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	<title>SegnalazionIT &#187; Web application</title>
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	<description>Segnalazioni, approfondimenti e tendenze del mondo IT</description>
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		<title>Il crescente controllo del Web</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 23:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eric Sanna</dc:creator>
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										</div><p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.encob.net/blog/wp-content/slike/2010/04/matrix.jpg" alt="controllo" width="225" height="225" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un aspetto assai legato alla <a href="http://segnalazionit.org/2012/05/crescente-privatizzazione-del-web/" target="_blank">crescente privatizzazione del Web</a> è dovuto alla ossessione del controllo delle attività degli utenti da parte di <em>corporation</em> guidate da menti pur geniali come quelle di Page, Brinn (Google), Zuckerberg (Facebook), Cook (Apple) e Ballmer (Microsoft). In particolare, parliamo dello sviluppo di sistemi operativi specializzati e App per dispositivi mobili (<em>smartphone</em> e <em>tablet</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">I sistemi operativi per tali dispositivi nonchè le loro App, ormai diffusissime, rappresentano infatti un&#8217;altra forma di chiusura e controllo delle attività degli utenti. Per iniziare ad utilizzare un dispositivo Android o un iPad, ad esempio, è necessario dotarsi di una utenza Gmail o un Apple ID, mentre per scaricare e installare una App è necessario essere degli utenti registrati di un determinato marketplace (App Store, Android Market, ecc.). Di conseguenza, per ciascuna App, è possibile sapere chi l&#8217;ha scaricata, su quale dispositivo è installata, quante volte viene eseguita. Inoltre le App, oltre ad effetture localmente il compito per le quali sono state pensate (modalità client), interagiscono spesso col Web, in particolare con parti di Web espressamente progettate per la comunicazione machine-to-machine (modalità client/server) e non accessibili via browser o comunque accessibili in una maniera poco intelleggibile ad un utente medio.</p>
<p style="text-align: justify;">Così facendo, informazioni che fino a pochi anni fa erano liberamente consultabili da tutti accedendo con un qualunque browser ad un sito Internet <em>multi-purpose</em>, sono oggi accessibili prioritarimente, talvolta esclusivamente, tramite App, con un controllo molto superiore delle attività degli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche in questo caso esiste un legame perverso tra dare e avere: da un lato le App sono accattivanti (ovvero molto curate negli aspetti grafici dell&#8217;interfaccia), specializzate (ovvero svolgono pochissimi compiti ma lo fanno molto bene) e facilmente individuabili sullo schermo del dispositivo, dall&#8217;altro tutte le nostre operazioni tramite App sono tracciate. C&#8217;è una bella differenza fra l&#8217;utilizzare uno stesso browser per compiere dieci operazioni diverse sul Web ed utilizzare dieci App specializzate ognuna in una operazione: nel secondo caso la società che ha sviluppato quel sistema operativo saprà che quel certo utente, proprietario di quel particolare dispositivo, comprato in quel determinato negozio, ha installato ed utilizza quelle determinate applicazioni con una determinata frequenza. Se a questo aggiungiamo il fatto che le App vengono spesso acquistate direttamente dal dispositivo e tramite carta di credito, univocamente attribuita ad un persona o società, la nostra &#8220;schedatura&#8221; sul Web, quando accediamo da dispositivi mobile, è completa.</p>
<p style="text-align: justify;">Come superare tale situazione? Come già visto nel precedente post, solo tramite l&#8217;azione combinata di vari fattori:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">una maggiore consapevolezza degli utenti ed una maggiore propensione verso la tutela della propria privacy potrebbe far sperare in un utilizzo di App limitato a quelle veramente importanti per il proprie attività e che non trasmettano alle società che le hanno sviluppate informazioni importanti come le statistiche di utilizzo, la posizione geografica dell&#8217;utente, la sua email, ecc.<em></em>;</li>
<li style="text-align: justify;">è auspicabile una presa di posizione forte da parte di entità nazionali (es. Authority della privacy) e sovranazionali (es. Commissione Europea) per la definizione di norme tecniche che riguardino una maggiore trasparenza rispetto alla quantità e qualità di informazioni che ciascuna App possa trasmettere a chi l&#8217;ha sviluppata o al proprietario del sistema operativo.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il panorama attuale presenta, a mio avviso, una forte dicotomia: sono possibili drammatici peggioramenti se pensiamo a dispositivi e sistemi operativi esistenti, come pure notevoli evoluzioni positive se pensiamo a dispositivi e sistemi operativi che verranno:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">siamo alla fase del Web <em>mobile</em> di massa in cui le App contribuiscono ad aumentare considerevolmente il numero di utenti attivi e in cui la semplicità ed efficacia d&#8217;uso delle App prevale sulla reale comprensione dei loro meccanismi di funzionamento; potremmo andare incontro ad una &#8220;App-izzazione&#8221; di tutto il Web, anche di quello fruito da dispositivi fissi;</li>
<li style="text-align: justify;">esiste un ampio margine di miglioramento per quanto riguarda la commercializzazione di dispositivi hardware capaci di ospitare sistemi operativi, browser, software e App sviluppati in modalità open source, per affrancarsi dal dominio e dal controllo di Apple, Google, Microsoft e più.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Rispetto al post precedente non sono però particolarmente ottimista per il futuro: è vero che anche sul fronte <em>mobile</em> il Web è in continua evoluzione, tuttavia credo che -stante l&#8217;indiscutibile efficacia ed efficienza delle App-, senza un soggetto normatore terzo, sarà praticamente impossibile avere sufficienti garanzie sulla propria privacy e sarà difficile mantenere un Web libero e aperto.</p>
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		<title>Musica classica su Internet, DG Radio, DECCA Radio</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 22:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eric Sanna</dc:creator>
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										</div>       Se avete un impianto audio in grado di gestire la musica liquida la vostra esperienza d&#8217;ascolto sarà notevolmente più coinvolgente, tuttavia anche con una semplice scheda audio per PC ed una buona connessione ad Internet potrete abbandonarvi al piacere dell&#8217;ascolto della DG Radio. Per gli amanti della musica classica e per quelli che lo [...]]]></description>
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										</div><p style="text-align: center;"><img title="DG" src="http://farm1.staticflickr.com/37/88268767_cee56d3e2d.jpg" alt="DG" width="178" height="105" />       <img title="decca" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/e/eb/Decca_Logo.svg/220px-Decca_Logo.svg.png" alt="decca" width="127" height="105" /></p>
<p style="text-align: justify;">Se avete un impianto audio in grado di gestire la <a href="http://segnalazionit.org/2012/02/musica-liquida/" target="_blank">musica liquida</a> la vostra esperienza d&#8217;ascolto sarà notevolmente più coinvolgente, tuttavia anche con una semplice scheda audio per PC ed una buona connessione ad Internet potrete abbandonarvi al piacere dell&#8217;ascolto della <strong>DG Radio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli amanti della musica classica e per quelli che lo diventeranno ascoltandola, DG Radio è la nuovissima Internet Radio della Deutsche Grammophon (click sull&#8217;immagine per connettersi).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://deutschegrammophon-web.snowite.fr/catalogPlayer/deutschegrammophon/deutschegrammophon.php?collectionID=1','DgPlayer','top=0,left=0,width=825,height=204,scrollbars=no,resizable=no'%20" target="_blank"><img class="aligncenter" title="DG Radio" src="http://www.deutschegrammophon.com/cmsobjects/3a/3ac5b40b37d9cbff3c61d3daa192097b.jpg" alt="" width="290" height="130" /></a>DG Radio trasmette via Internet su due canali: un primo streaming dedicato all&#8217;intera e gloriosa collezione classica della Deutsche Grammophon e un secondo streaming dedicato ad un compositore o ad un esecutore (es. H. Grimaud al piano) scelto dalla casa discografica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://www.deutschegrammophon.com" target="_blank">sito della Deutsche Grammophon</a> consente inoltre di acquistare (quasi) tutti gli album (in alcuni casi singoli brani) che si stanno ascoltando, in diversi formati: Audio CD che verrà recapitato a casa via posta, file <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/FLAC" target="_blank">FLAC</a> Lossless da scaricare, file <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MP3" target="_blank">MP3</a> con bitrate di 320 kbit/sec pure da scaricare.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ogni album sono disponibili una decina di secondi di ascolto di  ogni brano, le recensioni, nonchè tutti i dati relativi alla registrazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2012/03/dgradio2.png"><img class="wp-image-6945 aligncenter" title="dgradio2" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2012/03/dgradio2.png" alt="" width="362" height="398" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come risulta dal <a href="http://www.deccaclassics.com/" target="_blank">sito Internet della Decca</a>, le stesse funzionalità descritte per la radio della DG sono disponibili anche per la <strong>Decca Radio</strong> (click sull&#8217;immagine per connettersi), altra etichetta famosa per le registrazioni di musica classica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://deccaclassics-web.snowite.fr/catalogPlayer/deccaclassics/deccaclassics.html" target="_blank"><img class="aligncenter" title="DeccaRadio" src="http://www.deccaclassics.com/cmsobjects/0b/0b9a60f239d71a777aa41f70d59bb5ea.jpg" alt="" width="290" height="130" /></a>In sostanza le due radio condividono la stessa piattaforma tecnologica e consentono le ricerche una nel catalogo dell&#8217;altra. Lo sforzo comune è stato notevole e le due etichette da un lato permettono un ascolto continuo e senza pubblicità dei migliori cataloghi al mondo di musica classica, dall&#8217;altro si sono aperte completamente al mercato della musica liquida via Internet.</p>
<p style="text-align: justify;">(un ringraziamento per gli spunti sulla musica liquida ed i link all&#8217;ottimo <a href="http://musicaememoria-tecno.blogspot.it/" target="_blank">blog Musica &amp; Memoria</a>)</p>
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		<title>AppsForItaly, avviso ai naviganti</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 03:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Patruno</dc:creator>
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										</div><p align="JUSTIFY"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2012/01/apps1.png"><img class="size-medium wp-image-6741 alignleft" title="a4i" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2012/01/apps1-300x240.png" alt="" width="300" height="240" /></a><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Come possono essere utilizzati e che cosa è possibile fare con gli <strong>Open Data</strong>? Probabilmente nessuno meglio dei cittadini, delle community di sviluppatori software indipendenti, dei professionisti, delle aziende, di coloro cioè che i dati li utilizzano puo&#8217; rispondere meglio a questa domanda. Ed e&#8217; proprio grazie a questa considerazione che nasce <a href="http://www.appsforitaly.org/" target="_blank">AppsForItaly</a>, la competizione tutta italiana sui Dati Aperti. </span></p>
<p align="JUSTIFY">Ricordiamo che gli Open Data sono generalmente dati prodotti dalla <strong>Pubblica Amministrazione</strong> e che vengono resi pubblici su Web consentendone il riuso. Per avere una idea di quali sono i dati disponibili, è possibile partire da <a href="http://www.dati.gov.it/" target="_blank">dati.gov.it</a>, il <strong>catalogo nazionale degli Open Data</strong>, lanciato alcuni mesi fa e che si sta pian piano consolidando per diventare l&#8217;&#8221;entry point&#8221; dei dati pubblici in Italia. Sono attivi anche cataloghi regionali come <a href="dati.piemonte.it%20" target="_blank">dati.piemonte.it</a> (il primo portale per il riutilizzo dei dati pubblici in Italia) o <a href="dati.emilia-romagna.it" target="_blank">dati.emilia-romagna.it</a>. Rilasciano Open Data anche il portale <a href="dati.istat.it" target="_blank">dati.istat.it</a> ma anche <a href="http://www.istat.it">www.istat.it</a> e tutti i <a href="http://www.istat.it/it/statistiche/banche-dati" target="_blank">siti web tematici</a> dell&#8217;<strong>Istituto Nazionale di Statistica</strong>. (Potete trovare una lista piu&#8217; completa <a href="http://www.appsforitaly.org/blog/dove-posso-trovare-open-data/" target="_blank">qui</a>)</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><strong>AppsForItaly</strong> nasce pertanto con l&#8217;obiettivo di stimolare i cittadini a progettare <strong>applicazioni Web</strong>, <strong>Apps</strong> per dispositivi mobili, a creare <strong>visualizzazioni</strong> ed <strong>infografiche</strong>, a progettare <strong>database</strong>. Ovviamente non tutti i cittadini sono degli specialisti e hanno quindi le competenze necessarie o magari non tutti gli specialisti hanno il tempo o la possibilita&#8217; di realizzare e mettere a punto le proprie proposte.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">E&#8217; questo il motivo per cui la competizione prevede anche la categoria <strong>“Idee e Progetti”</strong> dove tutti, ma proprio tutti coloro che hanno semplicemente una bella idea o un progetto su come utilizzare i dati possono partecipare.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Ne vale la pena? Ricordo che ad oggi il <a href="http://www.appsforitaly.org/blog/i-premi-in-palio/" target="_blank">montepremi </a>è composto da <strong>30.000 euro</strong> forniti dal <strong>Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione</strong> e da <strong>10.000 euro</strong> nonchè da numerosi <strong>premi in tecnologia e servizi</strong> messi a disposizione dai vari <a href="http://www.appsforitaly.org/blog/sponsor/" target="_blank">sponsor</a>. Ma non va dimenticato il premio piu&#8217; consistente e cioè quello di avere l&#8217;opportunita&#8217; di portare le proprie proposte all&#8217;attenzione di aziende, delle community interessate, del mercato, della Pubblica Amministrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fare questo, c&#8217;è ancora un mese di tempo. E&#8217; infatti fissato per il <strong>10 Febbraio</strong> prossimo il termine ultimo per inviare le proposte, che, ricordo, dovranno essere inviate registrandosi nell&#8217;<a href="http://www.appsforitaly.org/blog/registrati/" target="_blank">apposita sezione del sito</a> Web di <strong>AppsForItaly</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E se volete qualche suggerimento, potete &#8220;sbirciare&#8221; tra le proposte che sono risultate vincitrici ad esempio ad <a href="http://opendatachallenge.org/" target="_blank">Open Data Challenge</a> o quelle che hanno partecipato ad <a href="http://appsfordevelopment.challengepost.com/" target="_blank">Apps For Developement</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le proposte pervenute saranno valutate da una commissione che si sta costituendo proprio in questi giorni, mentre l&#8217;evento/premiazione si terra&#8217; presumibilmente durante la prima settimana di Marzo.<em> Stay tuned</em> per tutti gli ulteriori aggiornamenti!</p>
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		<title>SkyDrive di Natale</title>
		<link>http://segnalazionit.org/2011/12/skydrive-di-natale/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 00:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eric Sanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi operativi]]></category>
		<category><![CDATA[Web application]]></category>

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										</div>Siete dei patiti dei prodotti Microsoft? Avete bisogno dei principali strumenti di office automation sempre disponibili su qualunque pc connesso in rete? Necessitate di un notevole spazio di archiviazione per i vostri file? SkyDrive è quello che fa per voi: è stato sviluppato da Microsoft, vi mette a disposizione Word, Excel, Power Point e One [...]]]></description>
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										</div><p><img class="aligncenter" title="skydrive" src="http://www.techzilla.it/wp-content/uploads/2011/12/skydrive2wh.png" alt="" width="274" height="205" /></p>
<p style="text-align: justify;">Siete dei patiti dei prodotti Microsoft? Avete bisogno dei principali strumenti di office automation sempre disponibili su qualunque pc connesso in rete? Necessitate di un notevole spazio di archiviazione per i vostri file?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://skydrive.live.com/" target="_blank">SkyDrive</a> è quello che fa per voi: è stato sviluppato da Microsoft, vi mette a disposizione Word, Excel, Power Point e One Note semplificati ma completamente online, vi offre 25 GB di spazio di archiviazione in the cloud.</p>
<p style="text-align: justify;">Dovete solo registrare un account su <a href="http://www.live.com">Microsoft Live</a> ed avrete a disposizione tutto ciò. Oltre a questo, se avete il s.o. Vista o Seven potete anche usufruire di <a href="http://explore.live.com/windows-live-mesh" target="_blank">Live Mesh</a>, che vi assicura la sincronizzazione di 5 GB di file fra il vostro pc e la cloud, se invece avete il s.o. XP potete scaricarvi ed installare <a href="http://www.cloudstorageexplorer.com" target="_blank">SD Explorer</a>, che non effettua la sincronizzazione ma consente di mappare lo spazio su SkyDrive come una estensione del vostro filesystem. Se invece avete un tablet iPad o Android, alcune App come ad esempio <a href="http://smestorage.com/" target="_blank">SMEStorage</a> (4,99$ per iPad e3,99$ per Android) consentono di usufruire dello spazio di SkyDrive (nonchè di altre cloud).</p>
<p style="text-align: justify;">Per quello che ho potuto notare io, mentre l&#8217;utilizzo online tramite browser di SkyDrive è buono, non altrettanto di può dire della versione free di SDExplorer, che consente solo operazioni elementari di copia-incolla di file e, nel copiare un file da locale alla cloud, se quel file è già presente in SkyDrive, NON avvisa che lo si sta sovrascrivendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista delle funzionalità offerte i prodotti Office di SkyDrive sono anch&#8217;essi molto elementari, immagino sia una scelta di mercato tendente a far acquistate una copia di Office da installare localmente che sia però fortemente interconnessa con la cloud di SkyDrive. Se mettiamo a confronto le funzionalità di SkyDrive con quelle di Google Docs, SkyDrive non regge proprio, però l&#8217;Office online è sempre comodo per qualunque evenienza e lo spazio di 25 GB è reale e disponibile da subito.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma un regalino di Natale che tutto sommato non costa nulla possiamo anche concedercelo.</p>
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		<title>3, 2, 1… Al via AppsForItaly, il contest italiano sugli Open Data</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 03:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Patruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-Government]]></category>
		<category><![CDATA[Idee ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza collettiva]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Open Data]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<category><![CDATA[Visualizzazione dati]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[apps4italy]]></category>

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										</div><p style="text-align: justify;" dir="ltr"><a href="http://www.appsforitaly.org"><img class="aligncenter size-full wp-image-6180" title="a4i" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/09/a4i.jpeg" alt="" width="570" height="112" /></a></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Ha preso il via  ufficialmente<strong><a href="http://www.appsforitaly.org/" target="_blank"> AppsForItaly</a></strong>, la competizione tutta italiana sugli <strong>Open Data</strong>. Un concorso quindi, con tanto di premi in denaro, rivolto ai cittadini, alle communities di sviluppatori, alle aziende e alle associazioni che proporranno le migliori soluzioni per l’utilizzo del patrimonio informativo pubblico.  Il concorso si articola in quattro categorie:<strong> Idee e Progetti, Applicazioni, Dataset e Visualizzazioni</strong> e potranno essere presentate anche proposte che in passato abbiano già partecipato ad altre competizioni simili.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Il montepremi? Al momento è arrivato a ben <strong>40.000</strong> euro, di cui buona parte messi dal <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/" target="_blank">Ministero per la Pubblica Amministrazione  e Innovazione</a> <strong style="text-align: justify;" dir="ltr"></strong> che ha supportato il lancio dell&#8217;iniziativa assieme a <a href="http://portal.forumpa.it/" target="_blank">ForumPA</a> e <a href="http://www.formez.it/">Formez</a> e a cui sta subentrando  il <a href="http://www.istruzione.it/web/hub/home" target="_blank">MIUR</a> in conseguenza del recente cambio di Governo. Il contest è organizzato dal <a href="http://www.appsforitaly.org/blog/chi-siamo/" target="_blank">Comitato AppsForItaly</a> ma va detto che sono partner dell&#8217;iniziativa  enti del calibro di <a href="http://www.regione.piemonte.it/" target="_blank">Regione Piemonte</a>, <a href="http://www.istat.it/" target="_blank">ISTAT</a>, <a href="http://dati.emilia-romagna.it/" target="_blank">Regione Emilia Romagna</a>, <a href="http://www.enel.it/" target="_blank">ENEL</a>  che mettono a disposizione i propri dati.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">C&#8217;è una sola regola da seguire: <strong>le proposte inviate devono esser <a href="http://www.appsforitaly.org/blog/dove-posso-trovare-open-data/">basate sui dati pubblici</a></strong>, ma se volete dare una occhiata al regolamento completo potete farlo visitando l&#8217;<a href="http://www.appsforitaly.org/blog/le-regole-del-gioco/" target="_blank">apposita pagina</a>. Il  contest si chiuderà il <strong>10 Febbraio 2012</strong>.  A partire da quella data una apposita giuria selezionerà le proposte vincitrici che verranno premiate a fine Febbraio all&#8217;interno di un apposito evento. Per il momento buon lavoro a chi avrà intenzione di partecipare e &#8230;. vinca il migliore!!</p>
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		<title>Google Refine: trasformiamo un dataset disordinato in una base dati affidabile!</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 23:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zedda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Statistica]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Web application]]></category>

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										</div><p style="text-align: justify;"><a href="http://code.google.com/p/google-refine/">Google Refine</a> è un software prodotto da Google finalizzato principalmente all&#8217;esplorazione e alla pulizia di dataset disordinati. Grazie ad un&#8217;interfaccia estremamente intuitiva e semplice da usare risulta essere uno strumento assai potente e particolarmente adatto all&#8217;analisi di basi dati ancora sconosciute, ed eventualmente alla disposizione dei necessari aggiustamenti in maniera immediata e veloce, senza dover fare troppi studi preliminari, senza dover utilizzare lunghe stringhe di astruso codice o progettare complessi schemi di trasformazione dei dati.</p>
<p style="text-align: justify;">Google Refine è un software maturo, questo significa che è abbastanza affidabile e completo (è arrivato infatti alla versione 2.1) ed è rivolto in particolar modo a tutti coloro che hanno a che fare con fonti di dati eterogenee o decidono di raccogliere informazioni da formati differenti come siti web, file di testo, fogli di calcolo e quindi vogliono confezionare il tutto in un unica base dati coerente, standardizzata e chiaramente leggibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il caso classico di necessità di pulizia del dato lo abbiamo quando si accodano diversi dataset che presentano i medesimi campi ma che provengono da fonti diverse. È quindi possibile che i valori dei vari campi vengano riportati in maniera diversa pur avendo il medesimo significato. Ad esempio, per definire il sesso di un individuo spesso si utilizzano le più disparate coppie di valori come M/F, maschio/femmina, 0/1 e così via. Google Refine permette in un attimo, attraverso l&#8217;utilizzo di strumenti come i “facet” o le “trasformazioni”, di decidere quale coppia utilizzare e quindi estendere questa scelta a tutti i valori del campo del dataset.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso i facet si individuano facilmente le incongruenze, siano esse ripetute o sporadici errori di battitura e conversione, ed è semplice apporre le dovute correzioni utilizzando le opzioni presenti negli stessi facet o avvalendosi delle “trasformazioni” che agiscono sull&#8217;intero campo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il software, infatti, offre una serie di trasformazioni preconfezionate dette “trasformazioni comuni”, che riguardano le operazioni più popolari che si effettuano sui campo. Volendo si possono però effettuare operazioni di trasformazione più sofisticate e su misura utilizzando il linguaggio <a href="http://code.google.com/p/google-refine/wiki/GRELFunctions">GREL (Google Refine Expression Language)</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il software di Google, pur essendo un programma molto ben fatto, non è esente da aspetti negativi. Ad esempio, se si lavora in locale, non è possibile operare direttamente sul file, ma è necessario un caricamento dello stesso (come facciamo con gli allegati quando usiamo la nostra webmail) per cui non è possibile lavorare sul dataset utilizzando contemporaneamente software differenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, alcune trasformazioni come quelle riguardanti il formato del campo (ad esempio la modifica del formato della data), sono abbastanza problematiche se non si ha dimestichezza con il linguaggio GREL. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dcn3p-n44PE&amp;feature=player_embedded">Questo video-tutorial</a> esplora le principali funzionalità che Google Refine ci offre. Le funzionalità più importanti, core del programma, che hanno reso Google Refine uno strumento di successo.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>13 tool di visualizzazione dati</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 12:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eric Sanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Open Data]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
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										</div>SegnalazionIT si è più volte occupato di tool di visualizzazione dati. Quella che segue è la traduzione di un post di Steve Doig sul blog businessjournalism.org. Steve Doig è “Knight Chair” alla Walter Cronkite, Scuola di Giornalismo e Comunicazione di Massa presso l&#8217;Arizona State University. È specializzato in computer-assisted reporting, l&#8217;uso del computer e delle tecniche [...]]]></description>
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										</div><p style="text-align: justify;">SegnalazionIT si è più volte occupato di tool di visualizzazione dati. Quella che segue è la traduzione di un post di Steve Doig sul blog <a href="http://businessjournalism.org">businessjournalism.org</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Steve Doig è “Knight Chair” alla Walter Cronkite, Scuola di Giornalismo e Comunicazione di Massa presso l&#8217;Arizona State University. È specializzato in computer-assisted reporting, l&#8217;uso del computer e delle tecniche delle scienze sociali per aiutare i giornalisti a fare meglio il proprio lavoro.</p>
<p><img class="aligncenter" title="visual" src="http://www.typography.com/images/blogImages/moviechart.png" alt="" width="360" height="193" /></p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-size: medium;"><strong><em><a title="Permanent Link to Steve Doig’s best of CAR Conference: 13 free tools to analyze, display data" href="http://businessjournalism.org/2011/03/01/car-conference-goodies-a-bakers-dozen-of-free-tools-to-analyze-display-data/" target="_blank">Steve Doig’s best of CAR Conference: 13 free tools to analyze, display data</a></em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>di Steve Doig</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;annuale conferenza Computer-Assisted Reporting Conference, che si è tenuta a Raleigh, Carolina del Nord, è stata straordinariamente ricca di tool utili e gratuiti per tutti i tipi di analisi e visualizzazione dei dati, grazie anche alla presenza degli informatici di Google, MIT, Stanford e simili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco i link a 13 di questi tool gratuiti che ho trovato essere particolarmente utili per l&#8217;analisi dei dati nel giornalismo:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://people.csail.mit.edu/karger/Exhibit/CAR"><strong>Exhibit</strong></a>: Questo link porta ad una pagina con una raccolta di link del progetto Simile del MIT. Exhibit è un programma JavaScript che vi permetterà di partire dai dati in forma tabellare (righe e colonne) e vederli in una varietà di formati: tabella ordinabile e filtrabile, mappa, linea del tempo, ecc. Per avere un&#8217;idea di cosa si può ottenere si può vedere la sezione <strong><a href="http://projects.csail.mit.edu/wibit/wiki/index.php?title=SimileResources"><strong>Examples</strong></a></strong>. Nella sezione <a href="http://projects.csail.mit.edu/datapress/"><strong>DataPress</strong></a> è presente un add-in di WordPress che vi permette di esporre le visualizzazioni di Exhibit sul proprio blog. L’uso di Exhibit richiede qualche conoscenza di html, basta semplicemente copiare il suo codice sorgente e modificarlo. <strong><a href="http://projects.csail.mit.edu/exhibit/Dido/"><strong>Dido</strong></a></strong> è un prototipo di interfaccia utente che permette di configurare Exhibit, senza dover entrare nel codice.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://github.com/FlowingMedia/TimeFlow/wiki/"><strong>TimeFlow</strong></a>: Questo programma JavaScript consente di utilizzare tabelle che hanno un elemento temporale e creare linee di tempo interattive che possono essere filtrate e colorate tramite più variabili. È uno strumento puramente di analisi, non progettato per la presentazione web, può essere utile per progetti di indagine dei dati.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www-958.ibm.com/software/data/cognos/manyeyes/"><strong>ManyEyes</strong></a>: Questo sito consente di caricare e visualizzare i dati utilizzando una vasta gamma di interessanti viste: mappe, alberi di parole, tag clouds, strutture ad albero, diagrammi a bolle, grafici, matrici, diagrammi di rete, ecc. Si possono vedere le oltre 84.000 visualizzazioni che gli utenti hanno creato con i propri dati, in modo da avere una idea di cosa è possibile ottenere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gapminder.org/upload-data/motion-chart/"><strong>Gapminder</strong></a>: Questo sito è stato creato da scienziato svedese Hans Rosling, che voleva rendere più facile per le persone esplorare gli effetti di centinaia di variabili relative alle diverse nazioni del mondo. Fondamentalmente, questi sono grafici a dispersione multivariati x-y che si animano attraverso il tempo. Ciò che è cool, oltre a giocare con le variabili già collegate al sito, è che Google ha recentemente comprato e aggiunto tali funzionalità ai fogli di calcolo di Google Docs in modo che gli utenti possano caricare i propri dati con variabili temporali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tableausoftware.com/public/training"><strong>Tableau Public</strong></a> (solo Windows): La versione completa di Tableau Public è commerciale, ma l&#8217;azienda ha creato questa versione pubblica disponibile a chiunque. Fa molte delle stesse cose che fa Exhibit, cliccare su <a href="http://www.tableausoftware.com/public/gallery" target="_blank"><strong>Gallery</strong></a> per vedere alcuni esempi. La versione gratuita è limitata, può contenere fino a 100.000 record.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://vis.stanford.edu/protovis/"><strong>Protovis</strong></a>: Questo programma, scaricabile dal laboratorio di visualizzazione di Stanford, è simile a ManyEyes ma con una varietà ancora più ampia di tabelle e grafici che possono essere creati, cliccare su <strong><a href="http://vis.stanford.edu/protovis/ex/"><strong>Examples</strong></a></strong> per visualizzarli. L’uso di Protovis richiede però notevoli capacità di scrittura di codice software.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://code.google.com/p/google-refine/"><strong>Google Refine</strong></a>: Google definisce questo &#8220;uno strumento per lavorare con dati disordinati&#8221;. I data journalist lo usano per pulire le incongruenze database “campaign-contributions”, per esempio. Rende semplice standardizzare nomi come &#8220;Steve Doig&#8221; e &#8220;Stephen Doig&#8221; e &#8220;Steven Doig&#8221; in uno di questi. Inoltre aiuta con alcune analisi di base, come l&#8217;equivalente delle tabelle pivot di Excel.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.google.com/fusiontables/Home"><strong>Google Fusion Tables</strong></a>: Questo è un altro strumento Exhibit- like e rende possibile associare i dati come le mappe, le linee di tempo e/o grafici. A differenza di Exhibit non c&#8217;è bisogno di sporcarsi le mani con il codice HTML e JavaScript.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://vis.stanford.edu/wrangler/"><strong>DataWrangler</strong></a>: Un altro buono strumento di Stanford, è simile a Google Refine. È buono per la trasformazione di dati in formati scomodi in qualcosa che può essere analizzato più facilmente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://twitinfo.csail.mit.edu/"><strong>TwitInfo</strong></a>: Un altro strumento del MIT, questo è progettato per prendere una grande quantità di tweet su Twitter in tempo reale e mostrare loro come una timeline grafica con picchi di attività. Esso comprende un “sentiment algorithm” che classifica i tweets negativi o positivi. Viene descritto come potrebbe essere usato per raccogliere le notizie, come la localizzazione terremoti in anticipo rispetto ai geologi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://nodexl.codeplex.com/"><strong>NodeXL</strong></a>: Questo è un componente aggiuntivo di Excel che effettua una visualizzazione grafica dei social network. Le visualizzazioni mostrano come le persone sono interconnesse. Un esempio potrebbero essere i collegamenti tra i membri dei vari consigli di amministrazione. Un altro esempio è quello che mio figlio Matt creato per il Sarasota Herald-Tribune dello scorso anno che coinvolgono gruppi di <a href="http://projects.heraldtribune.com/investigateflip/investigateflip.html">acquirenti e venditori che sono stati coinvolti in massa dai mutui con meccanismi di frode</a>. Queste visualizzazioni si possono ottenere rapidamente ma possono essere molto sgraziate, il nome usato dai giornalisti per i più complicati è &#8220;palla di pelo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cc.gatech.edu/gvu/ii/jigsaw/"><strong>Jigsaw</strong></a>: Non ho visto questa offerta di Georgia Tech, ma si suppone che sia utile per dare un senso alle grandi collezioni di documenti. Non è un programma scaricabile o una applicazione sulla quale caricare i propri dati, ma lo staff di Tech invitare le persone con i dati ad entrare in contatto con loro riguardo al suo utilizzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.documentcloud.org/home"><strong>DocumentCloud</strong></a>: Questo è un servizio creato dagli sviluppatori di news-app di The New York Times e ProPublica.org. È progettato per mettere i documenti originali (anche quelli scritti a mano) sul Web e annotarli. L&#8217;idea è di permettere ai consumatori di notizie vedere questi documenti &#8211; documentazione processuale, legislazione, trascrizioni, dati sugli arresti, controlli, e-mail, ecc &#8211; con annotazioni dettagliate e le spiegazioni aggiunte dai giornalisti che seguono la notizia o altri esperti. Ecco un esempio da <a href="http://www.azdatapages.com/sb1070.html">Arizona Republic in materia di immigrazione, di applicazione della legge sull’immigrazione, SB 1070</a>.</p>
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		<title>Flipboard: è iniziata l&#8217;era del magazine &#8220;su misura&#8221;?</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 23:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Concetta Ferruzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste, Recensioni, Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
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										</div>Flipboard, App per iPad lanciata nel 2010 è diventato, come pronosticato in tempi non sospetti, un vero e proprio fenomeno di culto. Infatti, nel suo primo anno di vita è stata nominata App dell’anno dalla Apple, si è classificata in Italia nella Top15 per numero di download ed è stata inserita da Wired nella top10 [...]]]></description>
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										</div><p><a href="http://flipboard.com/"><strong>Flipboard</strong>,</a> App per iPad lanciata nel 2010 è diventato, come <a href="http://www.google.it/search?sourceid=navclient&amp;hl=it&amp;ie=UTF-8&amp;rlz=1T4SUNC_itIT370IT370&amp;q=flipboard">pronosticato</a> in tempi non sospetti, un vero e proprio fenomeno di culto. Infatti, nel suo primo anno di vita è stata nominata <a href="http://www.businessinsider.com/apple-calls-flipboard-ipad-app-of-the-year-2010-12">App dell’anno dalla Apple</a>, si è classificata in Italia nella Top15 per numero di download ed è stata inserita da Wired nella <a href="http://gadget.wired.it/news/applicazioni/10-apps-del-2010.html?page=1#content">top10</a> delle App che hanno segnato il decennio.</p>
<p><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/immaginixflipboard.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5489" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/immaginixflipboard.jpg" alt="" width="294" height="412" /></a></p>
<p>Le motivazioni di questo successo sono da individuare, in primo luogo, nella sintesi che riesce a realizzare tra la bellezza dei magazine patinati e la funzionalità del web (“<em><a href="http://flipboard.com/press/the-beauty-of-print-the-power-of-the-web"><em>The beauty of the print, the power of the web</em></a></em>”). In questo senso rappresenta una innovativa soluzione alla fruizione di contenuti sul web a cui sta lavorando da alcuni anni il <a href="http://marcomassarotto.com/2010/05/31/i-giornali-su-ipad-le-prime-app-a-confronto/">mondo editoriale</a>. E apre la strada ad una nuova generazione di magazine costruiti su misura in base alle specifiche esigenze del fruitore.</p>
<p>A marzo 2011  è stata pubblicata la versione 1.2 che ha introdotto l’integrazione ad <strong><a href="http://instagr.am/">Instagram</a> &#8211; </strong>una App per il <em>photo sharing</em> che consente di scattare una foto, scegliere un filtro per trasformarne l’aspetto ed inviarla a Facebook, Twitter o Flickr. L&#8217;innovazione, resa possibile dalla pubblicazione delle API dell’applicazione, consente anche di migliorare le prestazioni di Instagram che nella versione originale per iPad, a causa dei limiti dello schermo, non prevede altre possibilità di visualizzazione delle foto oltre a quella &#8220;in verticale&#8221;.</p>
<p>Altre novità della versione 1.2 indicate dal changelog ufficiale riguardano:</p>
<ul>
<li>miglioramento del <strong>social search </strong>che consente di effettuare ricerche tra i vari social networks e blogs (<a href="http://tech.fanpage.it/facebook">Facebook</a>, <a href="http://tech.fanpage.it/twitter">Twitter</a>, <a href="http://tech.fanpage.it/rumors-di-vendita-yahoo-assicura-gli-utenti-di-fickr/">Flickr</a>), attraverso l’uso di parole chiave o hashtag i cui risultati sono poi raggruppati e mostrati all’utente nella classica forma del magazine patinato;</li>
<li>netto miglioramento della <strong>velocità di uploading </strong>che rende possibile il caricamento dei contenuti in un tempo massimo di 4 – 5 secondi;</li>
<li>miglioramento del supporto a <strong>Google Reader</strong>;</li>
<li>inserimento del bottone &#8220;<strong>aggiorna</strong>&#8221; che consente il reload ogni qualvolta lo si voglia direttamente dalla Tavola dei Contenuti;</li>
<li>possibilità di verificare tutti i contenuti consigliati dall’editore tramite il pulsante “<strong>In evidenza </strong>(featured)”.</li>
</ul>
<p>Una novità che potrebbe generare un po&#8217; di preoccupazione tra gli utenti attiene, invece, alla possibilità, dichiarata dal team di Flipboard, di scoprire se sul <em>device</em> su cui sta funzionando è stato effettuato il <strong>jailbreak</strong> ossia la violazione delle restrizioni d&#8217;suo fissate dalla Apple che, pur non essendo illegale &#8211; almeno negli USA -, fa venire meno la garanzia sul device stesso in caso di malfunzionamenti.  ln  caso di iPad &#8220;jailbrekkato&#8221; l’applicazione, infatti, segnala che potrebbero verificarsi dei crash non imputabili all’applicazione stessa.</p>
<p><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/Flipboard-Jailbreak.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5490" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/Flipboard-Jailbreak.jpg" alt="" width="371" height="178" /></a></p>
<p>Sul fronte delle critiche si segnala in particolare la lamentata scarsa possibilità di personalizzazione dei contenuti e degli algoritmi utilizzati per ricercarli dove sembra invece eccellere l’App rivale <a href="http://www.zite.com/">Zite</a>.</p>
<p>Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, il prossimo obiettivo, di recente annunciato dagli sviluppatori dell’applicazione su <a href="http://twitter.com/Flipboard/">Twitter</a>, è la versione per iPhone.</p>
<p><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/flipboardxtwitter1.bmp"><img class="aligncenter size-full wp-image-5494" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/flipboardxtwitter1.bmp" alt="" width="332" height="206" /></a></p>
<p>Non c’è ancora il progetto di sviluppare versioni per altri tablet ma in una <a href="http://gadget.wired.it/news/applicazioni/flipboard-sxsw.html">recente intervista</a> a Wired, Mike McCue, il fondatore di Flipboard, afferma che <em>&#8220;Mi piace molto Windows Phone </em><em>e svilupperemo sia per Windows sia per Android, visti i numeri. Non ancora, ma lo faremo</em>&#8220;.</p>
<p>Il futuro prossimo sembra quindi, al pari dei cugini su carta, quella del magazine in versione &#8220;pocket&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Quello che non potete non sapere su Twitter</title>
		<link>http://segnalazionit.org/2011/04/quello-che-non-potete-non-sapere-su-twitter/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 23:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela De Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste, Recensioni, Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
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										</div>Twitter rientra tra i primi dieci siti web più cliccati a livello mondiale (il nono secondo i dati Alexa) pur registrando un’attrattività minore rispetto al suo storico rivale, Facebook (che invece si colloca al secondo posto). Considerando il traffico web italiano, il primato di Facebook su Twitter si fa ancora più ampio: Twitter scende infatti [...]]]></description>
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										</div><p style="text-align: justify;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/Twitter.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5514" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/Twitter-1024x492.jpg" alt="" width="574" height="275" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Twitter rientra tra i primi dieci siti web più cliccati a livello mondiale (il nono secondo i <a href="http://www.alexa.com/" target="_blank">dati Alexa</a>) pur registrando un’attrattività minore rispetto al suo storico rivale, Facebook (che invece si colloca al secondo posto). Considerando il traffico web italiano, il primato di Facebook su Twitter si fa ancora più ampio: Twitter scende infatti al 16° posto tra i siti web più visitati mentre Facebook conserva il secondo. In media ogni giorno 1 internauta su 10 sceglie comunque di passare per Twitter nel corso delle sue navigazioni (il 9,4% degli utenti internet globali a fronte del 40,1% registrato da Facebook), spendendo circa 7 minuti per visita e 53 secondi per pagina visualizzata (dati riferiti agli ultimi 3 mesi).</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo le <a href="http://www.website-monitoring.com/blog/2010/05/04/twitter-facts-and-figures-history-statistics/" target="_blank">ultime statistiche disponibili sugli utenti Twitter</a>, ad aprile 2010 si contavano 106 milioni di account, anche se circa un quarto risultava con zero <em>Followers</em>, per un traffico informativo quantificabile in 640 <em>Tweets </em>al secondo. Per chi non utilizza Twitter è bene precisare che per Tweets si intende il proprio aggiornamento di status, che differentemente da Facebook risponde alla domanda &#8220;<em>what&#8217;s happening?</em>&#8220; e deve concentrarsi in <a href="http://www.140characters.com/" target="_blank">140 caratteri</a>. I <em>Following </em>sono i profili degli utenti che stiamo seguendo, che a loro volta possono scegliere se far parte o meno dei nostri, mentre i <em>Followers </em>sono gli utenti che seguono il nostro profilo.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ai numeri e ai significati apparentemente complessi dei termini tecnici, le capacità di Twitter sono rinvenibili nel suo slogan: <em>Twitter asks “what’s happening” and makes the answer spread across the globe to millions, immediately</em>. Un social network quindi nato per diffondere e condividere le notizie. Non a caso capita spesso sentire parlare di Twitter come di una pagina di informazione personalizzata, dove è possibile scegliere in base ai propri interessi le diverse fonti informative, in grado di superare quindi la funzione di medium dei mezzi di informazione più tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify;">La capacità forse nascosta, o quantomeno poco considerata, di Twitter nel nostro Paese, fa riferimento alla possibilità di raccogliere i commenti degli utenti su un determinato tema. Grazie agli <em>hashtags</em> (parola chiave di una ricerca preceduta dal simbolo #) e al motore di ricerca interno alla piattaforma è possibile visualizzare tutti i Tweet e quindi gli aggiornamenti degli utenti che contengono quella determinata parola. Una volta scoperta questa funzione, di fronte ad un grande evento, vi capiterà sicuramente di pensare &#8220;Chissà che si dice su Twitter?&#8221;. Provate ad esempio ad usare l&#8217;hashtag #berlusconi e in soli 8 secondi vi troverete davanti una <a href="http://search.twitter.com/search?q=%23berlusconi" target="_blank">pagina web sempre aggiornata</a> contenente tutti i tweet  (pubblici) sul nostro Premier e, nel bene o nel male, i risultati in questo caso sono internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le potenzialità di Twitter non finiscono qui. Se molto ancora si potrebbe dire sul suo linguaggio, altrettanto numerosi sono i servizi web collegati a Twitter in grado di valorizzare le sue informazioni e i profili degli utenti. Tra questi vi segnaliamo quelli che un utente medio non può non conoscere: <a href="http://twittercounter.com/" target="_blank">Twitter Counter</a> il sito che riassume e visualizza le statistiche del proprio account, <a href="http://twitterlogo.org/" target="_blank">Twitter Logos</a> dove è possibile scaricare un numero illimitato di versioni della famosa icona da inserire nel proprio blog/sito web, <a href="http://visibletweets.com/" target="_blank">Visible Tweets</a> per trasformare in un formato grafico accattivante le proprie ricerche all&#8217;interno di Twitter e <a href="http://gigatweeter.com/counter" target="_blank">GigaTweet</a> una sorta di contatore ufficiale dei Tweet pubblicati dagli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">E voi? Che uso fate di Twitter?</p>
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		<title>Torino Open Data Contest</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 23:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eric Sanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza collettiva]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Visualizzazione dati]]></category>
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										</div>Il movimento Open Data si espande a macchia d&#8217;olio anche nel nostro Paese,  guidato da alcuni &#8220;evangelist&#8221; come Lorenzo Benussi, Ernesto Belisario e Flavia Marzano, che abbiamo incontrato al BarCamp in occasione della Prima Giornata Mondiale della Statistica, e altri come Alberto Cottica e gli amici di Spaghetti Open Data, che abbiamo conosciuto in occasione [...]]]></description>
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										</div><p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="open-data-torino" src="http://biennaledemocrazia.it/wp-content/uploads/2011/02/BD1-242x3001.jpg" alt="" width="242" height="300" />Il movimento <strong>Open Data</strong> si espande a macchia d&#8217;olio anche nel nostro Paese,  guidato da alcuni &#8220;evangelist&#8221; come <a href="http://http://it.linkedin.com/in/lorenzobenussi" target="_blank">Lorenzo Benussi</a>, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu" target="_blank">Ernesto Belisario</a> e <a href="http://daily.wired.it/blog/codice_aperto">Flavia Marzano</a>, che abbiamo incontrato al BarCamp in occasione della Prima Giornata Mondiale della Statistica, e altri come <a href="http://www.cottica.net/" target="_blank">Alberto Cottica</a> e gli amici di <a href="http://www.spaghettiopendata.org/" target="_blank">Spaghetti Open Data</a>, che abbiamo conosciuto in occasione dello StatCamp della Decima Conferenza Nazionale di Statistica. Il nostro Vincenzo Patruno non perde poi occasione di vederli in giro per l&#8217;Italia e il nostro blog cerca di dare ampio spazio a idee ed eventi collegati all&#8217;Open Data.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l&#8217;appunto Lorenzo Benussi ci segnala una importante iniziativa che vede, ancora una volta, il Piemonte come uno dei principali centri di diffusione della cultura Open Data in Italia. Dal 13 al 17 Aprile 2011 si terrà infatti a Torino, nel quadro delle celebrazioni per l&#8217;unità d&#8217;Italia, la <strong>Seconda Biennale per la Democrazia</strong> «uno strumento per la formazione e diffusione di una cultura della democrazia che si traduca in pratica democratica: un laboratorio pubblico permanente, radicato nel territorio e rivolto alle grandi dimensioni della politica odierna, aperto al dialogo, capace di coinvolgere i giovani delle scuole e delle università, destinato a tutti i cittadini. Si articola in una serie di momenti preparatori – laboratori per le scuole, iniziative destinate ai giovani, workshop di discussione – che culminano, ogni due anni, in cinque giorni di appuntamenti pubblici: lezioni, dibattiti, letture, forum internazionali, seminari di approfondimento e momenti diversi di coinvolgimento attivo della cittadinanza».</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="torino-open-data-contest" src="http://biennaledemocrazia.it/wp-content/uploads/2011/02/Schermata-2011-02-08-a-16.33.021.png" alt="" width="596" height="46" /></p>
<p style="text-align: justify;">«In questo contesto, la Biennale Democrazia 2011, la Città di Torino, CSI-Piemonte e <a href="http://nexa.polito.it" target="_blank">Centro Nexa</a> su Internet e Società del Politecnico di Torino promuovono il concorso d’idee “<strong><a href="http://biennaledemocrazia.it/opendata/" target="_blank"><em>Torino Open Data Contest – Idee e tecnologie per la democrazia</em></a></strong>”».</p>
<p style="text-align: justify;">«Il concorso ha come fine quello di presentare al pubblico durante la  manifestazione Biennale Democrazia 2011 idee, prototipi o versioni  complete di applicazioni software per qualsiasi piattaforma – siti web,  applicazioni mobili, <em>widget</em>, <em>mashups</em>, infografiche interattive – che utilizzino almeno uno dei <em>dataset</em> della Città di Torino messi a disposizione sul sito di Biennale Democrazia, anche in combinazione con altri dati e servizi disponibili on line».</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, il <strong>Torino Open Data Contest</strong> ci aspetta, <strong>dal 13 al 17 Aprile 2011</strong>!</p>
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