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Open Data ed Istat: un legame già solido

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Secondo Wikipedia IT «I dati aperti, comunemente chiamati con il termine inglese open data anche nel contesto italiano, sono alcune tipologie di dati liberamente accessibili a tutti, senza restrizioni di copyright, brevetti o altre forme di controllo che ne limitino la riproduzione… …con la locuzione “open data” si identifica una nuova accezione piuttosto recente e maggiormente legata a Internet come canale principale di diffusione dei dati stessi». Wikipedia EN aggiunge che la tematica ha raggiunto un certo livello di popolarità “especially, with the launch of open-data government initiatives such as Data.gov“.

Le istituzioni pubbliche producono e possiedono una enorme quantità di dati che appartengono alla collettività. Parlare di Open Data con riferimento ai dati della PA significa, quindi, rendere i dati e le informazioni disponibili e accessibili direttamente online, da parte di cittadini ed imprese sia per elaborazioni che per creare applicazioni di pubblica utilità.

L’obiettivo è evidente: rendere più trasparente l’azione pubblica, favorendone il controllo sociale, supportare la partecipazione attiva dei cittadini, la collaborazione tra pubblico e privato. Inoltre, la disponibilità di dati, nell’era dell’economia della conoscenza, significa dare spazio all’innovazione ed alla creatività, chiavi strategiche per supportare lo sviluppo economico avanzato.

In Italia sono state avviate, a livello governativo, delle iniziative come dati.gov.it, che tuttavia non hanno raggiunto i livelli di complessità e ampiezza di dati messi a disposizione ad esempio dalle iniziative americana e del regno unito.

L’Istituto Nazionale di Statistica ha fin da subito percepito l’importanza di essere presente in modo attivo nel dibattito che si è sviluppato attorno agli Open Data, attivando I.Stat, il data warehouse della statistica ufficiale e creando un dialogo fra il mondo delle istituzioni, il mondo scientifico-accademico, la società civile e le diverse community tematiche su Internet.

Già dal 2010 l’Istat è intervenuto in modo ufficiale a diversi eventi che avviavano la riflessione sul tema degli Open Data. Di particolare rilevanza alcune iniziative della X Conferenza Nazionale di Statistica, ad es. l’Agorà La Statistica ufficiale incontra il movimento Open Data, le due sessioni dello StatCamp (Data Gov e condivisione dei dati; Statistica, Information Technology e innovazione), che hanno affrontato temi legati al data sharing, data visualization, open data e datagov. L’Istituto è stato anche presente ad eventi esterni come il convegno Fammi Sapere e il Digital Experience Festival 2011, inoltre ha organizzato, insieme a questo Blog, il BarCamp Sharing Data and Statistical Knowlwdge, in occasione della Prima Giornata Mondiale della Statistica.

Nel 2011, sono stati diversi gli eventi di particolare interesse a cui l’Istat ha partecipato:  Open Data: dalle parole ai fatti,  durante  il ForumPA 2011, in cui è stata annunciata l’iniziativa AppsForItaly, ossia la competizione italiana che prevede la creazione di applicazioni basate su Open Data e di cui l’Istat è stato uno dei primi sostenitori (l’iniziativa si concluderà con la premiazione dei vincitori al prossimo ForumPA 2012). Il convegno internazionale La Politica della Trasparenza e dei Dati Aperti, organizzato da Radio Radicale insieme alle maggiori associazioni italiane che si occupano di trasparenza e dati aperti. Il Workshop Istat Open Official Statistical Data, nel corso della Prima Giornata Italiana della Statistica, dove si sono ritrovati rappresentanti del mondo delle istituzioni, della Commissione Europea, del Ministero della Pubblica Amministrazione, insieme a movimenti, associazioni, fondazioni ed enti locali, a parlare di dati aperti, open government, statistica ufficiale e cultura del dato. L’Internet Governance Forum 2011, infine, ha consolidato la presenza ufficiale dell’Istat all’interno del dibattito culturale italiano sugli Open Data.

Il 2012 si presenta come un anno particolarmente significativo per il consolidamento del legame tra Istat ed Open Data. Nel prossimo mese di Maggio si terrà una iniziativa di assoluta rilevanza: la prima Data Journalism School italiana realizzata da una istituzione. L’Istat ha organizzato l’evento in collaborazione con la Fondazione <Ahref di Trento, curando in prima persona, attraverso la Scuola superiore di statistica e di analisi sociali ed economiche, sia la parte più specificatamente statistica del corso che quella relativa agli Open Data e agli aspetti legali dei dati aperti.

Parlare di Open Data e di Istat non significa però solo aderire ad una “filosofia” portando l’esperienza e la cultura di chi produce dati per mandato istituzionale, ma confrontarsi con altri attori istituzionali centrali e locali, attivare scambi di opinioni e di know-how con le diverse comunità scientifiche e accademiche, interagire a livello internazionale con gli altri produttori di statistiche ufficiali per arrivare a modalità di interscambio e diffusione dati condivise, essere riconosciuti come attori credibili dalla varie community Internet (es. Spaghetti Open Data, Open Knowledge Foundation Italia) che si occupano di aspetti che vanno dalle licenze d’uso dei dati alla loro rintracciabilità e alle modalità tecnologiche con cui vengono resi disponibili sulla Rete. Significa, in altri termini, essere capaci di proporre una visione di sistema nella quale i differenti stakeholder possano riconoscersi.

Il passaggio è significativo perchè richiede l’utilizzo di soluzioni di governance che siano in grado di mettere insieme competenze ed esigenze diverse: strategiche, tecnologiche, giuridiche, di produzione, diffusione, comunicazione, nonchè una capacità di gestire relazioni con tutti gli altri interlocutori con cui “fare Rete”.

E’ questa la grande sfida che l’Istat ha di fronte a se per i prossimi anni sul tema degli Open Data.

Data Journalism School 2012

Da qualche tempo sta crescendo in modo sempre più diffuso la consapevolezza del valore che possono avere i dati. Sta crescendo tra le pubbliche amministrazioni, che pian piano stanno lanciando le proprie iniziative legate agli Open Data rilasciando sui propri siti Web i dati in proprio possesso. Sta crescendo tra i governi, che stanno via via promuovendo i vari “data.gov”, i cataloghi governativi dei dati pubblici. Tutto questo mentre la Commissione Europea colloca gli Open Data all’interno delle iniziative strategiche della Digital Agenda for Europe. E anche chi produce dati per mandato istituzionale sta cogliendo l’occasione per  ridisegnare le proprie politiche di diffusione, rilasciando sulla Rete grandi quantità di dati di alta qualità e con elevate potenzialità nell’utilizzo.

C’è pertanto una grande disponibilità di dati che è possibile ritrovare sulla Rete ma che pone però un problema: sappiamo infatti bene quanto possa essere pericoloso utilizzare i dati senza avere la necessaria dimestichezza ed esperienza. Questo è ancora più vero per chi utilizza i dati per fare informazione. Una informazione di qualità non può infatti prescindere da un corretto utilizzo dei dati.

Ed è sulla base di queste considerazioni che  Istat (tramite la sua Scuola Superiore di Statistica e di Analisi Sociali ed Economiche) e Fondazione <Ahref lanciano la prima edizione della Data Journalism School, un corso di tre giorni in cui i partecipanti avranno la possibilità di capire come poter utilizzare correttamente i dati per fare informazione di qualità  e simulando i tempi di lavoro di una redazione giornalistica.

La Data Journalism School (#DJS12) si terrà dal 24 al 26 Maggio prossimi presso la sede Istat di P.zza Indipendenza 4 a Roma. Per questa prima edizione sono disponibili 20 posti con 4 borse di studio a totale copertura delle spese di iscrizione.  Qui il programma completo dell’iniziativa. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito Web della Fondazione <Ahref o il sito dell’Istat. Vi ricordo infine che le iscrizioni potranno essere accettate a partire dal prossimo lunedì 26 Marzo fino ad esaurimento dei posti disponibili.

3, 2, 1… Al via AppsForItaly, il contest italiano sugli Open Data

Ha preso il via  ufficialmente AppsForItaly, la competizione tutta italiana sugli Open Data. Un concorso quindi, con tanto di premi in denaro, rivolto ai cittadini, alle communities di sviluppatori, alle aziende e alle associazioni che proporranno le migliori soluzioni per l’utilizzo del patrimonio informativo pubblico.  Il concorso si articola in quattro categorie: Idee e Progetti, Applicazioni, Dataset e Visualizzazioni e potranno essere presentate anche proposte che in passato abbiano già partecipato ad altre competizioni simili.

Il montepremi? Al momento è arrivato a ben 40.000 euro, di cui buona parte messi dal Ministero per la Pubblica Amministrazione  e Innovazione  che ha supportato il lancio dell’iniziativa assieme a ForumPA e Formez e a cui sta subentrando  il MIUR in conseguenza del recente cambio di Governo. Il contest è organizzato dal Comitato AppsForItaly ma va detto che sono partner dell’iniziativa  enti del calibro di Regione Piemonte, ISTAT, Regione Emilia Romagna, ENEL  che mettono a disposizione i propri dati.

C’è una sola regola da seguire: le proposte inviate devono esser basate sui dati pubblici, ma se volete dare una occhiata al regolamento completo potete farlo visitando l’apposita pagina. Il  contest si chiuderà il 10 Febbraio 2012.  A partire da quella data una apposita giuria selezionerà le proposte vincitrici che verranno premiate a fine Febbraio all’interno di un apposito evento. Per il momento buon lavoro a chi avrà intenzione di partecipare e …. vinca il migliore!!

Statisticamente Honky Tonk

Tutto è cominciato tempo fa proprio grazie (o per colpa) di SegnalazionIT quando nell’articolo “Lo Statistico su Youtube” si faceva riferimento al brano Statistician’s Blues del cantante americano Todd Snider.

Da bravo “mezzo” musicista quale sono, ho visto quel video come uno stimolo e un invito a fare anch’io qualcosa che parlasse in qualche modo di statistica. Cosa che ovviamente ho fatto  ma,  altrettanto  ovviamente, ho fatto a modo mio.
Da sempre seguo la Country music americana. Nei miei numerosi viaggi per concerti ho avuto non solo il modo di ascoltare dal vivo tantissimi artisti (Brad Paisley, Mark Chesnutt,  Marty Stuart, Terri Clark,  Randi Travis giusto per fare qualche nome), ma di incontrarli personalmente grazie al fatto che mi sono sempre mosso dotato di “press pass” in qualita’ di inviato free lance per questa o quella rivista di musica.
Sono pero’ anche un autore, scrivo principalmente musica e negli ultimi anni mi sono, per cosi’ dire, “specializzato” sulla musica ironica e surreale. Quella musica comunemente definita “demenziale” che in Italia  è stata portata al successo da grandi artisti come Cochi e Renato, Enzo Jannacci, Pippo Franco, Elio e le Storie Tese, Renzo Arbore. Quello che ne e’ uscito fuori  è stato innanzitutto un brano di musica “Country Demenziale” che fa della surreale ironia sulla Statistica mettendone in risalto i piu’ comuni paradossi, e successivamente un videoclip, che  è quello che vi presento oggi:

Ladies & Gentlemen 

ecco a voi 

“Statisticamente Honky Tonk”

 



Statisticamente Honky Tonk di vpatruno

La versione  sottotitolata in inglese e’ stata premiata lo scorso Agosto a Miami, Florida, durante la convention della piu’ importante associazione di statistici del mondo, la American Statistical Association. Ne ha parlato qui il Significance Magazine. Thank you so much, Guys! E visto che ho cominciato con i ringraziamenti, non posso dimenticare tutti coloro che hanno preso parte  alla realizzazione del videoclip. Mi riferisco ai miei colleghi e amministratori di SegnalazionIT Eric Sanna e Daniele Frongia, per l’occasione al violino e alla chitarra acustica,  a Bob Morelli al basso, a Edo Patruno alla batteria, a Piero Chiti al pianoforte e che ha accettato di buon grado di ricoprire il ruolo di protagonista. (qui il link della sua associazione)

Ringrazio ancora le Cowgirls Francesca Pelliccia e Silvia Comanducci e tutta la troupe diretta magistralmente dal regista Gianluigi Bartolini a dalla sua preziosa assistente Barbara Diego: Cristiano De Nicola, Salvatore Marino, Michele Saullo e, per finire in bellezza, il fotografo Giampaolo Vasselli. Grazie ragazzi per il vostro prezioso lavoro!

Infine, da oggi (14 Novembre) fino alla fine della settimana potete  votare il video al concorso PIVI visitando il link http://www.dailymotion.com/video/xlq7ge_statisticamente-honky-tonk_music e cliccando su “vota”.  Ringrazio in anticipo tutti quelli che lo faranno.  E che il grande Banjo vi accompagni.

Open Data, l’Italia s’è desta


La settimana
scorsa è iniziata con l’annuncio della nascita di dati.gov.it e con il lancio di AppsForItaly, la competizione italiana sugli open data. E’ poi continuata con la Giornata Italiana della Statistica dove i protagonisti istituzionali e della società civile che hanno reso possibile questo annuncio, hanno partecipato insieme al primo evento istituzionale sugli Open Data. E all‘Open Government Data Camp 2011 a Varsavia, chi era presente, ha raccontato tutto ciò al mondo.

La scorsa settimana è stata probabilmente una settimana chiave per l’open government e per gli open data in Italia. Cominciamo con la “discesa” in campo del Ministero per la pubblica Amministrazione e Innovazione che in una conferenza stampa a Palazzo Vidoni a Roma ha reso pubblica la strategia italiana sull’open government: Pubblica Amministrazione 2.0, G-Cloud e, soprattutto, Open Data.

Ovviamente un conto è fare un annuncio, un altro continuare a lavorare per far crescere le iniziative proposte e raggiungere gli obiettivi prefissi. Ad ogni modo, sul fronte Open Data abbiamo ora il portale dati.gov.it. L’idea è quella di farlo diventare in breve tempo il catalogo nazionale dei dati aperti della pubblica amministrazione.

E per stimolare da una parte le pubbliche amministrazioni a rendere pubblici i propri dati, e dall’altra i cittadini, le community di sviluppatori e il mercato ad utilizzarli, il Ministero ha deciso di supportare AppsForItaly, la competizione italiana sugli Open Data. […] Apps4Italy è un concorso aperto a cittadini, associazioni, comunità di sviluppatori e aziende per progettare soluzioni utili e interessanti basate sull’utilizzo di dati pubblici, capaci di mostrare a tutta la società il valore del patrimonio informativo pubblico.[...]

Ovviamente niente nasce all’improvviso. Se si è arrivati a questo, lo si deve alle tante iniziative che da oltre un anno a questa parte stanno nascendo un po’ ovunque in Italia e al lavoro continuo di associazioni, movimenti, fondazioni, ma anche enti locali ed enti privati che credono nella potenza dei dati aperti ai fini della trasparenza, della democrazia partecipata, dello sviluppo del Paese. Ed è interessante come, iniziative che nascono “dal basso” possano far incontrare l’interesse e il sostegno del mondo istituzionale. Attorno all’Open Data sta incredibilmente accadendo questo: istituzioni e pubbliche amministrazioni che siedono attorno ad un tavolo con associazioni, comitati e movimenti espressione della società civile.

E’ quello che è accaduto lo scorso 20 Ottobre presso l’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica. Il Workshop Open Official Statistical Data, inserito nelle celebrazioni della Giornata Italiana della Statistica, è stato il primo appuntamento “istituzionale” dopo l’annuncio della strategia governativa sull’open government. Si è parlato della prospettiva italiana a riguardo dell’Open Data e dell’Open Government, della centralità del dato aperto nell’azione e nella strategia della Commissione Europea, di come la consolidata cultura del dato presente nell’Istat e nell’intero Sistema Statistico Nazionale possa e debba essere un elemento chiave nelle iniziative legate all’Open Data. Si è parlato di alcune esperienze di open data in Italia, e lo si è fatto dando spazio direttamente gli enti locali coinvolti. Si è parlato della iniziativa italiana dati.gov.it e di appsforitaly con i movimenti, le associazioni, le fondazioni che “dal basso” hanno reso possibile tutto ciò.

Le conclusioni di Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, meriterebbero in realtà un post a parte, visto che hanno toccato molti punti diversi, buona parte dei quali degni di essere segnalati. Ad ogni modo ha sottolineato quanto sta facendo l’Istituto per fornire alla società civile, alla Rete e al mercato dati di qualità ad un livello sempre più spinto di disaggregazione.

Ma non finisce qui. Sempre la scorsa settimana è stato lanciato in versione beta Wikitalia, un progetto che “mette in rete una serie di strumenti per la trasparenza della politica, il riutilizzo dei dati pubblici e la partecipazione dei cittadini”.  Si tratta quindi di una piattaforma che si rivolge soprattutto “ai sindaci e alle loro amministrazioni, affinché decidano di far propri la filosofia e gli strumenti dell’Open Government”. Hanno gia’ aderito al progetto i comuni di Firenze, Torino e Matera, mentre altri aderiranno a breve.

Qualcosa  in Italia finalmente sta accadendo. Ed è qualcosa di importante.


La versione in  inglese del post è stata pubblicata sull’Open Knowledge Foundation Blog e su Government in The Lab.


Prima giornata italiana della Statistica

La Società Italiana di Statistica, insieme all’Istituto Nazionale di Statistica, alla Banca d’Italia, alle Facoltà di Scienze statistiche e ad alcuni Dipartimenti universitari italiani, hanno proposto di istituire, ogni 20 ottobre, la «Giornata italiana della Statistica», rivolta a docenti, studiosi, alunni e cultori della disciplina.

Il 20 ottobre 2011, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, sarà celebrata per la prima volta la Giornata Italiana della Statistica, sulla scia della Giornata mondiale della Statistica dello scorso 20.10.2010. In occasione delle celebrazioni, che si protrarranno fino al 21 ottobre, l’Istat, la SIS e il Dipartimento Scienze Statistiche della Sapienza, organizzano alcune iniziative a Roma.

20 Ottobre
Istat, Aula Magna, Via Cesare Balbo 14

11.30 – 13.30  Celebrazione della Giornata Italiana della Statistica
15.00 – 16.30  Workshop – Open Official Statistical Data
16.30 – 17.00  Tavola Rotonda

Scopo della manifestazione è rafforzare la visibilità della statistica in Italia, e la fiducia dei cittadini in una Scienza che possa rispondere alle esigenze tecniche di oggettività e trasparenza, di conoscenza e partecipazione democratica, come scritto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della Giornata mondiale della Statistica del 20.10.2010.

Per confermare l’adesione inviare una e-mail a: eventi@istat.it

21 Ottobre
Dipartimento Scienze Statistiche, Sapienza Università di Roma, P.le Aldo Moro 5

09.30 – 14.00  Incontro dei giovani statistici
15.00 – 16.30  Riunione per la costituzione del Gruppo Permanente dei giovani statistici
15.00 – 17.30  Workshop – Statistica per innovare: la storia e le prospettive

Scopo della manifestazione è valorizzare le professionalità dei giovani statistici italiani, ovvero di diplomati, laureandi o laureati che si stanno inserendo nel mercato del lavoro o operano in ambito statistico da meno di 10 anni. Inoltre la Società Italiana di Statistica insieme all’Istat intendono favorire la costituzione del Gruppo permanente dei Giovani Statistici al fine di permettere di parlare delle loro esperienze e delle loro ricerche in un clima amichevole. In questa manifestazione sarà anche analizzato il  mercato del lavoro degli statistici italiani.

Per confermare l’adesione inviare una e-mail a: eventi@sis-statistica.org

21 Ottobre
Sala Odeion – Museo dell’arte classica, Facoltà di Lettere e Filosofia, Sapienza Università di Roma, P.le Aldo Moro 5

9.00 – 12.00  Incontro - Statistica a Scuola

—[ E' possibile scaricare qui la brochure completa con tutti gli eventi in programma ]—

Open Official Statistical Data

Il prossimo 20 Ottobre,  sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, verrà celebrata la Giornata Italiana della Statistica. Verranno dedicati alle celebrazioni ben due giorni fitti di iniziative, tra cui segnaliamo il Workshop “Open Official Statistical Data”, che si terrà nel pomeriggio della giornata del 20 presso l’Aula Magna dell’ISTAT. I movimenti, le associazioni, le fondazioni che da tempo stanno promuovendo le logiche dell’Open Data si incontreranno con le istituzioni e con la Statistica Ufficiale par parlare di dati aperti e di open government e per annunciare assieme importanti iniziative di carattere nazionale.

Poichè la capienza dell’Aula Magna ISTAT è limitata, si potrà accedere all’evento fino ad esaurimento dei  posti disponibili previa registrazione che potrà essere effettuata semplicemente mandando una email all’indirizzo eventi@istat.it  entro il 18 ottobre.  Qui il programma del Workshop.

Al via il Censimento Online

Da oggi è possibile compilare online il questionario del Censimento della Popolazione.

IT: non di soli Steve Jobs si vive

Si è molto parlato, nei giorni scorsi, dell’addio di Steve Jobs alla sua Apple. C’è chi lo rimpiange, chi pensa di essere uno Steve Jobs nel suo piccolo, chi dice che la Apple non sarà più la stessa cosa, chi crede che la Apple continuerà ad essere un punto di riferimento per la tecnologia ed il software di questa prima parte del secolo.

Ma il punto non è questo e credo che il vero fulcro della questione l’abbia individuato Luca De Biase con alcuni post sul suo blog, che vi invito a leggere.

Il genio, la capacità e il carisma personale di Steve Jobs non si discutono, ma se veramente vogliamo rendere onore a qualcosa di grande non è a lui che dobbiamo guardare, ma a ciò che è riuscito a costruire: il gruppo che De Biase definisce “iTeam”.

E ora guardiamoci intorno: quante persone conosciamo che, nel loro ambito, siano riuscite a costruire una squadra motivata e capace che continui il lavoro che loro hanno iniziato? Quante che abbiano mantenuto la barra dritta quando tutti intorno non gli davano ascolto? Quante che abbiano rinunciato al proprio incarico pur di non lasciarsi andare a opportunismi e compromessi?

Altra considerazione: troppo spesso di una organizzazione compare solo l’Amministratore Delegato o il Presidente, facendoci dimenticare che quell’organizzazione lavora e produce soprattutto grazie ad una squadra di persone capaci, leali, motivate, tese verso un comune obiettivo.

Guardiamoci ancora una volta intorno: quanti AD o Presidenti conosciamo che, pur avendo grandi capacità di marketing rispetto al loro mercato di riferimento, siano in grado di condurre all’interno l’operazione di creazione di una squadra, di una identità, di un metodo di lavoro condiviso, di una cultura?

La forte leadership interna, l’autorevolezza, è basata sullo sviluppo del potenziale umano dell’organizzazione e non si deve necessariamente aver bisogno del proprio personal Steve Jobs per fare bene. Basta crederci, puntare sulla crescita delle persone giuste e rispettare il loro lavoro, come ci ricordava anche Vincenzo Patruno nel suo post.

Nel campo dell’Information Technology, strategico per l’esistenza delle moderne organizzazioni, tutto ciò è molto più che urgente: costituisce la differenza fra il continuare a esistere e lo scomparire.

Il Sistema di Risk Management applicato ai Censimenti generali

ForumPA 2011: Il sistema di controllo dei rischi del censimento della popolazione. La gestione di una crisi IT nel censimento della popolazione. A cura di Concetta Ferruzzi e Daniele Frongia (Istat).