Data Journalism School 2012

Da qualche tempo sta crescendo in modo sempre più diffuso la consapevolezza del valore che possono avere i dati. Sta crescendo tra le pubbliche amministrazioni, che pian piano stanno lanciando le proprie iniziative legate agli Open Data rilasciando sui propri siti Web i dati in proprio possesso. Sta crescendo tra i governi, che stanno via via promuovendo i vari “data.gov”, i cataloghi governativi dei dati pubblici. Tutto questo mentre la Commissione Europea colloca gli Open Data all’interno delle iniziative strategiche della Digital Agenda for Europe. E anche chi produce dati per mandato istituzionale sta cogliendo l’occasione per  ridisegnare le proprie politiche di diffusione, rilasciando sulla Rete grandi quantità di dati di alta qualità e con elevate potenzialità nell’utilizzo.

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Open Data, l’Italia s’è desta


La settimana
scorsa è iniziata con l’annuncio della nascita di dati.gov.it e con il lancio di AppsForItaly, la competizione italiana sugli open data. E’ poi continuata con la Giornata Italiana della Statistica dove i protagonisti istituzionali e della società civile che hanno reso possibile questo annuncio, hanno partecipato insieme al primo evento istituzionale sugli Open Data. E all‘Open Government Data Camp 2011 a Varsavia, chi era presente, ha raccontato tutto ciò al mondo.

La scorsa settimana è stata probabilmente una settimana chiave per l’open government e per gli open data in Italia. Cominciamo con la “discesa” in campo del Ministero per la pubblica Amministrazione e Innovazione che in una conferenza stampa a Palazzo Vidoni a Roma ha reso pubblica la strategia italiana sull’open government: Pubblica Amministrazione 2.0, G-Cloud e, soprattutto, Open Data.

Ovviamente un conto è fare un annuncio, un altro continuare a lavorare per far crescere le iniziative proposte e raggiungere gli obiettivi prefissi. Ad ogni modo, sul fronte Open Data abbiamo ora il portale dati.gov.it. L’idea è quella di farlo diventare in breve tempo il catalogo nazionale dei dati aperti della pubblica amministrazione.

E per stimolare da una parte le pubbliche amministrazioni a rendere pubblici i propri dati, e dall’altra i cittadini, le community di sviluppatori e il mercato ad utilizzarli, il Ministero ha deciso di supportare AppsForItaly, la competizione italiana sugli Open Data. […] Apps4Italy è un concorso aperto a cittadini, associazioni, comunità di sviluppatori e aziende per progettare soluzioni utili e interessanti basate sull’utilizzo di dati pubblici, capaci di mostrare a tutta la società il valore del patrimonio informativo pubblico.[...]

Ovviamente niente nasce all’improvviso. Se si è arrivati a questo, lo si deve alle tante iniziative che da oltre un anno a questa parte stanno nascendo un po’ ovunque in Italia e al lavoro continuo di associazioni, movimenti, fondazioni, ma anche enti locali ed enti privati che credono nella potenza dei dati aperti ai fini della trasparenza, della democrazia partecipata, dello sviluppo del Paese. Ed è interessante come, iniziative che nascono “dal basso” possano far incontrare l’interesse e il sostegno del mondo istituzionale. Attorno all’Open Data sta incredibilmente accadendo questo: istituzioni e pubbliche amministrazioni che siedono attorno ad un tavolo con associazioni, comitati e movimenti espressione della società civile.

E’ quello che è accaduto lo scorso 20 Ottobre presso l’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica. Il Workshop Open Official Statistical Data, inserito nelle celebrazioni della Giornata Italiana della Statistica, è stato il primo appuntamento “istituzionale” dopo l’annuncio della strategia governativa sull’open government. Si è parlato della prospettiva italiana a riguardo dell’Open Data e dell’Open Government, della centralità del dato aperto nell’azione e nella strategia della Commissione Europea, di come la consolidata cultura del dato presente nell’Istat e nell’intero Sistema Statistico Nazionale possa e debba essere un elemento chiave nelle iniziative legate all’Open Data. Si è parlato di alcune esperienze di open data in Italia, e lo si è fatto dando spazio direttamente gli enti locali coinvolti. Si è parlato della iniziativa italiana dati.gov.it e di appsforitaly con i movimenti, le associazioni, le fondazioni che “dal basso” hanno reso possibile tutto ciò.

Le conclusioni di Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, meriterebbero in realtà un post a parte, visto che hanno toccato molti punti diversi, buona parte dei quali degni di essere segnalati. Ad ogni modo ha sottolineato quanto sta facendo l’Istituto per fornire alla società civile, alla Rete e al mercato dati di qualità ad un livello sempre più spinto di disaggregazione.

Ma non finisce qui. Sempre la scorsa settimana è stato lanciato in versione beta Wikitalia, un progetto che “mette in rete una serie di strumenti per la trasparenza della politica, il riutilizzo dei dati pubblici e la partecipazione dei cittadini”.  Si tratta quindi di una piattaforma che si rivolge soprattutto “ai sindaci e alle loro amministrazioni, affinché decidano di far propri la filosofia e gli strumenti dell’Open Government”. Hanno gia’ aderito al progetto i comuni di Firenze, Torino e Matera, mentre altri aderiranno a breve.

Qualcosa  in Italia finalmente sta accadendo. Ed è qualcosa di importante.


La versione in  inglese del post è stata pubblicata sull’Open Knowledge Foundation Blog e su Government in The Lab.


Un plugin ufficiale WordPress per la visualizzazione dei dati ISTAT sulla popolazione

E’ da un po’ di tempo che su questo Blog parliamo di diffusione e condivisione di dati. Lo facciamo consapevoli di avere in mente una idea ben precisa di “data dissemination”, che va oltre quella “tradizionale” adottata abitualmente dagli Enti e dalle Organizzazioni che producono dati. Riteniamo infatti che il modello di diffusione che vede un Ente produttore di dati pubblicare questi ultimi sul proprio sito Web sotto forma di file scaricabili o di sistemi informativi da interrogare cominci pian piano a non rispondere più non solo alle esigenze dell’utenza in generale, ma soprattutto ad una idea di Web che sta cambiando rapidamente e sta aprendo a nuovi ed interessanti scenari.

L’evoluzione delle tecnologie, la straordinaria crescita e la diffusione dei dispositivi mobili ma soprattutto il nuovo ruolo degli utenti Internet che in un Web sempre più “social” veicolano a loro volta dati e informazioni promuovendole e valorizzandole, stanno infatti cambiando il modo di fare e di stare sul Web.

Diventa, tra le altre cose, sempre più strategico accedere in modo tempestivo a dati di qualità che vanno a misurare fenomeni sociali, economici, ambientali, ecc. Non è al momento una impresa semplice. Siamo sottoposti quotidianamente ad un diluvio di dati di ogni tipo per cui diventa oggettivamente un problema riuscire a trovare innanzitutto i dati che interessano e poi a capire se il dato in questione è effettivamente quello più aggiornato, se il dato è un dato di qualità, chi lo ha effettivamente prodotto.

Sarebbe auspicabile poter usufruire del dato nello stesso istante in cui questo viene reso pubblico dal produttore. Mission Impossible? Assolutamente no, se facciamo evolvere il nostro modello “tradizionale” di “data dissemination” andando a prevedere la possibilità di “connettersi” ai dati lì dove questi vengono prodotti e diffusi sulla Rete.

Fermiamoci un attimo e vediamo cosa sta accadendo sul Web. Da un po’ di tempo a questa parte stiamo assistendo ad una “widgettizzazione” dei contenuti digitali, ossia ad un modo diverso di produrre e fornire contenuti, utilizzarli ed interagire con essi. I contenuti vengono cioè veicolati attraverso piccole applicazioni, i Widgets, per l’appunto. Sono applicazioni che possono prelevare dati e informazioni direttamente nel punto della Rete dove questi vengono generati per consegnarli a chi invece li consuma, non disdegnando di consentire a questi ultimi di interagire con essi.

I Widgets possono facilmente essere incapsulati all’interno di siti Web e Blog e quindi essere visualizzati e utilizzati attraverso un Browser, ma possono anche essere  applicazioni standalone su desktop o applicazioni standalone su dispositivi mobili. Sono quel tipo di applicazioni che chi possiede ad esempio un iPhone o un iPad scarica da un “App Store” e che tutti chiamiamo semplicemente “App”.

Ne ho parlato più volte in passato in diversi post che, anche se un po’ datati, vi ripropongo alla fine di questo articolo in quanto evidenziano bene le possibilità dei Widgets e di quello che mi piace chiamare “Data Sharing”.

Ma veniamo (finalmente) all’argomento di oggi. WordPress è senza dubbio il CMS che nel mondo da diverso tempo sta riscontrando il successo maggiore. Sono centinaia di milioni i siti nel mondo costruiti con WordPress, tra cui siti Web di famose aziende e famosi marchi (oltre ovviamente a SegnalazionIT.org), come riportato dal post  “21 Popular Brands That Are Using WordPress. Pensato soprattutto per la gestione di Blog,  la versione 3.0 ha da poco sorpassato la soglia dei 30 milioni di downloads, e il trend è in costante aumento. Una delle caratteristiche che ha reso questo CMS vincente rispetto ai suoi diretti concorrenti (e che i diretti concorrenti hanno subito tentato di replicare) è la possibilità di aggiungere funzionalità al sito Web scrivendo dei plug-in aggiuntivi. La cosa ha funzionato talmente bene che ad oggi i plugin ufficiali disponibili sono oltre 13 mila.

Tra questi, da qualche mese, c’è anche un plugin che consente di visualizzare un Widget molto semplice che ho realizzato un paio di anni fa e che mostra i dati ISTAT sulla popolazione a livello comunale, provinciale e regionale.

L’installazione è veramente immediata. Dalla sezione plugin del back office di WordPress basta ricercare il plugin “istat”, installarlo e attivarlo per poi, dalla sezione “Widgets”, spostarlo sulla sidebar con un semplice “drag and drop”.

A questo punto va inserito il codice ISTAT del comune di cui si vogliono visualizzare i dati. Il codice è a sei cifre ed è ottenibile da qui, inserendo il comune desiderato, ma il plugin visualizza anche dati provinciali o regionali semplicemente immettendo il codice della provincia (a tre cifre) o quello della regione (a due cifre), come mostrato nella figura seguente.

La cosa interessante è che i dati provengono in tempo reale dal sito demo.istat.it, il sistema attraverso cui l’ISTAT diffonde i dati ufficiali sulla popolazione. Il Widget è in altre parole “agganciato” ai dati (attraverso un Web Service) direttamente al sito Web che il produttore, in questo caso l’ISTAT, utilizza per diffondere questo tipo di dati. Di conseguenza, quando verranno resi disponibili i nuovi dati relativi al 2010, questi verranno automaticamente visualizzati su tutti i Blog che nel frattempo avranno installato il plugin. Buon divertimento!

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