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	<title>SegnalazionIT &#187; Web application</title>
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		<title>AppsForItaly, avviso ai naviganti</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 03:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Patruno</dc:creator>
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										</div><p align="JUSTIFY"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2012/01/apps1.png"><img class="size-medium wp-image-6741 alignleft" title="a4i" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2012/01/apps1-300x240.png" alt="" width="300" height="240" /></a><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Come possono essere utilizzati e che cosa è possibile fare con gli <strong>Open Data</strong>? Probabilmente nessuno meglio dei cittadini, delle community di sviluppatori software indipendenti, dei professionisti, delle aziende, di coloro cioè che i dati li utilizzano puo&#8217; rispondere meglio a questa domanda. Ed e&#8217; proprio grazie a questa considerazione che nasce <a href="http://www.appsforitaly.org/" target="_blank">AppsForItaly</a>, la competizione tutta italiana sui Dati Aperti. </span></p>
<p align="JUSTIFY">Ricordiamo che gli Open Data sono generalmente dati prodotti dalla <strong>Pubblica Amministrazione</strong> e che vengono resi pubblici su Web consentendone il riuso. Per avere una idea di quali sono i dati disponibili, è possibile partire da <a href="http://www.dati.gov.it/" target="_blank">dati.gov.it</a>, il <strong>catalogo nazionale degli Open Data</strong>, lanciato alcuni mesi fa e che si sta pian piano consolidando per diventare l&#8217;&#8221;entry point&#8221; dei dati pubblici in Italia. Sono attivi anche cataloghi regionali come <a href="dati.piemonte.it%20" target="_blank">dati.piemonte.it</a> (il primo portale per il riutilizzo dei dati pubblici in Italia) o <a href="dati.emilia-romagna.it" target="_blank">dati.emilia-romagna.it</a>. Rilasciano Open Data anche il portale <a href="dati.istat.it" target="_blank">dati.istat.it</a> ma anche <a href="http://www.istat.it">www.istat.it</a> e tutti i <a href="http://www.istat.it/it/statistiche/banche-dati" target="_blank">siti web tematici</a> dell&#8217;<strong>Istituto Nazionale di Statistica</strong>. (Potete trovare una lista piu&#8217; completa <a href="http://www.appsforitaly.org/blog/dove-posso-trovare-open-data/" target="_blank">qui</a>)</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><strong>AppsForItaly</strong> nasce pertanto con l&#8217;obiettivo di stimolare i cittadini a progettare <strong>applicazioni Web</strong>, <strong>Apps</strong> per dispositivi mobili, a creare <strong>visualizzazioni</strong> ed <strong>infografiche</strong>, a progettare <strong>database</strong>. Ovviamente non tutti i cittadini sono degli specialisti e hanno quindi le competenze necessarie o magari non tutti gli specialisti hanno il tempo o la possibilita&#8217; di realizzare e mettere a punto le proprie proposte.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">E&#8217; questo il motivo per cui la competizione prevede anche la categoria <strong>“Idee e Progetti”</strong> dove tutti, ma proprio tutti coloro che hanno semplicemente una bella idea o un progetto su come utilizzare i dati possono partecipare.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Ne vale la pena? Ricordo che ad oggi il <a href="http://www.appsforitaly.org/blog/i-premi-in-palio/" target="_blank">montepremi </a>è composto da <strong>30.000 euro</strong> forniti dal <strong>Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione</strong> e da <strong>10.000 euro</strong> nonchè da numerosi <strong>premi in tecnologia e servizi</strong> messi a disposizione dai vari <a href="http://www.appsforitaly.org/blog/sponsor/" target="_blank">sponsor</a>. Ma non va dimenticato il premio piu&#8217; consistente e cioè quello di avere l&#8217;opportunita&#8217; di portare le proprie proposte all&#8217;attenzione di aziende, delle community interessate, del mercato, della Pubblica Amministrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fare questo, c&#8217;è ancora un mese di tempo. E&#8217; infatti fissato per il <strong>10 Febbraio</strong> prossimo il termine ultimo per inviare le proposte, che, ricordo, dovranno essere inviate registrandosi nell&#8217;<a href="http://www.appsforitaly.org/blog/registrati/" target="_blank">apposita sezione del sito</a> Web di <strong>AppsForItaly</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E se volete qualche suggerimento, potete &#8220;sbirciare&#8221; tra le proposte che sono risultate vincitrici ad esempio ad <a href="http://opendatachallenge.org/" target="_blank">Open Data Challenge</a> o quelle che hanno partecipato ad <a href="http://appsfordevelopment.challengepost.com/" target="_blank">Apps For Developement</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le proposte pervenute saranno valutate da una commissione che si sta costituendo proprio in questi giorni, mentre l&#8217;evento/premiazione si terra&#8217; presumibilmente durante la prima settimana di Marzo.<em> Stay tuned</em> per tutti gli ulteriori aggiornamenti!</p>
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		<title>SkyDrive di Natale</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 00:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eric Sanna</dc:creator>
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										</div>Siete dei patiti dei prodotti Microsoft? Avete bisogno dei principali strumenti di office automation sempre disponibili su qualunque pc connesso in rete? Necessitate di un notevole spazio di archiviazione per i vostri file? SkyDrive è quello che fa per voi: è stato sviluppato da Microsoft, vi mette a disposizione Word, Excel, Power Point e One [...]]]></description>
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										</div><p><img class="aligncenter" title="skydrive" src="http://www.techzilla.it/wp-content/uploads/2011/12/skydrive2wh.png" alt="" width="274" height="205" /></p>
<p style="text-align: justify;">Siete dei patiti dei prodotti Microsoft? Avete bisogno dei principali strumenti di office automation sempre disponibili su qualunque pc connesso in rete? Necessitate di un notevole spazio di archiviazione per i vostri file?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://skydrive.live.com/" target="_blank">SkyDrive</a> è quello che fa per voi: è stato sviluppato da Microsoft, vi mette a disposizione Word, Excel, Power Point e One Note semplificati ma completamente online, vi offre 25 GB di spazio di archiviazione in the cloud.</p>
<p style="text-align: justify;">Dovete solo registrare un account su <a href="http://www.live.com">Microsoft Live</a> ed avrete a disposizione tutto ciò. Oltre a questo, se avete il s.o. Vista o Seven potete anche usufruire di <a href="http://explore.live.com/windows-live-mesh" target="_blank">Live Mesh</a>, che vi assicura la sincronizzazione di 5 GB di file fra il vostro pc e la cloud, se invece avete il s.o. XP potete scaricarvi ed installare <a href="http://www.cloudstorageexplorer.com" target="_blank">SD Explorer</a>, che non effettua la sincronizzazione ma consente di mappare lo spazio su SkyDrive come una estensione del vostro filesystem. Se invece avete un tablet iPad o Android, alcune App come ad esempio <a href="http://smestorage.com/" target="_blank">SMEStorage</a> (4,99$ per iPad e3,99$ per Android) consentono di usufruire dello spazio di SkyDrive (nonchè di altre cloud).</p>
<p style="text-align: justify;">Per quello che ho potuto notare io, mentre l&#8217;utilizzo online tramite browser di SkyDrive è buono, non altrettanto di può dire della versione free di SDExplorer, che consente solo operazioni elementari di copia-incolla di file e, nel copiare un file da locale alla cloud, se quel file è già presente in SkyDrive, NON avvisa che lo si sta sovrascrivendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista delle funzionalità offerte i prodotti Office di SkyDrive sono anch&#8217;essi molto elementari, immagino sia una scelta di mercato tendente a far acquistate una copia di Office da installare localmente che sia però fortemente interconnessa con la cloud di SkyDrive. Se mettiamo a confronto le funzionalità di SkyDrive con quelle di Google Docs, SkyDrive non regge proprio, però l&#8217;Office online è sempre comodo per qualunque evenienza e lo spazio di 25 GB è reale e disponibile da subito.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma un regalino di Natale che tutto sommato non costa nulla possiamo anche concedercelo.</p>
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		<title>3, 2, 1… Al via AppsForItaly, il contest italiano sugli Open Data</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 03:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Patruno</dc:creator>
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										</div>Ha preso il via  ufficialmente AppsForItaly, la competizione tutta italiana sugli Open Data. Un concorso quindi, con tanto di premi in denaro, rivolto ai cittadini, alle communities di sviluppatori, alle aziende e alle associazioni che proporranno le migliori soluzioni per l’utilizzo del patrimonio informativo pubblico.  Il concorso si articola in quattro categorie: Idee e Progetti, [...]]]></description>
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										</div><p style="text-align: justify;" dir="ltr"><a href="http://www.appsforitaly.org"><img class="aligncenter size-full wp-image-6180" title="a4i" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/09/a4i.jpeg" alt="" width="570" height="112" /></a></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Ha preso il via  ufficialmente<strong><a href="http://www.appsforitaly.org/" target="_blank"> AppsForItaly</a></strong>, la competizione tutta italiana sugli <strong>Open Data</strong>. Un concorso quindi, con tanto di premi in denaro, rivolto ai cittadini, alle communities di sviluppatori, alle aziende e alle associazioni che proporranno le migliori soluzioni per l’utilizzo del patrimonio informativo pubblico.  Il concorso si articola in quattro categorie:<strong> Idee e Progetti, Applicazioni, Dataset e Visualizzazioni</strong> e potranno essere presentate anche proposte che in passato abbiano già partecipato ad altre competizioni simili.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Il montepremi? Al momento è arrivato a ben <strong>40.000</strong> euro, di cui buona parte messi dal <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/" target="_blank">Ministero per la Pubblica Amministrazione  e Innovazione</a> <strong style="text-align: justify;" dir="ltr"></strong> che ha supportato il lancio dell&#8217;iniziativa assieme a <a href="http://portal.forumpa.it/" target="_blank">ForumPA</a> e <a href="http://www.formez.it/">Formez</a> e a cui sta subentrando  il <a href="http://www.istruzione.it/web/hub/home" target="_blank">MIUR</a> in conseguenza del recente cambio di Governo. Il contest è organizzato dal <a href="http://www.appsforitaly.org/blog/chi-siamo/" target="_blank">Comitato AppsForItaly</a> ma va detto che sono partner dell&#8217;iniziativa  enti del calibro di <a href="http://www.regione.piemonte.it/" target="_blank">Regione Piemonte</a>, <a href="http://www.istat.it/" target="_blank">ISTAT</a>, <a href="http://dati.emilia-romagna.it/" target="_blank">Regione Emilia Romagna</a>, <a href="http://www.enel.it/" target="_blank">ENEL</a>  che mettono a disposizione i propri dati.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">C&#8217;è una sola regola da seguire: <strong>le proposte inviate devono esser <a href="http://www.appsforitaly.org/blog/dove-posso-trovare-open-data/">basate sui dati pubblici</a></strong>, ma se volete dare una occhiata al regolamento completo potete farlo visitando l&#8217;<a href="http://www.appsforitaly.org/blog/le-regole-del-gioco/" target="_blank">apposita pagina</a>. Il  contest si chiuderà il <strong>10 Febbraio 2012</strong>.  A partire da quella data una apposita giuria selezionerà le proposte vincitrici che verranno premiate a fine Febbraio all&#8217;interno di un apposito evento. Per il momento buon lavoro a chi avrà intenzione di partecipare e &#8230;. vinca il migliore!!</p>
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		<title>Google Refine: trasformiamo un dataset disordinato in una base dati affidabile!</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 23:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zedda</dc:creator>
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										</div>Google Refine è un software prodotto da Google finalizzato principalmente all&#8217;esplorazione e alla pulizia di dataset disordinati. Grazie ad un&#8217;interfaccia estremamente intuitiva e semplice da usare risulta essere uno strumento assai potente e particolarmente adatto all&#8217;analisi di basi dati ancora sconosciute, ed eventualmente alla disposizione dei necessari aggiustamenti in maniera immediata e veloce, senza dover [...]]]></description>
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										</div><p style="text-align: justify;"><a href="http://code.google.com/p/google-refine/">Google Refine</a> è un software prodotto da Google finalizzato principalmente all&#8217;esplorazione e alla pulizia di dataset disordinati. Grazie ad un&#8217;interfaccia estremamente intuitiva e semplice da usare risulta essere uno strumento assai potente e particolarmente adatto all&#8217;analisi di basi dati ancora sconosciute, ed eventualmente alla disposizione dei necessari aggiustamenti in maniera immediata e veloce, senza dover fare troppi studi preliminari, senza dover utilizzare lunghe stringhe di astruso codice o progettare complessi schemi di trasformazione dei dati.</p>
<p style="text-align: justify;">Google Refine è un software maturo, questo significa che è abbastanza affidabile e completo (è arrivato infatti alla versione 2.1) ed è rivolto in particolar modo a tutti coloro che hanno a che fare con fonti di dati eterogenee o decidono di raccogliere informazioni da formati differenti come siti web, file di testo, fogli di calcolo e quindi vogliono confezionare il tutto in un unica base dati coerente, standardizzata e chiaramente leggibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il caso classico di necessità di pulizia del dato lo abbiamo quando si accodano diversi dataset che presentano i medesimi campi ma che provengono da fonti diverse. È quindi possibile che i valori dei vari campi vengano riportati in maniera diversa pur avendo il medesimo significato. Ad esempio, per definire il sesso di un individuo spesso si utilizzano le più disparate coppie di valori come M/F, maschio/femmina, 0/1 e così via. Google Refine permette in un attimo, attraverso l&#8217;utilizzo di strumenti come i “facet” o le “trasformazioni”, di decidere quale coppia utilizzare e quindi estendere questa scelta a tutti i valori del campo del dataset.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso i facet si individuano facilmente le incongruenze, siano esse ripetute o sporadici errori di battitura e conversione, ed è semplice apporre le dovute correzioni utilizzando le opzioni presenti negli stessi facet o avvalendosi delle “trasformazioni” che agiscono sull&#8217;intero campo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il software, infatti, offre una serie di trasformazioni preconfezionate dette “trasformazioni comuni”, che riguardano le operazioni più popolari che si effettuano sui campo. Volendo si possono però effettuare operazioni di trasformazione più sofisticate e su misura utilizzando il linguaggio <a href="http://code.google.com/p/google-refine/wiki/GRELFunctions">GREL (Google Refine Expression Language)</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il software di Google, pur essendo un programma molto ben fatto, non è esente da aspetti negativi. Ad esempio, se si lavora in locale, non è possibile operare direttamente sul file, ma è necessario un caricamento dello stesso (come facciamo con gli allegati quando usiamo la nostra webmail) per cui non è possibile lavorare sul dataset utilizzando contemporaneamente software differenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, alcune trasformazioni come quelle riguardanti il formato del campo (ad esempio la modifica del formato della data), sono abbastanza problematiche se non si ha dimestichezza con il linguaggio GREL. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dcn3p-n44PE&amp;feature=player_embedded">Questo video-tutorial</a> esplora le principali funzionalità che Google Refine ci offre. Le funzionalità più importanti, core del programma, che hanno reso Google Refine uno strumento di successo.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>13 tool di visualizzazione dati</title>
		<link>http://segnalazionit.org/2011/07/13-tool-visualizzazione-dati/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 12:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eric Sanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Open Data]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Statistica]]></category>
		<category><![CDATA[Visualizzazione dati]]></category>
		<category><![CDATA[Web application]]></category>

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										</div>SegnalazionIT si è più volte occupato di tool di visualizzazione dati. Quella che segue è la traduzione di un post di Steve Doig sul blog businessjournalism.org. Steve Doig è “Knight Chair” alla Walter Cronkite, Scuola di Giornalismo e Comunicazione di Massa presso l&#8217;Arizona State University. È specializzato in computer-assisted reporting, l&#8217;uso del computer e delle tecniche [...]]]></description>
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										</div><p style="text-align: justify;">SegnalazionIT si è più volte occupato di tool di visualizzazione dati. Quella che segue è la traduzione di un post di Steve Doig sul blog <a href="http://businessjournalism.org">businessjournalism.org</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Steve Doig è “Knight Chair” alla Walter Cronkite, Scuola di Giornalismo e Comunicazione di Massa presso l&#8217;Arizona State University. È specializzato in computer-assisted reporting, l&#8217;uso del computer e delle tecniche delle scienze sociali per aiutare i giornalisti a fare meglio il proprio lavoro.</p>
<p><img class="aligncenter" title="visual" src="http://www.typography.com/images/blogImages/moviechart.png" alt="" width="360" height="193" /></p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-size: medium;"><strong><em><a title="Permanent Link to Steve Doig’s best of CAR Conference: 13 free tools to analyze, display data" href="http://businessjournalism.org/2011/03/01/car-conference-goodies-a-bakers-dozen-of-free-tools-to-analyze-display-data/" target="_blank">Steve Doig’s best of CAR Conference: 13 free tools to analyze, display data</a></em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>di Steve Doig</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;annuale conferenza Computer-Assisted Reporting Conference, che si è tenuta a Raleigh, Carolina del Nord, è stata straordinariamente ricca di tool utili e gratuiti per tutti i tipi di analisi e visualizzazione dei dati, grazie anche alla presenza degli informatici di Google, MIT, Stanford e simili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco i link a 13 di questi tool gratuiti che ho trovato essere particolarmente utili per l&#8217;analisi dei dati nel giornalismo:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://people.csail.mit.edu/karger/Exhibit/CAR"><strong>Exhibit</strong></a>: Questo link porta ad una pagina con una raccolta di link del progetto Simile del MIT. Exhibit è un programma JavaScript che vi permetterà di partire dai dati in forma tabellare (righe e colonne) e vederli in una varietà di formati: tabella ordinabile e filtrabile, mappa, linea del tempo, ecc. Per avere un&#8217;idea di cosa si può ottenere si può vedere la sezione <strong><a href="http://projects.csail.mit.edu/wibit/wiki/index.php?title=SimileResources"><strong>Examples</strong></a></strong>. Nella sezione <a href="http://projects.csail.mit.edu/datapress/"><strong>DataPress</strong></a> è presente un add-in di WordPress che vi permette di esporre le visualizzazioni di Exhibit sul proprio blog. L’uso di Exhibit richiede qualche conoscenza di html, basta semplicemente copiare il suo codice sorgente e modificarlo. <strong><a href="http://projects.csail.mit.edu/exhibit/Dido/"><strong>Dido</strong></a></strong> è un prototipo di interfaccia utente che permette di configurare Exhibit, senza dover entrare nel codice.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://github.com/FlowingMedia/TimeFlow/wiki/"><strong>TimeFlow</strong></a>: Questo programma JavaScript consente di utilizzare tabelle che hanno un elemento temporale e creare linee di tempo interattive che possono essere filtrate e colorate tramite più variabili. È uno strumento puramente di analisi, non progettato per la presentazione web, può essere utile per progetti di indagine dei dati.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www-958.ibm.com/software/data/cognos/manyeyes/"><strong>ManyEyes</strong></a>: Questo sito consente di caricare e visualizzare i dati utilizzando una vasta gamma di interessanti viste: mappe, alberi di parole, tag clouds, strutture ad albero, diagrammi a bolle, grafici, matrici, diagrammi di rete, ecc. Si possono vedere le oltre 84.000 visualizzazioni che gli utenti hanno creato con i propri dati, in modo da avere una idea di cosa è possibile ottenere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gapminder.org/upload-data/motion-chart/"><strong>Gapminder</strong></a>: Questo sito è stato creato da scienziato svedese Hans Rosling, che voleva rendere più facile per le persone esplorare gli effetti di centinaia di variabili relative alle diverse nazioni del mondo. Fondamentalmente, questi sono grafici a dispersione multivariati x-y che si animano attraverso il tempo. Ciò che è cool, oltre a giocare con le variabili già collegate al sito, è che Google ha recentemente comprato e aggiunto tali funzionalità ai fogli di calcolo di Google Docs in modo che gli utenti possano caricare i propri dati con variabili temporali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tableausoftware.com/public/training"><strong>Tableau Public</strong></a> (solo Windows): La versione completa di Tableau Public è commerciale, ma l&#8217;azienda ha creato questa versione pubblica disponibile a chiunque. Fa molte delle stesse cose che fa Exhibit, cliccare su <a href="http://www.tableausoftware.com/public/gallery" target="_blank"><strong>Gallery</strong></a> per vedere alcuni esempi. La versione gratuita è limitata, può contenere fino a 100.000 record.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://vis.stanford.edu/protovis/"><strong>Protovis</strong></a>: Questo programma, scaricabile dal laboratorio di visualizzazione di Stanford, è simile a ManyEyes ma con una varietà ancora più ampia di tabelle e grafici che possono essere creati, cliccare su <strong><a href="http://vis.stanford.edu/protovis/ex/"><strong>Examples</strong></a></strong> per visualizzarli. L’uso di Protovis richiede però notevoli capacità di scrittura di codice software.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://code.google.com/p/google-refine/"><strong>Google Refine</strong></a>: Google definisce questo &#8220;uno strumento per lavorare con dati disordinati&#8221;. I data journalist lo usano per pulire le incongruenze database “campaign-contributions”, per esempio. Rende semplice standardizzare nomi come &#8220;Steve Doig&#8221; e &#8220;Stephen Doig&#8221; e &#8220;Steven Doig&#8221; in uno di questi. Inoltre aiuta con alcune analisi di base, come l&#8217;equivalente delle tabelle pivot di Excel.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.google.com/fusiontables/Home"><strong>Google Fusion Tables</strong></a>: Questo è un altro strumento Exhibit- like e rende possibile associare i dati come le mappe, le linee di tempo e/o grafici. A differenza di Exhibit non c&#8217;è bisogno di sporcarsi le mani con il codice HTML e JavaScript.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://vis.stanford.edu/wrangler/"><strong>DataWrangler</strong></a>: Un altro buono strumento di Stanford, è simile a Google Refine. È buono per la trasformazione di dati in formati scomodi in qualcosa che può essere analizzato più facilmente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://twitinfo.csail.mit.edu/"><strong>TwitInfo</strong></a>: Un altro strumento del MIT, questo è progettato per prendere una grande quantità di tweet su Twitter in tempo reale e mostrare loro come una timeline grafica con picchi di attività. Esso comprende un “sentiment algorithm” che classifica i tweets negativi o positivi. Viene descritto come potrebbe essere usato per raccogliere le notizie, come la localizzazione terremoti in anticipo rispetto ai geologi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://nodexl.codeplex.com/"><strong>NodeXL</strong></a>: Questo è un componente aggiuntivo di Excel che effettua una visualizzazione grafica dei social network. Le visualizzazioni mostrano come le persone sono interconnesse. Un esempio potrebbero essere i collegamenti tra i membri dei vari consigli di amministrazione. Un altro esempio è quello che mio figlio Matt creato per il Sarasota Herald-Tribune dello scorso anno che coinvolgono gruppi di <a href="http://projects.heraldtribune.com/investigateflip/investigateflip.html">acquirenti e venditori che sono stati coinvolti in massa dai mutui con meccanismi di frode</a>. Queste visualizzazioni si possono ottenere rapidamente ma possono essere molto sgraziate, il nome usato dai giornalisti per i più complicati è &#8220;palla di pelo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cc.gatech.edu/gvu/ii/jigsaw/"><strong>Jigsaw</strong></a>: Non ho visto questa offerta di Georgia Tech, ma si suppone che sia utile per dare un senso alle grandi collezioni di documenti. Non è un programma scaricabile o una applicazione sulla quale caricare i propri dati, ma lo staff di Tech invitare le persone con i dati ad entrare in contatto con loro riguardo al suo utilizzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.documentcloud.org/home"><strong>DocumentCloud</strong></a>: Questo è un servizio creato dagli sviluppatori di news-app di The New York Times e ProPublica.org. È progettato per mettere i documenti originali (anche quelli scritti a mano) sul Web e annotarli. L&#8217;idea è di permettere ai consumatori di notizie vedere questi documenti &#8211; documentazione processuale, legislazione, trascrizioni, dati sugli arresti, controlli, e-mail, ecc &#8211; con annotazioni dettagliate e le spiegazioni aggiunte dai giornalisti che seguono la notizia o altri esperti. Ecco un esempio da <a href="http://www.azdatapages.com/sb1070.html">Arizona Republic in materia di immigrazione, di applicazione della legge sull’immigrazione, SB 1070</a>.</p>
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		<title>Flipboard: è iniziata l&#8217;era del magazine &#8220;su misura&#8221;?</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 23:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Concetta Ferruzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
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										</div>Flipboard, App per iPad lanciata nel 2010 è diventato, come pronosticato in tempi non sospetti, un vero e proprio fenomeno di culto. Infatti, nel suo primo anno di vita è stata nominata App dell’anno dalla Apple, si è classificata in Italia nella Top15 per numero di download ed è stata inserita da Wired nella top10 [...]]]></description>
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										</div><p><a href="http://flipboard.com/"><strong>Flipboard</strong>,</a> App per iPad lanciata nel 2010 è diventato, come <a href="http://www.google.it/search?sourceid=navclient&amp;hl=it&amp;ie=UTF-8&amp;rlz=1T4SUNC_itIT370IT370&amp;q=flipboard">pronosticato</a> in tempi non sospetti, un vero e proprio fenomeno di culto. Infatti, nel suo primo anno di vita è stata nominata <a href="http://www.businessinsider.com/apple-calls-flipboard-ipad-app-of-the-year-2010-12">App dell’anno dalla Apple</a>, si è classificata in Italia nella Top15 per numero di download ed è stata inserita da Wired nella <a href="http://gadget.wired.it/news/applicazioni/10-apps-del-2010.html?page=1#content">top10</a> delle App che hanno segnato il decennio.</p>
<p><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/immaginixflipboard.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5489" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/immaginixflipboard.jpg" alt="" width="294" height="412" /></a></p>
<p>Le motivazioni di questo successo sono da individuare, in primo luogo, nella sintesi che riesce a realizzare tra la bellezza dei magazine patinati e la funzionalità del web (“<em><a href="http://flipboard.com/press/the-beauty-of-print-the-power-of-the-web"><em>The beauty of the print, the power of the web</em></a></em>”). In questo senso rappresenta una innovativa soluzione alla fruizione di contenuti sul web a cui sta lavorando da alcuni anni il <a href="http://marcomassarotto.com/2010/05/31/i-giornali-su-ipad-le-prime-app-a-confronto/">mondo editoriale</a>. E apre la strada ad una nuova generazione di magazine costruiti su misura in base alle specifiche esigenze del fruitore.</p>
<p>A marzo 2011  è stata pubblicata la versione 1.2 che ha introdotto l’integrazione ad <strong><a href="http://instagr.am/">Instagram</a> &#8211; </strong>una App per il <em>photo sharing</em> che consente di scattare una foto, scegliere un filtro per trasformarne l’aspetto ed inviarla a Facebook, Twitter o Flickr. L&#8217;innovazione, resa possibile dalla pubblicazione delle API dell’applicazione, consente anche di migliorare le prestazioni di Instagram che nella versione originale per iPad, a causa dei limiti dello schermo, non prevede altre possibilità di visualizzazione delle foto oltre a quella &#8220;in verticale&#8221;.</p>
<p>Altre novità della versione 1.2 indicate dal changelog ufficiale riguardano:</p>
<ul>
<li>miglioramento del <strong>social search </strong>che consente di effettuare ricerche tra i vari social networks e blogs (<a href="http://tech.fanpage.it/facebook">Facebook</a>, <a href="http://tech.fanpage.it/twitter">Twitter</a>, <a href="http://tech.fanpage.it/rumors-di-vendita-yahoo-assicura-gli-utenti-di-fickr/">Flickr</a>), attraverso l’uso di parole chiave o hashtag i cui risultati sono poi raggruppati e mostrati all’utente nella classica forma del magazine patinato;</li>
<li>netto miglioramento della <strong>velocità di uploading </strong>che rende possibile il caricamento dei contenuti in un tempo massimo di 4 – 5 secondi;</li>
<li>miglioramento del supporto a <strong>Google Reader</strong>;</li>
<li>inserimento del bottone &#8220;<strong>aggiorna</strong>&#8221; che consente il reload ogni qualvolta lo si voglia direttamente dalla Tavola dei Contenuti;</li>
<li>possibilità di verificare tutti i contenuti consigliati dall’editore tramite il pulsante “<strong>In evidenza </strong>(featured)”.</li>
</ul>
<p>Una novità che potrebbe generare un po&#8217; di preoccupazione tra gli utenti attiene, invece, alla possibilità, dichiarata dal team di Flipboard, di scoprire se sul <em>device</em> su cui sta funzionando è stato effettuato il <strong>jailbreak</strong> ossia la violazione delle restrizioni d&#8217;suo fissate dalla Apple che, pur non essendo illegale &#8211; almeno negli USA -, fa venire meno la garanzia sul device stesso in caso di malfunzionamenti.  ln  caso di iPad &#8220;jailbrekkato&#8221; l’applicazione, infatti, segnala che potrebbero verificarsi dei crash non imputabili all’applicazione stessa.</p>
<p><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/Flipboard-Jailbreak.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5490" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/Flipboard-Jailbreak.jpg" alt="" width="371" height="178" /></a></p>
<p>Sul fronte delle critiche si segnala in particolare la lamentata scarsa possibilità di personalizzazione dei contenuti e degli algoritmi utilizzati per ricercarli dove sembra invece eccellere l’App rivale <a href="http://www.zite.com/">Zite</a>.</p>
<p>Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, il prossimo obiettivo, di recente annunciato dagli sviluppatori dell’applicazione su <a href="http://twitter.com/Flipboard/">Twitter</a>, è la versione per iPhone.</p>
<p><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/flipboardxtwitter1.bmp"><img class="aligncenter size-full wp-image-5494" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/flipboardxtwitter1.bmp" alt="" width="332" height="206" /></a></p>
<p>Non c’è ancora il progetto di sviluppare versioni per altri tablet ma in una <a href="http://gadget.wired.it/news/applicazioni/flipboard-sxsw.html">recente intervista</a> a Wired, Mike McCue, il fondatore di Flipboard, afferma che <em>&#8220;Mi piace molto Windows Phone </em><em>e svilupperemo sia per Windows sia per Android, visti i numeri. Non ancora, ma lo faremo</em>&#8220;.</p>
<p>Il futuro prossimo sembra quindi, al pari dei cugini su carta, quella del magazine in versione &#8220;pocket&#8221;.</p>
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		<title>Quello che non potete non sapere su Twitter</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 23:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela De Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste, Recensioni, Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
		<category><![CDATA[Web application]]></category>

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										</div><p style="text-align: justify;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/Twitter.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5514" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/03/Twitter-1024x492.jpg" alt="" width="574" height="275" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Twitter rientra tra i primi dieci siti web più cliccati a livello mondiale (il nono secondo i <a href="http://www.alexa.com/" target="_blank">dati Alexa</a>) pur registrando un’attrattività minore rispetto al suo storico rivale, Facebook (che invece si colloca al secondo posto). Considerando il traffico web italiano, il primato di Facebook su Twitter si fa ancora più ampio: Twitter scende infatti al 16° posto tra i siti web più visitati mentre Facebook conserva il secondo. In media ogni giorno 1 internauta su 10 sceglie comunque di passare per Twitter nel corso delle sue navigazioni (il 9,4% degli utenti internet globali a fronte del 40,1% registrato da Facebook), spendendo circa 7 minuti per visita e 53 secondi per pagina visualizzata (dati riferiti agli ultimi 3 mesi).</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo le <a href="http://www.website-monitoring.com/blog/2010/05/04/twitter-facts-and-figures-history-statistics/" target="_blank">ultime statistiche disponibili sugli utenti Twitter</a>, ad aprile 2010 si contavano 106 milioni di account, anche se circa un quarto risultava con zero <em>Followers</em>, per un traffico informativo quantificabile in 640 <em>Tweets </em>al secondo. Per chi non utilizza Twitter è bene precisare che per Tweets si intende il proprio aggiornamento di status, che differentemente da Facebook risponde alla domanda &#8220;<em>what&#8217;s happening?</em>&#8220; e deve concentrarsi in <a href="http://www.140characters.com/" target="_blank">140 caratteri</a>. I <em>Following </em>sono i profili degli utenti che stiamo seguendo, che a loro volta possono scegliere se far parte o meno dei nostri, mentre i <em>Followers </em>sono gli utenti che seguono il nostro profilo.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ai numeri e ai significati apparentemente complessi dei termini tecnici, le capacità di Twitter sono rinvenibili nel suo slogan: <em>Twitter asks “what’s happening” and makes the answer spread across the globe to millions, immediately</em>. Un social network quindi nato per diffondere e condividere le notizie. Non a caso capita spesso sentire parlare di Twitter come di una pagina di informazione personalizzata, dove è possibile scegliere in base ai propri interessi le diverse fonti informative, in grado di superare quindi la funzione di medium dei mezzi di informazione più tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify;">La capacità forse nascosta, o quantomeno poco considerata, di Twitter nel nostro Paese, fa riferimento alla possibilità di raccogliere i commenti degli utenti su un determinato tema. Grazie agli <em>hashtags</em> (parola chiave di una ricerca preceduta dal simbolo #) e al motore di ricerca interno alla piattaforma è possibile visualizzare tutti i Tweet e quindi gli aggiornamenti degli utenti che contengono quella determinata parola. Una volta scoperta questa funzione, di fronte ad un grande evento, vi capiterà sicuramente di pensare &#8220;Chissà che si dice su Twitter?&#8221;. Provate ad esempio ad usare l&#8217;hashtag #berlusconi e in soli 8 secondi vi troverete davanti una <a href="http://search.twitter.com/search?q=%23berlusconi" target="_blank">pagina web sempre aggiornata</a> contenente tutti i tweet  (pubblici) sul nostro Premier e, nel bene o nel male, i risultati in questo caso sono internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le potenzialità di Twitter non finiscono qui. Se molto ancora si potrebbe dire sul suo linguaggio, altrettanto numerosi sono i servizi web collegati a Twitter in grado di valorizzare le sue informazioni e i profili degli utenti. Tra questi vi segnaliamo quelli che un utente medio non può non conoscere: <a href="http://twittercounter.com/" target="_blank">Twitter Counter</a> il sito che riassume e visualizza le statistiche del proprio account, <a href="http://twitterlogo.org/" target="_blank">Twitter Logos</a> dove è possibile scaricare un numero illimitato di versioni della famosa icona da inserire nel proprio blog/sito web, <a href="http://visibletweets.com/" target="_blank">Visible Tweets</a> per trasformare in un formato grafico accattivante le proprie ricerche all&#8217;interno di Twitter e <a href="http://gigatweeter.com/counter" target="_blank">GigaTweet</a> una sorta di contatore ufficiale dei Tweet pubblicati dagli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">E voi? Che uso fate di Twitter?</p>
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		<title>Torino Open Data Contest</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 23:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eric Sanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza collettiva]]></category>
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										</div><p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="open-data-torino" src="http://biennaledemocrazia.it/wp-content/uploads/2011/02/BD1-242x3001.jpg" alt="" width="242" height="300" />Il movimento <strong>Open Data</strong> si espande a macchia d&#8217;olio anche nel nostro Paese,  guidato da alcuni &#8220;evangelist&#8221; come <a href="http://http://it.linkedin.com/in/lorenzobenussi" target="_blank">Lorenzo Benussi</a>, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu" target="_blank">Ernesto Belisario</a> e <a href="http://daily.wired.it/blog/codice_aperto">Flavia Marzano</a>, che abbiamo incontrato al BarCamp in occasione della Prima Giornata Mondiale della Statistica, e altri come <a href="http://www.cottica.net/" target="_blank">Alberto Cottica</a> e gli amici di <a href="http://www.spaghettiopendata.org/" target="_blank">Spaghetti Open Data</a>, che abbiamo conosciuto in occasione dello StatCamp della Decima Conferenza Nazionale di Statistica. Il nostro Vincenzo Patruno non perde poi occasione di vederli in giro per l&#8217;Italia e il nostro blog cerca di dare ampio spazio a idee ed eventi collegati all&#8217;Open Data.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l&#8217;appunto Lorenzo Benussi ci segnala una importante iniziativa che vede, ancora una volta, il Piemonte come uno dei principali centri di diffusione della cultura Open Data in Italia. Dal 13 al 17 Aprile 2011 si terrà infatti a Torino, nel quadro delle celebrazioni per l&#8217;unità d&#8217;Italia, la <strong>Seconda Biennale per la Democrazia</strong> «uno strumento per la formazione e diffusione di una cultura della democrazia che si traduca in pratica democratica: un laboratorio pubblico permanente, radicato nel territorio e rivolto alle grandi dimensioni della politica odierna, aperto al dialogo, capace di coinvolgere i giovani delle scuole e delle università, destinato a tutti i cittadini. Si articola in una serie di momenti preparatori – laboratori per le scuole, iniziative destinate ai giovani, workshop di discussione – che culminano, ogni due anni, in cinque giorni di appuntamenti pubblici: lezioni, dibattiti, letture, forum internazionali, seminari di approfondimento e momenti diversi di coinvolgimento attivo della cittadinanza».</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="torino-open-data-contest" src="http://biennaledemocrazia.it/wp-content/uploads/2011/02/Schermata-2011-02-08-a-16.33.021.png" alt="" width="596" height="46" /></p>
<p style="text-align: justify;">«In questo contesto, la Biennale Democrazia 2011, la Città di Torino, CSI-Piemonte e <a href="http://nexa.polito.it" target="_blank">Centro Nexa</a> su Internet e Società del Politecnico di Torino promuovono il concorso d’idee “<strong><a href="http://biennaledemocrazia.it/opendata/" target="_blank"><em>Torino Open Data Contest – Idee e tecnologie per la democrazia</em></a></strong>”».</p>
<p style="text-align: justify;">«Il concorso ha come fine quello di presentare al pubblico durante la  manifestazione Biennale Democrazia 2011 idee, prototipi o versioni  complete di applicazioni software per qualsiasi piattaforma – siti web,  applicazioni mobili, <em>widget</em>, <em>mashups</em>, infografiche interattive – che utilizzino almeno uno dei <em>dataset</em> della Città di Torino messi a disposizione sul sito di Biennale Democrazia, anche in combinazione con altri dati e servizi disponibili on line».</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, il <strong>Torino Open Data Contest</strong> ci aspetta, <strong>dal 13 al 17 Aprile 2011</strong>!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un plugin ufficiale WordPress per la visualizzazione dei dati ISTAT sulla popolazione</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 03:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Patruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
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										</div><p style="text-align: justify;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2012/02/03.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5260" title="wordpress plugin" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2012/02/03.jpg" alt="" width="335" height="131" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;">E’ da un po’ di tempo che su questo Blog parliamo di diffusione e condivisione di dati. Lo facciamo consapevoli di avere in mente una idea ben precisa di “<em><strong>data dissemination</strong></em>”, che va oltre quella “tradizionale” adottata abitualmente dagli Enti e dalle Organizzazioni che producono dati. Riteniamo infatti che il modello di diffusione che vede un Ente produttore di dati pubblicare questi ultimi sul proprio sito Web sotto forma di file scaricabili o di sistemi informativi da interrogare cominci pian piano a non rispondere più non solo alle esigenze dell’utenza in generale, ma soprattutto ad una idea di Web che sta cambiando rapidamente e sta aprendo a nuovi ed interessanti scenari.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;">L’evoluzione delle tecnologie, la straordinaria crescita e la diffusione dei dispositivi mobili ma soprattutto il nuovo ruolo degli utenti Internet che in un Web sempre più “social” veicolano a loro volta dati e informazioni promuovendole e valorizzandole, stanno infatti cambiando il modo di fare e di stare sul Web.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;">Diventa, tra le altre cose, sempre più strategico <strong>accedere in modo tempestivo a dati di qualità</strong> che vanno a misurare fenomeni sociali, economici, ambientali, ecc. Non è al momento una impresa semplice. Siamo sottoposti quotidianamente ad un diluvio di dati di ogni tipo per cui diventa oggettivamente un problema riuscire a trovare innanzitutto i dati che interessano e poi a capire se il dato in questione è effettivamente quello più aggiornato, se il dato è un dato di qualità, chi lo ha effettivamente prodotto.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;">Sarebbe auspicabile poter <strong>usufruire del dato nello stesso istante in cui questo viene reso pubblico</strong> dal produttore. Mission Impossible? Assolutamente no, se facciamo evolvere il nostro modello “tradizionale” di “data dissemination” andando a prevedere la possibilità di “<strong>connettersi</strong>” ai dati lì dove questi vengono prodotti e diffusi sulla Rete. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;">Fermiamoci un attimo e vediamo cosa sta accadendo sul Web. Da un po’ di tempo a questa parte stiamo assistendo ad una <strong>“widgettizzazione” dei contenuti digitali</strong>, ossia ad un modo diverso di produrre e fornire contenuti, utilizzarli ed interagire con essi. I contenuti vengono cioè veicolati  attraverso piccole applicazioni, i <strong>Widgets</strong>, per l’appunto. Sono applicazioni che possono prelevare dati e informazioni direttamente nel punto della Rete dove questi vengono generati per consegnarli a chi invece li consuma, non disdegnando di consentire a questi ultimi di interagire con essi. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;">I Widgets possono facilmente essere incapsulati all’interno di siti Web e Blog e quindi essere visualizzati e utilizzati attraverso un Browser, ma possono anche essere  applicazioni standalone su <strong>desktop</strong> o applicazioni standalone su <strong>dispositivi mobili</strong>. Sono quel tipo di applicazioni che chi possiede ad esempio un<strong> iPhone</strong> o un <strong>iPad</strong> scarica da un <strong>“App Store”</strong> e che tutti chiamiamo semplicemente “<strong>App</strong>”.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;">Ne ho parlato più volte in passato in diversi post che, anche se un po’ datati, vi ripropongo alla fine di questo articolo in quanto evidenziano bene le possibilità dei Widgets e di quello che mi piace chiamare “<strong>Data Sharing</strong>”.<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;">Ma veniamo (finalmente) all’argomento di oggi. <strong>WordPress </strong>è senza dubbio il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Content_management_system" target="_blank">CMS</a></strong> che nel mondo da diverso tempo sta riscontrando il successo maggiore. Sono centinaia di milioni i siti nel mondo costruiti con WordPress, tra cui siti Web di famose aziende e famosi marchi (oltre ovviamente a <a href="segnalazionit.org">SegnalazionIT.org</a>), come riportato dal post  &#8220;<strong><a href="http://www.wpbeginner.com/showcase/21-popular-brands-that-are-using-wordpress/" target="_blank">21 Popular Brands That Are Using WordPress</a>&#8220;</strong>. Pensato soprattutto per la gestione di Blog,  la versione 3.0 ha da poco sorpassato la soglia dei <a href="http://wordpress.org/download/counter/" target="_blank"><strong>30 milioni</strong></a> di downloads, e il trend è in costante aumento. Una delle caratteristiche che ha reso questo CMS vincente rispetto ai suoi diretti concorrenti (e che i diretti concorrenti hanno subito tentato di replicare) è la possibilità di aggiungere funzionalità al sito Web scrivendo dei plug-in aggiuntivi. La cosa ha funzionato talmente bene che ad oggi i <strong><a href="http://wordpress.org/extend/plugins/" target="_blank">plugin ufficiali </a></strong>disponibili sono oltre <strong>13 mila</strong>. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;">Tra questi, da qualche mese, c’è anche un plugin che consente di visualizzare un Widget molto semplice che ho realizzato un paio di anni fa e che mostra i <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/resident-population-in-italian-municipalities/" target="_blank"><strong>dati ISTAT sulla popolazione</strong></a> a livello comunale, provinciale e regionale.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2012/02/04.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5259" title="istat wordpress plugin" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2012/02/04.png" alt="" width="280" height="274" /></a></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;">L’installazione è veramente immediata. Dalla sezione plugin del back office di WordPress basta ricercare il plugin “istat”, installarlo e attivarlo per poi, dalla sezione “Widgets”, spostarlo sulla sidebar con un semplice “drag and drop”. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;"> </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2012/02/021.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5257" title="istat wordpress plugin" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2012/02/021.png" alt="" width="672" height="185" /></a></span></span><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;">A questo punto va inserito il <strong>codice ISTAT</strong> del comune di cui si vogliono visualizzare i dati.  Il codice è a sei cifre ed è ottenibile <strong><a href="http://www.vincenzopatruno.org/2010/02/19/application-sharing/" target="_blank">da qui</a></strong>, inserendo il comune desiderato, ma il plugin visualizza anche dati provinciali o regionali semplicemente immettendo il codice della provincia (a tre cifre) o quello della regione (a due cifre), come mostrato nella figura seguente.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2012/02/01.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5252" title="istat wordpress plugin" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2012/02/01.png" alt="" width="582" height="263" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;">La cosa interessante è che i dati provengono in tempo reale dal sito <strong><a href="http://demo.istat.it/" target="_blank">demo.istat.it</a></strong>, il sistema attraverso cui l’<strong>ISTAT </strong>diffonde i <strong>dati ufficiali sulla popolazione</strong>. Il Widget è in altre parole “<strong>agganciato</strong>” ai dati (attraverso un <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_service" target="_blank">Web Service</a></strong>) direttamente al sito Web che il produttore, in questo caso l’ISTAT, utilizza per diffondere questo tipo di dati. Di conseguenza, quando verranno resi disponibili i nuovi dati relativi al 2010, questi verranno automaticamente visualizzati su tutti i Blog che nel frattempo avranno installato il plugin. Buon divertimento!</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Articoli correlati:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><a href="http://www.vincenzopatruno.org/2010/09/13/data-sharing-and-statistical-data-dissemination/" target="_blank">Data Sharing and Statistical Data Dissemination</a></li>
<li><a href="http://www.vincenzopatruno.org/2010/02/23/how-to-share-a-whole-web-application-on-the-web/" target="_blank">How to Share a whole Web Application on the Web</a></li>
<li><a href="http://segnalazionit.org/2010/02/data-sharing-saldo-migratorio-istat-nei-comuni-italiani/" target="_blank">Saldo Migratorio nei Comuni Italiani</a></li>
<li><a href="http://segnalazionit.org/2010/01/data-dissemination-e-data-sharing/" target="_blank">Data Dissemination e Data Sharing</a></li>
<li><a href="http://segnalazionit.org/2009/09/una-nuova-frontiera-nella-diffusione-elettronica-dei-dati-2-0/" target="_blank">Una nuova frontiera nella diffusione elettronica dei dati</a></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;"><br />
</span></span></p>
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		<title>Gmail – come visualizzare più account con lo stesso browser</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 00:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eric Sanna</dc:creator>
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										</div><p style="text-align: justify;">Vista la facilità di apertura, ma sopratutto la gratuità degli account Gmail, è molto frequente che ciascuno di noi abbia più di un account intestato a suo nome.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso, anche per evitare confusioni, i due account vengono gestiti tramite browser differenti, cosicché nel primo browser visualizziamo ad esempio l&#8217;email privata e nel secondo browser l&#8217;account dove memorizziamo i file che riteniamo più importanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma due browser aperti consumano una considerevole quantità di risorse di calcolo, perché dunque non visualizzare i due account Gmail con lo stesso browser?</p>
<p style="text-align: justify;">Ci viene in aiuto una recente funzionalità di Gmail, vediamo insieme come configurarla.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nota bene: la procedura è stata testata con il browser Firefox, ma può essere utilizzata, con qualche click in più, anche con il browser IE. Fare click sulle immagini per visualizzarle correttamente.</strong></p>
<p style="text-align: center;">- &#8211; -</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1)</strong> Andiamo su Google Accounts <a href="http://google.com/accounts" target="_blank">http://google.com/accounts</a> e accediamo inserendo utenza e password del nostro primo account Gmail.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/multiple-sign-in-01-mod.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5145" title="multiple-sign-in-01-mod" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/multiple-sign-in-01-mod.png" alt="" width="651" height="271" /></a>- &#8211; -</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2)</strong> Ora modifichiamo il nostro account, in particolare prendiamo in considerazione l&#8217;opzione &#8220;<strong>Multiple sign-in</strong>&#8221; e facciamo click su &#8220;<strong>Edit</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/multiple-sign-in-02-mod.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5146" title="multiple-sign-in-02-mod" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/multiple-sign-in-02-mod.png" alt="" width="650" height="239" /></a>- &#8211; -</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3)</strong> Veniamo rimandati alla pagina seguente, che spiega le funzionalità del sistema. Per andare avanti dobbiamo selezionare &#8220;<strong>On</strong>&#8221; e le diverse checkbox per dimostrare di aver letto le indicazioni. Ci viene infine ricordato che potrebbe essere necessario effettuare il logout da tutti gli account perché le modifiche abbiano effetto. Facciamo click sul pulsante &#8220;<strong>Save</strong>&#8220;.</p>
<p><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/multiple-sign-in-03-mod.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5147" title="multiple-sign-in-03-mod" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/multiple-sign-in-03-mod.png" alt="" width="650" height="531" /></a><strong></strong></p>
<p style="text-align: center;">- &#8211; -</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4)</strong> A questo punto accediamo alla nostra posta elettronica scrivendo ad esempio http://gmail.com nella barra degli indirizzi del browser. L&#8217;autenticazione tramite il primo account l&#8217;abbiamo già fatta dunque veniamo immediatamente reindirizzati alla pagina Inbox di Gmail. Il risultato sarà analogo al seguente.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/multiple-sign-in-04-mod.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5148" title="multiple-sign-in-04-mod" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/multiple-sign-in-04-mod.png" alt="" width="651" height="258" /></a>- &#8211; -</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5)</strong> Come si può vedere, facendo ora click nel triangolino posto alla destra del nome del nostro primo account, si apre un menù a tendina con il link &#8220;<strong>Sign in to another account&#8230;</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Facendo click su tale link si apre un secondo tab del browser e ci viene presentata la seguente pagina.</p>
<p><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/multiple-sign-in-05-mod.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5149" title="multiple-sign-in-05-mod" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/multiple-sign-in-05-mod.png" alt="" width="650" height="434" /></a><strong></strong></p>
<p style="text-align: center;">- &#8211; -</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6)</strong> Autentichiamoci con le credenziali del secondo account Gmail, il risultato finale sarà il seguente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/multiple-sign-in-06-mod.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5150" title="multiple-sign-in-06-mod" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/multiple-sign-in-06-mod.png" alt="" width="652" height="255" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le email dei due account sono ora disponibili, contemporaneamente, su due tab differenti dello stesso browser!</strong></p>
<p style="text-align: center;">- &#8211; -</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>7)</strong> Per non confondersi sarà meglio selezionare dei temi con colori differenti per i due account, tramite il link in alto a destra &#8220;Settings &#8211;&gt; Themes&#8221;.</p>
<p><a href="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/multiple-sign-in-07-mod.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5151" title="multiple-sign-in-07-mod" src="http://segnalazionit.org/wp-content/uploads/2011/01/multiple-sign-in-07-mod.png" alt="" width="651" height="256" /></a></p>
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