Category: Sistemi operativi

Il futuro è mobile

Prendete nota e segnatevi da qualche parte l’anno 2013. E’ ormai considerato da tutti i maggiori osservatori e protagonisti degli scenari IT un anno chiave per il Web. In quell’anno si stima infatti che il numero di PC nel mondo raggiungerà gli 1,78 miliardi mentre gli smartphone e gli altri dispositivi mobili saranno qualcosa come 1 miliardo e 820 milioni (fonte Gartner). In altre parole, il 2013 viene ormai indicato come l’anno del “sorpasso”. L’anno cioè in cui il numero di dispositivi “mobili”  supererà il numero dei PC “tradizionali”. Da quel momento in poi, il loro numero continuerà a crescere inesorabilmente. Una buona  parte di questi saranno smartphone. A questo proposito,  sempre Gartner evidenzia come solo nel primo trimestre del 2010 la vendita di questo tipo di dispositivi sia cresciuta di ben il 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Lo stesso Google, per bocca di John Herlihy, (Vice Presidente, Global Ad Operations) ha in più occasioni sottolineato che “Tra tre anni, i PC desktop saranno irrilevanti. In Giappone, la maggior parte delle ricerche su Web è fatta utilizzando gli smartphone, non i PC”.

In ogni caso, la tendenza è ormai chiara. I dispositivi mobili saranno sempre più il mezzo attraverso il quale il mondo intero consumerà l’informazione e l’intrattenimento. E questo ci porta a fare alcune considerazioni.

La prima è che ormai non ha più senso pensare ai siti Web soltanto in chiave Desktop. I nuovi siti Web devono necessariamente essere progettati in modo tale da essere “multichannel”, in modo che servizi e contenuti possano essere accessibili indifferentemente sia da PC che da dispositivi mobili. Questo ovviamente vale anche per i siti Web esistenti che dovranno in qualche modo convergere inevitabilmente anche verso soluzioni “mobile”. Per fare ciò bisognerà tenere conto di alcune caratteristiche intrinseche di questi dispositivi, come ad esempio le dimensioni ridotte dello schermo, il fatto che non è previsto il mouse e il fatto che l’interazione con l’utente avviene sempre più attraverso i display “touch screen”. Non ultima la questione, ancora aperta, che riguarda le diverse posizioni dei vari produttori sul fatto di supportare o meno le applicazioni Flash.

I dispositivi mobili “aprono” poi ad una interessante categoria di applicazioni. Buona parte degli smartphone sono infatti dotati di antenna GPS. Sono pertanto dispositivi che possono rilevare la loro posizione e sulla base di questa agire in modo adeguato con l’utente (Location Sensing). L’applicazione per Iphone “AroundMe” consente di cercare alberghi, ristoranti, ospedali, taxi o altri servizi che si trovano nelle vicinanze del luogo in cui ci troviamo in quel momento. Ma possiamo andare oltre e immaginare, perchè no, applicazioni che ci fanno conoscere ad esempio la popolazione o alcuni indicatori economici del posto dove ci troviamo. L’informazione statistica che così viene “spezzata” per diventare informazione “di massa” ed essere resa facilmente fruibile da tutti. La questione è piuttosto interessante e articolata. Mi riprometto di ritornare su questo punto con un articolo ad hoc.

Nel frattempo, se avete con voi un iPhone o un BlackBerry, provate a collegarvi a SegnalazionIT.

Red Hat lancia la piattaforma di virtualizzazione per server e cloud eterogenei

Chi segue questo blog sa che abbiamo spesso trattato il tema della virtualizzazione, una tecnologia tornata prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni e che ha visto nuovi ed importanti attori contendersi con forza il mercato. Da anni il sistema operativo Linux non è più considerato un fenomeno da smanettoni e si è imposto in moltissime realtà aziendali avanzate e mission critical. Il 4 novembre 2009 Red Hat, leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato a Milano la disponibilità di Red Hat Enterprise Virtualization for Servers, la più recente aggiunta alla gamma Red Hat Enterprise Virtualization.

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Questa soluzione è pensata per consentire un’adozione pervasiva della virtualizzazione con un prodotto completo che associa un hypervisor standalone ad avanzate funzionalità di gestione. Secondo Wikipedia la  virtualizzazione è  la tecnologia emergente che sembra raccogliere interesse soprattutto da parte delle aziende, che permette ad un server di gestire diversi sistemi operativi andando ad emulare le istanze dei sistemi operativi “ospiti”; questo agevola il mantenimento di un insieme di applicazioni su un singolo server e con un maggior livello di affidabilità. L’hypervisor è il componente chiave per un sistema basato appunto sulla virtualizzazione.

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Già nel febbraio 2009, Red Hat aveva annunciato l’intenzione di presentare Red Hat Enterprise Virtualization che, basato sulla nota piattaforma Red Hat Enterprise Linux, aveva l’obiettivo di offrire la sicurezza, scalabilità, prestazioni e vantaggi in termini di costi che caratterizzano la tecnologia di virtualizzazione open source. Nel settembre 2009, Red Hat ha presentato la base di Red Hat Enterprise Virtualization con Red Hat Enterprise Linux 5.4 che offre la tecnologia di virtualizzazione di nuova generazione Kernel-based Virtual Machine (KVM).

Adesso Red Hat presenta un altro elemento della strategia con Red Hat Enterprise Virtualization for Servers che comprende i seguenti componenti:

• Red Hat Enterprise Virtualization Hypervisor – un hypervisor leggero, standalone ad alte prestazioni progettato per ospitare server e desktop virtuali Linux e Microsoft. Offre una solida base di virtualizzazione per implementazioni cloud e altri ambienti IT altamente dinamici. Con la tecnologia KVM, l’hypervisor offre prestazioni e sicurezza associate alla tecnologia di condivisione della memoria che permette un consolidamento più efficiente del guest e funzionalità enterprise quali la migrazione ‘live’.

• Red Hat Enterprise Virtualization Manager for Servers – una piattaforma per configurare, gestire e organizzare server virtuali Linux e Microsoft Windows. E’ pensata per i clienti che desiderano ridurre i costi, la complessità e il tempo necessario per gestire implementazioni virtuali su larga scala. Con una ricca gamma di funzionalità di gestione e potenti strumenti di ricerca e grouping, Virtualization Manager offre ai clienti la possibilità di controllare in maniera efficace gli ambienti virtuali.

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Per ulteriori informazioni vi rimando al comunicato stampa ed alla nutrita serie di ottimi documenti e presentazioni disponibili sul sito RedHat. Potrete trovarvi anche analisi tecniche, comparazioni con i prodotti della concorrenza e la guida ai prezzi ed alle licenze. Sul sito è disponibile anche uno strumento per il calcolo del TCO comparato con alcuni prodotti famosi. La lettura del post di Eric Sanna sul tema del cloud computing e di questo mio post sulla valutazione economica degli investimenti ICT può contribuire a chiarire i concetti fin qui espressi.

Se state valutando la possibilità di consolidare la vostra infrastruttura attraverso l’adozione di una piattaforma di virtualizzazione, allora sul sito RedHat trovate abbastanza materiale per fare confronti tra le diverse soluzioni di mercato e per stressare ben bene i funzionari commerciali delle aziende che bussano alla vostra porta.

 

Il cloud computing di Amazon Web Services

Amazon Web Services (AWS) è una piattaforma di servizi web interamente basata su una infrastruttura di cloud computing. Per una definizione esaustiva di cloud computing rimando alla definizione di Wikipedia ed al mio precedente post sull’argomento.

Con AWS si può avere a disposizione, in sintesi, potenza di elaborazione, memoria di massa per archiviazione, servizi di database, attraverso una infrastruttura IT “elastica”, variabile in base alle esigenze di business.

Per quanto riguarda la fatturazione dei servizi si paga solo per quello che si usa, senza la necessità di effettuare ingenti spese di avvio o prendere impegni a lungo termine.

AWS usufruisce di una infrastruttura informatica che è la spina dorsale di Amazon.com, un’impresa che fattura circa 15 miliardi dollari l’anno in attività di vendita e distribuzione al dettaglio, eseguendo milioni di transazioni finanziarie ogni mese per i propri clienti.

Dal punto di vista tecnologico AWS poggia su una complessa infrastruttura di cloud computing ed offre diversi servizi:

* Amazon EC2 – Amazon Elastic Compute Cloud – Un servizio web che offre capacità di elaborazione ridimensionabile “in the cloud”, ovvero consente di configurare una Amazon Machine Instance (AMI) e caricarla in servizio Amazon EC2, aumentando o diminuendo la capacità di calcolo al variare dei requisiti di elaborazione.

* Amazon S3 – Amazon Simple Storage Service – Un servizio dotato di una semplice interfaccia web che può essere utilizzato per archiviare e recuperare grandi quantità di dati, in qualsiasi momento, da qualsiasi punto della rete. Fornisce agli sviluppatori un accesso alla stessa infrastruttura di archiviazione datii, scalabile, affidabile, veloce, che Amazon utilizza per gestire la propria rete globale di siti web. > Per saperne di più su

* Amazon CloudFront – Un servizio web per la distribuzione di contenuti. Si integra con gli altri servizi Amazon per fornire agli sviluppatori e alle imprese un modo facile per distribuire contenuti agli utenti finali, con bassa latenza e alta velocità di trasferimento dati.

* Amazon SimpleDB – Un servizio web per l’esecuzione di query in tempo reale su dati strutturati. Il servizio opera in stretto collegamento con Amazon S3 e Amazon EC2, collettivamente, fornendo la capacità di immagazzinare, elaborare e interrogare insiemi di dati “in the cloud”. > Per saperne di più su

* Amazon SQS – Amazon Simple Queue Service – Un servizio affidabile, altamente scalabile, che ospita le code per la memorizzazione dei messaggi mentre questi viaggiano tra i computer. Utilizzando Amazon SQS, gli sviluppatori possono semplicemente spostare i dati tra componenti distribuiti delle loro applicazioni che svolgono compiti diversi, senza perdere messaggi o richiedere ad ogni componente di essere sempre disponibile. Ciò rende semplice la costruzione di workflow, in quanto ogni computer su Internet può aggiungere o leggere messaggi senza aver installato alcun software o aver configurato particolari regole nei firewall. > Per saperne di più su

* Amazon RDSAmazon Relational Database Service – Un servizio che rende facile configurare, operare e modificare un database relazionale “in the cloud”. Amazon RDS fornisce le stesse caratteristiche di un database  MySQL.

* Amazon Elastic MapReduce – Un servizio che mette in grado ricercatori, analisti di dati, sviluppatori, di processare grandi quantità di dati. E’ basato su Hadoop framework, del quale abbiamo parlato in un precedente post, ed è pensato tipicamente per applicazioni di web indexing, data mining, log file analysis, machine learning, financial analysis, scientific simulation.

Il tutto gestito attraverso la AWS Management Console, che consente di avere visivamente sotto controllo l’ambiente di cloud computing, in maniera tale da verificare quali risorse si stanno utilizzando e poter decidere  come sfruttarle più convenientemente.

Infine, casomai non bastasse, c’è anche Amazon VPC – Amazon Virtual Private Cloud – un servizio che consente di collegare una infrastruttura IT esistente ad una nuvola di risorse e servizi AWS. Ciò avviene tramite una VPN (Virtual Private Network) e consente di estendere le caratteristiche dell’infrastruttura IT esistente (es. sicurezza, firewall, intrusion detection, ecc.) alla nuvola di risorse AWS, che pertanto viene isolata dal rimanente mondo AWS.

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Si potrebbero fare varie considerazioni rispetto a questo genere di servizi, mi soffermo in particolare sulle seguenti.

Per un informatico è un sogno diventato realtà: lo stato dell’arte della tecnologia moderna, un’estasi di astrazione e virtualizzazione di server, applicazioni e filesystem, distribuiti fisicamente in tutto il mondo e disponibili in tempo reale senza grandi difficoltà.

Per una organizzazione di medio-grandi dimensioni, penso valga la pena di porsi il problema se sia economicamente conveniente continuare a sostenere alti costi di hardware, software, energia elettrica e personale addetto ad un datacenter proprietario, oppure affidarsi -parzialmente o completamente- a servizi professionali del genere AWS. Certo è che nella valutazione economica (cfr. anche post di Donato Moscara sull’argomento) non si può non considerare e monetizzare il valore del patrimonio di dati e di conoscenza diffuso all’interno dell’organizzazione, nonchè valutare attentamente l’opportunità che i propri dati e sistemi siano esterni al perimetro dell’organizzazione.

Indagini online per l’analisi delle reti

SegnalazionIT si è spesso occupata di strumenti web per realizzare indagini (e quindi questionari) online. Recentemente ho partecipato ad una conversazione su LinkedIn sugli strumenti più idonei per le rilevazioni orientate ad analisi di reti sociali (SNA) o non sociali. In particolare due hanno catturato la mia attenzione: Network Genie e
Entrambe le soluzioni consentono di interfacciarsi con programmi per l’analisi delle reti (ad esempio Ucinet). L’interfaccia grafica, specialmente quella di Network Genie, non è particolarmente evoluta ma, data la specificità, ci si può accontentare. Un aspetto molto importante: sono servizi a pagamento. Onasurvey consente di realizzare una demo gratuita, ma è del tutto inutile dato che non si possono esportare i risultati.
Se non ci sono esigenze particolarmente orientate alla SNA, gli altri strumenti di cui abbiamo parlato in precedenza sono certamente preferibili.

Forum Ubuntu, lasciarsi consigliare da…Zeus

ZEUS news, la newsletter fondata nel 1999 da Dario “Zeus” Meoli, propone un’interessante selezione di topics ubuntiani. Eccone qualcuno a cura di Maurizio Quinson.

UBUNTU E VISTA: Convivenza difficile tra sistemi operativi
http://forum.zeusnews.com/viewtopic.php?t=31361

UBUNTU LENTO E CHE SI PIANTA: Anche Ubuntu ha bisogno di una ripulita ogni tanto, per essere sempre scattante
http://forum.zeusnews.com/viewtopic.php?t=34274

AGGIORNAMENTO A HARDY 8.04 FALLITO: L’aggiornamento di versione in Ubuntu è sovente problematico (a meno di non seguire alcune regole fondamentali)
http://forum.zeusnews.com/viewtopic.php?t=32438

Ho ricevuto poi diverse segnalazioni per problemi di aggiornamento/download di sw legati a Macromedia: in questo caso occorre eliminare Macromedia dalla lista dei pkg da installare: http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=585381

Segnalo infine tre articoli:
UBUNTU FACILE SU CHIAVETTA USB
http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&idItem=40564

VELOCIZZARE FIREFOX IN UBUNTU
Questo post è del 2006 ma ci sono anche commenti/aggiornamenti di pochi giorni fa
http://ubuntubible.wordpress.com/2006/12/23/guida-8-velocizzare-firefox-in-ubuntu/#more-23

UBUNTU 8.10 SUL NUOVISSIMO EEEPC 901GO (VIDEO)
http://www.oneitvideo.it/26/11/2008/ubuntu-810-sul-nuovissimo-eeepc-901go/

Ubuntu Hardy al 101%

Ubuntu Hardy al 101% è una sintetica ma completa guida alla configurazione di Ubuntu 8.04 e all’installazione degli applicativi normalmente utilizzati in un pc casalingo…

a cura di Gianfranco Limardo per i fan di Ubuntu (tra i quali il sottoscritto da pochi giorni).
Anche se sta per essere rilasciata la nuova versione della distribuzione (–> 8.10) vale ugualmente la pena di leggere la guida, molte cose non cambieranno poi tanto.

Ubuntu: idea per un regalo


Si avvicina Natale e quest’anno saprò cosa regalare ai miei amici nerds:
un bell’oggettino Ubuntu!

A proposito, è iniziato il countdown:
tra 9 giorni sarà disponibile la

Ubuntu: raccolta di materiale online

Dopo i post degli scorsi mesi, torniamo a parlare di Ubuntu. Questa volta segnaliamo la raccolta di materiale dell’associazione BayesFor, già incontrata su questo blog. Riccardo Govoni, che abbiamo intervistato qualche giorno fa, è uno dei ricercatori del team. 


La raccolta contiene diversi collegamenti alle comunità Ubuntu, alle Licenze e diritto d’autore e Strumenti di produttività. Se volete contribuire alla lista potete scrivere agli amministratori del wiki (info [at] bayesfor [dot] eu). 

Ps Ne approfitto per l’ennesima nota sul significato di Ubuntu. Questa è l’interpretazione dell’Arcivescovo Desmond Tutu:

Una persona con ubuntu è aperta e disponbile agli altri, non si sente minacciata dal fatto che gli altri siano capaci e migliori perché possiede una certezza che deriva dalla consapevolezza di appartenere ad un gruppo più grande, e che viene “diminuito” solo quando gli altri vengono umiliati o sminuiti, quando gli altri vengono torturati oppure oppressi.

Come piattaforma basata su GNU/Linux, il sistema operativo Ubuntu migra lo sprito di Ubuntu nel mondo del software.

(Immagine e citazione tratti da nireblog)


Vista e Ubuntu

** GARTNER: “WINDOWS VISTA E’ DESTINATO AL COLLASSO” **
Un sistema operativo senza sostanziali innovazioni e troppo
pesante non ha più alcuna ragione di esistere.
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=7304

** IL FUTURO DI WINDOWS E UBUNTU E’ LA CONVIVENZA **
Presto sarà Pacs (anche se non proprio pax) tra i due sistemi
operativi, parola di Mark Shuttleworth.
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=7303

Ubuntu: arriva Skype

Arriva Skype 2.0 per Linux
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=7112

Download
http://www.skype.com/download/skype/linux/choose/