Category: Open Source

Il successo del Barcamp

Ora possiamo dirlo. Il Barcamp “Sharing Data and Statistical Knowledge” e’ stato un successo. Tanta partecipazione, interventi di ottimo livello, tanto entusiasmo e, alla fine, una grande soddisfazione da parte di tutti per aver partecipato. Ovviamente grande soddisfazione anche da parte di SegnalazionIT, che cosi’ puo’ dire senza alcun dubbio di aver celebrato nel migliore dei modi la “Prima Giornata Mondiale della Statistica”.

Un primo grazie va al Dipartimento di Scienze Statistiche della Sapienza, Universita’ di Roma, alla Societa’ Italiana di Statistica (SIS) e all’Istat che hanno subito creduto in questa idea  e hanno speso il loro nome accanto a quello del nostro Blog.  Un grazie di cuore va a tutti coloro che hanno deciso di portare un intervento e di accettare le regole ferree del format  IGNITE (5 minuti per ogni presentazione, 20 slides che scorrono automaticamente ogni 15 secondi).

Un grazie va poi agli sponsor (Egeria, il catering La Perugina, IBM, SAS) e agli enti e organizzazioni che hanno creduto nel progetto e ci hanno concesso il loro prestigioso patrocinio (Commissione Italiana per l’UNESCO, Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, Gruppo valorizzazione statistiche pubblice SIS, Rante, UnaRete). Ancora grazie al CASPUR per aver curato la diretta streaming e a Uniroma.tv che ha documentato con le sue telecamere quanto avvenuto durante la giornata. (Qui di seguito il servizio)

Un grazie infine a tutti coloro che hanno partecipato a questa giornata e a tutti quelli che ci hanno aiutato e non si sono risparmiati  per l’organizzazione dell’evento.  Con tanti di loro continueremo a sentirci e siamo sicuri  che continueranno a seguirci attraverso le pagine del nostro Blog.

Tutti i materiali del Barcamp saranno via via inseriti nella apposita pagina.

Barcamp “Sharing Data and Statistical Knowledge”: gli argomenti dei tavoli

Ci stiamo avvicinando al 20 Ottobre, giorno in cui in tutto il mondo verrà celebrata la Prima giornata mondiale della Statistica. In quella giornata, lo ricordiamo, il Blog SegnalazionIT.org, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Statistiche della Sapienza, Università di Roma, la Società Italiana di Statistica e l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), organizza il Barcamp “Sharing Data & Statistical Knowledge”. A poco più di una settimana dall’evento, i posti  per la partecipazione ai tavoli del Camp sono da tempo esauriti mentre resta la possibilità per tutti sia di partecipare alla sessione plenaria delle 9.30 nell’Aula Magna “Gini” del Dipartimento di Scienze Statistiche della Sapienza che di seguire i lavori di un tavolo supplementare che verrà allestito nella stessa aula Gini, in cui esperti e professori si confronteranno con i partecipanti sul tema “Le parole della Statistica“.

Sui tavoli del Barcamp, che verranno avviati a partire dalle 11.30 subito dopo la sessione plenaria nella Biblioteca dello stesso Dipartimento, saranno  invece affrontati i seguenti argomenti:

  1. DataGov (Lorenzo Benussi)
  2. Open Data, privacy e copyright (Ernesto Belisario)
  3. Data Sharing (Vincenzo Patruno)
  4. Sistemi Informativi Geografici (Sandro Furieri)
  5. Software Statistici (Emma Zavarrone)
  6. Open source e Open knowledge (Flavia Marzano)
  7. Data Visualization (Luca Giuliano)
  8. Web 2.0 e Statistica: quali opportunità? (Eugenio Brentari)

Ogni tavolo è identificato da un numero e avrà un “facilitatore” (tra parentesi) che coordinera’ i lavori stimolando alla discussione ed incoraggiando i partecipanti a fare proposte, a raccontare esperienze, a proporre idee e soluzioni.  A fine giornata verranno votate e premiate le idee migliori.

Un Centro di Competenza Italiano per l’Open Source

E’ stato siglato tra il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e la società Engineering spa un Protocollo di intesa per la realizzazione di un Centro di Competenza sul software open source per la Pubblica Amministrazione.

Nel comunicato del governo è scritto “Le soluzioni open source possono favorire l’accesso ai servizi pubblici, la trasparenza, la semplificazione dei processi, nonché la cooperazione tra amministrazioni.”

Le attività saranno focalizzate all’inizio sui settori della scuola, dell’università, delle applicazioni per piccoli comuni e delle soluzioni per la e-Democracy.

Il progetto sarà portato avanti in collaborazione tra Ministero, Engineering e quattro università (Libera Università di Bolzano, Politecnico di Milano, Statale di Milano e Università del Sannio) e sarà raccordato con il progetto europeo Qualipso “Quality platform for open source software”.

Il Centro di Competenze, che ha da poco attivato anche il sito, e opererà come aggregatore di risorse in progetti di ricerca e innovazione, offrirà i seguenti servizi:

  1. Consulenza e supporto sulle tecniche e la gestione di soluzioni Open Source ;
  2. Servizi per la misurazione della qualità di prodotto e processo sottostante lo sviluppo di progetti Open Source
  3. Formazione sui temi più significativi legati all’Open Source con particolare enfasi ai processi di governance e gestione dei processi di misurazione della Qualità
  4. Sensibilizzazione e promozione nell’adozione delle soluzioni Open Source attraverso azioni di divulgazione presso scuole ed università per sensibilizzare la base dei futuri utenti circa l’’importanza dell’adozione dell’Open Source e sui vantaggi che questo offre.

Una libreria per R e il software diventa per tutti

In numerosi post SegnalazionIT ha analizzato il sempre più diffuso utilizzo del software open-source R nell’analisi dei dati e in diversi settori lavorativi.Dal mio modesto punto di vista trovo che la possibilità di acquisire un prodotto così innovativo a costo zero rappresenti, sopratutto per le imprese di piccole dimensioni, una grande opportunità. Non essendo una statistica o un’informartica ho sempre  pensato però che l’utilizzo di R fosse riservato ad una utenza esperta di linguaggi informatici o in grado di saper gestire formule matematiche complesse, ed effettivamente sono queste le competenze che potrebbero meglio sfruttare il software. In ogni caso, in occasione di un lavoro di analisi multivariata realizzato in EURES, ho avuto la possibilità di sperimentare un utilizzo di R meno impegnativo e di facile acquisizione.

Tutto questo grazie all’installazione della Library Rcmdr e dei suoi plugin (come FactoMineR per l’analisi multivariata) che consentono di creare una interfaccia e dei comandi molto intuitivi anche per la realizzazione di operazioni statistiche complesse. Gli output inoltre sono facilmente esportabili e modificabili ed è disponibile anche una versione in italiano.

All’interno di questo post mi limiterò a lasciare traccia dei passaggi che ho seguito per l’installazione della Library Rcmdr, sperando possano essere di supporto a tutti gli utenti non informatici o non statistici che utilizzano Windows (passaggi leggermente differenti potrebbero essere richiesti agli utenti che utilizzano altri sistemi operativi).

COME INSTALLARE LA LIBRARY Rcmdr (due possibilità):

1) Verificare se tra i “Pacchetti” (o Packages) già presenti nella versione di R installata sul proprio pc sia presente la Library Rcmdr, cliccando sul comando (Pacchetti o Packages appunto) e quindi su “Installa pacchetti”. A questo punto comparirà una lista di elementi e si dovrà cercare Rcmdr (che potrebbe essere presente anche nelle sue versioni di plugin come FactoMineR). Cliccando sulla voce cercata il download partirà in modo automatico.

2) Se i passaggi sopra menzionati non sono eseguibili attraverso i comandi di “R console” potete seguire gli step descritti in questo manuale, o digitando direttamente il testo install.packages(“Rcmdr”,dependencies=TRUE) e premendo invio. Le istruzioni che appariranno vi guideranno successivamente.

A questo punto se la Library non è stata avviata automaticamente potete farlo digitando library (Rcmdr) nella R console e potete divertirvi a scoprire le diverse elaborazioni statistiche offerte.

Concludo questo breve post (forse un po’ troppo elementare per i più esperti) con un ringraziamento speciale alla Prof.ssa Domenica Fioredistella Iezzi dell’Università di Roma Tor Vergata che mi ha guidato nella scoperta di R.

Un modo (facile) per inserire una mappa su un sito Web

Inserire mappe interattive all’interno di Blog e Siti Web è da un pò di tempo diventata una pratica piuttosto comune tra blogger e webmaster. Attraverso le API di Google Maps è possibile creare oramai applicazioni e Mash-Up molto sofisticati. Ci siamo già occupati in passato su questo blog di Google Maps e di applicazioni Mash-up per la visualizzazione dei dati ufficiali dell’ISTAT negli articoli “Una nuova Frontiera per la diffusione elettronica dei dati” e “Una nuova Frontiera per la diffusione elettronica dei dati 2.0” (che vi invito a leggere) in cui si evidenziava (con alcuni esempi eloquenti) come le tecnologie ma soprattutto l’evoluzione che si è avuta negli ultimi tempi di “idea” di Web possano essere utilizzate per creare un modo completamente nuovo di fare comunicazione istituzionale e diffusione di dati e informazioni.

Una raccolta di cosa è possibile al momento fare con le API di Google la potete trovare nella “Google Maps API Demo Gallery“, una raccolta di oltre 100 demo (provviste di relativo codice) sviluppate dallo staff di Google ma anche (e soprattutto) da sviluppatori indipendenti.

L’utilizzo delle API di Google, come anche quelle di Yahoo richiedono però una API Key, ossia un codice alfanumerico che identifica univocamente l’URL che andrà ad utilizzare la mappa. Le API Key esistono principalmente per limitare l’utilizzo della quantità di dati che è possibile trasferire, ma anche per consentire l’accesso a servizi avanzati nel caso questi servizi fossero stati acquistati.

Molto spesso, però, le necessità che si possono presentare a un blogger o a un webmaster sono molto più elementari. Ad esempio mostrare l’indirizzo di un locale, di una azienda, di un negozio su una mappa. In tal caso, Google offre una interessante possibilità. Interessante perchè nasce molto dopo il rilascio delle API, precisamente nell’Agosto 2007, ma soprattutto perchè consente con un semplice copia/incolla di inserire all’interno del proprio sito mappe come questa.



Visualizzazione ingrandita della mappa

Per ottenere il codice da inserire, basta andare su Google Maps e cliccare sul link “Link” a destra sulla mappa. Cliccando poi su “Customize and preview embedded map” si aprirà una finestra in cui possiamo decidere la grandezza della mappa, averne un preview e infine copiare l’”embedding code” da incollare nella nostra pagina Web.

Non solo Google però. Non potevo non approfittare di questa occasione per tornare a parlarvi di OpenStreetMap. Essermi occupato per anni di Open Source Software e aver fatto parte della Commissione Nazionale sul Software Open Source 2007 mi hanno “purtroppo” lasciato segni permanenti :-) . Avevo già parlato di questo progetto alcuni mesi fa nell’articolo “Il progetto OpenStreetMap” mentre vi ricordo che proprio ieri si è concluso a Bolzano il GFOSS Day 2009. La stessa operazione, pertanto, può essere fatta utilizzando mappe e dati geografici “liberi”. Ottenendo una mappa come questa.



Visualizza una mappa più ampia

In tal caso, per ottenere il codice si dovrà cliccare su “Esporta” nella parte superiore dello schermo del sito OpenStreetMap. Si aprirà una finestra in cui si potrà indicare il formato di esportazione (nel nostro caso “HTML incapsulabile“) Il codice da copiare e incollare comparirà già evidenziato nella parte bassa della finestra. Ovviamente sempre se la mappa della vostra città sia stata digitalizzata. In caso contrario potete farlo voi stessi, aderendo anche voi al progetto OpenStreetMap.

La rivoluzione del Data Warehouse open source

b1-events-datawarehouse.en

Milano, 18 novembre 2009

Segnaliamo un evento della Sun Microsystems in cui ci sarà anche un intervento su Talend:

Circa dieci anni fa i data warehouse hanno fatto il loro ingresso nel mercato enterprise. Da allora queste piattaforme hanno suscitato molto interesse grazie alla promessa di raccogliere e centralizzare le informazioni in un unico punto offrendo, ai manager di ogni livello, la possibilità di prendere decisioni basate sui fatti concreti e misurabili e non più su intuizioni e supposizioni.

Purtroppo questa promessa non si è ancora realizzata per la maggior parte delle aziende. Il motivo non dipende certo dalla debolezza dell’idea, che anzi ha fornito sofisticati modelli di analisi dei dati provenienti da più sorgenti. Più semplicemente, per molte imprese, i data warehouse sono ancora troppo costosi da acquistare, implementare e gestire. Un lusso consentito solo a chi dispone di ingenti risorse finanziare.

Fortunatamente il software open source sta rivoluzionando anche il data warehousing, offrendo alternative valide ai costosi prodotti proprietari. Alternative in grado di soddisfare anche le esigenze più complesse a costi contenuti. Database,  sistemi di ETL,  strumenti di reporting e analisi diventano finalmente accessibili alle imprese di ogni dimensione e capacità di spesa.

GFOSS Day 2009

Si terrà a Bolzano l’11 e il 12 Novembre 2009 la 2a Conferenza Italiana sul Software Geografico Libero, una occasione per aziende, professionisti, pubblica amministrazione per fare il punto sulla situazione in Italia nonchè per conoscere i tanti risvolti commerciali che il Software Geografico Libero sta avendo negli ultimi tempi.


Modalità di sponsoring: http://www.gfoss.it/drupal/sponsoring

Ajax: primi passi per iniziare

Ajax Primi passi per iniziare
View more documents from Andrea Stanco.
Quante volte in questi ultimi mesi abbiamo sentito parlare di AJAX? In effetti molti articoli che ho letto presuppongono una qualche conoscenza di AJAX stesso o comunque una buona conoscenza da parte dei lettori delle tecnologie alla sua base, ad esempio Javascript.

Ho avuto la sensazione che AJAX sia percepito dai neofiti come una cosa per soli programmatori esperti e quindi ho pensato di scrivere un articolo per cercare di aiutare coloro che si avvicinano a questo mondo per la prima volta permettendogli di scrivere le loro prime semplici applicazioni.
Sperando di riuscire nel mio intento vi auguro buona lettura.
Andrea Stanco

Microsoft Hyper-V ed il supporto di Linux

La tecnologia della virtualizzazione, complici i progressi tecnologici, la diminuzione dei costi hardware e la maturità dei prodotti commerciali, da qualche anno si è estesa dal mercato dei mainframe a quello dei server. Come sempre Microsoft interpreta un ruolo di primo piano e propone Microsoft Hyper-V Server 2008, con cui è possibile creare anche macchine virtuali Linux. Al momento il funzionamento dei Linux Integration Components è certificato per le seguenti distribuzioni:
  • SUSE Linux Enterprise Server 10 con Service Pack 2 x 86 Edition
  • SUSE Linux Enterprise Server 10 con Service Pack 2 x 64 Edition
  • SUSE Linux Enterprise Server 10 con Service Pack 1 x 86 Edition
  • SUSE Linux Enterprise Server 10 con Service Pack 1 x 64 Edition


Tuttavia il 16 febbraio scorso Taylor Brown, Hyper-V Integration Test Lead, ha dato notizia di un accordo tra Microsoft e Red Hat. Maggiori informazioni e dettagli possono essere ottenuti consultando:

Per scopi di sperimentazione ho installato RedHat Enterprise 5 senza incontrare alcuna difficoltà. A quanti volessero approfondire le modalità con cui gli Integration Components possono essere utilizzati per altre distribuzioni Linux suggerisco:

Il 20 luglio 2009 Microsoft ha annunciato che i Linux Integration Components per Hyper-V sono stati rilasciati sotto licenza GPL v2, e i driver sintetici (che abilitano la para-virtualizzazione) sono stati sottomessi alla Linux Kernel Community per l’inclusione nelle successive versioni del kernel di linux. Da ciò consegue consegue che tali driver saranno disponibili a chiunque esegua un’appropriata versione del kernel di linux. La speranza di Microsoft è che ogni distribuzione Linux (come CentOS, Ubuntu, e altre…) possa renderli disponibili ad ogni utente attraverso le loro nuove release.

Maggiori informazioni possono essere tratte dai seguenti link:

L’IT nelle ONG (prima parte)

Ovvero come i nerds o i geeks nel loro piccolo possono dare una mano al mondo.
Forse sembra un po’ esagerato come incipit. Quel che voglio dire è che il lavoro dietro ad un computer a volte può essere piu’ appagante di quel che possa sembrare.
Le ONG (Organizzazioni Non Governative) si presentano sotto varie forme. Piccole organizzazioni locali, ma anche più grandi con grossi budget.
In ogni caso il più grande sforzo è certo quello di tagliare al massimo i costi di amministrazione o di attività extra, cosicchè la maggior parte del budget possa essere usato per la missione principale della ONG stessa.
Inoltre, qualsiasi sia l’obiettivo della ONG, la raccolta, il processamento e la diffusione delle informazioni diventa importante per monitorare i progetti e ottenere finanziamenti.
Ed è in questo ambito che l’Information Technology e i vari strumenti informatici possono giocare un ruolo fondamentale
Già qualche autore del nostro blog (me compresa) ha partecipato a progetti IT per aiutare alcune attività di Emergency, una ONG italiana: la gestione delle riviste e degli articoli, e la gestione dei gruppi di volontari
L’automatizzazione di alcune operazioni di processamento dei dati, riduce il tempo da dedicare a queste, per cui anche un abbattimento dei costi.
Nell’ottica di riduzione delle spese le soluzioni basate su OSS sono da prediligere
Volevo quindi segnalare questo sito (in inglese) per quelli di voi che che lavorano o fanno volontariato in una ONG e possano necessitare di strumenti informatici per le loro attività: Open Source Software for Non-Governative Organisation