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Statisticamente Honky Tonk

Tutto è cominciato tempo fa proprio grazie (o per colpa) di SegnalazionIT quando nell’articolo “Lo Statistico su Youtube” si faceva riferimento al brano Statistician’s Blues del cantante americano Todd Snider.

Da bravo “mezzo” musicista quale sono, ho visto quel video come uno stimolo e un invito a fare anch’io qualcosa che parlasse in qualche modo di statistica. Cosa che ovviamente ho fatto  ma,  altrettanto  ovviamente, ho fatto a modo mio.
Da sempre seguo la Country music americana. Nei miei numerosi viaggi per concerti ho avuto non solo il modo di ascoltare dal vivo tantissimi artisti (Brad Paisley, Mark Chesnutt,  Marty Stuart, Terri Clark,  Randi Travis giusto per fare qualche nome), ma di incontrarli personalmente grazie al fatto che mi sono sempre mosso dotato di “press pass” in qualita’ di inviato free lance per questa o quella rivista di musica.
Sono pero’ anche un autore, scrivo principalmente musica e negli ultimi anni mi sono, per cosi’ dire, “specializzato” sulla musica ironica e surreale. Quella musica comunemente definita “demenziale” che in Italia  è stata portata al successo da grandi artisti come Cochi e Renato, Enzo Jannacci, Pippo Franco, Elio e le Storie Tese, Renzo Arbore. Quello che ne e’ uscito fuori  è stato innanzitutto un brano di musica “Country Demenziale” che fa della surreale ironia sulla Statistica mettendone in risalto i piu’ comuni paradossi, e successivamente un videoclip, che  è quello che vi presento oggi:

Ladies & Gentlemen 

ecco a voi 

“Statisticamente Honky Tonk”

 



Statisticamente Honky Tonk di vpatruno

La versione  sottotitolata in inglese e’ stata premiata lo scorso Agosto a Miami, Florida, durante la convention della piu’ importante associazione di statistici del mondo, la American Statistical Association. Ne ha parlato qui il Significance Magazine. Thank you so much, Guys! E visto che ho cominciato con i ringraziamenti, non posso dimenticare tutti coloro che hanno preso parte  alla realizzazione del videoclip. Mi riferisco ai miei colleghi e amministratori di SegnalazionIT Eric Sanna e Daniele Frongia, per l’occasione al violino e alla chitarra acustica,  a Bob Morelli al basso, a Edo Patruno alla batteria, a Piero Chiti al pianoforte e che ha accettato di buon grado di ricoprire il ruolo di protagonista. (qui il link della sua associazione)

Ringrazio ancora le Cowgirls Francesca Pelliccia e Silvia Comanducci e tutta la troupe diretta magistralmente dal regista Gianluigi Bartolini a dalla sua preziosa assistente Barbara Diego: Cristiano De Nicola, Salvatore Marino, Michele Saullo e, per finire in bellezza, il fotografo Giampaolo Vasselli. Grazie ragazzi per il vostro prezioso lavoro!

Infine, da oggi (14 Novembre) fino alla fine della settimana potete  votare il video al concorso PIVI visitando il link http://www.dailymotion.com/video/xlq7ge_statisticamente-honky-tonk_music e cliccando su “vota”.  Ringrazio in anticipo tutti quelli che lo faranno.  E che il grande Banjo vi accompagni.

Competizione multimediale della Società Italiana di Statistica, ecco i vincitori!

Ecco i vincitori della Competizione Multimediale “La statistica e la professione di statistico: idee per la promozione e la diffusione” della Società Italiana di Statistica:

1° classificato
“Il calendario statistico”
di: Daniele Durante, Davide Vidotto e Sabrina Vettori. Se avete uno smartphone o un tablet con Android, scaricatevi subito la app! (guarda il contributo)

2° classificato
“Lo Statistico e la Statistica: questi sconosciuti”
di: Giada Adelfio, Giovanni Boscaino, Marco Enea, Rossella Onorati e Mariangela Sciandra (guarda il contributo)

3° classificato
“Se la statistica non esistesse”
di: Daniela De Francesco. Daniela collabora con noi di SegnalazionIT, perdonateci se ci complimentiamo doppiamente con lei :-) e riportiamo anche il suo contributo (con la colonna sonora) su YouTube, ripreso oggi anche dal sito de la Repubblica  (guarda il contributo)

4° classificato
Roberto Matteotti (guarda il contributo)

5° classificato
Stefania Caporaso, Pasquale Dello Stritto, Alfonso D’Agnese, Graziano Fresiello, Danilo Fusco, Nadia Inglese, Antonietta Perrone e Mariagiovanna Zavallone (guarda il contributo)

Complimenti a tutti (anche ai componenti della commissione, Maria Gabriella Grassia, Davide Bennato e Fabio Crescenzi) e arrivederci alla prossima edizione del concorso.

Imparare con Twitter

(Questo articolo, rivisto e aggiornato, farà parte del volume Induzioni. Demografia, probabilità, statistica a scuola – ISSN 1120-690X- N. 42)

Twitter

Su questo blog abbiamo già parlato di Twitter: oggi riprendo l’argomento pensando al suo utilizzo nel campo della formazione svolta da università, scuole, PA e aziende. Per chi fosse a digiuno dell’argomento, consiglio l’imperdibile articolo introduttivo di @danieladef.  Se siete troppo pigri per un clic, ecco un veloce ripasso: Twitter è un sistema di microblogging che consente agli utenti di creare una rete di relazioni basata sui tweet, messaggi di testo di al più 140 battute. Twitter ha superato i 200 milioni di utenti i quali generano altrettanti messaggi ogni giorno: non a caso si parla di Twitter come di un sistema di SMS di Internet. In Italia il servizio conta circa un milione e mezzo di utenti e viene sempre più utilizzato nel marketing, nella comunicazione, nella formazione, nel social recruiting (come fa Twitter stessa), nella gestione degli eventi e più in generale nelle conversazioni on line.

Il potere delle parole chiave

La ricchezza dello strumento dipende anche dalla possibilità di utilizzare una specifica sintassi che consente di citare altri utenti, discutere argomenti, creare conversazioni, seguire in diretta eventi e molto altro. La chiocciola (@) serve a rimandare a utenti specifici, mentre il cancelletto (#) precede invece una parola chiave, che su Twitter si chiama hashtag e che viene utilizzata per seguire una conversazione e coinvolgere altre persone. Ad esempio, il mio tweet di qualche tempo fa:

Sono al #forumcom2011 alla sessione della #pa: ottimo l’intervento di @nicolamattina

ha generato le seguenti azioni:

1) Le persone che mi “seguono” (follower) vedono il messaggio sul mio profilo e nella loro home.
2) Nicola Mattina riceve una “menzione” e il tweet sarà visibile a chi cerca informazioni su @nicolamattina.
3) Tutti quelli che seguono la conversazione sul Forum della Comunicazione (che ha definito l’hashtag ufficiale #forumcom2011) mi leggono e possono interagire con me e tra di loro.
4) Stessa cosa accade per chi segue i discorsi sulla Pubblica Amministrazione (#pa)
5) Tramite computer, portatili, tablet e smartphone, gli utenti che pubblicano tweet durante il Forum, utilizzando #forumcom2011, possono porre domande ai relatori.
6) I relatori, utilizzando un computer connesso, possono proiettare, con un apposito widget, la conversazione in tempo reale, comprese le domande dalla platea.

E’ evidente il potenziale virale di uno strumento del genere: questo tweet apparentemente innocente ha raggiunto migliaia di utenti in tempo reale!

Potenzialità in ambito didattico

Anche per la formazione, le potenzialità di questo semplice strumento sono elevate. E’ infatti possibile:

  • Promuovere un corso utilizzando opportuni hashtag e coinvolgendo in discussioni persone interessate all’argomento proposto.
  • Mettere in contatto i partecipanti e i docenti prima del corso: per le presentazioni, un brainstorming iniziale, la definizione puntuale del corso, la condivisione di informazioni logistiche etc.
  • Migliorare la comunicazione tra partecipanti e docenti durante il corso, con numerosi vantaggi aggiuntivi rispetto a una semplice messaggistica istantanea.
  • Assegnare task e collezionare appunti individuali e collettivi.
  • Coinvolgere esperti esterni al corso.
  • Offrire delle pillole (un documento su SlideShare, un’immagine su Flickr, un video su YouTube) ai follower.
  • Organizzare delle sessioni di follow-up, raccogliere feedback etc.
  • Organizzare dei contest, sia durante che dopo il corso.

E ancora, ecco alcune buone ragioni per utilizzare Twitter tratte dal post Twitter for Academia:

  • Comunità di classe: Una volta che gli studenti hanno cominciato a twittare (voce del verbo…), hanno sviluppato un senso dell’altro come persona al di là del ristretto spazio della classe.
  • Il senso del mondo che ci circonda: Alcuni studenti guardano spesso e volentieri la  Public Timeline di Twitter che è la pagina dove vengono postati tutti i messaggi pubblici di Twitter. Il tasso di rumore di fondo qui è altissimo, ma ci dà il senso della varietà delle persone.
  • Tenere traccia di un termine, di una parola, di una conferenza: Attraverso Twitter è possibile tenere traccia di parole e termini sottoscrivendo poi il feed a tutti i post contenenti quella determinata parola.
  • Feedback istantaneo: Twitter è sempre connesso, e ti invia i messaggi anche sul telefonino, è quindi ottimo per ricevere un feedback immediato.
  • Massimizzazione del momento didattico: È spesso difficile insegnare in determinati contesti limitati nello spazio e nel tempo, Twitter ti permette di farlo al di là dei limiti della lezione.

Costi e privacy

Se Twitter vi spaventa ancora, provo a tranquillizzarvi ulteriormente:
1) L’utilizzo di Twitter richiede un periodo di apprendimento piuttosto contenuto.  Se opportunamente informati e stimolati, docenti e partecipanti impareranno rapidamente e apprezzeranno la novità. Senza un’adeguata informazione preventiva, l’operazione Twitter non può che fallire.
2) Il servizio è gratuito.
3) Al termine del corso è possibile cancellare (definitivamente) i tweet creati, oppure di proteggerli con un sistema di accesso controllato o lasciare le conversazioni aperte e pubbliche.

Integrazione e complementarità di Twitter

Twitter non può né vuole rappresentare un’alternativa a un sito o a una piattaforma di e-Learning, ma un arricchimento in termini di partecipazione, coinvolgimento e condivisione dei partecipanti.
E’ infatti possibile inserire su un blog/sito/piattaforma web un widget con gli aggiornamenti “live” di un profilo o di una ricerca su Twitter, come ormai fanno molti quotidiani on line.

E’ possibile utilizzare Twitter anche in piattaforme di e-learning, come ad esempio Moodle. La procedura è molto semplice e immediata. Più in generale, è possibile inserire un modulo di Twitter su una qualsiasi sito che consenta l’aggiunta di un blocco HTML.

Opportunità e rischi della didattica con Twitter

Twitter è uno strumento e come tale, se maneggiato senza cura, può essere anche dannoso.
I principali rischi (e opportunità) dell’adozione di Twitter in un intervento formativo sono gli stessi che riguardano un qualsiasi Social Network, e che sono riportati nello schema di Caterina Policaro:



In altre parole, come per tutti gli strumenti informatici, la soluzione non è nella loro adozione “punto e basta” ma in una chiara definizione del contesto di utilizzo e in una solida e coerente progettazione dell’intervento formativo.
Può essere utile poi conoscere i trucchetti e i suggerimenti degli esperti: a questo proposito, l’articolo 100 suggerimenti su come utilizzare Twitter nella didattica è certamente un ottimo punto di partenza.

Per concludere: se siete in bilico tra Facebook e Google+, date una chance anche a Twitter. Potrebbe sorprendervi e darvi un bel po’ di soddisfazioni.

@danielefrongia

Imparare con Twitter http://tinyurl.com/3eatg38 con contributi di @danieladef @ti_effe @mbeo @catepol @elisondo #corsi #formazione #didattica

La statistica nel pallone

Parlare di calcio significa parlare di soldi, tanti, tantissimi soldi, di uno dei pochi settori che non conosce crisi (basti pensare che nel 2008/2009 il mercato europeo del calcio è cresciuto di 15.7 miliardi di euro) e la rilevanza economica è tale che i segnali del cambiamento prima ancora che dai giornali sportivi vengono commentati dai giornali economico-finanziari. Di recente,  anche alcuni prestigiosi quotidiani come il Financial Time e New York Times si sono occupati della relazione sempre più stabile tra calcio e statistica.

Il legame della statistica con il mondo del calcio è nato diversi anni fa, basti pensare che già nel 1984 venne istituita la International Federation of Football History & Statistics , un organismo riconosciuto dalla FIFA che si occupa di statistiche e storia del calcio.  E, da ormai molti anni, non c’è commentatore sportivo che non usi a supporto della cronaca moltitudini di dati statistici. Senza pensare al ruolo della statistica rispetto al mondo delle scommesse.

La recente, o quasi, novità è che ormai qualsiasi aspetto di una partita può essere, grazie all’ICT, registrato. Questo consente di avere a disposizione enormi quantità di dati da cui, attraverso tecniche di data mining è possibile estrarre  informazioni utili sulle performance, ma ancora di più sulle caratteristiche di ciascun giocatore.

Diversi gli strumenti disponibili sul mercato che forniscono questa tipologia di servizi.

Società specializzate nell’integrare datamining e riprese video delle partite di calcio per un pubblico di allenatori, giocatori, fantacalciatori e tifosi.  La Match Analysis, ad esempio, ha siglato lo scorso anno un accordo con il New York Times per fornire in tempo reale, statistiche ed analisi per tutti gli incontri del 2010 FIFA World Cup™ attraverso soluzioni innovative di info-grafica che forniscono un flusso diretto e continuo di dati .

Siti web , come ad esempio Footballdatabase , raccolgono i dati relativi alle carriere agonostiche dei calciatori e rendono disponibili gratuitamente i gol fatti, gli assist, la carriera nei club, le presenze, e tutti i dati personali (data di nascita, nome di battesimo, luogo di nascita , ecc).


APP per iPhone e iPad basate sull’analisi dei dati statistici delle partite di calcio e le performance dei calciatori. Una delle più utilizzate in Italia è Gazzetta Mobile , una vera e propria redazione sportiva che commenta gli eventi in tempo reale con la cronaca, i tabellini e le formazioni delle partite e fornisce classifiche, calendari, risultati delle principali competizioni Italiane ed Europee con il supporto delle immagini fornite da Gazzetta TV, gli approfondimenti degli speciali di Gazzetta, le prime pagine del quotidiano ed il motore di ricerca. Prevede, inoltre, di salvare i dati e le foto ricercate così avere le news, i video e le foto più interessanti e consultarli anche offline.


Al tempo stesso, diverse società sportive hanno costruito in casa basi dati proprietarie come ad es. il Chelsea, la cui banca dati secondo il Financial Times, ne contiene 32 milioni, tratti da 13.000 partite internazionali. Ma il Chelsea non si limita a raccogliere i dati, infatti, sul sito web un esperto, Paul Dutton, fornisce analisi statistiche ai lettori attraverso un blog dedicato con l’accattivante titolo “Ask Statman”.

 

Importante anche l’investimento in ICT e statistica da parte della stampa, non solo sportiva. Il Financial Times, ad es. ha incaricato un artista – Giles Revell – di creare una serie di immagini sulla base dei dati statistici registrati in occasione della finale di champions league 2011 – Barcellona – Manchester United.  Di seguito una  immagine che fissa la partita al 69′, al gol di David Villa per il Barcellona. Le azioni sono registrate in sequenza e rappresentate a spirale, dal basso verso l’alto per il primo tempo e viceversa per il secondo.

Ma, l’aspetto interessante, evidenziato dai commentatori economici, è che per effetto della disponibilità di tecnologie sempre più sofisticate – che rendono disponibili miliardi di dati analitici e consentono analisi statistiche approfondite -  sempre più spesso in panchina ed in tribuna ci sono tablet e pc. Questi vengono utilizzati per analizzare in tempo reale l’andamento delle partite e supportare gli “allenatori 2.0″ nella definizione delle strategie e tattiche di gioco e nella formulazione della squadra titolare in base alle caratteristiche dei giocatori della rosa e degli avversari in campo. Analogo fenomeno è in corso per quanto riguarda direttori sportivi e procuratori che prima di fare acquisti sul mercato consultano performance e caratteristiche per cercare il giocatore tecnicamente adatto alle esigenze della squadra.

Dal prossimo campionato, quindi, sciamani e professionisti del pallone potrebbero lasciare la scena ai nuovi fenomeni del calcio: gli statistici.

 

Concorso della Società Italiana di Statistica

Giornata Italiana della Statistica – 20 Ottobre 2011

Concorso della Società Italiana di Statistica

La statistica e la professione di statistico: idee per la promozione e la diffusione. Competizione multimediale: testi, immagini, suoni e video

La Società Italiana di Statistica (SIS), al fine di aumentare l’utilizzazione della Statistica in Italia e la sua diffusione e valorizzare la figura dello statistico nel mercato del lavoro italiano, organizza e promuove la competizione multimediale “La statistica e la professione di statistico: idee per la promozione e la diffusione“.

Informazioni su regolamento, iscrizione e premi su http://contest.sis-statistica.org/

Potenzialità e rischi dei nuovi media – Forum della Comunicazione 2011

Chi non comunica scompare è stato l’efficace slogan dell’edizione 2011 del Forum della Comunicazione che si è svolto a Roma il 7 e 8 giugno 2011.

Nella due giorni di lavori, L’Italia che comunica –  circa 2200 partecipanti, 60 partner ufficiali tra istituzioni pubbliche e aziende private, 138 relatori tra opinion leader italiani e stranieri, imprenditori, top manager e giornalisti – si è confrontata per discutere del grandi temi legati al mondo della Comunicazione. Per capire come cambia, dove sta andando, e quali forme è destinata ad assumere la comunicazione, sempre più chiave strategica di successo per le imprese e le istituzioni.

Il Forum 2011 ha avuto come temi principali: il rapporto tra comunicazione e crescita dell’economia, il ruolo dei social media, la convergenza e la rivoluzione dei format, l’importanza delle piattaforme tecnologiche di riferimento, lo sviluppo sostenibile nell’epoca del green oriented, la Corporate Social Responsability e le strategie volte alla rassicurazione dei cittadini, il rapporto tra democrazia e informazione, l’internazionalizzazione e il dibattito sulle nuove professioni della comunicazione.

Tra i temi di particolare rilevanza si segnala:

  1. la reputazione: Fiorella Passoni, General Manager di Edelman Italia, ha evidenziato che dall’incrocio dei dati di due ricerche emerge che per il  45% conta la reputazione di un’azienda quando acquista un prodotto o un servizio. Percentuale di oltre 6 punti superiore alla media europea. Il dato è ancora più significativo se si fa riferimento alla web reputation delle aziende che, dai dati emersi da una ricerca dell’Istituto Piepoli svolto espressamente per il forum,  è importante per il 77% degli intervistati per spingere all’acquisto di beni e servizi;
  2. l’importanza di strategie pubblicitarie declinate in relazione alle specifiche tecnologie che devono veicolarle, che siano smartphone, tablet o TV. Appare ormai del tutto evidente che non è possibile proporre lo stesso identico contenuto rendendolo accessibile da tutte le piattaforme tecnologiche (come sono stati diversi tentativi di proporre un pdf come giornale digitale sui tablet) ma serve declinare secondo le specifiche particolarità del device i propri contenuti. In questo senso è stata sottolineata l’importanza dell’HTML 5 nel futuro della pubblicità in quanto essendo multipiattaforma consentirebbe con un investimento unico di raggiungere tutte le destinazioni, cosa che invece adesso non è possibile. Da questa prospettiva un ulteriore campo di confronto si apre rispetto al contributo della tecnologia alla definizione delle strategie di comunicazione ed in particolare il sempre vivo confronto tra soluzioni proprietarie (es. Silverlight di Microsoft  scelta da Rai.tv, che non supporta diverse piattaforme) oppure tecnologie aperte ed accessibili.
  3. La comunicazione spettacolare e le strategie diagonali di comunicazione a cui è stata dedicato un specifico spazio in cui è stato presentata l’esperienza dei Fratelli Geremicca, fondatori del Laboratorio Creativo GereBros.

Le potenzialità dei nuovi media sono state sottolineate dallo spot realizzato per promuovere l’edizione di questo anno del forum. Il video virale sul web dal titolo Comunicare (realizzato con la collaborazione di Zeranta Edutainement, la regia di Domenico Ciolfi, in collaborazione con Roberto Pagliara e Iader Giraldi e musiche di Domenico Canzoniero) in 30”  in modo evocativo conduce lo spettatore in un viaggio nel tempo, attraverso le forme simboliche dei media in cui l’uomo ha racchiuso le sue esperienze per renderle interscambiabili con l’obiettivo di sottolineare il valore fondamentale della comunicazione, intesa come un’esperienza umana imprescindibile, in cui siamo immersi fin dalla nascita.

Il programma prevedeva: Sessioni Plenarie, dove, con la collaborazione di speaker d’eccellenza, sono stati affrontati le tematiche più importanti della comunicazione istituzionale e d’impresa;  Talk show nella sala convegni per dibattere sui temi più caldi insieme a chi fa la comunicazione in Italia; Workshop di approfondimento verticale su temi specifici organizzati dai Partner del Forum o in collaborazione con Comunicazione italiana.  In particolare, la mattina del 7 giugno è stato presentato Niente di più facile Niente di più difficile, un manuale per capire da dentro il mondo della comunicazione aziendale e dei media.

Di particolare interesse la sezione Innovation experience Zone: spazi di 20/30 minuti dedicati al racconto ed alla sperimentazione delle eccellenze nel campo dell’innovazione al cui interno si è svolta Ignite, format dalla tempistica micidiale (i relatori hanno appena 5 minuti, 20 slide temporizzate) molto amato dal pubblico internazionale, per presentare i progetti più innovativi. Quest’anno l’Ignite ha dato voce agli innovatori di start-up e a comunicatori di aziende e PA. Nicola Mattina e Fabio Lalli hanno coordinato le due sessioni alternando interventi dedicati ad idee imprenditoriali 2.0 ad alcuni focus sull’importanza della comunicazione in diversi settori. Ecco le foto.

Molteplici inoltre le dimensioni dell’evento:

  • Multiformat: sono stati previsti “keynote speech” di ospiti internazionali, talk show, digital conversation, workshop tematici, showcase, interviste, diretta web, tag cloud live, whisper talk, business networking, recruiting day.
  • Multitarget: ogni momento è stato pensato per coinvolgere contemporanemente, tutti i partecipanti, portatori di competenze e professionalità differenziate sui diversi temi legati all’innovazione, alla tecnologia e alla comunicazione.
  • Multitasking: previsione della modalità on-air di più iniziative contemporanee che hanno consentito ai partecipanti di poter costruire autonomamente la propria agenda personale. Inoltre, tutte le sessioni organizzate da Comunicazione Italiana sono state promosse nella Community con pagine evento, DEM e comunicazioni dirette dedicate.

Tutti i lavori sono stati trasmessi in 12 ore di diretta televisiva no stop in due sessioni in streaming su Rai.Tv e sul sito ufficiale della manifestazione mentre la rassegna dei commenti in diretta era su Twitter – #forumcom2011.

Lo slogan scelto per questa edizione è stato: chi non comunica scompare. Interessante è  anche il contro slogan emerso tra i partecipanti della sessione Ignite: Chi non comunica o comunica male non scompare, anzi: i suoi errori rimangono sul Web per anni (“un errore è… per sempre”).

Forum della Comunicazione 2011 (Roma, 7-8 giugno @Auditorium di Roma)

Il Forum della Comunicazione torna a Roma, il 7 e l’8 giugno, con le sue 2 giornate di incontri, sessioni, workshop e lavori sui grandi temi e linguaggi della Comunicazione. Il programma prevede numerose sessioni e i temi più gettonati saranno:

  • LE NUOVE PROFESSIONI DELLA COMUNICAZIONE. Ruoli chiave e percorsi professionali tra tecnica e creatività.
  • RETI SOCIALI. STORYTELLING E REPUTAZIONE: come si ridefiniscono le PR nell’era dell’always on.
  • BRAND, SPORT E MARKETING 2.0: la comunicazione valoriale.
  • LA RIVINCITA DEL LOCAL: trend di sviluppo e nicchie di mercato tra cultura del territorio, prodotti e turismo.
  • PAROLA CHIAVE SOSTENIBILITA’. Il futuro è Green.
  • INNOVAZIONE, STILE E VALORI: la comunicazione unisce l’italia

SegnalazionIT parteciperà, martedì 7 alle ore 17, alla sessione con formula ignite, sul tema della comunicazione sociale in tempo di crisi (a cura di Daniele Frongia), presso l’Innovation Experience Zone.

Flipboard: è iniziata l’era del magazine “su misura”?

Flipboard, App per iPad lanciata nel 2010 è diventato, come pronosticato in tempi non sospetti, un vero e proprio fenomeno di culto. Infatti, nel suo primo anno di vita è stata nominata App dell’anno dalla Apple, si è classificata in Italia nella Top15 per numero di download ed è stata inserita da Wired nella top10 delle App che hanno segnato il decennio.

Le motivazioni di questo successo sono da individuare, in primo luogo, nella sintesi che riesce a realizzare tra la bellezza dei magazine patinati e la funzionalità del web (“The beauty of the print, the power of the web”). In questo senso rappresenta una innovativa soluzione alla fruizione di contenuti sul web a cui sta lavorando da alcuni anni il mondo editoriale. E apre la strada ad una nuova generazione di magazine costruiti su misura in base alle specifiche esigenze del fruitore.

A marzo 2011  è stata pubblicata la versione 1.2 che ha introdotto l’integrazione ad Instagramuna App per il photo sharing che consente di scattare una foto, scegliere un filtro per trasformarne l’aspetto ed inviarla a Facebook, Twitter o Flickr. L’innovazione, resa possibile dalla pubblicazione delle API dell’applicazione, consente anche di migliorare le prestazioni di Instagram che nella versione originale per iPad, a causa dei limiti dello schermo, non prevede altre possibilità di visualizzazione delle foto oltre a quella “in verticale”.

Altre novità della versione 1.2 indicate dal changelog ufficiale riguardano:

  • miglioramento del social search che consente di effettuare ricerche tra i vari social networks e blogs (Facebook, Twitter, Flickr), attraverso l’uso di parole chiave o hashtag i cui risultati sono poi raggruppati e mostrati all’utente nella classica forma del magazine patinato;
  • netto miglioramento della velocità di uploading che rende possibile il caricamento dei contenuti in un tempo massimo di 4 – 5 secondi;
  • miglioramento del supporto a Google Reader;
  • inserimento del bottone “aggiorna” che consente il reload ogni qualvolta lo si voglia direttamente dalla Tavola dei Contenuti;
  • possibilità di verificare tutti i contenuti consigliati dall’editore tramite il pulsante “In evidenza (featured)”.

Una novità che potrebbe generare un po’ di preoccupazione tra gli utenti attiene, invece, alla possibilità, dichiarata dal team di Flipboard, di scoprire se sul device su cui sta funzionando è stato effettuato il jailbreak ossia la violazione delle restrizioni d’suo fissate dalla Apple che, pur non essendo illegale – almeno negli USA -, fa venire meno la garanzia sul device stesso in caso di malfunzionamenti.  ln  caso di iPad “jailbrekkato” l’applicazione, infatti, segnala che potrebbero verificarsi dei crash non imputabili all’applicazione stessa.

Sul fronte delle critiche si segnala in particolare la lamentata scarsa possibilità di personalizzazione dei contenuti e degli algoritmi utilizzati per ricercarli dove sembra invece eccellere l’App rivale Zite.

Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, il prossimo obiettivo, di recente annunciato dagli sviluppatori dell’applicazione su Twitter, è la versione per iPhone.

Non c’è ancora il progetto di sviluppare versioni per altri tablet ma in una recente intervista a Wired, Mike McCue, il fondatore di Flipboard, afferma che “Mi piace molto Windows Phone e svilupperemo sia per Windows sia per Android, visti i numeri. Non ancora, ma lo faremo“.

Il futuro prossimo sembra quindi, al pari dei cugini su carta, quella del magazine in versione “pocket”.

Social network e codice penale: come non finire nei guai. Parte prima

di Francesca Romana Fuxa Sadurny e Daniele Frongia

Si parla molto di violazione della privacy nelle piattaforme di social network ma ancora troppo poco di altri reati che,  invece, sono diffusissimi tra gli utenti online che popolano i vari Facebook, YouTube, i blog ecc.

E dato che si tratta di reati che prevedono anche la reclusione fino a 4 anni, forse vale la pena parlarne un po’.

Prima considerazione piuttosto banale: il fatto che i social network siano ambienti digitali e virtuali non ci pone al di sopra della legge: continuano a valere le stesse leggi del mondo reale!

Il Garante per la protezione dei dati personali ha emanato la Raccomandazione del 26.11.2009 che interviene sull’utilizzo di social network e sui pericoli connessi all’uso.

“Social network: attenzione agli effetti collaterali” Facebook & Co. Come tutelare la propria privacy ai tempi di Facebook, MySpace & Co. Come difendere la propria reputazione, l’ambiente di lavoro, gli amici, la famiglia, da spiacevoli inconvenienti che potrebbero essere causati da un utilizzo incauto o improprio degli strumenti offerti dalle reti sociali? Sono queste alcune delle domande a cui risponde la guida messa a punto dal Garante per la privacy “Social Network: Attenzione agli effetti collaterali”. Non un manuale esaustivo, ma un agile vademecum sia per persone alle prime armi, sia per utenti più esperti, pensato per aiutare chi intende entrare in un social network o chi ne fa già parte a usare in modo consapevole uno strumento così nuovo.

La questione è talmente attuale che i più grandi fornitori di piattaforme di social network (per la precisione 17) tra cui Facebook, Google/YouTube, MySpace, Microsoft e Yahoo! hanno deciso di siglare in Lussemburgo, in occasione della giornata “Safer Internet 2010″, un accordo europeo che contiene una serie di regole volte a migliorare la sicurezza dei minorenni che utilizzano la rete e far fronte comune contro i rischi potenziali a cui sono esposti i più giovani come l’adescamento da parte di adulti, il “bullismo” online e la divulgazione di informazioni personali.

Preliminarmente è opportuno sottolineare che occorre distinguere i comportamenti lesivi in due categorie a seconda della tipologia di reato che si potrebbe commettere:

a) Vi sono i reati commessi da chi sfrutta Facebook o altri social network, le sue caratteristiche, per realizzare i propri intenti illeciti. In questa categoria vi rientrano ad esempio: l’invio di materiale pubblicitario non autorizzato (la c.d. attività di spamming) o la raccolta e l’utilizzo indebito di dati personali, attività espressamente vietate dal T.U. sulla privacy (d.lgs. n. 196 del 2003); l’utilizzo dei contatti per trasmettere volutamente virus informatici, punito dall’art. 615-quinquies c.p.; l’utilizzo dei contatti per acquisire abusivamente codici di accesso per violare sistemi informatici (punito dall’art. 615-quater c.p.), ecc.

b) Chi utilizza Facebook per la funzione tipica del social network, ossia quello di creare contatti tra gli utenti per facilitare la comunicazione e nel far questo, spesso per superficialità, nel comunicare con il proprio gruppo di amici, va oltre commettendo reati penali. Il reato più frequente, che si può verificare in questi casi, è quello di diffamazione.

L’inserimento di frasi offensive, battute pesanti, notizie riservate la cui divulgazione provoca pregiudizi, foto denigratorie o comunque la cui pubblicazione ha ripercussioni negative, anche potenziali, sulla reputazione della persona ritratta possono integrare gli estremi del reato di diffamazione, punito dall’art. 595 c.p.

Tipico esempio noto alla cronaca, la creazione di gruppi ostili ad una determinata persona: “Quelli che odiano il datore di lavoro bastardo”, ecc. E’ evidente come alcune quali “bastardo” o “cretina” hanno una inequivoca carica offensiva, rilevante sotto il profilo penalistico. Al riguardo una recente sentenza[1] , che si segnala per essere stata la prima, in Italia, a trattare di uno dei siti di condivisione più popolari al mondo ha stabilito che è tenuto al risarcimento del danno colui che lede la reputazione, l’onore o il decoro di una persona mediante l’invio di un messaggio tramite social network.

Con riferimento alla diffamazione per il tramite dell’uso improprio di foto di terzi, la Cassazione, in un procedimento per diffamazione per pubblicazione di foto in un contesto lesivo della reputazione, ha precisato che il consenso ad essere ritratti non comporta il consenso a utilizzare le foto, soprattutto se tale utilizzo avviene in contesti che espongono il soggetto a lesioni della propria reputazione. Ricordiamo che  affinché vi sia diffamazione è necessario: a) la comunicazione con più persone, la giurisprudenza dice che sono sufficienti almeno due persone; quindi non costituisce diffamazione il “pettegolezzo” riferito all’amico tramite messaggio privato, ma solo se pubblicato sulla bacheca, visibile a tutto il gruppo di amici o comunque a due o più persone. In caso contrario, senza la comunicazione con più persone, anche in tempi diversi, non c’è reato. b) l’offesa deve essere rivolta a soggetto determinato o determinabile. Se si parla male di una persona senza far capire di chi si tratta non è reato. Per aversi diffamazione non è necessario mettere nome, cognome, generalità del diffamato: è sufficiente inserire riferimenti che consentano di rendere conoscibile la persona offesa o comunque attribuibile l’offesa ad una persona specifica[2].

Un altro reato che viene spesso commesso (e con una certa disinvoltura) sul Web è quello della sostituzione di persona

Il reato da contestare in tali casi è disciplinato dall’art. 494 c.p. e prevede una pena fino a un anno di reclusione.

Oggetto della tutela penale,in relazione al delitto preveduto nell’art.494 c.p., è – afferma la Corte di Cassazione – “l’interesse riguardante la pubblica fede, in quanto questa può essere sorpresa da inganni relativi alla vera essenza di una persona o alla sua identità o ai suoi attributi sociali. E siccome si tratta di inganni che possono superare la ristretta cerchia d’un determinato destinatario, è stato ritenuto che il legislatore abbia in essi ravvisato una costante insidia alla fede pubblica, e non soltanto alla fede privata e alla tutela civilistica del diritto al nome”.

La Cassazione, nel 2007[3], ha ritenuto che commette tale reato colui il quale crea un falso account di posta elettronica intrattenendo corrispondenze informatiche con altre persone spacciandosi per una persona diversa. Lo stesso può valere per Facebook o altri social network, per cui si ha sostituzione di persona quando un utente apre una pagina su uno dei social network utilizzando i dati e le immagini relative ad un altro soggetto che ne è all’oscuro.

Nella prossima puntata ci occuperemo di reati ancor più pericolosi e odiosi. i reati persecutori (stalking) e quelli di mobbing online.


[1] Tribunale di Monza, Sezione Quarta Civile, del 2 marzo 2010

[2] Avv. Matteo De Luca, pagina Facebook “Reati commessi attraverso Facebook”

[3] Corte di Cassazione – Sezione Quinta Penale, Sentenza 14 dicembre 2007, n.46674

Dall’essere dentro la notizia ad essere la notizia. Flipboard, il primo social magazine dell’era 2.0

Nel mondo della applicazioni per iPad è stato di recente reso disponibile gratuitamente sull’AppStore Flipboard che è già diventato un fenomeno di culto.

Flipboard è il primo social magazine del mondo in quanto integra l’offerta di contenuti con le attività svolte dall’utente sui social network quali Facebook e Twitter ed in futuro anche Flickr, Foursquare, Yelp e LinkedIn. E’ un magazine dinamico, che prende i contenuti dal web sociale, li impagina in un layout elegante e patinato ma al tempo stesso semplice, essenziale, esteticamente più piacevole e ordinato delle home di Facebook e di Twitter e, li trasforma in  parte del sommario della rivista.

A detta degli esperti, Flipboard lascia immaginare un nuovo modo di accedere al web sociale: è una sorta di aggregatore di news simile a Pulse, ma in chiave più individuale e sociale in quanto capisce cosa piace al lettore dal suo flusso di scambi e preferenze sui social network, seleziona temi, articoli e aggiornamenti e li presenta in forma di rivista che può essere sfogliata sul Tablet Apple come un vero e proprio magazine.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=v2vpvEDS00o&feature=player_embedded[/youtube]

All’apertura dell’applicazione, Flipboard mostra una copertina dinamica che si compone di un’immagine presa da internet e un titolo principale, estratti da una delle fonti attive. Girando pagina si trova il sommario, completamente modulare, composto da un insieme di box modificabili dal lettore. Infatti, Flipboard presenta delle sezioni tematiche e delle fonti specifiche e il lettore può scegliere come organizzare l’indice in base alle proprie preferenze di lettura. Quando si sceglie un articolo la pagina si allarga a tutto schermo, e su un lato appaiono tutti i post di Twitter inerenti all’argomento. Per non perdere un articolo, è sufficiente inviarselo per e-mail da Flipboard

Flipboard non si limita ad aggregare le fonti reperibili sul web in quanto richiede, al momento dell’installazione, una selezione dei contenuti tra i blog più autorevoli e di tendenza, divisi per argomenti poiché, come sostiene il fondatore di Flipboard :«non è possibile leggere tutte le informazioni che ci arrivano».  Per gestire in maniera efficace la scelta e l’organizzazione real time delle notizie più rilevanti per i lettori il team ha infatti acquisito Ellerdale.

Le sue caratteristiche innovative hanno contribuito a suscitare un rilevante interesse, a partire dalla segnalazione di Robert Scoble sul suo blog Scobleizer ed interessanti analisi sui modelli di consumo dei contenuti della rete.

La forza innovativa di Flipboard è nel cambiamento che porta alle principali regole del gioco nell’accesso all’informazione (cfr. Bruno Walther).

La prima innovazione riguarda la distribuzione dei contenuti: se un nostro contatto ha condiviso un articolo da un qualsiasi sito, Flipboard lo recupera e lo impagina insieme alle immagini e agli eventuali contenuti multimediali. In questo modo, la diffusione dei contenuti avverrà su Flipboard e non più sul sito dell’editore.

La seconda novità è la capacità di Flipboard di coniugare l’empatia e la ricchezza di esperienza dell’iPad con la potenza dei social network, creando in questo modo un universo creativo orientato agli interessi del lettore/utente.

Il terzo impatto afferisce la limitazione che determina sulle possibilità di effettuare analisi del comportamento degli utenti. Flipboard, di fatto, rende complessa questa attività poiché l’accesso ai contenuti avviene integralmente o quasi all’interno della sua interfaccia e non di quella costruita da chi produce l’informazione: la tracciabilità dei dati web è compromessa, a meno che l’utente non decida di cliccare su un approfondimento o di proseguire la lettura sul sito originario.

Sul piano delle funzionalità, la versione attualmente disponibile – 1.0.1 – non consente di agganciare i contenuti sui social network per non appesantire le performance, ma è disponibile la possibilità di mettersi in lista per un invito via eMail che permetterà di sfruttare a pieno l’App. Al momento inoltre sono presenti alcune sezioni interattive personalizzabili che contengono notizie di varie categorie, esplorabili attraverso un’interfaccia che si adatta perfettamente all’iPad perché consente di leggere solo i primi due paragrafi di ogni articolo e sfiorare il tasto “Guarda sul web” per leggere dalla fonte la versione integrale, una soluzione progettata per rendere l’applicazione più snella e non togliere visibilità ai contenuti originali. Più rilevante tra i difetti appare, al momento, l’impossibilità di scegliere e aggiungere le proprie fonti, ma probabilmente tale limite sarà superato nelle successive versioni.

Il funzionamento di Flipboard pone presenta inoltre significative problematiche legate ai diritti di copyright per effetto dell’appropriazione di contenuti prodotti da terzi. Di fatto, secondo la logica di Flipboard, i lettori potrebbero avere accesso al lavoro altrui bypassando il sito web originale e la pubblicità, a danno degli editori.  Ed a questo proposito molti esperti, tra cui  Joel Johnson su Wired, si chiedono se sia legale.

Nonostante questi limiti tecnici il mondo rella rete considera Flipboard rivoluzionario perché, così come sostenuto da Alex Wilhelm in The Next Web «Trasforma il rumore in un segnale», non aggrega ma valorizza i contenuti. «Flipboard prende i tweet e trasforma quel feed in un contenuto leggibile e coerente. Dai tweet al prodotto, dagli status di Facebook a informazioni ben organizzate, Flipboard prende un testo e ti restituisce un libro». Flipboard realizza, in questo modo,  il passaggio concettuale da essere dentro la notizia ad essere la notizia.