
Dal giorno del suo ritrovamento la stele policromica continua a catalizzare l’attenzione dei media e a destare l’interesse di studiosi e commentatori che trovano via via nuovi spunti e nuovi percorsi interpretativi.
Intanto ci propone un paradigma di commensurabilità fra entità che fino a poco tempo prima erano, nel nostro immaginario, così distanti: da un lato la conoscenza statistica, così immateriale e impalpabile, e dall’altro la capacità di storage, così pesantemente fisica e materiale.
La prima convinzione che è posta in discussione da questa scoperta è quella dell’inarrestabilità del progresso informatico, capace sempre e solo di superare se stesso in un progredire senza fine. La seconda è quella della capacità del sapere di essere comunque capace di fluire, aumentare ed adeguarsi ai via via più ampi spazi offerti dalla crescita della rete.
Hal Varian nel 2008 sorprese tutti quando affermò con convinzione che il mestiere dello statistico stava per divenire il lavoro più sexy del nuovo decennio, soppiantando di fatto la grande supremazia degli ingegneri informatici del decennio precedente. Oggi ci è del tutto evidente come lui dovesse essere a conoscenza di fatti dei quali noi tutti allora eravamo tenuti all’oscuro.
Con Daniele Frongia ed Eric Sanna abbiamo sostenuto, in Statistics and Web: Who needs Who?, lavoro presentato alla XLV Riunione Scientifica della Società Italiana di Statistica 2010 di Padova, la necessità di un maggiore cointeressamento reciproco fra statistici e informatici, pur se ancora ignari di quello che si celava.
Ma allora noi tutti ritenevamo, consapevolmente o inconsapevolmente, che il contributo degli statistici fosse certo importante, ma non a tal punto determinante.
A volte sono eventi apparentemente insignificanti a determinare stravolgimenti che assumono portata storica. Questo è certamente il caso della banale disattenzione, nel quartier generale di Google, che ha portato a conoscenza di tutti la stele policromica con scolpito l’accordo fra le grandi compagnie informatiche. Desta molta sorpresa che proprio l’IT establishment abbia affidato alla pietra il compito di sancire e tramandare il loro fondamentale accordo. Non deve sfuggire però il forte contenuto simbolico di questa scelta, il conteggio e il calcolo sono da sempre una questione strettamente fisica e il termine calcolo deriva proprio dal latino calculus, quindi pietra. Le prime conte della storia furono fatte dai pastori che rappresentavano le pecore con pietre.
A tanti anni di distanza dal Gold standard piombiamo, di fatto, in una Statistical Data epoque. Qualcosa che è capace di sconvolgere dalle fondamenta tutto quello che abbiamo conosciuto fino ad ora, per come lo abbiamo conosciuto.
La stele policromica contiene le tabelle di decodifica e di conversione da petabyte a SKU, l’unità cognitiva statistica standard, definita in base a rigidi criteri, insieme al patto che vincola le grandi compagnie informatiche a detenere in corrispondenza dello storage misurato in petabyte, corrispondenti assets in SKU.
In base a questo accordo le compagnie informatiche non potranno più crescere se non saranno in grado di acquisire o produrre sapere e conoscenza statistica. Pone anche un vincolo allo sviluppo tecnologico complessivo che sarà anch’esso rigidamente legato ad una pari crescita del sapere statistico. Lo stesso messaggio di Hal Varian ben si comprende se si guardano gli alti fattori di conversione da dato statistico a petabyte.
Il dato statistico rappresenta ora la chiave di volta per poter assicurare alla nostra società alti tassi di crescita tecnologica anche nel futuro e, alla luce di queste scoperte, l’impegno congiunto di statistici e informatici per produrre e far fluire dati nella rete è divenuto un obbligo cui nessuno può più esimersi.
…a proposito, giunge ora la notizia che Steve Jobs, per scongiurare una possibile crisi sistemica, sosterrà la crescita tecnologica dei prossimi anni immettendo quantità imponenti di SKU nel sistema. Lancerà il nuovo CensPad già nei prossimi giorni e lo distribuirà ad ogni essere vivente dando così vita al primo censimento continuo planetario …