Category: Statistica

Le Statistiche in tempo reale

Questa volta vi voglio parlare di un progetto decisamente originale che va sotto il nome di Real Time Statistics Project. Si tratta di un gruppo di ricercatori, sviluppatori e volontari di vari Paesi che ha deciso di far conoscere al maggior numero di persone nel mondo alcuni dati statistici di interesse generale. E questo in un modo molto interessante.

Disponibile i 32 lingue diverse è Worldometers che ci mostra alcuni dati mondiali su popolazione, economia, energia mentre StopTheHunger ci fornisce in “tempo reale” dati su cibo e sulla fame nel mondo. E’ interessante scoprire che hanno aderito al progetto anche un gruppo di italiani che hanno dato vita a


su cui presentano alcuni dati di facile lettura, molto curiosi e originali.  E’ doveroso sottolineare che  è anche disponibile una versione  in sardo, cosa che, sono sicuro, sarà molto apprezzata in particolare da uno degli administrator di SegnalazionIT.


BarCamp “Sharing Data & Statistical Knowledge”

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso: il 20 Ottobre di ogni anno, a partire dal 2010, si celebrerà la Giornata Mondiale della Statistica. L’obiettivo è quello di far crescere la consapevolezza collettiva dell’importanza delle statistiche ufficiali e di enfatizzare i tanti risultati fin qui conseguiti, basati sui fondamentali valori di servizio, integrità e professionalità cui si attengono i diversi produttori.

In occasione del suo 4° compleanno, SegnalazionIT intende dare il suo contributo a questa giornata organizzando, in collaborazione con la Società Italiana di Statistica ed alcuni accademici della Facoltà di Statistica di Roma, il

BarCamp “Sharing Data & Statistical Knowledge”

incentrato sul come la Statistica e l’Information Technology possano contribuire ad innovare le modalità di condivisione di dati e informazione statistica.

Il Barcamp si terrà a Roma nel corso dell’intera giornata del 20 Ottobre 2010; tutti i dettagli sulla location e sulle modalità di adesione sono in via di definizione e verranno pubblicati a breve su questo blog, così pure verrà avviata al più presto la raccolta delle proposte di intervento.

Negli ultimi anni sono stati già organizzati dei BarCamp su temi legati alla statistica: è questo il caso dell’Australia e della Nuova Zelanda. L’esperienza è andata molto bene, è ora di “importarla” nel nostro emisfero!

La policromica convertibilità della conoscenza statistica in petabyte

Dal giorno del suo ritrovamento la stele policromica continua a catalizzare l’attenzione dei media e a destare l’interesse di studiosi e commentatori che trovano via via nuovi spunti e nuovi percorsi interpretativi.

Intanto ci propone un paradigma di commensurabilità fra enti che fino a poco tempo prima erano, nel nostro immaginario, così distanti: da un lato la conoscenza statistica, così immateriale e impalpabile, e dall’altro la capacità di storage, così pesantemente fisica e materiale.

La prima convinzione che è posta in discussione da questa scoperta è quella dell’inarrestabilità del progresso informatico, capace sempre e solo di superare se stesso in un progredire senza fine. La seconda è quella della capacità del sapere di essere comunque capace di fluire, aumentare ed adeguarsi ai via via più ampi spazi offerti dalla crescita della rete.

Hal Varian nel 2008 sorprese tutti quando affermò con convinzione che il mestiere dello statistico stava per divenire il lavoro più sexy del nuovo decennio, soppiantando di fatto la grande supremazia degli ingegneri informatici del decennio precedente. Oggi ci è del tutto evidente come lui dovesse essere a conoscenza di fatti dei quali noi tutti allora eravamo tenuti all’oscuro.

Con Daniele Frongia ed Eric Sanna abbiamo sostenuto, in Statistics and Web: Who needs Who?,  lavoro presentato alla XLV Riunione Scientifica della Società Italiana di Statistica 2010 di Padova, la necessità di un maggiore cointeressamento reciproco fra statistici e informatici, pur se ancora ignari di quello che si celava.

Ma allora noi tutti ritenevamo, consapevolmente o inconsapevolmente, che il contributo degli statistici fosse certo importante, ma non a tal punto determinante.

A volte sono eventi apparentemente insignificanti a determinare stravolgimenti che assumono portata storica. Questo è certamente il caso della banale disattenzione, nel quartier generale di Google, che ha portato a conoscenza di tutti la stele policromica con scolpito l’accordo fra le grandi compagnie informatiche. Desta molta sorpresa che proprio l’IT establishment abbia affidato alla pietra il compito di sancire e tramandare il loro fondamentale accordo. Non deve sfuggire però il forte contenuto simbolico di questa scelta, il conteggio e il calcolo sono da sempre una questione strettamente fisica e il termine calcolo deriva proprio dal latino calculus, quindi pietra. Le prime conte della storia furono fatte dai pastori che rappresentavano le pecore con pietre.

A tanti anni di distanza dal Gold standard piombiamo, di fatto, in una Statistical Data epoque. Qualcosa che è capace di sconvolgere dalle fondamenta tutto quello che abbiamo conosciuto fino ad ora, per come lo abbiamo conosciuto.

La stele policromica contiene le tabelle di decodifica e di conversione da petabyte a SKU, l’unità cognitiva statistica standard, definita in base a rigidi criteri, insieme al patto che vincola le grandi compagnie informatiche a detenere in corrispondenza dello storage misurato in petabyte, corrispondenti assets in SKU.

In base a questo accordo le compagnie informatiche non potranno più crescere se non saranno in grado di acquisire o produrre sapere e conoscenza statistica. Pone anche un vincolo allo sviluppo tecnologico complessivo che sarà anch’esso rigidamente legato ad una pari crescita del sapere statistico. Lo stesso messaggio di Hal Varian ben si comprende se si guardano gli alti fattori di conversione da dato statistico a petabyte.

Il dato statistico rappresenta ora la chiave di volta per poter assicurare alla nostra società alti tassi di crescita tecnologica anche nel futuro e, alla luce di queste scoperte, l’impegno congiunto di statistici e informatici per produrre e far fluire dati nella rete è divenuto un obbligo cui nessuno può più esimersi.

…a proposito, giunge ora la notizia che Steve Jobs, per scongiurare una possibile crisi sistemica, sosterrà la crescita tecnologica dei prossimi anni immettendo quantità imponenti di SKU nel sistema. Lancerà il nuovo CensPad già nei prossimi giorni e lo distribuirà ad ogni essere vivente dando così vita al primo censimento continuo planetario

Una libreria per R e il software diventa per tutti

In numerosi post SegnalazionIT ha analizzato il sempre più diffuso utilizzo del software open-source R nell’analisi dei dati e in diversi settori lavorativi.Dal mio modesto punto di vista trovo che la possibilità di acquisire un prodotto così innovativo a costo zero rappresenti, sopratutto per le imprese di piccole dimensioni, una grande opportunità. Non essendo una statistica o un’informartica ho sempre  pensato però che l’utilizzo di R fosse riservato ad una utenza esperta di linguaggi informatici o in grado di saper gestire formule matematiche complesse, ed effettivamente sono queste le competenze che potrebbero meglio sfruttare il software. In ogni caso, in occasione di un lavoro di analisi multivariata realizzato in EURES, ho avuto la possibilità di sperimentare un utilizzo di R meno impegnativo e di facile acquisizione.

Tutto questo grazie all’installazione della Library Rcmdr e dei suoi plugin (come FactoMineR per l’analisi multivariata) che consentono di creare una interfaccia e dei comandi molto intuitivi anche per la realizzazione di operazioni statistiche complesse. Gli output inoltre sono facilmente esportabili e modificabili ed è disponibile anche una versione in italiano.

All’interno di questo post mi limiterò a lasciare traccia dei passaggi che ho seguito per l’installazione della Library Rcmdr, sperando possano essere di supporto a tutti gli utenti non informatici o non statistici che utilizzano Windows (passaggi leggermente differenti potrebbero essere richiesti agli utenti che utilizzano altri sistemi operativi).

COME INSTALLARE LA LIBRARY Rcmdr (due possibilità):

1) Verificare se tra i “Pacchetti” (o Packages) già presenti nella versione di R installata sul proprio pc sia presente la Library Rcmdr, cliccando sul comando (Pacchetti o Packages appunto) e quindi su “Installa pacchetti”. A questo punto comparirà una lista di elementi e si dovrà cercare Rcmdr (che potrebbe essere presente anche nelle sue versioni di plugin come FactoMineR). Cliccando sulla voce cercata il download partirà in modo automatico.

2) Se i passaggi sopra menzionati non sono eseguibili attraverso i comandi di “R console” potete seguire gli step descritti in questo manuale, o digitando direttamente il testo install.packages(“Rcmdr”,dependencies=TRUE) e premendo invio. Le istruzioni che appariranno vi guideranno successivamente.

A questo punto se la Library non è stata avviata automaticamente potete farlo digitando library (Rcmdr) nella R console e potete divertirvi a scoprire le diverse elaborazioni statistiche offerte.

Concludo questo breve post (forse un po’ troppo elementare per i più esperti) con un ringraziamento speciale alla Prof.ssa Domenica Fioredistella Iezzi dell’Università di Roma Tor Vergata che mi ha guidato nella scoperta di R.

Social Network Analysis e Web

Dal 29 giugno al 4 luglio, a Riva del Garda, si terrà la XXX SunBelt ovvero l’incontro dell’INSNA, International Network for Social Networks Analysis.  Basta uno sguardo al programma per notare con facilità come lo studio delle reti complesse sia ormai ampiamente praticato nei diversi ambiti delle scienze sociali, SegnalazionIT ne ha parlato più volte nel corso degli ultimi anni.

I circa 700 paper presentati al meeting mettono a confronto, nell’ambito di workshop, presentazioni in sessioni parallele e poster, studiosi appartenenti a varie discipline, con lavori che vanno dall’ambito “classico” dello studio delle relazioni amicali, a quello semantico; dal marketing alla politica; dalla salute al capitale sociale.

Un aspetto che colpisce della ricca agenda è l’ampio spazio che la conferenza dedica all’IT e in particolare al Web.

Da una parte molti interventi, di stampo metodologico, sono dedicati all’innovazione software e alle nuove prospettive che questa apre nell’ambito della Social Network Analysis; diversi  lavori sono dedicati alla visualizzazione interattiva dei network, tra questi anche un contributo di ricercatori Istat dal titolo Visualizing networks and territory: interactive systems and web 2.0 technologies.

Dall’altra l’IT e il Web, nell’ambito del programma dei lavori della SunBelt, non si affermano solo come uno strumento, ma anche come oggetto di analisi molto frequente nelle relazioni presentate.

Facebook è protagonista di diversi lavori. I titoli proposti suggeriscono un interessante confronto tra “vecchi” e “nuovi” modi di costruire relazioni sociali;  Are Facebook friends real friends? The role Facebook friends play in people’s social support networks è, ad esempio, il titolo di uno degli interventi che verranno presentati (ovviamente l’Insna è su Facebook). Un panel è intitolato Network Science Meets Web Science e due intere sessioni sono dedicate a Twitter.

Quindi sembra che a Riva del Garda l’incontro tra Social Network Analysis e Web avverrà su due piani diversi, ma, senza dubbio, non distinti:  sempre più Network nel Web, sempre più Web nella Network.

L’Istat verso la XLV Riunione Scientifica della Società Italiana di Statistica

La XLV Riunione Scientifica della Società Italiana di Statistica si terrà dal 16 al 18 giugno 2010 presso l’Università di Padova.

La Società Italiana di Statistica (SIS) promuove, ogni due anni, una riunione scientifica internazionale su temi di ricerca sia metodologica che applicata. Fondata nel 1939, la società conta oggi circa 1400 aderenti, tra cui accademici e studiosi di università ed enti pubblici o privati che operano nella statistica sia metodologica che applicata in campo economico, sociale, demografico, ambientale. La SIS è inoltre aperta a temi connessi alla produzione  di statistiche ufficiali e in particolare al Web, ai  sistemi di controllo e all’organizzazione.

Il programma prevede un consistente contributo di ricercatori e tecnologi dell’Istituto Nazionale di Statistica:

Sessioni plenarie
Chair: Maurizio Vichi, University of Rome “La Sapienza”
Speaker: Enrico Giovannini, ISTAT, Rome
Statistics, knowledge and policy: towards a new paradigm

Sessioni specialistiche
A cura di: Orietta Luzi, ISTAT, Rome
Chair: Brunero Liseo, University of Rome “La Sapienza”
Matching techniques, censuses and administrative data

Sessioni (e paper)


I Censimenti e la nascita dell’Information Technology 2

I progettisti dello UNIVAC, due professori dell’Università di Pennsylvania di nome J. Presper Eckert e John Mauchly,   . . .   si resero conto che affinchè un calcolatore elettronico fosse in grado di memorizzare le istruzioni per l’uso nella propria memoria, lo si sarebbe dovuto programmare per eseguire molte funzioni. Non sarebbe stato semplicemente un calcolatore, limitato a svolgere procedure matematiche predefinite. Sarebbe diventata una tecnologia di uso generale, una macchina per tutti i mestieri, che le aziende avrebbero applicato non solo per lavori di contabilità di tutti i giorni, ma per innumerevoli compiti gestionali e di analisi. In una nota del 1948, Mauchly elencò quasi due dozzine di aziende, agenzie governative e università che pensavano di essere in grado di fare un buon uso dello UNIVAC. Come si è scoperto, il mercato provò che si trattava di un affare molto più grande di quanto ci si sarebbe aspettato.

Ad aprire la strada nell’adottare le nuove e potenti macchine fu, ancora una volta, lo U.S. Census Bureau. Il 31 marzo 1951, acquistò il primo UNIVAC e lo installò un anno dopo, nel suo quartier generale di Washington DC. Entro la fine del 1954, i computer di Eckert e Mauchly erano in funzione negli uffici di dieci società private, tra cui General Electric, US Steel, Du Pont, Metropolitan Life, Westinghouse, e Consolidated Edison, che derivava dalla Thomas Edison Edison Electric Illuminating Company. UNIVAC eseguiva tutti i lavori che prima erano realizzati con i tabulatori a schede perforate -fatturazione, gestione delle buste paga, contabilità- ma furono anche utilizzati per attività molto complesse quali le previsioni di vendita, le programmazioni di produzione, le gestioni degli inventari. In breve tempo, lo scetticismo sul ruolo dei computer nel mondo degli affari si trasformò in entusiasmo dilagante. “L’utopia della produzione automatica è di per sé plausibile” proclamò la Harvard Business Review nell’estate del 1954.

E questo, dopo il primo, era un ulteriore estratto dal capitolo 3, Digital Millwork, dell’imperdibile libro di Nicholas Carr, The Big Switch. La traduzione approssimativa è del sottoscritto, nella foto un modellino dello UNIVAC del 1951.

I Censimenti e la nascita dell’Information Technology

All’inizio del XX secolo le grandi compagnie avevano iniziato la riconversione delle loro macchine industriali funzionanti con la corrente elettrica fornita dalle centrali (anziché prodotta in proprio, ndt). Avevano anche iniziato ad installare una macchina elettrica di tipo molto differente, che processava informazioni anzichè materiali e veniva fatta funzionare da impiegati anziché dalla manodopera. La macchina era la tabulatrice a schede perforate, inventata nei primi anni dopo il 1880 dall’ing. Hermann Hollerit allo scopo di automatizzare il Censimento americano. Lavorava secondo un semplice principio: facendo dei fori in certe posizioni di una scheda cartacea, si potevano memorizzare informazioni. Una singola scheda censimento, ad esempio, poteva contenere tutti i dati di una famiglia. Un foro in un certo settore della scheda indicava che la famiglia aveva tre figli, mentre un foro in un altro settore indicava che la famiglia viveva in appartamento. Ponendo la scheda sopra una piastra carica elettricamente nella macchina di Hollerit e abbassando una griglia di sottili aghi metallici su di essa, in corrispondenza del foro la corrente fluiva fra l’ago e la piastra, chiudeva un circuito e faceva sì che l’informazione memorizzata nella scheda venisse registrata da un contatore. Era un sistema binario -poteva esserci un foro in una data posizione della scheda oppure no- che anticipava le operazioni binarie degli odierni computer. Il tabulatore a schede perforate fu venduto, si diffuse e avrebbe poi rappresentato un modello per tutta la storia moderna dei computer aziendali.

Lo U.S. Census Bureau utilizzò la macchina di Hollerith per il Censimento del 1890, con grande successo. Il conteggio procedette molto più rapidamente di quanto non fosse avvenuto nel 1880, anche se la popolazione del paese era cresciuta di circa un quarto nel frattempo. Il costo del Censimento fu ridotto di 5 milioni di dollari, un risparmio di quasi dieci volte superiore a quello che il Bureau aveva previsto. Dopo aver dimostrato il suo valore per accelerare i calcoli, il tabulatore attirò l’attenzione dei proprietari di aziende di grandi dimensioni come le ferrovie, le agenzie di assicurazioni, banche e produttori del mercato di massa e rivenditori. Poiché queste imprese avevano aumentato la loro attività in seguito alla rivoluzione industriale, lo avevano ritenuto necessario per raccogliere, memorizzare e analizzare quantità sempre maggiore di dati sui loro clienti, le loro finanze, i dipendenti, i loro inventari, e così via. L’elettrificazione permise alle società di crescere ancora, aumentando ulteriormente le informazioni da processare. Questo lavoro intellettuale diventò così importante, e spesso così arduo come il lavoro fisico di fabbricazione di prodotti e servizi di consegna. Il tabulatore di Hollerith permise alle grandi aziende di elaborare le informazioni molto più rapidamente, con meno personale e maggiore precisione di quanto fosse possibile in precedenza.

Vedendo il potenziale commerciale della sua invenzione, Hollerith fondò la Tabulating Machine Company per vendere le sue tabulatrici alle grandi imprese. L’azienda crebbe rapidamente, introducendo una serie di prodotti correlati come tabulatrici alfabetiche, ordinatori di schede, duplicatori di schede e stampanti e vendendo questi ad una clientela sempre più ampia. Nel 1911 la società di Hollerith si fuse con la Computer-Tabulating-Recording Company, una società ancora più grande di fornitura di macchine aziendali. Un giovane manager di talento di nome Thomas J. Watson fu assunto per gestire l’attività. Tredici anni più tardi, l’ambizioso Watson cambiò nome alla società utilizzando la più accattivante denominazione di International Business Machines Corporation. Altre società, come la Remington Rand e Burroughs negli Stati Uniti e Bull in Europa, si lanciarono nel fiorente mercato dei tabulatori, in concorrenza con l’IBM di Watson.

L’industria delle tecnologie dell’informazione era nata.

Questo che avete letto era un estratto dal capitolo 3, Digital Millwork, dell’imperdibile libro di Nicholas Carr, The Big Switch. La traduzione approssimativa è del sottoscritto, nella foto una scheda del Censimento americano del 1890.

L’Istat al ForumPA 2010

Oltre agli eventi evidenziati nel precedente post, segnaliamo che anche quest’anno l’Istat sarà presente al Forum della Pubblica Amministrazione:

Presente con uno stand fortemente connotato dai colori istituzionali e da una visualizzazione dinamica dei principali fenomeni statistici, l’Istat intende comunicare il crescente investimento dell’Istituto in innovazioni tecnologiche sia nelle attività di comunicazione e diffusione, che nei processi di produzione.

Ecco il programma degli interventi:

Innovazione e tecnologie web 2.0 nelle attività di diffusione e comunicazione

Visualizzazione dinamica dei dati statistici: esperienze e applicazioni in Istat
Stefano De Francisci – Direzione centrale per le esigenze degli utilizzatori, integrazione e territorio
17 maggio ore 14.30 e 20 maggio ore 11

Presentazione di I.Stat: il nuovo datawarehouse dell’Istat
Stefania Bergamasco – Direzione centrale per le esigenze degli utilizzatori, integrazione e territorio
17 maggio ore 15.00 e 20 maggio ore 11.30

Verso il nuovo sito Istat: opportunità e innovazioni per potenziare l’informazione sul web
Giulia Mottura – Direzione centrale comunicazione ed editoria
17 maggio ore 15.30 e 20 maggio ore 12 (Maurizio Firmani)

Applicazione di nuove tecnologie nei processi di produzione

Il sistema informativo delle statistiche del Commercio estero
Natale Renato Fazio – Direzione centrale delle statistiche strutturali sulle imprese, agricoltura, commercio estero e prezzi al consumo
18 maggio ore 11 e 19 maggio ore 14.30

Visualizzazione dinamica per la produzione di dati demografici e sociali
Angela Ferruzza – Direzione centrale per le statistiche e le indagini sulle istituzioni sociali
18 maggio ore 11.30 e 19 maggio ore 15

L’utilizzo di nuove tecnologie nei Censimenti generali 2010-2011
Giuseppe Sindoni – Direzione centrale dei censimenti generali
18 maggio ore 12 e 19 maggio ore 15.30 (Fabio Crescenzi)


OFFICINE PA – L’innovazione nella statistica ufficiale – Programma Incontri Istat
Forum PA 2010 Padiglione 8 – Stand 25 C

Il futuro della statistica ufficiale: il ruolo dell’ICT

Istat – Indagine multiscopo – Cittadini e nuove tecnologie – Persone di 6 anni e più che hanno utilizzato Internet negli ultimi 3 mesi per attività svolta. Anni 2008 e 2009 (per 100 persone di 6 anni e più che hanno utilizzato Internet negli ultimi 3 mesi).

Venerdì 19 Marzo si è tenuto il Comitato Informatico dell’Istituto Nazionale di Statistica, del quale fanno parte i referenti informatici di tutte le strutture organizzative dell’Istat. Pur essendo il Comitato un organo consultivo interno ritengo che siano emersi numerosi ed interessantissimi spunti di riflessione, che vale la pena di condividere con una platea più ampia, anche a testimoniare lo sforzo che l’intero Istituto sta compiendo verso una Information & Communication Technology a supporto dei processi di produzione statistica e di messa a disposizione dei dati per la comunità nazionale ed internazionale.

Riassumo sinteticamente alcuni dei principali temi trattati.

È stata appena avviata una fase di forte investimento e rilancio delle Strutture Territoriali dell’Istat mirata anche a favorire una maggiore integrazione con le strutture del Sistema Statistico Nazionale e superare definitivamente la dicotomia centro-periferia. Su questa base andrà consolidato l’attuale modello organizzativo di informatica a rete presente in Istituto, immaginando di creare nel tempo una analoga rete di esperti informatici del Sistan.

L’ICT sarà di fondamentale importanza nel prossimo futuro, costituirà la base sulla quale si fonderà tutta l’attività dell’Istituto. Anche per questo motivo sono stati avviati degli incontri con i principali Presidenti delle grandi aziende che controllano le infrastrutture telematiche italiane; si prevede di organizzare con essi dei seminari in Istituto, al fine di confrontarsi e ragionare insieme sui futuri possibili.

Riguardo alla comunicazione istituzionale è in corso di attivazione una importante iniziativa, la creazione di una newsletter Istat tramite la quale apprendere via email le notizie che riguardano le iniziative e le attività dell’Istituto.

È in corso di completamento la prima fase del progetto I.Stat, il nuovo data warehouse di Istituto nel quale stanno convergendo i dati provenienti da tutti i settori di produzione statistica. Si tratta di un progetto molto complesso, al quale stanno lavorando oltre 60 persone, di fondamentale importanza per gli utenti esterni dell’Istat, che potranno disporre di un unico punto di accesso ai dati, con la possibilità di creare tavole tematiche ad hoc. I.Stat consentirà inoltre l’interrogazione machine-to-machine in maniera tale da fornire una sorgente dati in Internet, capace di alimentare nello stesso modo il sito Istat o altri sistemi di soggetti terzi che vogliano utilizzare i dati Istat nei propri siti Internet.

La prossima Conferenza Nazionale di Statistica si terrà a Roma il 15 e 16 Dicembre. Si sta quindi affrontando il tema della sua organizzazione e delle tematiche da approfondire: in tale ambito si è ribadita l’importanza dell’evento e la necessità di darle un nuovo impulso. Una idea forte, di fondo, è senz’altro quella di riportare la Conferenza ad essere una due giorni del Sistan, di tutta la statistica nazionale, magari anche attivando iniziative locali con i nodi territoriali del Sistan che hanno difficoltà ad essere presenti a Roma. In quella sede sarà importante il coinvolgimento di soggetti esterni al mondo della statistica, che però hanno sviluppato metodi, tecniche, strumenti informatici che possono essere impiegati nella statistica. Altrettanto importante sarà l’aprire la Conferenza al contesto internazionale, ad esempio mostrando iniziative nel campo ICT come l’utilizzo di PDA (Personal Digital Assistant) nell’ambito delle rilevazioni statistiche.

Sui temi da portare alla prossima Conferenza Nazionale di Statistica si è avviata in Istat una riflessione ampia e aperta ad iniziative innovative. Il nostro blog può essere un utile supporto per proporre nuove idee che abbiano un legame col settore ICT.