Category: Software

AppsForItaly, avviso ai naviganti

Come possono essere utilizzati e che cosa è possibile fare con gli Open Data? Probabilmente nessuno meglio dei cittadini, delle community di sviluppatori software indipendenti, dei professionisti, delle aziende, di coloro cioè che i dati li utilizzano puo’ rispondere meglio a questa domanda. Ed e’ proprio grazie a questa considerazione che nasce AppsForItaly, la competizione tutta italiana sui Dati Aperti.

Ricordiamo che gli Open Data sono generalmente dati prodotti dalla Pubblica Amministrazione e che vengono resi pubblici su Web consentendone il riuso. Per avere una idea di quali sono i dati disponibili, è possibile partire da dati.gov.it, il catalogo nazionale degli Open Data, lanciato alcuni mesi fa e che si sta pian piano consolidando per diventare l’”entry point” dei dati pubblici in Italia. Sono attivi anche cataloghi regionali come dati.piemonte.it (il primo portale per il riutilizzo dei dati pubblici in Italia) o dati.emilia-romagna.it. Rilasciano Open Data anche il portale dati.istat.it ma anche www.istat.it e tutti i siti web tematici dell’Istituto Nazionale di Statistica. (Potete trovare una lista piu’ completa qui)

AppsForItaly nasce pertanto con l’obiettivo di stimolare i cittadini a progettare applicazioni Web, Apps per dispositivi mobili, a creare visualizzazioni ed infografiche, a progettare database. Ovviamente non tutti i cittadini sono degli specialisti e hanno quindi le competenze necessarie o magari non tutti gli specialisti hanno il tempo o la possibilita’ di realizzare e mettere a punto le proprie proposte.

E’ questo il motivo per cui la competizione prevede anche la categoria “Idee e Progetti” dove tutti, ma proprio tutti coloro che hanno semplicemente una bella idea o un progetto su come utilizzare i dati possono partecipare.

Ne vale la pena? Ricordo che ad oggi il montepremi è composto da 30.000 euro forniti dal Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione e da 10.000 euro nonchè da numerosi premi in tecnologia e servizi messi a disposizione dai vari sponsor. Ma non va dimenticato il premio piu’ consistente e cioè quello di avere l’opportunita’ di portare le proprie proposte all’attenzione di aziende, delle community interessate, del mercato, della Pubblica Amministrazione.

Per fare questo, c’è ancora un mese di tempo. E’ infatti fissato per il 10 Febbraio prossimo il termine ultimo per inviare le proposte, che, ricordo, dovranno essere inviate registrandosi nell’apposita sezione del sito Web di AppsForItaly.

E se volete qualche suggerimento, potete “sbirciare” tra le proposte che sono risultate vincitrici ad esempio ad Open Data Challenge o quelle che hanno partecipato ad Apps For Developement.

Tutte le proposte pervenute saranno valutate da una commissione che si sta costituendo proprio in questi giorni, mentre l’evento/premiazione si terra’ presumibilmente durante la prima settimana di Marzo. Stay tuned per tutti gli ulteriori aggiornamenti!

3, 2, 1… Al via AppsForItaly, il contest italiano sugli Open Data

Ha preso il via  ufficialmente AppsForItaly, la competizione tutta italiana sugli Open Data. Un concorso quindi, con tanto di premi in denaro, rivolto ai cittadini, alle communities di sviluppatori, alle aziende e alle associazioni che proporranno le migliori soluzioni per l’utilizzo del patrimonio informativo pubblico.  Il concorso si articola in quattro categorie: Idee e Progetti, Applicazioni, Dataset e Visualizzazioni e potranno essere presentate anche proposte che in passato abbiano già partecipato ad altre competizioni simili.

Il montepremi? Al momento è arrivato a ben 40.000 euro, di cui buona parte messi dal Ministero per la Pubblica Amministrazione  e Innovazione  che ha supportato il lancio dell’iniziativa assieme a ForumPA e Formez e a cui sta subentrando  il MIUR in conseguenza del recente cambio di Governo. Il contest è organizzato dal Comitato AppsForItaly ma va detto che sono partner dell’iniziativa  enti del calibro di Regione Piemonte, ISTAT, Regione Emilia Romagna, ENEL  che mettono a disposizione i propri dati.

C’è una sola regola da seguire: le proposte inviate devono esser basate sui dati pubblici, ma se volete dare una occhiata al regolamento completo potete farlo visitando l’apposita pagina. Il  contest si chiuderà il 10 Febbraio 2012.  A partire da quella data una apposita giuria selezionerà le proposte vincitrici che verranno premiate a fine Febbraio all’interno di un apposito evento. Per il momento buon lavoro a chi avrà intenzione di partecipare e …. vinca il migliore!!

13 tool di visualizzazione dati

SegnalazionIT si è più volte occupato di tool di visualizzazione dati. Quella che segue è la traduzione di un post di Steve Doig sul blog businessjournalism.org.

Steve Doig è “Knight Chair” alla Walter Cronkite, Scuola di Giornalismo e Comunicazione di Massa presso l’Arizona State University. È specializzato in computer-assisted reporting, l’uso del computer e delle tecniche delle scienze sociali per aiutare i giornalisti a fare meglio il proprio lavoro.

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Steve Doig’s best of CAR Conference: 13 free tools to analyze, display data

di Steve Doig

L’annuale conferenza Computer-Assisted Reporting Conference, che si è tenuta a Raleigh, Carolina del Nord, è stata straordinariamente ricca di tool utili e gratuiti per tutti i tipi di analisi e visualizzazione dei dati, grazie anche alla presenza degli informatici di Google, MIT, Stanford e simili.

Ecco i link a 13 di questi tool gratuiti che ho trovato essere particolarmente utili per l’analisi dei dati nel giornalismo:

Exhibit: Questo link porta ad una pagina con una raccolta di link del progetto Simile del MIT. Exhibit è un programma JavaScript che vi permetterà di partire dai dati in forma tabellare (righe e colonne) e vederli in una varietà di formati: tabella ordinabile e filtrabile, mappa, linea del tempo, ecc. Per avere un’idea di cosa si può ottenere si può vedere la sezione Examples. Nella sezione DataPress è presente un add-in di WordPress che vi permette di esporre le visualizzazioni di Exhibit sul proprio blog. L’uso di Exhibit richiede qualche conoscenza di html, basta semplicemente copiare il suo codice sorgente e modificarlo. Dido è un prototipo di interfaccia utente che permette di configurare Exhibit, senza dover entrare nel codice.

TimeFlow: Questo programma JavaScript consente di utilizzare tabelle che hanno un elemento temporale e creare linee di tempo interattive che possono essere filtrate e colorate tramite più variabili. È uno strumento puramente di analisi, non progettato per la presentazione web, può essere utile per progetti di indagine dei dati.

ManyEyes: Questo sito consente di caricare e visualizzare i dati utilizzando una vasta gamma di interessanti viste: mappe, alberi di parole, tag clouds, strutture ad albero, diagrammi a bolle, grafici, matrici, diagrammi di rete, ecc. Si possono vedere le oltre 84.000 visualizzazioni che gli utenti hanno creato con i propri dati, in modo da avere una idea di cosa è possibile ottenere.

Gapminder: Questo sito è stato creato da scienziato svedese Hans Rosling, che voleva rendere più facile per le persone esplorare gli effetti di centinaia di variabili relative alle diverse nazioni del mondo. Fondamentalmente, questi sono grafici a dispersione multivariati x-y che si animano attraverso il tempo. Ciò che è cool, oltre a giocare con le variabili già collegate al sito, è che Google ha recentemente comprato e aggiunto tali funzionalità ai fogli di calcolo di Google Docs in modo che gli utenti possano caricare i propri dati con variabili temporali.

Tableau Public (solo Windows): La versione completa di Tableau Public è commerciale, ma l’azienda ha creato questa versione pubblica disponibile a chiunque. Fa molte delle stesse cose che fa Exhibit, cliccare su Gallery per vedere alcuni esempi. La versione gratuita è limitata, può contenere fino a 100.000 record.

Protovis: Questo programma, scaricabile dal laboratorio di visualizzazione di Stanford, è simile a ManyEyes ma con una varietà ancora più ampia di tabelle e grafici che possono essere creati, cliccare su Examples per visualizzarli. L’uso di Protovis richiede però notevoli capacità di scrittura di codice software.

Google Refine: Google definisce questo “uno strumento per lavorare con dati disordinati”. I data journalist lo usano per pulire le incongruenze database “campaign-contributions”, per esempio. Rende semplice standardizzare nomi come “Steve Doig” e “Stephen Doig” e “Steven Doig” in uno di questi. Inoltre aiuta con alcune analisi di base, come l’equivalente delle tabelle pivot di Excel.

Google Fusion Tables: Questo è un altro strumento Exhibit- like e rende possibile associare i dati come le mappe, le linee di tempo e/o grafici. A differenza di Exhibit non c’è bisogno di sporcarsi le mani con il codice HTML e JavaScript.

DataWrangler: Un altro buono strumento di Stanford, è simile a Google Refine. È buono per la trasformazione di dati in formati scomodi in qualcosa che può essere analizzato più facilmente.

TwitInfo: Un altro strumento del MIT, questo è progettato per prendere una grande quantità di tweet su Twitter in tempo reale e mostrare loro come una timeline grafica con picchi di attività. Esso comprende un “sentiment algorithm” che classifica i tweets negativi o positivi. Viene descritto come potrebbe essere usato per raccogliere le notizie, come la localizzazione terremoti in anticipo rispetto ai geologi.

NodeXL: Questo è un componente aggiuntivo di Excel che effettua una visualizzazione grafica dei social network. Le visualizzazioni mostrano come le persone sono interconnesse. Un esempio potrebbero essere i collegamenti tra i membri dei vari consigli di amministrazione. Un altro esempio è quello che mio figlio Matt creato per il Sarasota Herald-Tribune dello scorso anno che coinvolgono gruppi di acquirenti e venditori che sono stati coinvolti in massa dai mutui con meccanismi di frode. Queste visualizzazioni si possono ottenere rapidamente ma possono essere molto sgraziate, il nome usato dai giornalisti per i più complicati è “palla di pelo”.

Jigsaw: Non ho visto questa offerta di Georgia Tech, ma si suppone che sia utile per dare un senso alle grandi collezioni di documenti. Non è un programma scaricabile o una applicazione sulla quale caricare i propri dati, ma lo staff di Tech invitare le persone con i dati ad entrare in contatto con loro riguardo al suo utilizzo.

DocumentCloud: Questo è un servizio creato dagli sviluppatori di news-app di The New York Times e ProPublica.org. È progettato per mettere i documenti originali (anche quelli scritti a mano) sul Web e annotarli. L’idea è di permettere ai consumatori di notizie vedere questi documenti – documentazione processuale, legislazione, trascrizioni, dati sugli arresti, controlli, e-mail, ecc – con annotazioni dettagliate e le spiegazioni aggiunte dai giornalisti che seguono la notizia o altri esperti. Ecco un esempio da Arizona Republic in materia di immigrazione, di applicazione della legge sull’immigrazione, SB 1070.

Un plugin ufficiale WordPress per la visualizzazione dei dati ISTAT sulla popolazione

E’ da un po’ di tempo che su questo Blog parliamo di diffusione e condivisione di dati. Lo facciamo consapevoli di avere in mente una idea ben precisa di “data dissemination”, che va oltre quella “tradizionale” adottata abitualmente dagli Enti e dalle Organizzazioni che producono dati. Riteniamo infatti che il modello di diffusione che vede un Ente produttore di dati pubblicare questi ultimi sul proprio sito Web sotto forma di file scaricabili o di sistemi informativi da interrogare cominci pian piano a non rispondere più non solo alle esigenze dell’utenza in generale, ma soprattutto ad una idea di Web che sta cambiando rapidamente e sta aprendo a nuovi ed interessanti scenari.

L’evoluzione delle tecnologie, la straordinaria crescita e la diffusione dei dispositivi mobili ma soprattutto il nuovo ruolo degli utenti Internet che in un Web sempre più “social” veicolano a loro volta dati e informazioni promuovendole e valorizzandole, stanno infatti cambiando il modo di fare e di stare sul Web.

Diventa, tra le altre cose, sempre più strategico accedere in modo tempestivo a dati di qualità che vanno a misurare fenomeni sociali, economici, ambientali, ecc. Non è al momento una impresa semplice. Siamo sottoposti quotidianamente ad un diluvio di dati di ogni tipo per cui diventa oggettivamente un problema riuscire a trovare innanzitutto i dati che interessano e poi a capire se il dato in questione è effettivamente quello più aggiornato, se il dato è un dato di qualità, chi lo ha effettivamente prodotto.

Sarebbe auspicabile poter usufruire del dato nello stesso istante in cui questo viene reso pubblico dal produttore. Mission Impossible? Assolutamente no, se facciamo evolvere il nostro modello “tradizionale” di “data dissemination” andando a prevedere la possibilità di “connettersi” ai dati lì dove questi vengono prodotti e diffusi sulla Rete.

Fermiamoci un attimo e vediamo cosa sta accadendo sul Web. Da un po’ di tempo a questa parte stiamo assistendo ad una “widgettizzazione” dei contenuti digitali, ossia ad un modo diverso di produrre e fornire contenuti, utilizzarli ed interagire con essi. I contenuti vengono cioè veicolati attraverso piccole applicazioni, i Widgets, per l’appunto. Sono applicazioni che possono prelevare dati e informazioni direttamente nel punto della Rete dove questi vengono generati per consegnarli a chi invece li consuma, non disdegnando di consentire a questi ultimi di interagire con essi.

I Widgets possono facilmente essere incapsulati all’interno di siti Web e Blog e quindi essere visualizzati e utilizzati attraverso un Browser, ma possono anche essere  applicazioni standalone su desktop o applicazioni standalone su dispositivi mobili. Sono quel tipo di applicazioni che chi possiede ad esempio un iPhone o un iPad scarica da un “App Store” e che tutti chiamiamo semplicemente “App”.

Ne ho parlato più volte in passato in diversi post che, anche se un po’ datati, vi ripropongo alla fine di questo articolo in quanto evidenziano bene le possibilità dei Widgets e di quello che mi piace chiamare “Data Sharing”.

Ma veniamo (finalmente) all’argomento di oggi. WordPress è senza dubbio il CMS che nel mondo da diverso tempo sta riscontrando il successo maggiore. Sono centinaia di milioni i siti nel mondo costruiti con WordPress, tra cui siti Web di famose aziende e famosi marchi (oltre ovviamente a SegnalazionIT.org), come riportato dal post  “21 Popular Brands That Are Using WordPress. Pensato soprattutto per la gestione di Blog,  la versione 3.0 ha da poco sorpassato la soglia dei 30 milioni di downloads, e il trend è in costante aumento. Una delle caratteristiche che ha reso questo CMS vincente rispetto ai suoi diretti concorrenti (e che i diretti concorrenti hanno subito tentato di replicare) è la possibilità di aggiungere funzionalità al sito Web scrivendo dei plug-in aggiuntivi. La cosa ha funzionato talmente bene che ad oggi i plugin ufficiali disponibili sono oltre 13 mila.

Tra questi, da qualche mese, c’è anche un plugin che consente di visualizzare un Widget molto semplice che ho realizzato un paio di anni fa e che mostra i dati ISTAT sulla popolazione a livello comunale, provinciale e regionale.

L’installazione è veramente immediata. Dalla sezione plugin del back office di WordPress basta ricercare il plugin “istat”, installarlo e attivarlo per poi, dalla sezione “Widgets”, spostarlo sulla sidebar con un semplice “drag and drop”.

A questo punto va inserito il codice ISTAT del comune di cui si vogliono visualizzare i dati. Il codice è a sei cifre ed è ottenibile da qui, inserendo il comune desiderato, ma il plugin visualizza anche dati provinciali o regionali semplicemente immettendo il codice della provincia (a tre cifre) o quello della regione (a due cifre), come mostrato nella figura seguente.

La cosa interessante è che i dati provengono in tempo reale dal sito demo.istat.it, il sistema attraverso cui l’ISTAT diffonde i dati ufficiali sulla popolazione. Il Widget è in altre parole “agganciato” ai dati (attraverso un Web Service) direttamente al sito Web che il produttore, in questo caso l’ISTAT, utilizza per diffondere questo tipo di dati. Di conseguenza, quando verranno resi disponibili i nuovi dati relativi al 2010, questi verranno automaticamente visualizzati su tutti i Blog che nel frattempo avranno installato il plugin. Buon divertimento!

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DBMS colonnari

Nell’analisi di grandi moli di informazioni, per esempio i dati di vendita per la pianificazione di strategie di marketing, è difficile fare a meno di prodotti software specializzati supportati dalla tecnologia dei DBMS. Purtroppo l’utilizzo di questi sistemi è generalmente molto costoso poiché si chiede di elaborare quantità crescenti di dati, in tempi sempre più stringenti e sotto la costante pressione del top management aziendale.

Per questo la possibilità di analizzare al volo una tabella da decine di milioni di record in tempi rapidi, anche eseguendo query abbastanza pesanti, non può che essere benvenuta, specie se si prospetta una diminuzione del TCO rispetto ad una architettura più tradizionale.

In questo post vorrei segnalare SADAS, un DBMS colonnare compatibile SQL-99 standard (sono disponibili JDBC driver, ODBC driver, Ado connection). Come riportato in una delle brochure, in cui si descrive l’integrazione con Pentaho, SADAS è un DBMS ‘column-oriented’ specificatamente progettato per soluzioni di data warehouse. L’architettura è ottimizzata per operazioni di lettura dei dati e rispetto ai tradizionali DBMS organizzati per righe, consente delle prestazioni tra le 10 e le 100 volte migliori in ambito analitico. Tali risultati derivano innanzitutto dal modello di organizzazione dei dati per colonne, ma sopratutto da specifiche strutture di indici concepite per migliorare le performance di SADAS nell’analisi di grandi volumi di dati.

SADAS, è il risultato di un progetto di ricerca (Progetto N.11384 di Ricerca Industriale nel Settore Informatico e Telematico – Fondo FAR, legge 297/99) in collaborazione con l’Università di Pisa e l’Università degli Studi del Sannio. Il responsabile del progetto è stato Antonio Albano, professore ordinario di basi di dati presso la Facoltà di Scienze MFN dell’Università di Pisa.

Visitando il sito di SADAS, cliccando sulla voce descrizione dei benchmark, è possibile accedere liberamente ai contenuti della documentazione, suddivisa in commerciale e tecnica. Sono riportati numerosi case study (tra cui figurano alcune banche e le Poste Italiane) ed una presentazione PowerPoint del prodotto. E’ richiesta la registrazione al sito solo per scaricare alcuni documenti, tra cui una interessantissina descrizione di SADAS dal punto di vista accademico.

Un ultimo suggerimento: non perdetevi la demo del prodotto e la prima e seconda parte di un video tutorial!

Open SIS: la Società Italiana di Statistica 2.0

La Società Italiana di Statistica, già presente sul web con un proprio sito istituzionale,  ha recentemente aperto un nuovo spazio web dedicato alla statistica 2.0: OpenSIS – http://open.sis-statistica.it. Il sito nasce per offrire ai Soci della Società Italiana di Statistica un punto unico di accesso ai numerosi strumenti 2.0 presenti sul web, presentando quei servizi ritenuti più validi e più adatti rispetto alle esigenze della comunità scientifica. OpenSIS inoltre vuole guidare i Soci nella scelta e nell’applicazione quotidiana degli strumenti web 2.0, andando a soddisfare il desiderio e il bisogno di innovazione della comunità statistica.

Attualmente sono sei i servizi presenti sul sito e riguardano:  l’invio di progetti Open (una sezione dedicata alla condivisione/proposta di idee innovative), la creazione di indagini online, la condivisione di documenti online, la creazione di un wiki, l’organizzazione di un BarCamp e la visualizzazione di dati interattivi. Si prevede inoltre in un prossimo futuro l’attivazione di altri servizi, quali la creazione di forum, l’e-learning statistico e la condivisione di dati ed algoritmi online. Il sito quindi vuole essere un prodotto in continua evoluzione, da realizzarsi anche in base alla nascita di nuove esigenze e priorità tra i Soci.

Di seguito trovate una presentazione più dettagliata del sito. Buona navigazione!

Il successo del Barcamp

Ora possiamo dirlo. Il Barcamp “Sharing Data and Statistical Knowledge” e’ stato un successo. Tanta partecipazione, interventi di ottimo livello, tanto entusiasmo e, alla fine, una grande soddisfazione da parte di tutti per aver partecipato. Ovviamente grande soddisfazione anche da parte di SegnalazionIT, che cosi’ puo’ dire senza alcun dubbio di aver celebrato nel migliore dei modi la “Prima Giornata Mondiale della Statistica”.

Un primo grazie va al Dipartimento di Scienze Statistiche della Sapienza, Universita’ di Roma, alla Societa’ Italiana di Statistica (SIS) e all’Istat che hanno subito creduto in questa idea  e hanno speso il loro nome accanto a quello del nostro Blog.  Un grazie di cuore va a tutti coloro che hanno deciso di portare un intervento e di accettare le regole ferree del format  IGNITE (5 minuti per ogni presentazione, 20 slides che scorrono automaticamente ogni 15 secondi).

Un grazie va poi agli sponsor (Egeria, il catering La Perugina, IBM, SAS) e agli enti e organizzazioni che hanno creduto nel progetto e ci hanno concesso il loro prestigioso patrocinio (Commissione Italiana per l’UNESCO, Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, Gruppo valorizzazione statistiche pubblice SIS, Rante, UnaRete). Ancora grazie al CASPUR per aver curato la diretta streaming e a Uniroma.tv che ha documentato con le sue telecamere quanto avvenuto durante la giornata. (Qui di seguito il servizio)

Un grazie infine a tutti coloro che hanno partecipato a questa giornata e a tutti quelli che ci hanno aiutato e non si sono risparmiati  per l’organizzazione dell’evento.  Con tanti di loro continueremo a sentirci e siamo sicuri  che continueranno a seguirci attraverso le pagine del nostro Blog.

Tutti i materiali del Barcamp saranno via via inseriti nella apposita pagina.

Una libreria per R e il software diventa per tutti

In numerosi post SegnalazionIT ha analizzato il sempre più diffuso utilizzo del software open-source R nell’analisi dei dati e in diversi settori lavorativi.Dal mio modesto punto di vista trovo che la possibilità di acquisire un prodotto così innovativo a costo zero rappresenti, sopratutto per le imprese di piccole dimensioni, una grande opportunità. Non essendo una statistica o un’informartica ho sempre  pensato però che l’utilizzo di R fosse riservato ad una utenza esperta di linguaggi informatici o in grado di saper gestire formule matematiche complesse, ed effettivamente sono queste le competenze che potrebbero meglio sfruttare il software. In ogni caso, in occasione di un lavoro di analisi multivariata realizzato in EURES, ho avuto la possibilità di sperimentare un utilizzo di R meno impegnativo e di facile acquisizione.

Tutto questo grazie all’installazione della Library Rcmdr e dei suoi plugin (come FactoMineR per l’analisi multivariata) che consentono di creare una interfaccia e dei comandi molto intuitivi anche per la realizzazione di operazioni statistiche complesse. Gli output inoltre sono facilmente esportabili e modificabili ed è disponibile anche una versione in italiano.

All’interno di questo post mi limiterò a lasciare traccia dei passaggi che ho seguito per l’installazione della Library Rcmdr, sperando possano essere di supporto a tutti gli utenti non informatici o non statistici che utilizzano Windows (passaggi leggermente differenti potrebbero essere richiesti agli utenti che utilizzano altri sistemi operativi).

COME INSTALLARE LA LIBRARY Rcmdr (due possibilità):

1) Verificare se tra i “Pacchetti” (o Packages) già presenti nella versione di R installata sul proprio pc sia presente la Library Rcmdr, cliccando sul comando (Pacchetti o Packages appunto) e quindi su “Installa pacchetti”. A questo punto comparirà una lista di elementi e si dovrà cercare Rcmdr (che potrebbe essere presente anche nelle sue versioni di plugin come FactoMineR). Cliccando sulla voce cercata il download partirà in modo automatico.

2) Se i passaggi sopra menzionati non sono eseguibili attraverso i comandi di “R console” potete seguire gli step descritti in questo manuale, o digitando direttamente il testo install.packages(“Rcmdr”,dependencies=TRUE) e premendo invio. Le istruzioni che appariranno vi guideranno successivamente.

A questo punto se la Library non è stata avviata automaticamente potete farlo digitando library (Rcmdr) nella R console e potete divertirvi a scoprire le diverse elaborazioni statistiche offerte.

Concludo questo breve post (forse un po’ troppo elementare per i più esperti) con un ringraziamento speciale alla Prof.ssa Domenica Fioredistella Iezzi dell’Università di Roma Tor Vergata che mi ha guidato nella scoperta di R.

Concorso Apps to be wired

Si parla tanto, non sempre a proposito, di intelligenza collettiva… e come al solito un esempio parla più di mille parole.

Nokia Italia e Wired Italia hanno inventato una concorso piuttosto articolato e geniale: facciamoci dire dal popolo Internet, nostro cliente o meno, quali applicazioni e quali funzionalità vorrebbero avere a disposizione sul proprio smartphone. Hanno dunque previsto una roadmap di tre passi.

1) dal 2 Aprile al 28 Maggio è possibile inviare le proprie idee al sito http://www.nokiaideas.it, indicando brevemente il concept dell’idea, lo scopo e a quale categoria appartiene fra:

  • DailyLife
  • Kids
  • Sport & Fitness
  • Business
  • Social Responsability
  • School/University
  • Entertainment
  • Food & Health
  • Pets
  • Travel & Leisure

Ogni settimana, una giuria di esperti esaminerà e assegnerà un voto alle proposte inviate. Sulla base di tre parametri qualitativi – benefici per la collettività, originalità, innovazione – verrà stilata la classifica di gradimento delle migliori idee. Successivamente verranno selezionate le dieci migliori idee finaliste che riceveranno un premio di 1.000 euro nell’ambito dell’evento Frontier of Interaction 2010 e parteciperanno alla seconda fase del concorso

2) Il 3 e 4 Giugno, sempre nell’ambito di Frontier of Interaction 2010, presso l’Acquario di Roma, gli sviluppatori che vogliano cimentarsi nell’impresa avranno 24 ore di tempo per sviluppare e rendere funzionante un’applicazione basata su una delle dieci idee finaliste. Alla migliore applicazione, votata da una giuria di esperti, andrà un premio di 30.000 euro.

3) dal 4 Giugno al 30 Ottobre le applicazioni iscritte al concorso verranno distribuite gratuitamente da Nokia nel proprio negozio virtuale Ovi Store e la più scaricata riceverà il “premio della Rete” ed i suoi sviluppatori un premio di 20.000 euro.

L’idea è carina, utilizzabile in molti altri ambiti, anche  istituzionali, richiede un budget iniziale non troppo elevato  e la convinzione -quasi ideologica- che qualcun altro, anche al di fuori del contesto nel quale operiamo abitualmente, possa fornirci delle idee utili a migliorare il nostro lavoro.

 

Semplici strumenti di backup – seconda parte

In un post di qualche mese fa vi ho parlato di SyncToy, uno strumento semplice ed efficace per eseguire il backup in modo sicuro e quanto più possibile automatizzato.

Ritorno sull’argomento per segnalarvi la disponibilità di SyncToy versione 2.1, utilizzabile anche su piattaforma Microsoft Windows a 64 bit. E’ possibile, quindi, impiegarlo con profitto anche in ambiti più professionali.


La possibilità di eseguire la sincronizzazione anche come task schedulato aggiunge ulteriore applicabilità pratica e può servire per costruire semplici ma efficaci politiche di salvataggio dati.