’ dire senza alcun dubbio di aver celebrato nel migliore dei modi la “Prima Giornata Mondiale della Statistica”.

Un primo grazie va al Dipartimento di Scienze Statistiche della Sapienza, Universita’ di Roma, alla Societa’ Italiana di Statistica (SIS) e all’Istat che hanno subito creduto in questa idea  e hanno speso il loro nome accanto a quello del nostro Blog.  Un grazie di cuore va a tutti coloro che hanno deciso di portare un intervento e di accettare le regole ferree del format  IGNITE (5 minuti per ogni presentazione, 20 slides che scorrono automaticamente ogni 15 secondi).

Un grazie va poi agli sponsor (Egeria, il catering La Perugina, IBM, SAS) e agli enti e organizzazioni che hanno creduto nel progetto e ci hanno concesso il loro prestigioso patrocinio (Commissione Italiana per l’UNESCO, Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, Gruppo valorizzazione statistiche pubblice SIS, Rante, UnaRete). Ancora grazie al CASPUR per aver curato la diretta streaming e a Uniroma.tv che ha documentato con le sue telecamere quanto avvenuto durante la giornata. (Qui di seguito il servizio)

Un grazie infine a tutti coloro che hanno partecipato a questa giornata e a tutti quelli che ci hanno aiutato e non si sono risparmiati  per l’organizzazione dell’evento.  Con tanti di loro continueremo a sentirci e siamo sicuri  che continueranno a seguirci attraverso le pagine del nostro Blog.

Tutti i materiali del Barcamp saranno via via inseriti nella apposita pagina.