Category: Open Source

Liferay Italy Symposium 2011 – Roma 18 novembre

In passato, SegnalazionIT si è occupata del portale open source Liferay e quindi volentieri pubblichiamo l’annuncio di SMC, Gold Partner di Liferay, del primo simposio nella Capitale:

Dopo il successo registrato l’anno scorso a Treviso, Liferay ha deciso di puntare ancora una volta sull’Italia per presentare la release 6.1 di Liferay Portal ed il Marketplace, scegliendo Roma come sede del Symposium annuale. Un evento dal sapore internazionale quello che si terrà a Roma presso la Residenza di Ripetta il prossimo 18 novembre. Un Symposium importante, voluto fortemente da Liferay per presentare ad Aziende pubbliche e private, Enti Internazionali, Software House e liberi professionisti le più importanti novità sviluppate da Liferay sulla loro piattaforma Open Source. Il Liferay Italy Symposium 2011 ha il duplice obiettivo di presentare la release 6.1 di Liferay Portal ed introdurre il Marketplace di Liferay. L’ultima release di prodotto aggiunge nuove ed importanti funzionalità per gli utenti che lo utilizzano, consentendo un approccio intuitivo che permette loro di costruire applicazioni aziendali senza l’utilizzo di sviluppatori software a supporto. Il Marketplace di Liferay, altra novità del 2011, vuole essere un canale per la comunità mondiale di sviluppatori e partners di Liferay al fine di raggiungere l’ampia base di installazioni Liferay con le applicazioni aziendali e plugin che aumentano le potenzialità del nucleo di Liferay Portal, la collaborazione e la gestione dei contenuti web della piattaforma. Fitta l’agenda della giornata che sarà l’occasione giusta per conoscere le novità, condividere esperienze ed approfondire la piattaforma attraverso sessioni tecniche e di business con presentazioni a cura del Top Management di Liferay, casi di successo e approfondimenti one-to-one con i tecnici dell’organizzazione.

Per info/registrazioni al Symposium andate su http://www.smc.it/liferay-symposium-2011 o scrivete a SMC.

Numerus

Il panorama italiano della “data driven information” è, nel 2011, molto attivo su diversi fronti:

  • open data, con diverse iniziative spontanee di enti territoriali e associazioni, di cui abbiamo dato notizia più volte in questo blog;
  • data journalism, come abbiamo letto nell’intervista a Guido Romeo ed Elisabetta Tola;
  • licensing, per operare sui dati tenendo conto delle implicazioni di  tipo giuridico, di cui abbiamo parlato anche alla Decima Conferenza Nazionale di Statistica.

A queste tre categorie, tra loro differenti ma che richiedono un non banale grado di competenza informatica o giuridica, si è ormai aggiunta quella dell’aiuto alla lettura critica dei dati, che è uscita dalla ristretta cerchia degli statistici per offrirsi al grande pubblico dei fruitori dell’informazione giornalistica, cartacea ed elettronica.

In questo caso sono necessarie notevoli capacità di operare su dati provenienti da fonti differenti, al fine di derivarne riflessioni e interpretazioni su fenomeni complessi. Gli esempi in Italia sono veramente pochi, fra questi c’è il blog Numerus, ospitato dal sito del Corriere della Sera, che ha l’intento dichiarato di “aiutare a comprendere quali sono i dati attendibili, come vengono prodotti, come vengono usati nel bene e nel male, in quale modo il miglioramento della statistica può incidere anche sulla qualità della vita”.

Numerus è tenuto da Donato Speroni, giornalista economico che ha lavorato al Mondo e al Corriere della Sera, è stato responsabile della comunicazione dell’Istat, si è successivamente occupato di statistiche nei Paesi in via di sviluppo per conto della Banca Mondiale e di altre organizzazioni. Attualmente insegna all’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino.

Scuola SIS “Web e Statistica”

Dal 5 al 9 settembre 2011, a Pisa, presso l’ex Convento S. Croce di Fossabanda, si terrà la Scuola SIS “Web e Statistica”, che si propone di presentare i principali strumenti web per la produzione statistica ed analizzare come questi incidono sui processi di produzione e diffusione statistica (qui la locandina).

La Scuola affronterà tutte le fasi del processo statistico: progettazione dell’indagine e definizione del target, raccolta dati, analisi quantitativa e data mining, diffusione dei dati statistici. Una particolare attenzione sarà dedicata alle tematiche emergenti dell’open data e della tecnoetica. Tutti gli argomenti saranno presentati da un punto di vista teorico e compendiati da esempi applicativi.

Per partecipare sono necessarie conoscenze base di produzione, analisi e diffusione statistica. La Scuola è rivolta ai soci SIS, laureati, dottorandi, ricercatori e funzionari di uffici studi e ricerche coinvolti nei processi di raccolta, produzione e diffusione dei dati e delle informazioni statistiche e che operano in Enti ed Amministrazioni pubbliche, Aziende private, Aziende sanitarie ed organizzazioni del terzo settore.

La Scuola è limitata ad un numero massimo di 20 partecipanti e le iscrizioni possono essere effettuate online, sul sito della Società Italiana di Statistica, entro il 13 luglio. L’organizzazione è curata da alcuni Soci SIS insieme ad alcuni docenti del Dipartimento di statistica e matematica applicata all’economia e del Dipartimento di Economia Aziendale della Facoltà di Economia dell’Università di Pisa.

Tutti i docenti si occupano a livello professionale degli argomenti trattati, come liberi professionisti, nell’ambito del propria attività lavorativa presso l’Istituto Nazionale di Statistica o come docenti universitari presso la Facoltà di Economia dell’Università di Pisa.

Il programma della Scuola SIS “Web e Statistica” è il seguente:

Sessione mattutina
(09.30/13.30)
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Sessione pomeridiana
(14.30/18.00)
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Lunedì
5 settembre
Introduzione al corso. Strumenti web per la produzione statistica. Indagini statistiche on line: web aperto, web chiuso, indagini integrate. 

M. Pratesi – S. Marchetti

Come il web cambia i processi di produzione e diffusione statistica. Indagini statistiche: individuazione del target (popolazione obiettivo e errore di copertura); partecipazione all’indagine web (non risposta), mode-effect sulle risposte (errore di misura) 

M. PratesiC. Giusti

Martedì
6 settembre
Strumenti per la raccolta dati via web: questionari on line, trasmissione dati da siti web. La struttura e la tipicità dei questionari on line. 

M. PratesiM. Serrecchia

Analisi qualitative via web, netnografia e raccolta ed analisi dati testuali e grafici. Alcuni casi di ricerca accademica. 

D. DalliM. Corciolani

Mercoledì
7 settembre
Strumenti web per la statistica e la visualizzazione dati. 

D. Frongia

Il Data Mining ed il Web: le nuove frontiere dell’analisi predittiva. 

D. Schiavon

Giovedì
8 settembre
Open data, privacy e copyright. Profili di tecno etica. 

F.R. Fuxa Sadurny

Data Sharing, DataGov ed Open data. 

V. Patruno

Venerdì
9 settembre
I datawarehouse statistici. 

S. Bergamasco

La statistica per tutti attraverso un sito web. 

G. Mottura

Grazie alla collaborazione offerta dal Master di Audit e Controllo, che ha messo a disposizione locali ed infrastrutture, i partecipanti potranno beneficiare di uno sconto laddove decidessero di soggiornare presso l’albergo collocato all’interno della struttura. Inoltre, i partecipanti dotati di un proprio PC portatile avranno la disponibilità di un account wifi per tutta la durata del corso.

Per eventuali informazioni contattare: scuola-web-statistica@sis-statistica.org

OpenPA 2011: Pubblica Amministrazione aperta e-inclusiva

L’11 marzo 2011 a Bologna, la Regione Emilia-Romagna organizza per il secondo anno consecutivo un doppio evento: convegno (in mattinata)+barcamp (nel pomeriggio). Il tema di questo anno sara’  focalizzato su “OpenPA 2011: Pubblica Amministrazione aperta e-inclusiva”.

Il Convegno in cui verranno illustrati i dati, le azioni e le nuove prospettive in Europa, Italia e in Emilia-Romagna su inclusione, opensource, opendata, si terra’  presso l’ Hotel UNAWAY, Piazza della Costituzione, 1 40128 Bologna secondo il programma seguente:

  • 9.00 apertura registrazioni/iscrizioni
  • 9.30 Apertura del convegnoDonatella Bortolazzi,   Assessore allo sviluppo delle risorse umane e organizzazione. Cooperazione allo sviluppo. Progetto giovani. Pari opportunità
  • 9.45 L’inclusione digitale nelle regioni italiane dal Rapporto sull’Innovazione -  Luca Rigoni, CISIS
  • 10.00 e-Inclusion nel nuovo piano telematico regionaleSandra Lotti, coordinatrice del piano telematico dell’Emilia-Romagna
  • 10.15 Dati sulla società dell’informazione in Emilia-Romagna e in Europa Chiara Mancini, Regione Emilia-Romagna
  • 10.30  Innovazione sull’e-InclusionAntonio De Vanna, FORMEZ
  • 11.00 break
  • 11.30 Open Emilia-Romagna stato dell’arte, tendenze e opportunitàDimitri Tartari, Gruppo coordinamento Piano Telematico Emilia-Romagna
  • 11.50  Open-data in Piemonte, un caso realeSilvia Bianco e Marta Garabuggio , Regione Piemonte
  • 12.10 Tecnologia e società nel Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2010Andrea Toma, CENSIS
  • 12.30 Conclusioni - Teresa Marzocchi, Assessore alla promozione delle politiche sociali e di integrazione per l’immigrazione. Volontariato, associazionismo e terzo settore.
  • 13.00 Buffet

Per iscriversi si puo’ utilizzare il form di iscrizione on-line

Nel pomeriggio l’evento si trasformera’ in 3 barcamp paralleli (a cui e’ possibile partecipare e proporre un intervento collegandosi al link seguente)  focalizzati ciascuno su un tema specifico:

  • Open data, open standard e open source per una PA aperta e inclusiva
  • La società dell’informazione e della conoscenza: se inclusione fa rima con formazione
  • Banda larga, multimedia, mobile e social network: la tecnologia abilita o esclude?

Torino Open Data Contest

Il movimento Open Data si espande a macchia d’olio anche nel nostro Paese,  guidato da alcuni “evangelist” come Lorenzo Benussi, Ernesto Belisario e Flavia Marzano, che abbiamo incontrato al BarCamp in occasione della Prima Giornata Mondiale della Statistica, e altri come Alberto Cottica e gli amici di Spaghetti Open Data, che abbiamo conosciuto in occasione dello StatCamp della Decima Conferenza Nazionale di Statistica. Il nostro Vincenzo Patruno non perde poi occasione di vederli in giro per l’Italia e il nostro blog cerca di dare ampio spazio a idee ed eventi collegati all’Open Data.

Per l’appunto Lorenzo Benussi ci segnala una importante iniziativa che vede, ancora una volta, il Piemonte come uno dei principali centri di diffusione della cultura Open Data in Italia. Dal 13 al 17 Aprile 2011 si terrà infatti a Torino, nel quadro delle celebrazioni per l’unità d’Italia, la Seconda Biennale per la Democrazia «uno strumento per la formazione e diffusione di una cultura della democrazia che si traduca in pratica democratica: un laboratorio pubblico permanente, radicato nel territorio e rivolto alle grandi dimensioni della politica odierna, aperto al dialogo, capace di coinvolgere i giovani delle scuole e delle università, destinato a tutti i cittadini. Si articola in una serie di momenti preparatori – laboratori per le scuole, iniziative destinate ai giovani, workshop di discussione – che culminano, ogni due anni, in cinque giorni di appuntamenti pubblici: lezioni, dibattiti, letture, forum internazionali, seminari di approfondimento e momenti diversi di coinvolgimento attivo della cittadinanza».

«In questo contesto, la Biennale Democrazia 2011, la Città di Torino, CSI-Piemonte e Centro Nexa su Internet e Società del Politecnico di Torino promuovono il concorso d’idee “Torino Open Data Contest – Idee e tecnologie per la democrazia”».

«Il concorso ha come fine quello di presentare al pubblico durante la manifestazione Biennale Democrazia 2011 idee, prototipi o versioni complete di applicazioni software per qualsiasi piattaforma – siti web, applicazioni mobili, widget, mashups, infografiche interattive – che utilizzino almeno uno dei dataset della Città di Torino messi a disposizione sul sito di Biennale Democrazia, anche in combinazione con altri dati e servizi disponibili on line».

Insomma, il Torino Open Data Contest ci aspetta, dal 13 al 17 Aprile 2011!

Open SIS: la Società Italiana di Statistica 2.0

La Società Italiana di Statistica, già presente sul web con un proprio sito istituzionale,  ha recentemente aperto un nuovo spazio web dedicato alla statistica 2.0: OpenSIS – http://open.sis-statistica.it. Il sito nasce per offrire ai Soci della Società Italiana di Statistica un punto unico di accesso ai numerosi strumenti 2.0 presenti sul web, presentando quei servizi ritenuti più validi e più adatti rispetto alle esigenze della comunità scientifica. OpenSIS inoltre vuole guidare i Soci nella scelta e nell’applicazione quotidiana degli strumenti web 2.0, andando a soddisfare il desiderio e il bisogno di innovazione della comunità statistica.

Attualmente sono sei i servizi presenti sul sito e riguardano:  l’invio di progetti Open (una sezione dedicata alla condivisione/proposta di idee innovative), la creazione di indagini online, la condivisione di documenti online, la creazione di un wiki, l’organizzazione di un BarCamp e la visualizzazione di dati interattivi. Si prevede inoltre in un prossimo futuro l’attivazione di altri servizi, quali la creazione di forum, l’e-learning statistico e la condivisione di dati ed algoritmi online. Il sito quindi vuole essere un prodotto in continua evoluzione, da realizzarsi anche in base alla nascita di nuove esigenze e priorità tra i Soci.

Di seguito trovate una presentazione più dettagliata del sito. Buona navigazione!

Lo StatCamp alla Decima Conferenza di Statistica

Dopo qualche giorno di forzata inattività del blog dovuta allo StatCamp della Decima Conferenza Nazionale di Statistica, proviamo a raccontare come è andata e focalizzare i principali spunti di ogni intervento.

Nella sessione della mattina si è discusso di DataGov e condivisione dei dati. Vincenzo Patruno ha introdotto i lavori con una breve spiegazione sull’Open Government, una iniziativa essenzialmente legata al principio di trasparenza nell’azione di governo, avviata ufficialmente dal Presidente Obama nel 2009 attraverso il suo “Transparency and Open Government – Memorandum for the Heads of Executive Departments and Agencies” ed il sito data.gov.

Vincenza Spano della Regione Basilicata e Marco Velludo della società ETT solutions hanno parlato di BASIL, il nuovo sistema informativo del lavoro, interamente web-based, realizzato dalla Regione, che elabora circa 900.000 comunicazioni l’anno. Ciò ha messo in evidenza l’importanza e la necessità di una legislazione chiara e in qualche modo “coercitiva” per avere a disposizione dati elementari di fonte amministrativa affidabili, tramite i quali indagare statisticamente i fenomeni di interesse per l’intera collettività. Si è anche parlato della sperimentazione avviata dalla Regione con l’Istat e l’Isfol per quanto riguarda il sistema informativo delle professioni, mettendo ancor più in evidenza l’importanza di contaminare le esperienze fra soggetti pubblici del Sistema Statistico Nazionale e soggetti privati in possesso di adeguato know-how tecnologico.

Roberto Venturini, blogger ed esperto di Internet marketing, ha poi ragionato spannometricamente su alcuni numeri relativi agli utilizzatori di Internet in Italia e sul loro livello di istruzione medio, lanciando divertenti e numerose provocazioni, fra le quali: il 50% degli italiani è in rete solo per guardare le figure. Ha poi consigliato il libro di Darrell Huff, Mentire con le statistiche, per poi rinfrancare il disorientato uditorio dicendo che, piuttosto che contarli, sarà meglio che iniziamo a pesare gli utenti italiani di Internet e capire chi sono e di cosa hanno bisogno.

Francesca Romana Fuxa Sadurny, che all’Istat si occupa di affari giuridici, ci ha introdotti nel complesso mondo del diritto d’autore nel campo dei dati statistici, intesi come prodotto dell’ingegno umano. In particolare, si pone il problema se e come, al di fuori dalle ipotesi di studio e ricerca riconosciuti dalla legislazione (D.Lgs. 322/1989 e successive modifiche e integrazioni), sia possibile acquisire dati statistici e se tali dati possano costituire oggetto di attività che creino valore aggiunto. Infatti, mentre i diritti morali di un’opera sono inalienabili, i diritti di utilizzazione economica sono alienabili. Si apre così la strada alle Licenze d’uso, molto utilizzate in Internet (es. Creative Commons), ma specializzate per il particolare campo delle informazioni contenute in banche dati, come ad esempio la Italian Open Data Licence (IODL), sviluppata dal Formez.

Carlo Amati, del Ministero per lo Sviluppo Economico, Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica, ha portato alcuni esempi concreti di percorsi che una Amministrazione Centrale dello Stato sta compiendo verso l’Open Government. Il primo, VISTO, era relativo al sistema informativo di monitoraggio dei tempi necessari per la realizzazione di un’opera pubblica. Il secondo, relativo alla stima della spesa per investimenti, è un sistema che sfrutta le informazioni disponibili nella Banca Dati dei Bandi di Gara e dell’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici (AVCP). I Bandi di gara contengono infatti tutte le informazioni (ente attuatore, territorio, spesa) tramite le quali ricostruire a livello aggregato la spesa che si realizzerà in un dato territorio. I sistemi saranno, a breve, fruibili via Internet.

Eleonora Pieralice, dell’Isfort, ha posto l’accento sulla necessità di rispettare sempre il principio della trasparenza dei metodi di elaborazione, da parte di chi utilizza dati e microdati per elaborazioni statistiche, a garanzia di una informazione statistica di qualità e non strumentalizzabile.

Maurizio Firmani, che si occupa di sviluppo software presso l’Istat, ha parlato degli utilizzatori, suddividendoli in professionisti (istituzionali, business, ricercatori) e non (cittadini), proponendo alcune importanti questioni sull’uso dei dati. L’informazione statistica è certamente accessibile ai professionisti, ma si può dire lo stesso dei semplici cittadini? Essi sono in grado di trovare quello che cercano? Le informazioni statistiche messe a disposizione dagli Istituti Nazionali di Statistica, sono “user oriented”? Ha poi tentato di fornire una risposta a queste domande e di stabilire alcuni principi per la facile riusabilità dei dati da parte degli utenti: utilizzo di collezioni di file pubblicate su server accessibili, utilizzo massivo di webservice come modalità di interrogazione dei dati machine-to-machine, adozione di standard come SDMX che consentono lo scambio informatizzato di dati e metadati statistici. Il nodo centrale è quello di evitare di replicare le informazioni, rendendole invece fruibili in modalità diverse per soddisfare esigenze diverse. Le necessità degli utenti sono poi state così sintetizzate: nuove modalità di visualizzazione dei dati, nuove modalità di combinazione dei dati, nuove modalità di analisi dei dati.

Nicola Mattina, blogger e consulente di direzione nel settore della comunicazione d’impresa, ha ripreso i principi dominanti dell’Open Data, ponendo l’accento sulle difficili relazioni fra politica e Open Data. In particolare, sono scarsissime le informazioni che riguardano sia l’entità ed il fine delle spese pubbliche, sia l’entità e le modalità di raccolta dei finanziamenti che arrivano alla politica da entità rappresentanti di (legittimi) interessi. Riguardo a questi temi, gli Open Data “sono un piccolo semino che aumenta la felicità del sistema” e rafforza il senso civico collettivo.

La sessione è stata supportata da spunti e informazioni via Twitter, inseriti dai partecipanti alla conferenza e dagli “inviati speciali”, e si è conclusa con un breve dibattito, in particolare fra il prof. Jacopo di Cocco, della Facoltà di Economia di Bologna, Vincenzo Patruno e Cataldo Scarnera dell’Istat, nel quale è stata ribadita: la necessità di poter integrare dati prodotti da organismi diversi (es. Istat, Università, Regioni); l’importanza delle piattaforme di DataGov per questi fini; la necessità di rivedere le politiche e le modalità di rilascio dei dati statistici e -con tutta probabilità- anche quelle della privacy legate al rilascio dei microdati, uniformandole a quelle di altri paesi.

Nella sessione del pomeriggio si è discusso di Statistica, Information Technology e innovazione. Stefano De Francisci ha introdotto i lavori cedendo poi la parola ai relatori.

Davide Bennato, blogger e professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania, ha parlato di nuovi settori della conoscenza che derivano dalla considerazione che il comportamento di ciascuno di noi, in quanto utente di social media, determina nuovi dati, nuovi comportamenti di gruppo, che possono essere analizzati e visualizzati graficamente. Ha quindi proposto una tassonomia delle forme di condivisione dei dati, portando degli esempi per ciascuna di esse: data sharing, data visualization, personal dataminig, data storytelling. Per il prossimo futuro Bennato vede una grande sviluppo della visual analytics, sopratutto nell’editoria (infografica e mappe interattive), nel marketing (social media monitoring) e nella gestione di processi (dashboarding).

Manuela Ciancilla, visual designer della società VISup, ha parlato della riduzione dell’information overload, attraverso la semplificazione dei processi d’uso delle informazioni. Sono moltissimi i campi nei quali l’information visualization può dare un contributo in termini di ausilio alla rappresentazione e comprensione di fenomeni, dalle piattaforme di social data visualization, alle business dashboard, al knowledge sharing . Il lavoro è tutt’altro che banale, richiede infatti team multidisciplinari che comprendono sviluppatori, visual designer ed esperti di data mining. Un grande passo in avanti in Italia si avrà quando l’editoria elettronica, in particolare i quotidiani online, investirà sul settore data visualization sulle orme del britannico The Guardian.

Carlo Amati, che era già intervenuto in mattinata, ha mostrato DPS eXplorer, uno strumento di esplorazione di dati statistici territoriali che propone alcuni percorsi di analisi predefiniti e una base dati precaricata ma consente anche di importare dei dati-utente e costruire percorsi di analisi personalizzati (storytelling). Il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica ha inoltre lanciato una “Call for stories” allo scopo di promuovere un patrimonio comune di analisi di dati e indicatori su temi cruciali per le politiche regionali.

Paolo d’Errico, statistico e informatico, ha invece proposto una riflessione critica su statistica, innovazione e information technology. Ha poi evidenziato le qualità necessarie per raggiungere, o quantomeno aspirare al raggiungimento, del benessere economico e sociale: Risorse, Competenza, Cultura, Esperienza, Praticità, Condivisione, Umiltà, Sincerità, Oggettività, Conversione, Adattamento, Tenacia.

Antonino Virgillito, che si occupa di sviluppo software presso l’Istat, ha presentato un lavoro condotto insieme ai colleghi Michele Silvestri (sviluppatore) e Leonardo Tininini (esperto di database). Si tratta di una serie di widget per la visualizzazione dello stato della rilevazione del Censimento dell’Agricoltura. Vengono visualizzati il numero di questionari compilati tramite web, le aziende assegnate ai rilevatori e altre informazioni di sintesi sull’evoluzione del processo, con dettaglio nazionale e regionale e relative mappe geografiche. Tali widget possono essere integrati da chiunque nelle proprie pagine web, semplicemente facendo un copia-incolla della riga di codice messo a disposizione. Al di là dell’aspetto informatico, tali componenti web sono molto interessanti in quanto consentono di rendere visibile una parte del processo, consentono dunque il monitoraggio in tempo reale di ciò che sta avvenendo, in totale sintonia con la logica di trasparenza dell’Open Government.

Vincenzo Patruno ha infine mostrato un plugin ufficiale per WordPress che consente di visualizzare sul proprio sito (realizzato con WordPress) il numero di residenti di qualunque città italiana, collegandosi direttamente alla sito ufficiale Istat di diffusione dei dati della popolazione (demo.istat.it).

Anche in questo caso la sessione è stata supportata da spunti e informazioni via Twitter, inseriti dai partecipanti alla conferenza e dagli “inviati speciali”. Sono poi intervenuti Giulio Barcaroli, statistico metodologo dell’Istat, e Marco Scarnò, ideatore e sviluppatore di software statistici, che hanno riportato allo StatCamp alcune delle idee emerse in mattinata nel corso dell’Agorà “La Statistica ufficiale incontra… la comunità degli sviluppatori di software per la statistica”. In particolare hanno colpito e suscitato un vivo dibattito le idee di Marco Scarnò, che vede un futuro dove i software statistici omnicomprensivi avranno un sempre minore spazio a favore di Apps specializzate da scaricare da Internet all’occorrenza. La modalità d’uso dovrebbe essere estremamente semplificata (si è fatto un parallelo con Minority Report), immaginando che le Apps di analisi possano essere applicate trascinandole sopra degli oggetti dataset ed ottenendo dei nuovi oggetti dataset o immagini e animazioni grafiche.

Lo StatCamp si è chiuso con la premiazione dei migliori Tweet raccolti dagli utenti della Conferenza, sono stati selezionati:

  • Tweet vincitore n.1: “Statistica e IT: il matrimonio con i fichi freschi (gt)”
  • Tweet vincitore n.2: “I dati devono essere trasferiti con grande onestà intellettuale al mondo degli utilizzatori (carmelo fulco)”

I premi (portachiavi-memoria 8 GB Usb) non sono stati ritirati, ma i vincitori possono mettersi in contatto con noi all’ndirizzo statcamp@segnalazionit.org, provvederemo senz’altro a recapitarglieli.

Last but not least, un ringraziamento al Presidente Enrico Giovannini, Patrizia Cacioli e Giovanni A. Barbieri, che ci hanno dato l’opportunità di organizzare lo StatCamp, a Stefano De Francisci, commissario politico e garante dell’ortodossia statistica dello StatCamp, a Micaela Paciello e Anna Stoppa, sacerdotesse degli eventi Istat e garanti dell’ortodossia stilistica dello StatCamp, a Marina Turi, graphic designer dell’Istat, a Silvia Losco, master technician of StatCamp’s hardware, e ai nostri “inviati speciali” che hanno twittato a più non posso, Francesca Loporcaro, Concetta Ferruzzi, Paola Giacchè e Michele Silvestri.

Noi ci siamo divertiti molto e crediamo di essere riusciti ad “alleggerire” un po’ alcuni argomenti di solito piuttosto pesanti per i non addetti ai lavori. Tutti i materiali della giornata sono disponibili all’apposita pagina del blog.

Open Source nella Pubblica Amministrazione (OSPA)

Si terra’ il prossimo 11 Novembre presso la Sala delle Colonne dell’Universita’ LUISS Guido Carli il convegno “Open Source nella Pubblica Amministrazione” – OSPA 2010.

Giunto alla sua terza edizione e promosso dall’associazione Concreta-Mente  assieme ad alcuni partner accademici, sara’ quest’anno dedicata al tema del Riuso e al Total Cost of Ownership (TCO), due pratiche che vengono spesso presentate come virtuose per guidare l’innovazione nelle Amministrazioni alla ricerca di efficacia ed efficienza. La partecipazione e’ gratuita previa registrazione che puo’ essere effettuata attraverso il sito web di Concreta-Mente.

Fammi Sapere: Convegno sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione

di Marco Scaloni

A Senigallia, il prossimo 20 novembre, si parlerà di Anagrafe Pubblica degli Eletti e Nominati, nell’ambito di un convegno dedicato agli “open data” della Pubblica Amministrazione. Il convegno, dal titolo “Fammi Sapere: la Trasparenza della Pubblica Amministrazione: Internet, Open Data, Anagrafe pubblica degli Eletti“, è organizzato dalla società InformaEtica e dal Comune di Senigallia.

Con l’espressione “dati aperti” o, in terminologia anglosassone, “Open Data” o “Open Government”, viene intesa una filosofia, che è al tempo stesso una pratica, che implica che alcune tipologie di dati in possesso di Enti ed Istituzioni pubbliche siano liberamente accessibili a tutti, senza restrizioni di copyright, brevetti o altre forme di controllo che ne limitino la riproduzione e l’utilizzo. In più, i dati aperti dovrebbero essere pubblicati in formati anch’essi “aperti”, ovvero il cui uso sia svincolato da restrizioni legali e le modalità di utilizzo siano pubbliche.

Per una pubblica amministrazione, che opera con denaro pubblico e eroga servizi nell’interesse diretto della collettività, la fornitura di dati aperti e universalmente disponibili parrebbe un compito istituzionale. Più in generale, gli Open Data aumentano la conoscenza della propria comunità e agevolano l’esecuzione di comuni attività umane (si pensi ad esempio ai dati cartografici). La “liberazione” dei dati in formato aperto permette e incoraggia la realizzazione di servizi che ne valorizzino tutta la potenzialità, attraverso operazioni di analisi, confronto, elaborazione, forniti anche da soggetti esterni alla Pubblica Amministrazione.

Scopo principale del convegno di Senigallia è quello di promuovere il “trasferimento tecnologico” verso cittadini e amministratori, cioè di fare informazione e formazione intorno al tema degli Open Data: i concetti chiave, gli scenari possibili, le esperienze passate e presenti, i risvolti sociali, politici e legali, le tecnologie abilitanti.
Non di meno, l’evento vuol essere occasione di incontro tra “addetti ai lavori”, momenti di scambio e opportunità per cercare di coordinarsi e pensare a progetti comuni.

L’iniziativa vuole puntare i riflettori sulla proposta di istituzione dell’Anagrafe Pubblica degli Eletti e Nominati (APEN), che rientra a pieno titolo nell’ambito degli Open Data applicati alla Pubblica Amministrazione. L’obiettivo dell’APEN è pubblicare su Internet i dati riguardanti le presenze, lo svolgimento dei lavori, i risultati, gli stipendi, gli emolumenti, le consulenze, i pagamenti, di tutti i politici eletti e di tutte le persone che ricoprono un ruolo politico pubblico.
Il convegno vuole essere anche momento di confronto e progettazione condivisa tra i diversi soggetti che hanno istituito, o stanno istituendo, tale Anagrafe. Il Comune di Senigallia è uno di questi.

Per ulteriori informazioni:

Il successo del Barcamp

Ora possiamo dirlo. Il Barcamp “Sharing Data and Statistical Knowledge” e’ stato un successo. Tanta partecipazione, interventi di ottimo livello, tanto entusiasmo e, alla fine, una grande soddisfazione da parte di tutti per aver partecipato. Ovviamente grande soddisfazione anche da parte di SegnalazionIT, che cosi’ puo’ dire senza alcun dubbio di aver celebrato nel migliore dei modi la “Prima Giornata Mondiale della Statistica”.

Un primo grazie va al Dipartimento di Scienze Statistiche della Sapienza, Universita’ di Roma, alla Societa’ Italiana di Statistica (SIS) e all’Istat che hanno subito creduto in questa idea  e hanno speso il loro nome accanto a quello del nostro Blog.  Un grazie di cuore va a tutti coloro che hanno deciso di portare un intervento e di accettare le regole ferree del format  IGNITE (5 minuti per ogni presentazione, 20 slides che scorrono automaticamente ogni 15 secondi).

Un grazie va poi agli sponsor (Egeria, il catering La Perugina, IBM, SAS) e agli enti e organizzazioni che hanno creduto nel progetto e ci hanno concesso il loro prestigioso patrocinio (Commissione Italiana per l’UNESCO, Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, Gruppo valorizzazione statistiche pubblice SIS, Rante, UnaRete). Ancora grazie al CASPUR per aver curato la diretta streaming e a Uniroma.tv che ha documentato con le sue telecamere quanto avvenuto durante la giornata. (Qui di seguito il servizio)

Un grazie infine a tutti coloro che hanno partecipato a questa giornata e a tutti quelli che ci hanno aiutato e non si sono risparmiati  per l’organizzazione dell’evento.  Con tanti di loro continueremo a sentirci e siamo sicuri  che continueranno a seguirci attraverso le pagine del nostro Blog.

Tutti i materiali del Barcamp saranno via via inseriti nella apposita pagina.