Category: Web application

Gmail – come visualizzare più account con lo stesso browser

Vista la facilità di apertura, ma sopratutto la gratuità degli account Gmail, è molto frequente che ciascuno di noi abbia più di un account intestato a suo nome.

Spesso, anche per evitare confusioni, i due account vengono gestiti tramite browser differenti, cosicché nel primo browser visualizziamo ad esempio l’email privata e nel secondo browser l’account dove memorizziamo i file che riteniamo più importanti.

Ma due browser aperti consumano una considerevole quantità di risorse di calcolo, perché dunque non visualizzare i due account Gmail con lo stesso browser?

Ci viene in aiuto una recente funzionalità di Gmail, vediamo insieme come configurarla.

Nota bene: la procedura è stata testata con il browser Firefox, ma può essere utilizzata, con qualche click in più, anche con il browser IE. Fare click sulle immagini per visualizzarle correttamente.

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1) Andiamo su Google Accounts http://google.com/accounts e accediamo inserendo utenza e password del nostro primo account Gmail.

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2) Ora modifichiamo il nostro account, in particolare prendiamo in considerazione l’opzione “Multiple sign-in” e facciamo click su “Edit“.

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3) Veniamo rimandati alla pagina seguente, che spiega le funzionalità del sistema. Per andare avanti dobbiamo selezionare “On” e le diverse checkbox per dimostrare di aver letto le indicazioni. Ci viene infine ricordato che potrebbe essere necessario effettuare il logout da tutti gli account perché le modifiche abbiano effetto. Facciamo click sul pulsante “Save“.

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4) A questo punto accediamo alla nostra posta elettronica scrivendo ad esempio http://gmail.com nella barra degli indirizzi del browser. L’autenticazione tramite il primo account l’abbiamo già fatta dunque veniamo immediatamente reindirizzati alla pagina Inbox di Gmail. Il risultato sarà analogo al seguente.

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5) Come si può vedere, facendo ora click nel triangolino posto alla destra del nome del nostro primo account, si apre un menù a tendina con il link “Sign in to another account…“.

Facendo click su tale link si apre un secondo tab del browser e ci viene presentata la seguente pagina.

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6) Autentichiamoci con le credenziali del secondo account Gmail, il risultato finale sarà il seguente.

Le email dei due account sono ora disponibili, contemporaneamente, su due tab differenti dello stesso browser!

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7) Per non confondersi sarà meglio selezionare dei temi con colori differenti per i due account, tramite il link in alto a destra “Settings –> Themes”.

Apps for Development: ultimi giorni per il concorso della Banca Mondiale

Il 2010 si conclude con una grande opportunità per tutti gli sviluppatori di software impegnati nel settore statistico. La Banca Mondiale, all’interno del progetto istuzionale Open Data, ha indetto il concorso “Apps for Development” con l’obiettivo di raccogliere le migliori idee nell’ambito delle applicazioni software dedicate all’utilizzo e alla diffusione di dati statistici.

Sono chiamati a partecipare al concorso tutti gli sviluppatori appartenenti ai Paesi membri della Banca Mondiale. Le proposte di Apps dovranno contribuire alla realizzazione di almeno uno degli otto obiettivi contenuti nel Millenium Development Goals (MDGs) delle Nazioni Unite e nel dettaglio dovranno riferirsi agli oltre 2.000 indicatori contenuti nel database della Banca Mondiale. Le Apps possono essere pensate per tutti gli strumenti informatici e di comunicazione più utilizzati dal pubblico (palmari, personal computer, smartphone, ecc.).

Per partecipare al Concorso ci sono ancora pochi giorni, l’iscrizione deve avvenire entro il 10 gennaio 2011 (direttamente sul sito della Banca Mondiale). Le 5 migliori Apps riceveranno un premio in denaro (per un totale di 45.000 dollari) e l’opportunità di vedere la propria applicazione sul sito Open Data della Banca Mondiale.

Il Concorso declina al presente una delle numerose riflessioni emerse all’interno dello StatCamp del 16 dicembre sul futuro dell’unione tra informatica e statistica, ossia la possibilità di vedere le Apps come una frontiera dell’innovazione in questo ambito.

Tutte le informazioni sul Concorso sono reperibili sul sito della Banca Mondiale dedicato.

Dall’essere dentro la notizia ad essere la notizia. Flipboard, il primo social magazine dell’era 2.0

Nel mondo della applicazioni per iPad è stato di recente reso disponibile gratuitamente sull’AppStore Flipboard che è già diventato un fenomeno di culto.

Flipboard è il primo social magazine del mondo in quanto integra l’offerta di contenuti con le attività svolte dall’utente sui social network quali Facebook e Twitter ed in futuro anche Flickr, Foursquare, Yelp e LinkedIn. E’ un magazine dinamico, che prende i contenuti dal web sociale, li impagina in un layout elegante e patinato ma al tempo stesso semplice, essenziale, esteticamente più piacevole e ordinato delle home di Facebook e di Twitter e, li trasforma in  parte del sommario della rivista.

A detta degli esperti, Flipboard lascia immaginare un nuovo modo di accedere al web sociale: è una sorta di aggregatore di news simile a Pulse, ma in chiave più individuale e sociale in quanto capisce cosa piace al lettore dal suo flusso di scambi e preferenze sui social network, seleziona temi, articoli e aggiornamenti e li presenta in forma di rivista che può essere sfogliata sul Tablet Apple come un vero e proprio magazine.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=v2vpvEDS00o&feature=player_embedded[/youtube]

All’apertura dell’applicazione, Flipboard mostra una copertina dinamica che si compone di un’immagine presa da internet e un titolo principale, estratti da una delle fonti attive. Girando pagina si trova il sommario, completamente modulare, composto da un insieme di box modificabili dal lettore. Infatti, Flipboard presenta delle sezioni tematiche e delle fonti specifiche e il lettore può scegliere come organizzare l’indice in base alle proprie preferenze di lettura. Quando si sceglie un articolo la pagina si allarga a tutto schermo, e su un lato appaiono tutti i post di Twitter inerenti all’argomento. Per non perdere un articolo, è sufficiente inviarselo per e-mail da Flipboard

Flipboard non si limita ad aggregare le fonti reperibili sul web in quanto richiede, al momento dell’installazione, una selezione dei contenuti tra i blog più autorevoli e di tendenza, divisi per argomenti poiché, come sostiene il fondatore di Flipboard :«non è possibile leggere tutte le informazioni che ci arrivano».  Per gestire in maniera efficace la scelta e l’organizzazione real time delle notizie più rilevanti per i lettori il team ha infatti acquisito Ellerdale.

Le sue caratteristiche innovative hanno contribuito a suscitare un rilevante interesse, a partire dalla segnalazione di Robert Scoble sul suo blog Scobleizer ed interessanti analisi sui modelli di consumo dei contenuti della rete.

La forza innovativa di Flipboard è nel cambiamento che porta alle principali regole del gioco nell’accesso all’informazione (cfr. Bruno Walther).

La prima innovazione riguarda la distribuzione dei contenuti: se un nostro contatto ha condiviso un articolo da un qualsiasi sito, Flipboard lo recupera e lo impagina insieme alle immagini e agli eventuali contenuti multimediali. In questo modo, la diffusione dei contenuti avverrà su Flipboard e non più sul sito dell’editore.

La seconda novità è la capacità di Flipboard di coniugare l’empatia e la ricchezza di esperienza dell’iPad con la potenza dei social network, creando in questo modo un universo creativo orientato agli interessi del lettore/utente.

Il terzo impatto afferisce la limitazione che determina sulle possibilità di effettuare analisi del comportamento degli utenti. Flipboard, di fatto, rende complessa questa attività poiché l’accesso ai contenuti avviene integralmente o quasi all’interno della sua interfaccia e non di quella costruita da chi produce l’informazione: la tracciabilità dei dati web è compromessa, a meno che l’utente non decida di cliccare su un approfondimento o di proseguire la lettura sul sito originario.

Sul piano delle funzionalità, la versione attualmente disponibile – 1.0.1 – non consente di agganciare i contenuti sui social network per non appesantire le performance, ma è disponibile la possibilità di mettersi in lista per un invito via eMail che permetterà di sfruttare a pieno l’App. Al momento inoltre sono presenti alcune sezioni interattive personalizzabili che contengono notizie di varie categorie, esplorabili attraverso un’interfaccia che si adatta perfettamente all’iPad perché consente di leggere solo i primi due paragrafi di ogni articolo e sfiorare il tasto “Guarda sul web” per leggere dalla fonte la versione integrale, una soluzione progettata per rendere l’applicazione più snella e non togliere visibilità ai contenuti originali. Più rilevante tra i difetti appare, al momento, l’impossibilità di scegliere e aggiungere le proprie fonti, ma probabilmente tale limite sarà superato nelle successive versioni.

Il funzionamento di Flipboard pone presenta inoltre significative problematiche legate ai diritti di copyright per effetto dell’appropriazione di contenuti prodotti da terzi. Di fatto, secondo la logica di Flipboard, i lettori potrebbero avere accesso al lavoro altrui bypassando il sito web originale e la pubblicità, a danno degli editori.  Ed a questo proposito molti esperti, tra cui  Joel Johnson su Wired, si chiedono se sia legale.

Nonostante questi limiti tecnici il mondo rella rete considera Flipboard rivoluzionario perché, così come sostenuto da Alex Wilhelm in The Next Web «Trasforma il rumore in un segnale», non aggrega ma valorizza i contenuti. «Flipboard prende i tweet e trasforma quel feed in un contenuto leggibile e coerente. Dai tweet al prodotto, dagli status di Facebook a informazioni ben organizzate, Flipboard prende un testo e ti restituisce un libro». Flipboard realizza, in questo modo,  il passaggio concettuale da essere dentro la notizia ad essere la notizia.

Il futuro è mobile

Prendete nota e segnatevi da qualche parte l’anno 2013. E’ ormai considerato da tutti i maggiori osservatori e protagonisti degli scenari IT un anno chiave per il Web. In quell’anno si stima infatti che il numero di PC nel mondo raggiungerà gli 1,78 miliardi mentre gli smartphone e gli altri dispositivi mobili saranno qualcosa come 1 miliardo e 820 milioni (fonte Gartner). In altre parole, il 2013 viene ormai indicato come l’anno del “sorpasso”. L’anno cioè in cui il numero di dispositivi “mobili”  supererà il numero dei PC “tradizionali”. Da quel momento in poi, il loro numero continuerà a crescere inesorabilmente. Una buona  parte di questi saranno smartphone. A questo proposito,  sempre Gartner evidenzia come solo nel primo trimestre del 2010 la vendita di questo tipo di dispositivi sia cresciuta di ben il 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Lo stesso Google, per bocca di John Herlihy, (Vice Presidente, Global Ad Operations) ha in più occasioni sottolineato che “Tra tre anni, i PC desktop saranno irrilevanti. In Giappone, la maggior parte delle ricerche su Web è fatta utilizzando gli smartphone, non i PC”.

In ogni caso, la tendenza è ormai chiara. I dispositivi mobili saranno sempre più il mezzo attraverso il quale il mondo intero consumerà l’informazione e l’intrattenimento. E questo ci porta a fare alcune considerazioni.

La prima è che ormai non ha più senso pensare ai siti Web soltanto in chiave Desktop. I nuovi siti Web devono necessariamente essere progettati in modo tale da essere “multichannel”, in modo che servizi e contenuti possano essere accessibili indifferentemente sia da PC che da dispositivi mobili. Questo ovviamente vale anche per i siti Web esistenti che dovranno in qualche modo convergere inevitabilmente anche verso soluzioni “mobile”. Per fare ciò bisognerà tenere conto di alcune caratteristiche intrinseche di questi dispositivi, come ad esempio le dimensioni ridotte dello schermo, il fatto che non è previsto il mouse e il fatto che l’interazione con l’utente avviene sempre più attraverso i display “touch screen”. Non ultima la questione, ancora aperta, che riguarda le diverse posizioni dei vari produttori sul fatto di supportare o meno le applicazioni Flash.

I dispositivi mobili “aprono” poi ad una interessante categoria di applicazioni. Buona parte degli smartphone sono infatti dotati di antenna GPS. Sono pertanto dispositivi che possono rilevare la loro posizione e sulla base di questa agire in modo adeguato con l’utente (Location Sensing). L’applicazione per Iphone “AroundMe” consente di cercare alberghi, ristoranti, ospedali, taxi o altri servizi che si trovano nelle vicinanze del luogo in cui ci troviamo in quel momento. Ma possiamo andare oltre e immaginare, perchè no, applicazioni che ci fanno conoscere ad esempio la popolazione o alcuni indicatori economici del posto dove ci troviamo. L’informazione statistica che così viene “spezzata” per diventare informazione “di massa” ed essere resa facilmente fruibile da tutti. La questione è piuttosto interessante e articolata. Mi riprometto di ritornare su questo punto con un articolo ad hoc.

Nel frattempo, se avete con voi un iPhone o un BlackBerry, provate a collegarvi a SegnalazionIT.

Concorso Apps to be wired

Si parla tanto, non sempre a proposito, di intelligenza collettiva… e come al solito un esempio parla più di mille parole.

Nokia Italia e Wired Italia hanno inventato una concorso piuttosto articolato e geniale: facciamoci dire dal popolo Internet, nostro cliente o meno, quali applicazioni e quali funzionalità vorrebbero avere a disposizione sul proprio smartphone. Hanno dunque previsto una roadmap di tre passi.

1) dal 2 Aprile al 28 Maggio è possibile inviare le proprie idee al sito http://www.nokiaideas.it, indicando brevemente il concept dell’idea, lo scopo e a quale categoria appartiene fra:

  • DailyLife
  • Kids
  • Sport & Fitness
  • Business
  • Social Responsability
  • School/University
  • Entertainment
  • Food & Health
  • Pets
  • Travel & Leisure

Ogni settimana, una giuria di esperti esaminerà e assegnerà un voto alle proposte inviate. Sulla base di tre parametri qualitativi – benefici per la collettività, originalità, innovazione – verrà stilata la classifica di gradimento delle migliori idee. Successivamente verranno selezionate le dieci migliori idee finaliste che riceveranno un premio di 1.000 euro nell’ambito dell’evento Frontier of Interaction 2010 e parteciperanno alla seconda fase del concorso

2) Il 3 e 4 Giugno, sempre nell’ambito di Frontier of Interaction 2010, presso l’Acquario di Roma, gli sviluppatori che vogliano cimentarsi nell’impresa avranno 24 ore di tempo per sviluppare e rendere funzionante un’applicazione basata su una delle dieci idee finaliste. Alla migliore applicazione, votata da una giuria di esperti, andrà un premio di 30.000 euro.

3) dal 4 Giugno al 30 Ottobre le applicazioni iscritte al concorso verranno distribuite gratuitamente da Nokia nel proprio negozio virtuale Ovi Store e la più scaricata riceverà il “premio della Rete” ed i suoi sviluppatori un premio di 20.000 euro.

L’idea è carina, utilizzabile in molti altri ambiti, anche  istituzionali, richiede un budget iniziale non troppo elevato  e la convinzione -quasi ideologica- che qualcun altro, anche al di fuori del contesto nel quale operiamo abitualmente, possa fornirci delle idee utili a migliorare il nostro lavoro.

 

Tutte le applicazioni Web 2.0 in Italia e nel Mondo

Facebook, Myspace, Flickr, Linkedin, Slideshare, Friendfeed. E poi? Possiamo immaginare che di applicazioni cosiddette “Web 2.0″ ce n’e’ sicuramente ancora qualcuna. Ma quante precisamente? Al momento ne possiamo contare oltre 9000 (poco piu’ di 400 le startup 2.0 italiane), come si puo’ verificare da “Feedmyapp“, una fornitissima Directory di applicazioni Web 2.0.

Ideato in Italia dalla societa’ fiorentina Extendi, Feedmyapp si e’ ben presto affermata come Directory leader per la raccolta, la segnalazione, la ricerca di applicazioni, servizi e piattaforme “Web 2.0″. Un ottimo strumento per verificare se l’idea “geniale” che avete avuto per avviare una startup Web 2.0 (e diventare ricchi con Internet)  sia veramente geniale o se non l’abbia avuta gia’ qualcun altro.

Pubblicare con Lulu: come stampare i vostri libri

Abbiamo già parlato di Lulu, un servizio che consente di pubblicare online oppure in maniera cartacea qualunque documento vogliate.

Ho fatto un piccolo esperimento: volevo acquistare il libro “The elements of statistical learning” di Hastie, Tibshirani, Friedman, sono andato su Amazon ed il libro costava intorno ai 70$, idem su Springer, poi cercando su Google ho scoperto che l’Università di Stanford metteva a disposizione, gratuitamente, l’ebook in formato .pdf del libro.

A questo punto mi è venuto in mente un possibile utilizzo di Lulu per scopi strettamente personali: mandare in stampa cartacea il file .pdf messo a disposizione da Stanford. Ecco cosa ho fatto.

Per prima cosa ho registrato una mia utenza su Lulu.com ed avviato un nuovo progetto “Libro a copertina morbida”; come potete vedere sono disponibili da subito varie opzioni, tra cui anche quella di richiesta del codice ISBN, la qual cosa mi farebbe diventare -a tutti gli effetti- editore del libro.

A seguire sono andato alle opzioni di stampa: tipo di carta, formato, tipo di rilegatura, colori della stampa. Per ragioni di budget ho scelto la carta “Professionale economico” e sono andato avanti.

Ho poi scaricato da Stanford il file .pdf del libro che volevo stampare, l’ho caricato in Lulu ed associato al progetto.

A questo punto mi si è aperto il wizard per la creazione della copertina, ho scelto un tema, un layout, sono andato all’anteprima, ho generato la copertina ed ottenuto quindi due file .pdf (libro + copertina) pronti per la stampa.

Infine mi è apparso un riquadro riassuntivo del progetto, ho salvato e concluso la procedura.

Sono tornato alla pagina principale dei miei progetti ed ho ordinato una copia cartacea del libro tramite il pulsante “aggiungi al carrello”. Il prezzo previsto è di 10,49 Euro, che è salito a 20,48 Euro comprese le spese di spedizione dagli Stati Uniti.

In totale mi sono arrivate tre email di conferma, la prima riguardava l’avvenuta pubblicazione, la seconda la ricezione dell’ordine, la terza l’avvenuta spedizione.

Dopo circa 20gg dall’ordine (che ho fatto però poco prima di Natale) il libro mi è stato recapitato a casa. Eccolo qui sotto.

Il risparmio netto a seguito dell’operazione è stato il seguente: (70$ valgono oggi 51,4 Euro) 51,4 Euro – 10,5 Euro = 40,9 Euro, ipotizzando che le spese di spedizione di Amazon o Springer equivalgano a quelle di Lulu.

Il servizio di stampa di Lulu funziona molto bene, scegliendo le opzioni di stampa a qualità inferiore i costi sono contenuti ed il prodotto finale è più che accettabile. Se avete idee, appunti, monografie, libri autoprodotti o di cui avete disponibile il file .pdf, stamparli con Lulu è facile ed economico e poi -diciamolo- un libro stampato è sempre un’altra cosa rispetto ad un ebook.

Posterous, una piattaforma di instant blogging

Supponiamo che abbiate delle comunicazioni o dei materiali da rendere disponibili su Internet in tempi rapidissimi e con minimo dispendio di energie.

Se non avete tempo o voglia di impelagarvi nella creazione e relativa gestione di un blog su piattaforme complesse, se avete un account qualunque di posta elettronica, se avete comunque la necessità di caratteristiche avanzate come la possibilità di configurare l’aspetto grafico, di far commentare i vostri post, di aggiornare con il post i vostri social network, di inoltrare via email la notizia ai vostri affezionati lettori, di allegare video e foto, posterous.com è ciò che fa per voi.

Posterous è, in sostanza, una piattaforma di instant blogging. Basta semplicemente mandare una email all’indirizzo post@posteur.com e il contenuto dell’email, senza ulteriori passaggi come registrazioni o login, viene immediatamente pubblicato su Internet ad un indirizzo di comodo del dominio posterous.com.

Come potete vedere dall’immagine, nel mio caso ho provato a mandare due email ed il risultato è stata la pubblicazione di due post all’indirizzo eric-if6rd.posterous.com.

Pur continuando a non effettuare alcuna registrazione presso il sito, la presenza del nuovo blog e dei relativi post viene notificata tramite una email di risposta da parte di posterous.com, che contiene svariati link tramite i quali è possibile visualizzare il blog, modificare o cancellare i post, scegliere un nome più amichevole in luogo di “eric-if6rd” e settare una password.

Supponendo di aver seguito il link “Click here to set a password for this site”, di aver impostato il nome del nuovo blog, vi verrà inviata una email per la conferma dei dati inseriti, rispondendo alla quale avrete completato la registrazione del vostro nuovo blog su Posterous.

A questo punto, dopo aver speso solo 5 minuti dall’inizio delle operazioni (post compresi), potrete configurare a piacimento la vostra piattaforma di instant blogging, aggiungendo ad esempio qualche servizio di re-posting su altri siti o applicazioni.

Come potete vedere non manca niente: twitter, wordpress, flickr, facebook, ecc.

Oppure potete modificare il tema ed i colori del sito, aggiungere dei “contributors” al vostro blog, o degli affezionati “subscribers” ai quali inoltrare via email i vostri post.

Posterous è una piattaforma molto avanzata, molto semplice da utilizzare anche se forse un po’ troppo spartana, ma consente un livello tale di interazione con altre applicazioni e servizi oggi presenti in Internet che piattaforme ben più blasonate si sognano oppure ottengono a prezzo di installazioni di appositi plugin.

Questo è il sito d’esempio che ho creato: http://ericstat.posterous.com

Saldo migratorio nei comuni italiani – parte II

In questo post abbiamo copiato/incollato l’”embed code” di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente.




Ovviamente se gestite un Blog o un Sito Web, potete anche voi copiare/incollare il codice all’interno della pagina. Quello che apparira’ lo potete vedere qui di seguito:

Saldo migratorio nei comuni italiani – parte I

Questo  e’ un esempio di come e’ possibile, con un semplice Copia/Incolla, condividere sul Web una intera applicazione. In questo caso, i dati visualizzati provengono in tempo reale dal sito Istat per la diffusione dei dati sulla popolazione (demo.istat.it)

Istruzioni:

1) Aprire “WordPad” o “Blocco Note” sul vostro PC.  (No Windows? Ovviamente qualunque Editor di  testo va bene)

2) Copiareincollare il seguente “embed code”

3) Salvare sul Desktop il documento con estensione .html (es. saldo.html)

4) Doppio Click  sull’icona “saldo.html” che sara’  apparsa sul Desktop

Ovviamente potete incollare il codice anche su qualunque pagina Web o su qualunque Blog.