
Se qualche anno fa per essere su internet era sufficiente avere un sito web, anche brutto, oggi non si è su internet se Google non ti indica nelle ricerche.
Potremmo dire che al giorno d’oggi un sito internet è analogo ad un bel libro pubblicato da uno sconosciuto. Se nessun libraio lo espone negli scaffali, nel suo giusto posto, se non lo consiglia ai lettori, se non lo espone con il dovuto rilievo, sarà l’ennesimo libro il cui unico destino sarà il macero.
Il posizionamento SERP, ovvero la posizione di un sito al interno della pagina di risultati generata dal motore di ricerca (Search Engine Results Page), è quindi fondamentale nel determinare il successo di un sito web. Ci sono ovviamente nicchie informative dove con sforzo minimo o nullo si possono ottenere posizionamenti ottimi per le parole chiave principali. Allo stesso modo esistono mercati dove la battaglia è selvaggia ed all’ultimo sangue.
Si parla, ovviamente, dei mercati dove il ritorno economico è più evidente: i contenuti per adulti ed il gioco d’azzardo. Non occorre ricordare come questi stessi mercati siano quelli che hanno determinato in gran parte l’evoluzione di internet. Se oggi abbiamo lo streaming online, ad esempio, dobbiamo “ringraziare” l’industria del intrattenimento per adulti che ha spinto molto in questa direzione.
Il mercato dei casinò online è altrettanto combattivo, proprio perché tutti ambiscono a spartirsi i proventi di questo mercato. Ogni giorno una nuova nazione decide di legalizzare il gioco online ed ecco che il mercato si allarga, facendo posto a nuovi operatori. Ma catturare i clienti non è affatto un impresa facile.
Lasciando da parte lo strumento prettamente pubblicitario, è interessante capire come questi operatori affrontino il mercato SEO (Ottimizzazione per i motori di ricerca dal inglese Search Engine Optimization). Facendo delle semplici ricerche su google o su altri motori di ricerca per le parole più ovvie, come casino online o poker, si scopre una quantità infinita di siti dedicati al gambling.
Cosa più curiosa, nelle prime posizioni non è detto che ci siano casinò veri e propri, mentre è probabile trovare siti informativi che parlano dei migliori casinò online, offrono
recensioni dei casinò, ne stilano classifiche ed offrono bonus.
Le posizioni in questa curiosa classifica cambiano molto spesso, dando vita a quella che si chiama Google Dance. Le tattiche usate da questi siti per raggiungere le posizioni più elevate delle classifiche sono quelle classiche del SEO, ma lo fanno in maniera molto aggressiva, cercando di ottenere link da siti autorevoli e correlati, ma accettando link da più o meno chiunque.
Si costruisce, talvolta, una struttura di link per siti che sono ancora in divenire, in modo da accelerare la scalata alle classifiche nel momento in cui il sito diventerà operativo. Tutti cercando di mantenere un profilo di link building il più naturale possibile, talvolta acquistando link da siti di rilievo, talvolta convincendo blogger a scrivere un post sul proprio diario su di una partita a poker fatta online.
Ed ecco che uno dei pilastri base del SEO White Hat (così vengono chiamati i SEO “duri e puri”) viene a cadere: i link non vanno comprati. Eppure si compra la pubblicità! Che differenza fa se si presenta come banner o come link? Se nel mondo di oggi non ci sconvolgiamo più quando davanti ad un negozio incrociamo un ragazzino che “spaccia” volantini la cui vita media non raggiunge i 10 secondi e la cui destinazione più probabile è il marciapiede, se non ci inalberiamo di fronte allo spreco di carta, perché dovremmo sconvolgerci di fronte allo spreco di “bit”?
Per non “inquinare” i risultati è la risposta più ovvia e scontata. Peccato che siano già inquinati e che ci sia chi se ne preoccupa da un punto di vista molto più efficace di quanto possa fare un singolo esperto SEO. Ogni singolo motore di ricerca ha un suo gruppo di guerra allo spam, delegato proprio ad identificare i comportamenti scorretti o borderline dei link builders, dei SEO Grey Hat (quelli che sanno come ci si comporta bene, ma si adeguano) e di chi, invece, si diverte a giocare al gatto con il topo.
Gli algoritmi di calcolo dei SERP sono segreti industriali, coinvolgono centinaia di parametri, con pesi sconosciuti. Vengono modificati e perfezionati quotidianamente. Tutti i SEO cercano di scoprire cosa sia importante e cosa no, ma la verità è che i pochi eletti a parte di queste informazione non le condividono. Seguire le evoluzioni di questi mercati così competitivi può aiutare a comprendere in maniera piuttosto precisa cosa fare per promuovere i siti dei propri clienti in nicchie meno concorrenziali, ma soprattutto aiuta a comprendere quello che NON si deve fare!
Purtroppo costruire un buon sito informativo, coerente, pulito nel codice e reattivo, può non essere sufficiente. Occorre che Internet parli di noi. O che qualcuno metta in bocca agli internauti il nostro nome. Triste ma vero, la qualità di un “prodotto” e le capacità di quelli che si occupano di promuoverlo non sono sufficienti per portare quel prodotto ai primi posti dei motori di ricerca.